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Cimitero

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Tombe nel Cimitero di Green-Wood, Brooklyn, New York

Il cimitero o camposanto è un luogo, solitamente un'area delimitata, nel quale i corpi dei defunti sono sepolti.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La parola "cimitero" deriva dal greco κοιμητήριον (koimētḕrion, "luogo di riposo": il verbo κοιμᾶν ("koimân") significa "fare addormentare"), attraverso il tardo latino coemeterium, archivio

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il famedio, qui sono sepolti i personaggi illustri del panorama italiano otto-novecentesco.
Cimitero ebraico a Praga
La Basilica di Santa Croce a Firenze, dove sono sepolti numerosi grandi della storia
Cimitero musulmano al tramonto a Marrakech, Marocco.
Gerusalemme, Cimitero ebraico

Fino all'epoca della rivoluzione francese la grande maggioranza dei morti veniva sepolta in fosse comuni, ed esistevano luoghi esterni al perimetro cittadino in cui inserire i morti singolarmente e consentendo la personalizzazione del luogo di sepoltura sia per motivi affettivi, sia per motivi igienici, anche se sin dai tempi dei primi cristiani si diffuse l'idea di dedicare uno spazio ai morti, dapprima nelle catacombe e successivamente sotto il pavimento delle chiese, e dal Medioevo attorno alle strutture religiose stesse.[1]

Nella storia dell'umanità le prime sepolture preistoriche risalgono all'uomo di Neandertal, nel tardo paleolitico. In archeologia i luoghi di sepoltura presso le antiche civiltà si chiamano necropoli.

Napoleone Bonaparte con l'Editto di Saint Cloud del 1804, esteso all'Italia nel 1806, prescrisse di seppellire i cadaveri in cimiteri lontani dall'abitato (per motivi igienico-sanitari) e di ornare tutte le tombe con lo stesso tipo di lapide, negando ai morti il loro nome, in omaggio agli ideali egualitari della Rivoluzione francese.

Nei cimiteri si possono trovare sia il famedio, sia il cenotafio. Il primo è un tempietto riservato alla sepoltura di personaggi illustri di una città e il secondo è un monumento funebre vuoto, innalzato per un personaggio illustre sepolto altrove o i cui resti andarono dispersi. Esistono poi i grandi cimiteri militari o sacrari; notevoli soprattutto quelli relativi alla prima guerra mondiale[2] e alla seconda guerra mondiale[3]. In varie città si trovano cimiteri monumentali con tombe di personaggi famosi, quali il Cimitero monumentale di Milano, il cimitero acattolico di Roma, il Cimitero monumentale di Staglieno a Genova, il Cimitero monumentale di Torino. Celebri sono il cimitero del Père-Lachaise a Parigi, ove si trovano sepolti vari personaggi famosi e il Cimitero nazionale di Arlington presso Washington, cimitero militare simbolo del patriottismo statunitense. Alcune grandi chiese contengono vaste sepolture di regnanti e personaggi storici di una nazione; per esempio: la Basilica di Santa Croce a Firenze; l'abbazia di Westminster a Londra; la Basilica di Saint-Denis presso Parigi; la cattedrale di Roskilde in Danimarca.[4]


I cimiteri ebraici presentano lapidi coperte da lunghi testi in ebraico. Sulle tombe sono spesso scolpite figure che indicano i cognomi e le professioni; ad esempio l'arpa per i liutai, le forbici per i sarti, le mani in preghiera o benedicenti per i rabbini, le pigne come simbolo di immortalità, l'uva come simbolo di saggezza. Nei cimiteri ebraici non ci sono fiori ma, sulle tombe, vengono lasciati piccole pietre e / o foglietti come voto od omaggio.

I cimiteri musulmani sono riservati rigorosamente a fedeli islamici. Il defunto viene coricato con cura su un fianco con il capo rivolto verso La Mecca, città santa. Nell'Islam è vietato cremare i morti o seppellirli sopra la terra. Viene rifiutata la costruzione e l'ostentazione di lapidi molto elaborate ; inoltre non si mettono foto e fiori vicino al corpo del defunto.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

La tomba ed i cimiteri erano diventati oggetto di una tendenza letteraria, prima in Inghilterra, poi nel resto dell'Europa, nel XVIII secolo. I poeti Edward Young e Thomas Gray avevano composto opere di gusto "notturno" e "sepolcrale", in Italia conosciuto in particolare grazie a Melchiorre Cesarotti, che nel 1763 aveva tradotto i Canti di Ossian di James Macpherson. In questo clima videro la luce I Cimiteri del poeta Ippolito Pindemonte in cui l'autore condannava l'ispirazione atea dell'editto di Saint Cloud, criticato nel 1806 anche dal poeta Ugo Foscolo nel carme Dei Sepolcri:" Pur nuova legge impone oggi i sepolcri / fuor de' guardi pietosi, e il nome a' morti / contende" (vv. 51-53). Le tombe sono viste dal Foscolo come luoghi di legami affettivi tra vivi e morti e come testimonianza di valori civili: amor di patria, gloria, eroismo.

Aspetto rituale[modifica | modifica wikitesto]

Nella maggior parte delle religioni occidentali i riti funebri prevedono il loro completamento presso il cimitero, con il pio ufficio della sepoltura. Il tipo di cerimonia varia a seconda delle abitudini culturali e delle credenze religiose.

L'antropologia odierna e molti storici concordano nel fissare l'inizio della civilizzazione e delle manifestazioni culturali e religiose[5] dell'homo sapiens proprio al momento in cui esso comincia a seppellire i morti della propria specie; per contro, alcuni studiosi ricordano che, per dirla con Michel Ragon, se non ci fossero state sepolture e culto delle ossa, oggi ignoreremmo l'esistenza del sinantropo, come del neanderthaliano[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Universo, De Agostini, Novara, 1964, Vol. III, pag.374-375
  2. ^ Tra i maggiori si ricordano il Sacrario militare di Caporetto, il Sacrario militare di Redipuglia, il Sacrario militare del monte Grappa, il Sacrario militare di Asiago, l'Ossario del Pasubio
  3. ^ Ad esempio il sacrario di Marzabotto, quello sull'Eccidio delle Fosse Ardeatine e quelli sui luoghi dello sbarco in Normandia.
  4. ^ Singolari sono le Catacombe di Parigi, il Cimitero delle Fontanelle a Napoli e il Cimitero sotterraneo di Nagcarlan nelle Filippine. Del tutto particolare, nella Romania settentrionale, è il Cimitirul Vesel di Sapanta, il "cimitero allegro" con tombe colorate e lapidi con poesie umoristiche sui defunti sepolti.
  5. ^ La cura nella sepoltura testimonia un primo abbozzo di fede in un mondo ultraterreno.
  6. ^ Michel Ragon, L'espace de la mort: essai sur l'architecture, la décoration et l'urbanisme funéraire, Albin Michel, 1981

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Marcenaro, Cimiteri. Storie di rimpianti e di follie, Bruno Mondadori editore, 2008, ISBN 978-88-424-9847-6
  • La città dei morti. Breve storia del cimitero, M&B Publishing, Milano, 2000,
  • Paola Redemagni, I Cimiteri, M&B Publishing, Milano, 2005,
  • Lo spettacolo della morte. Breve storia del funerale, l'ornitorinco Edizioni, Milano, 2010,
  • Michelangelo Giampaoli, Il Cimitero di Jim Morrison. Trasgressione e vita quotidiana tra le tombe ribelli del Père Lachaise di Parigi, Viterbo, Stampa Alternativa, 2011.
  • Gian Marco Vidor, Biografia di un cimitero italiano. La Certosa di Bologna , Bologna, il Mulino 2012,
  • Eleonora Iannelli, Messina ritrovata. Viaggio con la macchina del tempo dalle origini ai giorni nostri., Messina, Edizioni della Libreria Bonanzinga, 2010, ISBN 88-8905-032-0.

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