Gignese

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Gignese
comune
Gignese – Stemma
Gignese – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia del Verbano-Cusio-Ossola-Stemma.png Verbano-Cusio-Ossola
Amministrazione
SindacoLuigi Motta (lista civica il nostro Mondo) dal 10 giugno 2018
Territorio
Coordinate45°52′N 8°31′E / 45.866667°N 8.516667°E45.866667; 8.516667 (Gignese)Coordinate: 45°52′N 8°31′E / 45.866667°N 8.516667°E45.866667; 8.516667 (Gignese)
Altitudine707 m s.l.m.
Superficie14,58 km²
Abitanti1 009[1] (31-8-2017)
Densità69,2 ab./km²
FrazioniAlpino (località), Nocco, Vezzo
Comuni confinantiArmeno (NO), Brovello-Carpugnino, Omegna, Stresa
Altre informazioni
Cod. postale28836
Prefisso0323
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT103034
Cod. catastaleE028
TargaVB
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantigignesini
Patronosan Maurizio
Giorno festivo15 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gignese
Gignese
Sito istituzionale

Gignese (Gignés in dialetto locale[2]) è un comune italiano di 1 009 abitanti della provincia del Verbano-Cusio-Ossola (VCO), costituitosi nel 1928 con l'aggregazione dei comuni di Gignese, Vezzo, Nocco e la zona residenziale Alpino. È una rinomata località di villeggiatura posta a metà strada tra Stresa e il Mottarone, (1.491 m s.l.m.), nonché sulla Strada delle Due Riviere che collega il Lago Maggiore con il Lago d'Orta. Nella seconda metà dell'Ottocento l'attivazione di una miniera di piombo e zinco, il soggiorno dei più rinomati pittori lombardi, e la costruzione di ville in località Alpino ridiedero vita al villaggio rurale caratterizzato da una forte emigrazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gignese visto dal Monte del Falò

Le prime notizie che si hanno di Gignese (in origine Zinexium) risalgono al 1269 (in un documento dell'epoca troviamo citato certo "Braga de Zinexio" che pagava un canone al Monastero di Arona). Compreso nella giurisdizione del Vergante (XIII secolo), soggetta alla mensa arcivescovile milanese, passò nel Trecento ai Visconti di Milano, i quali nel 1441 infeudarono il Vergante alla famiglia Borromeo, fino all'abolizione dei feudi nel 1797. Patrono del paese è s. Maurizio, titolare della parrocchiale (festa prima domenica di gennaio). Del 1665 è venerato anche san Desiderio per l'arrivo di reliquie da Roma. La parrocchiale intitolata a San Maurizio venne ricostruita nella prima metà del Settecento. Conserva una Deposizione di Fermo Stella del 1562. Le parrocchiali delle frazioni sono: Ss. Giovanni e Paolo a Vezzo, S. Stefano a Nocco. Altri edifici religiosi: a Gignese S. Rocco e Madonna del Sasso; all'Alpino Madonna della Neve; a Nocco Madonna di Loreto; a Vezzo Oratorio dell'Assunta.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Alpino (località)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Alpino (località).

La località Alpino è un centro residenziale situato sulle pendici del Mottarone, ad un'altitudine media di circa 800 m l/m. Tale località si estende sul territorio dei comuni di Gignese e Stresa, ed è caratterizzata da un grandioso panorama sul golfo Borromeo. Nella località Alpino soggiornarono i maggiori pittori d'area milanese (Ernesto Bazzaro, Leonardo Bazzaro, Eugenio Gignous, Filippo Carcano, U. Dell'Orto, G. Boggiani, Pompeo Mariani). Tra i musicisti Ildebrando Pizzetti, Arturo Toscanini, Guido Cantelli, Anfossi col suo allievo Arturo Benedetti Michelangeli. Nel 1934 Vittorio Pozzo, allora commissario tecnico della Nazionale di calcio dell'Italia, fece svolgere parte della preparazione in vista dei Mondiali di calcio 1934 proprio in questa località, con l'obiettivo di disintossicare i suoi giocatori dalle fatiche del campionato[3][4][5]. Nel punto più panoramico (Mottino) venne realizzato il Giardino botanico Alpinia.

Museo dell'Ombrello e del Parasole[modifica | modifica wikitesto]

A Gignese venne creato da Igino Ambrosini nel 1939 il Museo dell'Ombrello e del Parasole. Nel 1976 è stato costruito un nuovo Museo che accoglie manufatti e materiale documentario. Articolato su due piani, raccoglie al piano terra una collezione di circa trecento reperti (su oltre 1.500 catalogati) frutto dell'artigianato praticato dal primo Ottocento dagli emigranti stagionali del Vergante. Al secondo piano è ospitata una sala dedicata all'esposizione di materiale fotografico che ricorda il metodo lavorativo di questo particolare tipo di artigiani itineranti, i lusciat. Comune a molti altri ambulanti era il gergo dei "lusciàt", chiamato tarùsc. Il Museo dell'Ombrello e del Parasole di Gignese è visitato annualmente da 8-10 000 visitatori.

Cimitero[modifica | modifica wikitesto]

Il camposanto del capoluogo ospita alcune tombe pregevoli e personalità di rilievo. L'arch. di famiglia gignesina Angelo Colla, l'editore Gianni Mazzocchi, Leonardo Bazzaro. Sculture di Gianni Castiglioni, Ernesto Bazzaro e Umberto Milani.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Emiliano Bertone - Sindaco [7]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giulio Aceti lista civica Sindaco [7]
14 giugno 2004 18 giugno 2007 Tommaso Bossone lista civica Sindaco [7]
15 aprile 2008 13 giugno 2013 Giuseppe D'Onofrio lista civica Sindaco [7]
13 giugno 2013 10 giugno 2018 Giuseppe D'Onofrio lista civica: Vita in Comune Sindaco [7]
10 giugno 2018 in carica Luigi Motta lista civica: il nostro Mondo Sindaco [7]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Gignese fa parte della Comunità montana Due Laghi, Cusio Mottarone e Val Strona[8]

Aderisce all'Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Su una verde terrazza naturale tra Gignese e Vezzo si trova il Golf Club Alpino di Stresa, di nove buche. Iniziato nel 1924, nel settembre 1925 ospitò il primo Italian Open con 3 partecipanti, vinto da Francesco Pasquali, seguito nel 1926 e nel 1927 da altre due edizioni, con 16 e poi 30 concorrenti. Nell'immediato dopo guerra sono state diverse le manifestazioni a che vennero disputate sui fairways dell'Alpino; a livello nazionale, nell'agosto 1945, venne giocato il quadrangolare Italia - Gran Bretagna - Sud Africa - Stati Uniti, vinto dalla nazionale italiana contro il Sud Africa. Nel settembre 1946 il Campionato Nazionale doppio misto. Nel luglio 1948 il Campionato a Squadre Alta Itali[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, UTET, 2006.
  3. ^ I campioni del calcio di regime, su avvenire.it. URL consultato il 12 maggio 2015.
  4. ^ QUANDO PICCHIARONO ZAMORA - la Repubblica.it, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 12 maggio 2015.
  5. ^ Storie Calcio, L'Italia di Vittorio Pozzo - parte 1, su www.storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 12 maggio 2015.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ a b c d e f http://amministratori.interno.it/
  8. ^ Comunità Montana Due Laghi, Cusio Mottarone e Valstrona: I comuni
  9. ^ Administrator, La Storia, su www.golfalpino.it. URL consultato il 12 maggio 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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