Palazzo della Permanente

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Palazzo della Permanente
La Permanente nel 1886.jpg
Facciata dell'edificio nel 1886
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Milano
Indirizzo Via Filippo Turati, 34
Coordinate 45°28′35.95″N 9°11′43.64″E / 45.476653°N 9.195456°E45.476653; 9.195456Coordinate: 45°28′35.95″N 9°11′43.64″E / 45.476653°N 9.195456°E45.476653; 9.195456
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1881-1886 (rifatto 1950-1953)
Inaugurazione 1886
Uso sede della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente
Realizzazione
Architetto Luca Beltrami
Proprietario Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente

Il Palazzo della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente (conosciuto anche semplicemente come Palazzo della Permanente) è la sede dell'istituzione culturale dal 1881, costruita in via Turati da Luca Beltrami in stile revival neoclassico e parzialmente restaurata dagli architetti Giulio Richard e Paolo Mezzanotte tra il 1920 e il 1922. Gravemente danneggiato dai bombardamenti, il Palazzo fu completamente ricostruito, ad eccezione della facciata superstite e di poche altre preesistenze, dagli architetti e designer Pier Giacomo e Achille Castiglioni secondo i criteri del funzionalismo. Il complesso è composto da un edificio orizzontale di sale destinate alle esposizioni organizzate dalla Società e una torre verticale per uffici.

L'edificio di Luca Beltrami[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1881 l'istituzione culturale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente acquista un terreno in via Filippo Turati (allora via Principe Umberto) per l'edificazione di una sede. Il progetto viene affidato all'architetto Luca Beltrami (Milano 1854 – Roma 1933), docente di Architettura all'Accademia di Brera e al Politecnico di Milano e impegnato in quegli anni in importanti interventi di architettura e restauro nella città: il Castello Sforzesco e la ricostruzione della Torre del Filarete (1893-1911), la Sinagoga (1892), il Palazzo delle Assicurazioni Generali in Piazza Cordusio (1901). Beltrami concepisce il palazzo della Permanente secondo uno stile neoclassico, suddividendo in modo schematico gli ambienti.

La simmetrica facciata su via Turati, in pietra rossa di Verona, presenta al piano terra un ingresso a triplice apertura scandito da pilastri e due finestre rettangolari; la tripartizione è ripetuta al piano superiore nella loggia ad archi intervallata da colonne e affiancata da due finestre rettangolari con timpano triangolare. Sul fregio in facciata corre l'intitolazione del palazzo: Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente. All'interno la scansione degli spazi si articola nel 1886, data dell'apertura al pubblico, in quattro sale illuminate da lucernari al piano terra, un cortile coperto e una galleria per l'esposizione di sculture conclusa da un giardino con caffetteria. Al piano superiore si accede attraverso una monumentale scala doppia in marmo. Al primo piano un grande salone è destinato ad eventi, conferenze e riunioni ed affiancato sui due lati da due ambienti per l'esposizione di oggetti.

Il restauro degli anni venti e i bombardamenti[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo viene restaurato tra il 1920 e il 1922 dagli architetti Giulio F. Richard e Paolo Mezzanotte: vengono eliminate le decorazioni pittoriche di Gian Battista Todeschini (1857-1938) e Giuseppe Mentessi (1857-1931), assistente di Beltrami all'Accademia di Brera, mentre rimane immutata l'architettura di Beltrami.

L'edificio viene pesantemente colpito dai bombardamenti del 1943, lasciando intatta soltanto la facciata su via Turati, tuttora esistente e tutelata come monumento nazionale.

La ricostruzione: Pier Giacomo e Achille Castiglioni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'esame di 17 proposte, nel 1949 la Società per le Belle Arti sceglie per la ricostruzione della propria sede il progetto degli architetti e designer Pier Giacomo Castiglioni, Achille Castiglioni, con Luigi Fratino. I lavori prendono avvio l'anno successivo e si concludono nel 1953, quando la nuova sede viene aperta al pubblico completamente rinnovata.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso della Permanente è composto da un corpo sviluppato orizzontalmente, che contiene grandi spazi destinati all'allestimento delle mostre, sul quale si innesta una alta torre per uffici, con una netta distinzione tra i due elementi.

La facciata del palazzetto di Beltrami viene inclusa nel progetto come preesistenza originale e accoglie tre distinti ingressi: al centro, dal portico, alle sale espositive; a sinistra ai magazzini delle opere; a destra, dalla galleria, agli uffici della torre.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Pur conservando alcune preesistenze, i Castiglioni ricostruiscono le sale secondo una nuova distribuzione e una nuova struttura di copertura. Il progetto dei Castiglioni rende l'allestimento delle sale per l'esposizione il più possibile flessibile grazie alla suddivisione in sale molto spaziose, da suddividere in spazi più piccoli con pareti mobili, pannelli con telaio in legno rivestito di tela, sostenute da tiranti in metallo, che scorrono grazie a una guida inserita nei muri perimetrali di ogni sala. La stessa guida può essere utilizzata per modulare l'impianto di illuminazione e per l'apprensione dei dipinti.

L'impianto di illuminazione prevede un'alternanza di lucernari in vetrocemento di forma cilindrica, dimensionati in modo da evitare l'abbagliamento, e riflettori incassati, dotati di lampade fluorescenti schermate: il risultato è un piano illuminante astratto, visivamente intervallato da punti e tratti di luce, con un'illuminazione diffusa. La copertura ospita anche gli aspiratori per il ricambio d'aria. Il pavimento delle sale, che contiene i pannelli radianti per il riscaldamento, è in mosaico alla veneziana, a grana piccola (marmo di Candoglia e Bardiglio).

La galleria per l'esposizione delle sculture si affaccia su un cortile interno. Il gioco di illuminazione radente e lo studio delle texture delle superfici delle pareti verticali rivestite di marmo, del pavimento a mosaico e del soffitto a stucco permettono l'illusione visiva di distacco delle pareti dal suolo.

La torre[modifica | modifica wikitesto]

Destinata ad ospitare uffici, la torre a tredici piani progettata dai fratelli Castiglioni[2] è alta 53 m e dista quasi 20 m dal rettifilo di via Turati: concepita per una visione dal basso, come edificio infinito, è strutturata come “edificio interrotto”, senza una copertura dal forte impatto visivo. La facciata sfrutta come decorativi gli elementi strutturali: le travi perimetrali dei solai in cemento armato sono lasciate a vista costruendo un motivo a fasce orizzontali e le pareti rivestite in litoceramica sono regolarmente intervallate da aperture. Le finestre a tutta altezza in profilato metallico hanno tre diversi telai che consentono differenti aperture: uno inferiore fisso, i due superiori a saliscendi autobilanciati; il davanzale è una lastra di marmo bianco, la tenda veneziana in alluminio anodizzato. I pavimenti alternano mosaico di vetro nella galleria d'ingresso, travertino nell'atrio, palladiana nei disimpegni e linoleum negli uffici.

I serramenti interni sono in profilato di alluminio, mentre le porte a battente con struttura di abete a nido d'ape, rivestite in alluminio anodizzato. I Castiglioni integrano nell'edificio alcuni sistemi tecnologici: un servizio di posta pneumatica per la comunicazione tra gli atri e l'ufficio del custode, e i pannelli radianti con raffrescamento estivo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il palazzo della Permanente sul sito di Pier Giacomo Castiglioni, piergiacomocastiglioni.it. URL consultato il 6 febbraio 2015.
  2. ^ La torre della Permanente sul sito di Achille Castiglioni, achillecastiglioni.it. URL consultato il 6 febbraio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Polano, Achille Castiglioni. Tutte le opere 1938 - 2000, 2001, Electa, Milano
  • Silvia Cattiodoro, 1913-2013. Pier Giacomo, 100 volte Castiglioni, In edibus, 2013 ISBN 8897221173, 9788897221173
  • Renzo Modesti e Remo Taccani (a cura di), La Permanente, Società per le belle arti ed esposizione Permanente a Milano, numero unico per la ricostruzione del palazzo sociale 1883 marzo dicembre 1950, Edizione Soc. delle B.A. ed E.P., Milano
  • Réalisationd Architecturales en Italie, in “Cahiers du Centre Scientifique et Techinique du batiment”, 1952, 16, p. XIII
  • Red., Osservazioni su un'architettura. La torre della Permanente a Milano, in “Domus”, 1953, 285, agosto, pp 7-12
  • Red., La Torre della Permanente a Milano, in “Vitrum”, 1954, 52-53, febbraio-marzo, pp. 34-39;
  • R. Angeli, La scala, in “Casa e Turismo”, 1956, 8, gennaio-febbraio, p.17
  • AA.VV., Milano oggi 1959-1960, Edizioni Milano Moderna, Milano 1959, pp 90-104
  • Anty Pansera, Milano, la Permanente sotto la Torre, in “Il moderno”, 16 febbraio 1990

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Storia del palazzo sul sito ufficiale dell'Ente

Architettura in Lombardia: il Palazzo della Permanente

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