Leonardo Bazzaro

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Baite a Macugnaga, 1895 (Fondazione Cariplo)
Le mondine, (1930) (Fondazione Cariplo)

Leonardo Bazzaro (Milano, 13 dicembre 1853Milano, 2 novembre 1937) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Milano da due commercianti di stoffe in Varese [1][2], Ambrogio Bazzaro e Anna Boschetti, sin da piccolo dimostra una spiccata passione e propensione per il disegno e le arti figurative [3]. I suoi genitori, anch'essi appassionati d'arte, assecondano questa sua naturale inclinazione e decidono di affidarlo agli insegnamenti privati di pittura di un loro cliente: il pittore Gaetano Fasanotti, titolare della cattedra di paesaggio all'Accademia di Belle Arti di Brera [1][3][4][2].

In seguito, i genitori si dimostrano ancora comprensivi quando - nonostante la loro volontà di avviare loro figlio nel ramo del commercio - permettono al Bazzaro di entrare all'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano [1][3]. Diventato allievo di Giuseppe Bertini, prende come modelli di riferimento Giuseppe Bisi e Giovanni Migliara e si specializza nella pittura di interni e palazzi del '700 [4][5], mostrando originalità nella ricerca di luce, di colore e nelle vedute prospettiche [1][3]. "Il piccolo Velazquez", così verrà soprannominato dai colleghi, aveva una pennellata veloce, irrequieta ma, allo stesso tempo, dotata di particolare perizia [1][4].

Nel 1873 avviene il debutto in pubblico partecipando alla mostra annuale di belle arti dell'Accademia di Brera. L'anno successivo, presso la Promotrice di Genova il suo quadro "Interno della chiesa di San Vittore di Varese" viene acquistato dalla civica Galleria d'Arte di Modena [3].

Con il dipinto "Dopo il duello", nel 1875 ottiene il "Premio Fumagalli" e l'interesse del mercante d'arte francese Goupil & Cie che gli commissiona parecchie opere [1].

Di lì a poco, però, la passione per le montagne e la riviera di Chioggia, lo porta a rompere il legame con Goupil & Cie [1]. Nel 1878 la svolta che gli permetterà di entrare a pieno titolo nel novero dei più importanti rappresentanti della "scuola naturalistica" lombarda [4][5]: in un viaggio nella laguna veneziana inizia a dipingere all'aria aperta, abbandonando le riproduzioni di interni [2][5]. Ben presto il successo di pubblico e critica, ottenuto nelle principali manifestazioni nazionali e internazionali, porterà il suo nome a fianco a quello di Filippo Carcano, Uberto Dell'Orto ed Eugenio Gignous [3][4].

Nella produzione degli anni Ottanta e Novanta non mancano i paesaggi della Valsassina, della Valle d’Aosta e, soprattutto, del Verbano, di cui raffigura, in toni sempre più intimisti, la vita popolare [2][5]. Proprio in quegli anni, infatti, Bazzaro fa costruire nel 1894 una villa presso la località Alpino, nel Verbano, sulle pendici del Mottarone; dove vi soggiornerà per oltre quarant'anni insieme a sua moglie Corona Douglas Scotti [3].

Nel corso degli anni, Bazzaro continua a partecipare a numerose rassegne lombarde, alle Biennali veneziane e alle Quadriennali romane riscuotendo sempre molto successo presso i collezionisti che gli richiedono repliche dei soggetti più fortunati [2].

Nel 1899 partecipò alla III Esposizione internazionale d'arte di Venezia.

Il dolore per la perdita di sua moglie Corona Douglas Scotti e del suo nipote sculture Ernesto Bazzaro, scomparsi entrambi agli inizi del 1937, porterà il Bazzaro ad abbandonare la pittura e la sua villa presso la località Alpino [3]. La struggente nostalgia per l'amata consorte lo portò a morire nello stesso anno il 2 novembre, all'età di 84 anni, nella casa del nipote in piazza Virgilio 3 a Milano [1][3].

Per suo volere, viene sepolto accanto alla tomba di sua moglie presso il cimitero di Gignese, ornata dalla scultura "Esaurimento" del fratello Ernesto Bazzaro [1].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Dopo il duello (1875)
  • Il Ponte dei sospiri (1878)
  • La vestizione della monaca (1888)
  • Il duello (1878)
  • Verso sera (1887)
  • Ponte di Chioggia (1889)
  • Baite a Gignese (1890)
  • Baite a Macugnaga (1895)
  • Pace di naufraghi (1897)
  • Marina di Chioggia (1900)
  • Pensieri in riva al Lago (1900)
  • All'Alpino (1900)
  • All'ovile - Mottarone (1905)
  • Donne a Gignese (1905)
  • Dopo il naufragio (1906)
  • Rientro al Villaggio - Lago Maggiore (1910)
  • Pascolo - Lago Maggiore (1910)
  • Alba del venerdì Santo (1930)
  • Piazzetta del Melezet a Bardonecchia (1932)

Mostre Pubbliche Culturali[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Nicodemi, In memoria di Leonardo Bazzaro, Milano 1938
  • S. Rebora, Leonardo Bazzaro, Edizione dei Soncini, Soncino, 1997
  • Laura Casone, Leonardo Bazzaro, catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo, 2010, CC-BY-SA (fonte per la biografia).
  • F.L. Maspes, E. Savoia, Leonardo Bazzaro. Catalogo generale delle opere, Antiga Edizioni, Crocetta del Montello (TV), 2011.
  • E. Chiodini, Leonardo Bazzaro. Una vita per la pittura, in F.L. Maspes, E. Savoia, Leonardo Bazzaro. Catalogo generale delle opere, Antiga Edizioni, Crocetta del Montello (TV), 2011, pp. 11–45.
  • S. Bosi, Leonardo Bazzaro. Un protagonista dell'Ottocento lombardo. Cenni biografici, in Leonardo Bazzaro e i grandi maestri del Naturalismo lombardo, catalogo della mostra, a cura di E. Savoia, Bottegantica, Milano, 2011, pp. 5–7.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Leonardo Bazzaro, maestro di naturalismo a Gignese, archiviodelverbanocusioossola.com. URL consultato il 19 luglio 2016.
  2. ^ a b c d e Leonardo Bazzaro, treccani.it. URL consultato il 19 luglio 2016.
  3. ^ a b c d e f g h i Le ville e gli Artisti dell'Alpino, Scenari SrL. URL consultato il 6 luglio 2016.
  4. ^ a b c d e Leonardo Bazzaro - Biografia, Gammanzoni. URL consultato il 19 luglio 2016.
  5. ^ a b c d Leonardo Bazzaro uno e due, Società Editrice Umberto Allemandi & C. spa. URL consultato il 19 luglio 2016.

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