Alpino (località)

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Alpino
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaCoA of Verbano-Cusio-Ossola.svg Verbano-Cusio-Ossola
ComuneStresa-Stemma.png Stresa
Gignese-Stemma.png Gignese
Territorio
Coordinate45°52′25″N 8°30′15″E / 45.873611°N 8.504167°E45.873611; 8.504167 (Alpino)Coordinate: 45°52′25″N 8°30′15″E / 45.873611°N 8.504167°E45.873611; 8.504167 (Alpino)
Altitudine800 m s.l.m.
Abitanti12
Altre informazioni
Cod. postale28838
Prefisso0323
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alpino
Alpino

Alpino è un centro residenziale che si estende sui territori montuosi dei comuni di Gignese e di Stresa[1][2], sulle pendici del Mottarone, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola nella regione Piemonte[3][4].

Per diversi anni - dalla fine dell'ottocento e durante la prima metà del novecento - l'Alpino è stato punto di riferimento privilegiato per la villeggiatura e il turismo dell'aristocrazia, della borghesia, dei pittori e dei musicisti[1][4][5].

Geografia e panorama[modifica | modifica wikitesto]

Vista dal "Mottino" presso il Giardino Botanico Alpinia di Alpino

Questa località si sviluppa sul Colle Pieggia presso le pendici del Mottarone, nei comuni di Gignese e di Stresa, a un'altitudine media di circa 800 metri sul livello del mare ed è caratterizzata da un panorama che spazia dal golfo Borromeo del Lago Maggiore alla catena montuosa delle Alpi svizzere. Nel punto più panoramico (chiamato "Mottino") è stato fondato - nel 1934 - il Giardino botanico Alpinia. Negli anni cinquanta, tra le varie riviste e i molti quotidiani, anche il New York Times inserì il panorama osservabile dal Giardino Botanico Alpinia tra i dieci più affascinanti al mondo[1][6].

Storia e toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Come ha ricordato l'avvocato e alpinista piemontese Orazio Spanna, nel suo scritto Il Margozzolo e il Mottarone del 1884[7], in origine questa località era denominata "Prato fiorente". Tuttavia, era più comunemente conosciuta con il nome di "Alpe Ambrosini", dal nome della locanda che il sacerdote gignesino Giovanni Ambrosini ricavò da alcuni casolari presso il suo alpeggio[1][7].

Dopo la morte del sacerdote (1870) la locanda - ormai diventata punto di riferimento nella tratta Stresa-Mottarone - verrà acquistata e trasformata dalla famiglia Adami (proprietari dell'allora Hotel de la Poste di Baveno[8]) nell'Albergo Alpino, il quale darà il nome attuale della località. In seguito, nel 1925, la struttura verrà trasformata nel più prestigioso Grand Hotel Alpino[1][9].

La Belle Époque a l'Alpino[modifica | modifica wikitesto]

Il Mottarone e, inevitabilmente, l'Alpino ricevettero un importante impulso turistico-residenziale in piena Belle Époque, tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi anni del Novecento, quando cominciarono a sorgere diverse ville sui terreni, allora comunali, di Gignese, Vezzo e Levo.

Proprio in quegli anni, infatti, numerosi rappresentanti della borghesia e dell'aristocrazia lombardo-piemontese decisero di costruire presso l'Alpino - e nelle zone limitrofe - alcune ville per soggiornarvi specie nel periodo tra giugno e ottobre, ma anche durante l'inverno per frequentare i campi di sci del Mottarone[1].

Tra questi, vi costruirono delle ville alcuni di quei genitori che andavano a trovare i loro figli in vacanza o convalescenza presso l'"Alpe dei bambini", un istituto pediatrico fatto costruire dal pediatra milanese Ottavio Rognoni, intorno al 1885[1][5].

A queste prime costruzioni, seguì il flusso turistico e residenziale di numerosi esponenti della scuola pittorica lombarda e, poi, del circolo dei musicisti[1].

L'impulso turistico e residenziale si intensificò sempre più nei primi decenni del novecento grazie alla creazione di una ferrovia (1911), con stazione intermedia a l'Alpino; alla visibilità offerta dalle prime tre edizioni (1925) (1926) (1927) dell'Italian Open di Golf organizzate proprio all'Alpino; e, nel 1925, con l'inaugurazione del prestigioso Grand Hotel Alpino.

Proprio in quegli anni, il crescente numero delle ville, dei residenti, dei villeggianti e turisti fece emergere sempre più il desiderio di avere una chiesa in loco. Il 22 luglio 1928 don Picena inaugurò la Chiesa della Madonna della Neve, sorta presso il grande masso erratico conosciuto come "Sasso Papale", poi tagliato nel 1961[10].

Con Decreto Ministeriale del 18 ottobre 1952, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 292/1952, il Ministero della pubblica istruzione ha emesso una "Dichiarazione di notevole interesse pubblico della zona denominata Alpino", sottoponendola - così - alla tutela paesistica in quanto area "densa di giardini di grande effetto per la lussureggiante vegetazione" e per i "numerosi punti di vista panoramici accessibili al pubblico"[11].

Il Trenino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Stresa-Mottarone.

Dal 7 settembre 1911 arrivare presso l'Alpino diventò più semplice: venne infatti inaugurata la Ferrovia Stresa-Mottarone, con una stazione intermedia anche presso l'Alpino. La ferrovia verrà smantellata successivamente durante la primavera del 1963. Le casse di 2 elettromotrici sono ancora oggi conservate presso un campeggio all'Alpino.

La Funivia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Funivia Stresa-Alpino-Mottarone.

Una volta chiusa definitivamente la ferrovia elettrica, partirono i lavori per la costruzione di una funivia, inaugurata poi nel 1970. Anche in questa occasione l'Alpino rappresentò uno snodo importante costituendo una fermata intermedia del tragitto.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Villa Dell'Orto (Oggi)
Villa Bazzaro (Oggi)
Alpe Tina - Villa Anfossi (Oggi)
Villa Pica-Alferi (oggi Villabella)
Villa Talamona (Oggi)

Grazie al suo panorama, al suo clima, e alla vicinanza con la cima del Mottarone e la riva del Lago Maggiore, questa località è diventata – sin dalla metà del XIX secolo – meta turistica di molti escursionisti, aristocratici italiani ed europei e artisti; molti furono i pittori e i musicisti che vi trovarono ispirazione per le loro opere[1]. Tra i pittori naturalisti lombardi e milanesi che soggiornarono in questa località si possono ricordare: Filippo Carcano e Uberto Dell'Orto, tra i primi; e poi via via Mosè Bianchi, Achille Formis, Pompeo Mariani, Ernesto Bazzaro, Eleuterio Fagliano, Leonardo Bazzaro, Eleuterio Pagliano, Eugenio Gignous e Paolo Sala[1]. Ai pittori seguirono poi i musicisti: Ildebrando Pizzetti, Arturo Toscanini[12], Gianandrea Gavazzeni, Ruggero Leoncavallo, Guido Cantelli, Giovanni Anfossi col suo allievo Arturo Benedetti Michelangeli[1][9].

Le ville[modifica | modifica wikitesto]

Con il tempo, a partire dal 1890 e i primi due decenni del novecento, diversi personaggi illustri (nobili, pittori, musicisti) e ricche famiglie lombarde-piemontesi decisero di costruire proprio all'Alpino varie ville di prestigio con parco[13], tra le quali:

Oggi numerose di queste ville sono ancora presenti sul territorio, altre sono state ristrutturate - ma preservate - altre ancora, invece, sono state inserite in un piano di recupero della zona per fini turistici e convertite in residence/hotel.

Le storiche strutture ricettive[modifica | modifica wikitesto]

Il turismo presso l'Alpino, come si è visto, è stato più che altro residenziale e di villeggiatura; tuttavia questo si è sviluppato anche grazie ad alcune strutture ricettive che, nel corso degli anni, sono sorte sul territorio:

  • Albergo "Alpino Fiorente" (ancora esistente): nel 1910, presso l'area Prato Fiorente, è stato inaugurato l'Albergo "Alpino Fiorente", di proprietà di Mario Omarini. Di lì a breve, nel settembre del 1911, a pochi passi dalla neonata struttura sorgerà la fermata intermedia del trenino. Successivamente, la proprietà dell'albergo passò ai fratelli Dionigi e Domenico Falciola di Stropino. Nel maggio del 1934, la struttura ospitò i giornalisti al seguito della Nazionale Italiana di Calcio che aveva svolto parte del suo ritiro proprio presso l'Alpino. Dieci anni più tardi, durante la seconda guerra mondiale, nel luglio del 1944, una parte dell'albergo verrà distrutta da un gruppo di nazisti che avevano visto dei partigiani (aiutati dal signor Falciola) fuggire dall’hotel[1][25].
  • Grand Hotel Alpino: Nel 1925 l'Albergo Alpino - di proprietà della famiglia Adami sin dal 1870 - venne trasformato dal cavaliere Romolo Arcioni e dall'architetto monzese Giuseppe Bergomi nel prestigioso Grand Hotel Alpino, dove soggiornarono personaggi illustri, teste coronate e, tra gli altri, la Nazionale Italiana di Calcio che - nel 1934 - aveva svolto parte del suo ritiro proprio presso l'Alpino. In seguito, alla fine degli anni novanta, l'albergo è stato ridisegnato in un Residence, con appartamenti residenziali dotati di piscina e altri servizi[1][9].

Giardino botanico Alpinia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Giardino botanico Alpinia.

In epoca fascista, nel 1934, è stato inaugurato il Giardino botanico Alpinia che, ancora oggi - con i suoi 40.000 m² - ospita più di 1000 specie botaniche provenienti dalla fascia alpina e subalpina, nonché dal Caucaso, dalla Cina e dal Giappone.

Il "Sasso Papale"[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sasso Papale.

In passato, tra le principali attrazioni de l'Alpino, esisteva un enorme masso conosciuto con il nome di "Sasso Papale" o "Pietra Papale", così chiamato poiché si riteneva che proprio in questa località vi fosse passato Papa San Pietro.

I millecinquecento metri cubi di granito costituivano un magnifico esempio di masso erratico e, proprio questo, suscitarono l'interesse di diversi geologi e studiosi, tra i quali: Carlo Fabrizio Parona, dell'Università di Torino, Federico Sacco e Philip Lutley Sclater. Presso questo grande masso nel 1928 venne costruita la Chiesa della Madonna della Neve.

Tuttavia nel 1961 il "Sasso Papale" venne tagliato definitivamente a pezzi per essere usato come materiale da costruzione[10][25][26].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Golf - Il Primo Italian Open[modifica | modifica wikitesto]

Su una verde terrazza naturale dell'Alpino, alle pendici del Mottarone, si trova il Golf Club Alpino, di nove buche. Inaugurato nella primavera 1925, nel settembre dello stesso anno ospitò il primo Italian Open (al quale si iscrissero 3 partecipanti), vinto da Francesco Pasquali[27]. Sulle ali dell'entusiasmo, nei due anni successivi seguirono altre due edizioni dell'Italian Open: nel 1926 (la seconda edizione) e nel 1927 (la terza edizione) alle quali si iscrissero, rispettivamente, 16 e 30 tra i più noti professionisti dell'epoca. Nell'immediato dopo guerra sono state diverse le manifestazioni a che vennero disputate sui fairways dell'Alpino; a livello nazionale, nell'agosto 1945, venne giocato il quadrangolare Italia - Gran Bretagna - Sud Africa - Stati Uniti, vinto dalla nazionale italiana contro il Sud Africa. Nel settembre 1946 il Campionato Nazionale doppio misto. Nel 1948 il Campionato a Squadre Alta Italia e il Campionato Italiano doppio misto[28]. Negli anni cinquanta e sessanta vengono invece disputate numerose gare a livello nazionale, con la partecipazione di professionisti illustri quali Ugo Grappasonni, Aldo Casera, Alfonso Angelini, Giacomo Pasquali, Francesco Pasquali, Pietro Manca.

Il ritiro della nazionale di calcio dell'Italia 1934[modifica | modifica wikitesto]

Il primo maggio del 1934, Vittorio Pozzo, allora commissario tecnico della Nazionale di calcio dell'Italia, fece svolgere una parte della preparazione (15 giorni) in vista dei Mondiali di calcio 1934 proprio all'Alpino, con l'obiettivo di disintossicare i suoi trenta giocatori[29] dalle fatiche del campionato. Il tutto sfruttando un luogo fresco, tranquillo, circondato dal verde e in gran parte ancora non contaminato[30][31][32].

«La preparazione l’avevo divisa in due tempi. Primo tempo, all’Alpino sopra Stresa: smaltimento degli effetti del campionato, cure fisiche, rimessa a nuovo, concordia, intesa chiara ed inderogabile sulle necessità del momento. [...] Il tutto, lontano dal pubblico nel modo più assoluto.»

(Vittorio Pozzo[33])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u Le ville e gli Artisti dell'Alpino, su scenari-srl.it, Scenari SrL. URL consultato il 7 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2016).
  2. ^ Dintorni, su laminieraagriturismo.com. URL consultato il 6 giugno 2016.
  3. ^ Giardino botanico di Alpinia, su milansperanza.it. URL consultato il 13 maggio 2016.
  4. ^ a b Cottage Alpino, su casevacanzapiemonte.com. URL consultato il 13 maggio 2016.
  5. ^ a b c d e f V. Grassi, Alpino, su vocidipaese.com. URL consultato il 16 maggio 2016.
  6. ^ Stresa, Borgo Millenario - Il Giardino Botanico Alpinia (PDF), su comune.stresa.vb.it. URL consultato l'8 giugno 2016.
  7. ^ a b Orazio Spanna, Il Margozzolo e il Mottarone, Torino, 1884, p. 34, 35, 36.
  8. ^ Hotel de la Poste à Baveno - Cattaneo G. inc - 1830. [1188379], su vialibri.net.
  9. ^ a b c d e Luigi Morandi, Alpino, su click-stresa.com. URL consultato il 13 maggio 2016.
  10. ^ a b Chiesa della Madonna della Neve, su comune.gignese.vb.it. URL consultato l'8 giugno 2016.
  11. ^ Decreto Ministeriale 18 ottobre 1952, su gazzettaufficiale.it, Gazzetta Ufficiale, 17 dicembre 1952. URL consultato il 7 giugno 2016.
  12. ^ Andrea Della Corte, Arturo Toscanini, Torino, Edizioni Studio Tesi, 1989, p. 202, ISBN 8876922237.
  13. ^ Alpino-Stresa, su illagomaggiore.it. URL consultato il 16 maggio 2016.
  14. ^ Hotel Boston Stresa, su hotelbostonstresa.com. URL consultato il 16 maggio 2016.
  15. ^ LEONARDO BAZZARO. La dolce vita en plein air [collegamento interrotto], su clponline.it. URL consultato il 10 giugno 2016.
  16. ^ Leonardo Bazzaro, maestro di naturalismo a Gignese, su archiviodelverbanocusioossola.com. URL consultato il 13 giugno 2016.
  17. ^ a cura di Francesco Luigi Maspes Elena Orsenigo 23 ottobre - 20 dicembre 2015 Gallerie Maspes via Manzoni, 45 20121 Milano, su docplayer.it. URL consultato il 10 giugno 2016.
  18. ^ Leonardo Bazzaro, maestro di naturalismo a Gignese, su archiviodelverbanocusioossola.com.
  19. ^ Musei civici di Monza, Pompeo Mariani, 1857-1927: poesia della natura, fascino della mondanità, Silvana, 2002, pp. 39, 223, ISBN 8882153487.
  20. ^ a b c Bernardino del Boca, La villa di Alpino sopra Stresa dove Krishnamurti tenne i suoi discorsi dal 30 giugno al 9 luglio 1933, in teosofica.org.
  21. ^ Il periodo luganese, su fondazionepicaalfieri.ch. URL consultato il 16 maggio 2016.
  22. ^ Gignese (Toh, è morta la nonna), su movieontheroad.com. URL consultato il 7 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2016).
  23. ^ a b LOCATION VERIFICATE: Toh è morta la nonna! (1969), su davinotti.com. URL consultato il 7 aprile 2016.
  24. ^ Nell'ex area della villa Riva (l'ex presidente del Milan) sorgerà un grand' hotel, su arona24.it.
  25. ^ a b Quando in montagna si andava in treno, su archiviodelverbanocusioossola.com. URL consultato il 13 giugno 2016.
  26. ^ 1889, la Pietra Papale di Gignese (Verbania), su geoitaliani.it. URL consultato il 29 giugno 2016.
  27. ^ La storia dell'open italia, su openditaliagolf.eu. URL consultato il 17 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2016).
  28. ^ La Storia, su golfalpino.it. URL consultato il 17 maggio 2016.
  29. ^ Fabrizio Prisco, Italia 1934 - La coppa del Duce, su ilcalcioedellagente.it. URL consultato il 16 maggio 2016.
  30. ^ Massimiliano Castellani, I campioni del calcio di regime, in Avvenire.it, 20 maggio 2014.
  31. ^ Alessandro Tommasi, Quando picchiarono Zamora, in Repubblica.it, 8 luglio 1994.
  32. ^ Storie Calcio, L'Italia di Vittorio Pozzo - parte 1, su www.storiedicalcio.altervista.org.
  33. ^ http://www.juworld.net/articolo.asp?id=686

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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