Villa Godi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Villa Godi
VillaGodi 2007 07 07 01 retouched.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàLugo di Vicenza
IndirizzoVia Palladio, 44, Lonedo, Lugo di Vicenza (Vicenza)
Coordinate45°44′51″N 11°32′00″E / 45.7475°N 11.533333°E45.7475; 11.533333Coordinate: 45°44′51″N 11°32′00″E / 45.7475°N 11.533333°E45.7475; 11.533333
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1539 - 1557[1]
Realizzazione
ArchitettoAndrea Palladio
Proprietario storicoGirolamo, Pietro e Marcantonio Godi
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Villa Godi
(EN) City of Vicenza and the Palladian Villas of the Veneto
TipoArchitettonico
CriterioC (i) (ii)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal1994
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Villa Godi è una villa veneta situata a Lonedo di Lugo di Vicenza. È una delle prime opere di Andrea Palladio, la prima documentata con sicurezza, in quanto riportata dallo stesso architetto veneto nel suo trattato I quattro libri dell'architettura (1570). La progettazione dell'edificio, commissionato dai fratelli Gerolamo, Pietro e Marcantonio Godi, iniziò nel 1537 per concludersi nel 1542,[1] con modifiche successive sull'ingresso e sui giardini sul retro.

Assieme alle altre ville palladiane del Veneto, è inserita (dal 1996) nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.[2]

La villa ha grandi giardini aperti al pubblico ogni pomeriggio per tutto il corso dell'anno. Il complesso ospita anche un museo paleontologico con centinaia di fossili di piante e animali della zona.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Loggia e lapide dedicatoria

Il progetto palladiano di una villa per i fratelli Gerolamo, Pietro e Marcantonio Godi a Lonedo iniziò nel 1537 per concludersi nel 1542. Con ogni probabilità non si trattò di un incarico autonomo, ma piuttosto di una commissione ottenuta dalla bottega di Gerolamo Pittoni e Giacomo da Porlezza, all'interno della quale il giovane Andrea rivestiva il ruolo di specialista per l'architettura. In realtà i lavori di ristrutturazione della tenuta di famiglia cominciarono già nel 1533, per volontà del padre Enrico Antonio Godi, con la costruzione di una barchessa dorica nel cortile di sinistra.[1]

Prima opera certa di Andrea Palladio, che ne dichiara la paternità nei Quattro libri, villa Godi segna la tappa iniziale del tentativo di costruire una nuova tipologia di residenza in campagna, dove è evidente la volontà di intrecciare temi derivanti dalla tradizione costruttiva locale con le nuove conoscenze che Palladio stava via via acquisendo grazie all'aiuto di Gian Giorgio Trissino.[1]

L'esito è quello di un edificio severo, in cui è bandito ogni preziosismo decorativo tipico della tradizione quattrocentesca.[1]

A partire dalla fine degli anni 1540 ebbe inizio la campagna decorativa degli interni, dovuta in un primo momento a Gualtiero Padovano, che affrescò la loggia e l'ala destra dell'edificio, e successivamente (primi anni 1560) a Giovanni Battista Zelotti, che intervenne nel salone e nelle sale dell'ala sinistra, e a Battista del Moro, cui si deve l'ultima stanza antistante la loggia.[1]

Contemporaneamente alla campagna decorativa, Palladio interviene nuovamente sul corpo dell'edificio, modificando l'apertura posteriore del salone e realizzando il giardino retrostante a emiciclo e la vera da pozzo.[1]

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Villa Godi Malinverni, durante il periodo della prima guerra mondiale, ospitò inoltre diversi reparti dell'esercito e il capo dello stato maggiore britannico stabilì vi il suo comando. Qui soggiornò, per alcuni mesi, il Principe di Galles.

È stata inserita ne 1996 nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.[2]

La dimora storica è sempre aperta al pubblico. Al suo interno, nelle antiche barchesse, è stato ricavato un ristorante con cucina tipica tradizionale veneta. La villa è ancora abitata e alcuni dei suoi appartamenti sono stati messi a disposizione dei turisti.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Chiaramente simmetrico, l'edificio è impostato su una netta definizione dei volumi, ottenuta arretrando la parte centrale della facciata, aperta da tre arcate in una loggia. La stessa forte simmetria organizza la planimetria dell'edificio, impostata lungo l'asse centrale costituito da loggia e salone, al quale si affiancano gerarchicamente due appartamenti di quattro sale ciascuno.[1]

Interni[modifica | modifica wikitesto]

Sono visitabili ben nove saloni affrescati, mantenuti in perfetto stato: dalla sala dell'Olimpo al Salone centrale, alto 9 metri. Sul soffitto si possono ancora osservare le decorazioni a cassettoni.

Gualtiero Padovano si ricorda per essere stato un grande paesaggista; attraverso i suoi affreschi è possibile ricostruire i paesaggi veneti e vicentini e riconoscere una traccia della vita dei villaggi.

Giovanni Battista Zelotti è stato il più importante degli artisti che operarono nella villa, un ritrattista classico che trae ispirazione dal mondo greco, dalle divinità con le loro splendide corporature. Così nelle sue sale si possono riscoprire i personaggi epici principali da Venere a Bacco, da Giove a Vulcano.

La piccola Sala delle Arti mostra allegorie dell'arte come figure dorate in un'architettura dipinta ad arcate, incorniciata da trofei, strumenti musicali e putti. Una finestra cieca apre illusionisticamente lo sguardo su un paesaggio idilliaco, con rovine greche.

Posto al piano terra, nella zona di servizio, è il cucinone storico, luogo di cottura e di preparazione dei cibi. Sempre posta al piano terra, seppure danneggiata dall'umidità, è presente una sala che si ipotizza[senza fonte] affrescata da Paolo Veronese in collaborazione di Zelotti, per la presenza di elementi pittorici tipici del grande artista.

Villa Godi Malinverni, oltre a custodire tali affreschi, espone all'interno delle sue sale un'opera di Pietro Annigoni, uno dei più importanti ritrattisti italiani del ventesimo secolo: La strega.

Parco[modifica | modifica wikitesto]

Il parco della villa fu progettato nell'Ottocento dall'architetto vicentino Antonio Caregaro Negrin. Si tratta di un giardino romantico all'inglese caratterizzato da 2,5 km di viali, ricco di corsi d'acqua e di laghetti. All'interno del Parco si potranno visitare alcuni luoghi di particolare suggestione quali l'angolo delle memorie, l'angolo del silenzio e il notevole viale alberato.

Museo dei fossili[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo dei fossili, fondato dal conte Andrea Piovene nel 1852, raccoglie oltre 300 reperti di fossili trovati dal geologo Achille de Zigno nel vicino Chiavon. Al suo interno viene custodita la palma fossile completa di radici e foglie più lunga del mondo (9 metri). L'ultima ristrutturazione del museo è del 2006 ad opera della ProLugo (Pro loco di Lugo).

Ai visitatori è destinata una dedica lasciata dal prof. Remo Malinverni:

« Uomo che ti aggiri tra queste pareti da cui trentamila millenni di storia delle antiche età della terra ti guardano; considera che tutta la storia dell'umanità, dalle origini a oggi, altro non è in confronto che la storia di un giorno e quella della tua esistenza la storia di un attimo, di un istante nell'infinito. »

Nei media[modifica | modifica wikitesto]

In questa villa nel 1953 furono girate alcune scene del film Senso di Luchino Visconti[3][4].

Nel 2013 Villa Godi Malinverni ha ospitato un Real TV della principale Televisione Coreana.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Villa Godi, in Mediateca, Palladio Museum. URL consultato il 27 maggio 2018.
  2. ^ a b (EN) UNESCO World Heritage Centre, City of Vicenza and the Palladian Villas of the Veneto, su whc.unesco.org. URL consultato il 27 maggio 2018.
  3. ^ Villa Godi - Malinverni - Associazione Pro Lugo
  4. ^ Villa Godi Malinverni a Lugo di Vicenza - Villa veneta di Andrea Palladio

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Per la pittura illusionistica di Villa Godi vedi Sören Fischer, Das Landschaftsbild als gerahmter Ausblick in den venezianischen Villen des 16. Jahrhunderts - Sustris, Padovano, Veronese, Palladio und die illusionistische Landschaftsmalerei, Petersberg 2014, pp. 100–110, 144-158. ISBN 978-3-86568-847-7 Link
  • La Villa Godi Valmarana (ora Malinverni), Milano, Orga, s.a.
  • Silvia Anapoli, Villa Godi Malinverni: prima opera di Andrea Palladio, 1542, Vicenza, 2008

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]