Antologia di Spoon River

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Antologia di Spoon River
Titolo originaleSpoon River Anthology
Usstamp-edgar lee masters.jpg
Francobollo statunitense raffigurante Edgar Lee Masters
AutoreEdgar Lee Masters
1ª ed. originale1915
1ª ed. italiana1943
Generepoesia
Sottogenereepitaffi
Lingua originale inglese
AmbientazioneSpoon River (cittadina finzionale), U.S.A.

L'Antologia di Spoon River (Spoon River Anthology) è una raccolta di poesie in verso libero che il poeta statunitense Edgar Lee Masters pubblicò tra il 1914 e il 1915 sul Mirror di St. Louis. Ogni poesia racconta, in forma di epitaffio, la vita dei residenti di Spoon River, un immaginario paesino del Midwest statunitense, sepolti nel cimitero locale. Lo scopo di Masters è quello di demistificare la realtà di una piccola cittadina rurale americana.

Tema[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione della raccolta pubblicata nell'aprile del 1915 contava 213 epigrafi diventati poi 243 più La Collina nella versione definitiva del 1916. La raccolta comprende diciannove storie che coinvolgono un totale di 248 personaggi che coprono praticamente tutte le categorie e i mestieri umani. Masters si proponeva di descrivere la vita umana raccontando le vicende di un microcosmo, il paesino di Spoon River.

In realtà, Masters si ispirò a personaggi veramente esistiti nei paesini di Lewistown e Petersburg, vicino a Springfield nell'Illinois, dove egli era cresciuto; molte delle persone a cui le poesie erano ispirate, che erano ancora vive, si sentirono offese nel vedere le loro faccende più segrete e private pubblicate in quelle poesie. La caratteristica saliente dei personaggi di Edgar Lee Masters, infatti, è che essendo per la maggior parte morti non hanno più niente da perdere e quindi possono "raccontare" la loro vita in assoluta sincerità.

Nella prefazione ad una delle edizioni italiane dell'opera, Fernanda Pivano scrive che "l'autore definiva questo libro qualcosa di meno della poesia e di più della prosa" e, in effetti, la struttura netta e scarna dei versi sembra dare ragione a Masters. Il tono degli epitaffi è sempre "narrativo", mai "declamatorio" e la voce dei protagonisti è sfumata, priva di un vero rimpianto per il passato che non c'è più. Esso è, ormai, qualcosa che si trova oltre la loro attuale dimensione e, nel loro apparente distacco, sembra quasi leggibile solo l'ansia di raccontare la loro esperienza, come fa il vecchio marinaio dell'opera di Coleridge.

La pubblicazione in Italia[modifica | modifica wikitesto]

La storia della pubblicazione in Italia dell'Antologia di Spoon River fu travagliata. Durante il ventennio fascista operava la censura del Regime: la letteratura americana era osteggiata, in particolare se esprimeva idee libertarie come nel caso di Edgar Lee Masters. La prima edizione italiana porta la data del 9 marzo 1943. La traduttrice fu Fernanda Pivano, la quale raccontò: «Ero una ragazza quando ho letto per la prima volta Spoon River: me l'aveva portata Cesare Pavese, una mattina che gli avevo chiesto che differenza c'è tra la letteratura americana e quella inglese».

I primi libri americani che Cesare Pavese portò alla Pivano furono visti da lei "con grande sospetto". Ma con l'Antologia di Spoon River fu come un colpo di fulmine: «L'aprii proprio alla metà, e trovai una poesia che finiva così: "mentre la baciavo con l'anima sulle labbra, l'anima d'improvviso mi fuggì[1]". Chissà perché questi versi mi mozzarono il fiato: è così difficile spiegare le reazioni degli adolescenti[2]».

Per un'adolescente cresciuta in un'epoca dominata dall'"epicità a tutti i costi" i versi di Masters e la loro "scarna semplicità" furono una rivelazione.

Quasi per conoscere meglio i personaggi, la Pivano iniziò a tradurre in italiano le poesie senza dirlo a Pavese: temeva che la prendesse in giro. Ma un giorno quest'ultimo scoprì in un cassetto il manoscritto e convinse Einaudi a pubblicarlo. Incredibilmente riuscì a evitare la censura del Ministero della Cultura Popolare cambiando il titolo in «Antologia di S. River» e spacciandolo per una raccolta di pensieri di un quanto mai improbabile San River. La Pivano, tuttavia, pagò questa sua traduzione con il carcere; a tal proposito ha dichiarato:

«Era superproibito quel libro in Italia. Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo, contro in generale tutta la carica del convenzionalismo. Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare [...], e mi hanno messo in prigione e sono molto contenta di averlo fatto.[3]»

L'Antologia di Spoon River ebbe (e ha ancora oggi) un grande successo in Italia, anche in nuove traduzioni[4]. Il cantautore Fabrizio De André lesse Spoon River a diciotto anni, ritrovando se stesso in alcuni personaggi[5], scelse nove poesie dall'intera raccolta e, con la collaborazione di Giuseppe Bentivoglio e Nicola Piovani, rielaborò i testi, scrisse le musiche e le raccolse nell'album Non al denaro non all'amore né al cielo, liberamente tratto dall'Antologia di Spoon River.

L'Antologia per immagini[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 l'Antologia di Spoon River viene raccontata tramite immagini. Nel 2005, difatti, il fotografo statunitense William Willinghton si reca per primo nei veri luoghi dove è stata ambientata la raccolta di poesie e realizza alcune straordinarie fotografie che raccoglie nel libro Spoon River, ciao (Dreams Creek, 2006), accompagnate da testi inediti di Fernanda Pivano.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni personaggi raccontati da Masters sono effettivamente sepolti e individuabili nel cimitero di Oak Hill[6], seppur sotto nomi differenti:[7][8]

  • Il giudice Selah Lively la cui vita è raccontata nell'opera (e nella canzone Un giudice di Fabrizio De André) è in realta il giudice Andrew N. Barrett (1863-1919).[7][9][10][11]
  • Secondo John E. Hallwas[9] il chimico di cui si parla nell'epitaffio "Trainor, il farmacista" (raccontato nella canzone Un chimico di Fabrizio De André) potrebbe essere uno dei tre farmacisti di Lewistown, i quali esercitavano la professione nel periodo in cui la famiglia di Edgar Lee Masters risiedeva nella cittadina. Si tratta di Nathan Painter[7] (1853-1919) oppure di uno dei due fratelli Philip James P. Randall (1855-1906) o Eck R. A. Randall (1857-1900) che gestivano la "Randall Brothers Drug Store". Entrambi sono sepolti nel cimitero di Oak Hill.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "A incantarmi era stata la poesia di Francis Turner, ve la ricordate?" (da F. Pivano, Libero chi legge, Mondadori, 2010).
  2. ^ Fernanda Pivano nell'introduzione all'edizione italiana dell'Antologia di Spoon River
  3. ^ La Storia siamo noi, Rai tre, puntata del 25 febbraio 2008 Archiviato il 22 gennaio 2009 in Internet Archive.
  4. ^ Spoon River: dopo Pivano e De Andrè la traduzione di Benito Poggio, mentelocale.it. URL consultato il 16 novembre 2014.
  5. ^ Fabrizio De André - Non al denaro non all'amore né al cielo, viadelcampo.com. URL consultato il 16 novembre 2014.
  6. ^ Epigrafe commemorativa della collina "The Hill" citata nell'Antologia di Spoon River, posta all'ingresso del cimitero di Oak Hill a Lewistown., su flickr.com.
  7. ^ a b c Opuscolo ufficiale della città di Lewistown sul cimitero di Oak Hill (PDF), su lewistownillinois.org.
  8. ^ Roberto Anglani, Le Strade di Radio Primo Levi, parte III – The Hill, su presidioprimolevi.wordpress.com.
  9. ^ a b Spoon River Anthology, An Annotated Edition., Edited and with an introduction by John E. Hallwas, University of Illinois Press, p. 392.
  10. ^ Spoon River Anthology with annotations, Archives and Special Collections, Western Illinois University Library.
  11. ^ Lapide del Giudice Barrett nel cimitero di Oak Hill a Lewiston, IL., su flickr.com.

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Antologia di Spoon River (edizione parziale di 152 epitaffi), traduzione di Fernanda Pivano, Collana Universale n.13, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1943, pp. 154. - II ed., Collana Universale n.11, 1945; Edizione integrale, Prefazione di Fernanda Pivano, Collana i millenni, 1947 [ristampa anastatica, 2008, ISBN 978-88-06-19719-3]; Collana NUE n.10, 1960, ISBN 978-88-06-00448-4; Collana Supercoralli, 1967, ISBN 978-88-06-52647-4; Nota introduttiva di Guido Davico Bonino, Collana Gli struzzi n.13, 1971, ISBN 978-88-06-30999-2; con 3 scritti di Cesare Pavese e un'intervista a Fernanda Pivano, Collana Einaudi Tascabili n.122, 1993-2005; Collana Super ET, 2009-2016.
  • Antologia di Spoon River, traduzione di Letizia Ciotti Miller, Collana paperbacks poeti n.27, Roma, Newton Compton, 1974. - Collana I capolavori della letteratura, Fratelli Melita Editori, 1991.
  • Antologia di Spoon River, traduzione di e note di Alberto Rossatti, introduzione di Viola Papetti, Collana Superbur Classici, BUR, 1986, ISBN 978-88-17-86661-3
  • Antologia di Spoon River, traduzione di e introduzione di Antonio Porta, Collana Oscar Poesia, Milano, Mondadori, 1987. - Collana Oscar Classici moderni n.52, Mondadori, 1992-2001, ISBN 978-88-04-49609-0 - A cura di Angela Urbano, Introduzione di Antonio Debenedetti, Collana Un secolo di poesia n.13, RCS Quotidiani, 2012.
    • Antologia di Spoon River, traduzione di e introduzione di Antonio Porta, rivista e corretta dal curatore Pietro Montorfani, Collana La Cultura n.1001, Milano, Il Saggiatore, 2016, ISBN 978-88-428-2217-2.
  • Antologia di Spoon River, traduzione di e note di Alberto Rossatti, introduzione di Viola Papetti, Collana Classici, Milano, BUR, 1986, ISBN 978-88-17-16581-5. Collana Pantheon, BUR, 2002, ISBN 978-88-17-12774-5; Prefazione di Giorgio Montefoschi, Collana La Grande Poesia n.7, RCS Quotidiani, 2004.
    • Antologia di Spoon River, traduzione di Alberto Rossatti, Rimini, Gulliver, 1995.
  • Antologia di Spoon River. C'è qualcosa nella morte che ricorda l'amore, traduzione di Luciano Paglialunga, Collana De Mello, Casale Monferrato, Piemme, 1996, ISBN 978-88-384-2593-6.
  • Antologia di Spoon River, traduzione di Alessandro Quattrone, Collana Acquarelli Poesia, Firenze, Giunti Demetra, 2015 [2001], ISBN 978-88-440-4506-7.
  • Spoon River Anthology, traduzione di e introduzione di Benito Poggio, Collana Nuda Poesia n.40, Liberodiscrivere edizioni, 2013 [Deferrari Editore, Genova 1997], ISBN 978-88-7388-471-2.
  • Antologia di Spoon River, Introduzione, traduzione e commento di Luigi Ballerini, Collana Oscar moderni, Milano, Mondadori, 2016, ISBN 978-88-04-66501-4.
  • Antologia di Spoon River, traduzione di Enrico Terrinoni, Collana UEF. I Classici, Milano, Feltrinelli, 2018, ISBN 978-88-079-0259-8.

Adattamento teatrale[modifica | modifica wikitesto]

  • Piccola città di Thornton Wilder. Spoon River di Edgar Lee Masters, adattamento, traduzione e introduzione di Fernanda Pivano, Collezione di teatro n.8, Edizioni Gli Associati.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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