Fermo Stella

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Fermo Stella (Caravaggio, 1490 circa – 1562 circa) è stato un pittore italiano. Fu allievo di Gaudenzio Ferrari e operò a lungo e in molte località tra Piemonte e Lombardia.

Gesù prende congedo dalla Madre, affresco, Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Varallo Sesia

Vita e opere[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Caravaggio, verosimilmente in una famiglia di pittori. Lo sappiamo già attivo nel 1510 ad Arona per la realizzazione di uno stendardo con le insegne nobiliari della famiglia Borromeo.

Poiché il polittico di Gaudenzio Ferrari nella Collegiata della Natività di Maria Vergine ad Arona è del 1511, si può pensare che l'apprendistato di Fermo presso il pittore di Valduggia sia da datare all'altezza di quegli anni. Tanto più che la storiografia locale sul Sacro Monte di Varallo, parla di una presenza del caravaggino che può esser fatta risalire agli stessi anni.

Strettamente legate all'alunnato del pittore caravaggino presso la bottega di Gaudenzio sono le quattro tavole con Santi conservate nella Chiesa di Sant'Alessandro della Croce a Bergamo, tavole che facevano parte di un polittico smembrato realizzato nel 1513-14 circa (già attribuite a Gaudenzio Ferrari e ora restituita al catalogo di Fermo Stella)[1].

Pur se la collaborazione di Fermo Stella alla decorazione delle cappelle del Sacro Monte di Varallo, già affermata in guide antiche e ripresa da Samuel Butler nel suo Ex voto[2], costituisce un'ipotesi plausibile, non esistono documenti che ci portino a determinare con esattezza in quali cappelle egli ebbe ad operare e quali siano stati i suoi contributi.

La collaborazione con Gaudenzio Ferrari è testimoniata anche nel 1520, a Morbegno in Valtellina. Documenti contabili parlano dell'incarico dato al Ferrari per la realizzazione dei dipinti e la doratura di un imponente altare ligneo nel santuario dell'Assunta e (scolpito dal prestigioso intagliatore pavese Giovanni Angelo Del Maino). Vi si trovano anche annotazioni di pagamenti fatti specificamente a Fermo, per interventi da lui direttamente effettuati.

Intensa per oltre un decennio fu la sua attività, oltre che in Morbegno, anche in altre località della Valtellina. Vanno citati:

La Crocifissione sulla parete di fondo dell'oratorio di Teglio è considerata tra le opere più significative del pittore caravaggino.

È evidente negli affreschi valtellinesi il debito artistico verso Gaudenzio Ferrari, pur con la ricerca di un linguaggio più sobrio e di una drammaticità più smorzata che fanno pensare ad influenze di Bernardino Luini.

A partire dal 1531 gli spostamenti di Fermo furono continui: lo troviamo prima nella natia Caravaggio dove esegue il ciclo di affreschi con la Vita di Gesù nel grande tramezzo della chiesa di San Bernardino. Poi lo troviamo a Domodossola per la esecuzione della parte pittorica di due ancone andate perdute (1532); poi – secondo un percorso difficile da seguire - in un numero elevato di altre località nella pianura padana e nelle valli piemontesi.
Ritornò anche a Varallo, dove è chiamato a realizzare, nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, un affresco con la sua firma (Fu Fermo Stella pictor de c[arava]zo); esso rappresenta una scena che non ricorre con frequenza nell'arte sacra: si tratta di Gesù che prende congedo dalla madre, tema tratto da un'omelia di San Giovanni Crisostomo. Vicino a Varallo, nella cappella della Madonna di Loreto a Roccapietra, dove già aveva operato Gaudenzio Ferrari, è chiamato a completare la decorazione della volta (1539).

Nel 1547 – tanto per citare alcune altre tappe della sua attività artistica – Fermo realizzò ad Omegna una pala d'altare per la collegiata di Sant'Ambrogio (Madonna col Bambino e Santi); una pala (firmata e datata 1547) oggi visibile nel settencentesco Santuario della Madonna del Sasso, a Boleto. Nel 1548 realizzò un grande dipinto per la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta ad Armeno (Compianto sul Cristo morto). Al 1562 è datata un'opera molto simile a quella di Armeno, oggi visibile nella chiesa parrocchiale di Gignese.

Con il procedere degli anni il suo stile si fece più ripetitivo, sfruttando un repertorio consolidato di modelli figurativi. Più fedeli al primo linguaggio gaudenziano sono alcune ancone e tavole lignee, come la tavola della Madonna col Bambino e i Santi Biagio e Giovanni Battista, firmata e datata 1536, di proprietà della Pinacoteca di Brera, temporaneamente collocata presso il Museo valtellinese di storia e arte di Sondrio [1] Altre volte, come nel polittico proveniente dalla chiesa di Santa Chiara a Carignano, ora alla Galleria Sabauda (1533), il pittore caravaggino si dimostra in grado assimilare rapidamente i linguaggi pittorici apprezzati nell'area geografica in cui viene a trovarsi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Romano, G. (a cura di), Fermo Stella e Sperindio Cagnoli seguaci di Gaudenzio Ferrari, op. cit. in bibliografia, scheda 3, p. 80-83
  2. ^ Nel testo di Butler sono riprese anche le ipotesi che assegnano a Fermo Stella l'esecuzione di statue in terracotta, ipotesi oggi generalmente respinte. Vedasi Samuel Butler, Ex Voto. Studio artistico sulle opere d'arte del Sacro Monte di Varallo e di Crea, Novara, 1894 (traduzione italiana del testo inglese reperibile on line)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Romano, Giovanni (a cura di), Fermo Stella e Sperindio Cagnoli seguaci di Gaudenzio Ferrari. Una bottega d'arte nel Cinquecento padano, Catalogo della mostra (Bergamo, settembre-dicembre 2006), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2006

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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