Palazzo Turati

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Palazzo Turati
Palazzo Turati, Milano, veduta prospettica della facciata.jpg
Veduta prospettica della facciata
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano
Indirizzovia Meravigli 7
Coordinate45°27′56.39″N 9°11′01.81″E / 45.465664°N 9.183837°E45.465664; 9.183837Coordinate: 45°27′56.39″N 9°11′01.81″E / 45.465664°N 9.183837°E45.465664; 9.183837
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1876
Stileneorinascimentale
Realizzazione
ArchitettoEnrico Combi
Appaltatorefratelli Turati

Palazzo Turati è un palazzo storico situato nel centro storico di Milano, in via Meravigli n. 7, costruito in stile neorinascimentale[1].

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Resti del teatro romano di Milano, visitabili nel museo sensibile istituito nei sotterranei di Palazzo Turati presso la Camera di Commercio della città

Il palazzo fu commissionato da Francesco ed Emilio Turati, commercianti di cotone lombardi. Il palazzo, per volere dei fratelli, fu progettato dall'architetto Enrico Combi prendendo ispirazione a palazzo dei Diamanti di Ferrara: il progetto fu completato nel 1876[1]. La facciata, dallo stile decisamente neorinascimentale, si presenta quindi immediatamente riconoscibile dal particolare bugnato a forma di diamante, (ad imitazione di quello ferrarese di Biagio Rossetti in Palazzo dei Diamanti), che ricopre tutto il palazzo fatta eccezione per le finestre a serliana, le lesene e le balconate con finestroni, sempre a serliana, coronati da un frontone decorato; all'interno si trova un cortile porticato ispirato alle forme del rinascimento lombardo[2].

Molto ricchi sono gli interni, di cui si segnalano: la "Sala di Flora", detta anche salottino azzurro, tappezzato in velluto di seta, con specchiere, decorazioni e sculture di Lodovico Pogliaghi, e affrescato da Mosè Bianchi; la "Sala di Prometeo", cosiddetta per il grande camino neorinascimentale sormontato dalla scultura di Prometeo sempre del Pogliaghi; il Salone da ballo affrescato alle pareti con "Il Ballo" da Giuseppe Bertini e, nel soffitto, da Luigi Cavenaghi. Il palazzo ha ospitato per tutto il Novecento la sede della Famiglia Meneghina, celebre circolo privato milanese[2].

Nei sotterranei di Palazzo Turati, presso la Camera di Commercio della città, sono visitabili le fondamenta del teatro romano di Milano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Attilia Lanza, Milano e i suoi palazzi: Porta Vercellina, Comasina e Nuova, Libreria Meravigli Editrice, 1992, pg. 33.
  2. ^ a b Attilia Lanza, Milano e i suoi palazzi: Porta Vercellina, Comasina e Nuova, Libreria Meravigli Editrice, 1992, pg. 34-35.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]