Eugenio Gignous

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Dintorni di Milano o Lavandaie della Magolfa, 1870 (Fondazione Cariplo)

Eugenio Gignous (Milano, 4 agosto 1850Stresa, 30 agosto 1906) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Maria Taveggia Brizzolara e Laurent, mercante di seta di origini francesi, dimostra presto un precoce talento pittorico e dal 1864 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove fino al 1869 frequenta la Scuola di paesaggio di Luigi Riccardi e, in seguito, di Gaetano Fasanotti[1]. Dopo il trasferimento a Milano con la famiglia, si avvicina all'ambiente della Scapigliatura milanese, stringendo una profonda amicizia con Daniele Ranzoni e Tranquillo Cremona, che risiedono nello stesso stabile[2][3] e frequentando la Famiglia artistica.

Nel 1870 esordisce alla XXIX Esposizione della Società per le Belle Arti di Torino con Lavandaie della Magolfa: in questo periodo, si dedica quasi esclusivamente alla pittura di paesaggio, sperimentata en plein air già dalle lezioni con il maestro Riccardi, realizzando con gli amici Luigi Rossi e Achille Tominetti[4] vedute delle campagne lombarde e piemontesi che espone costantemente alle principali rassegne nazionali, come Firenze, Genova, Accademia di Brera e Torino, dove viene a contatto con gli artisti della Scuola di Rivara.

Verso la fine degli anni settanta matura la sua propensione per una pittura di paesaggio di impronta naturalista sul modello delle ricerche di Filippo Carcano, con il quale a partire dal 1879 dipinge sul Lago Maggiore, inaugurando un repertorio tematico dedicato alle vedute del Verbano, del Mottarone, della Val d'Ossola.

Partecipa all'Esposizione nazionale di Milano del 1881 con Dintorni del lago Maggiore: paese e Laveno e a quella di Roma del 1883 con quattro opere[5]; l'anno successivo è alla Promotrice di Torino con La quiete, acquistata dal Ministero della Pubblica Istruzione e altri quattro dipinti[6]. Dal 1885 al 1894 è membro del consiglio dell'Accademia di Brera[7], cui partecipa annualmente alle mostre della Società Promotrice.

Divenuto ormai un affermato riferimento della pittura lombarda, dal 1887 risiede con la moglie Matilde Ferri e i cinque figli a Stresa, dove frequenta il fervido ambiente mondano e culturale del Lago Maggiore, ritraendone i paesaggi montani e lacustri[8], spesso accompagnato dai colleghi Uberto Dell'Orto, Achille Tominetti, Achille Formis e Pompeo Mariani.

Nel 1891 partecipa alla I Triennale di Milano con Marzo e Studio dal vero, acquistati dal re Umberto I e nel 1895 presenta Bosco alla I Esposizione internazionale di Venezia. Anche Monte Rosa, presentato alla Promotrice di Torino del 1897, viene acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione. In questo periodo, apre a Stresa uno studio aperto a giovani allieve, fra le quali figurano Camilla Bellorini (1879-1906) e Maria Zinelli (1877-1961)[9].

Colpito da un tumore alla gola, muore a Stresa, dove viene sepolto[10], il 30 agosto 1906, a 56 anni[11]: nel 1907 la Biennale di Venezia e la Promotrice di Torino gli dedicano mostre retrospettive.

Il nipote Lorenzo (1862-1958) è anch'egli pittore naturalista, noto per le sue vedute dei paesaggi del Lago Maggiore[12].. La figlia Ginette (1891-1982), per anni compagna del noto pittore futurista Aroldo Bonzagni[13], sposa poi il noto imprenditore milanese del vetro Paolo Venini.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

«...in Gignous la poesia, una esuberanza virgiliana di dolcezze che trabocca e inonda i suoi quadri»

(Virgilio Colombo in Gli artisti lombardi a Venezia: prima Esposizione internazionale d'arte della Città di Venezia, Dumolard, 1895)

Gignous è riconosciuto, unitamente a Filippo Carcano, come uno dei maggiori esponenti del naturalismo lombardo[14]. Gli esordi del 1870 sono ancora scanditi dal naturalismo en plein air appreso dal maestro Luigi Riccardi, vivificati da un'attenta ricerca per gli effetti naturali della luce e dei suoi contrasti.

In seguito diviene forte l'influenza dello stile Scapigliato dell'amico Tranquillo Cremona e della Scuola di Rivara, in particolare di Ernesto Rayper, dove è evidente la ricerca dei contrasti tra effetti di chiaroscuro e zone di luminosità.

Verso la fine degli anni settanta Gignous si indirizza verso una pittura di paesaggio di impronta naturalista, affine allo stile dell'amico Carcano, contraddistinta dalla ricerca di sintesi tra forma e colore e il forte intento di definire il valore espressivo ed emozionale dei soggetti ritratti.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eugenio Gignous, su artgate-cariplo.it. URL consultato il 21 dicembre 2021.
  2. ^ Eugenio Gara, Filippo Piazzi, Serata all'osteria della Scapigliatura: trent'anni di vita artistica milanese, Lampi di stampa, 2004.
  3. ^ Ritratto di un artista scapigliato. Daniele Ranzoni e gli anni felici di Ghiffa, su archiviodelverbanocusioossola.com. URL consultato il 17 dicembre 2021.
  4. ^ Achille Tominetti, su italialiberty.it. URL consultato il 21 dicembre 2021.
  5. ^ Esposizione di belle arti in Roma, 1883: catalogo generale ufficiale Tipografia Sodoniana, Roma, 1883, pp. 46-48
  6. ^ Belle Arti. Arte Contemporanea. Catalogo Ufficiale. Torino. 1884 Unione Tipografico Editrice, Torino, 1884, pp. 89
  7. ^ Opera d'arte Quiete di Gignous Eugenio, su beni-culturali.eu. URL consultato il 14 dicembre 2021.
  8. ^ Eugenio Gignous, su museodelpaesaggio.it. URL consultato il 14 dicembre 2021.
  9. ^ Aurora Scotti, Dal salotto agli ateliers: produzione artistica femminile a Milano 1880-1920, Jandi Sapi, 1989, pp. 41,68,113.
  10. ^ Dai pontili delle petroliere a Cicerone con una sola grande passione, l’arte, su lastampa.it. URL consultato il 17 dicembre 2021.
  11. ^ Ars et labor: rivista mensile illustrata, Ricordi, 1906, pp. 942-943.
  12. ^ a b Eugenio Gignous-Veduta del lago Maggiore, su artgate-cariplo.it. URL consultato il 14 dicembre 2021.
  13. ^ Il ritorno di Vittorio Sgarbi ad Acqui Terme per l'epistolario di Aroldo Bonzagni, su lancora.com. URL consultato il 16 dicembre 2021.
  14. ^ I Rotary alla scoperta del naturalismo lombardo, su sempionenews.it. URL consultato il 21 dicembre 2021.
  15. ^ Impressioni di marzo, su galleriagiannoni.it. URL consultato il 14 dicembre 2021.
  16. ^ Gignous, La chiesa di Pecetto a Macugnaga, su artgate-cariplo.it. URL consultato il 14 dicembre 2021.
  17. ^ Eugenio Gignous-Paesaggio con stagno, su artgate-cariplo.it. URL consultato il 14 dicembre 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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