Craveggia

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Craveggia
comune
Craveggia – Stemma
Craveggia – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia del Verbano-Cusio-Ossola-Stemma.png Verbano-Cusio-Ossola
Amministrazione
SindacoPaolo Giovanola (lista civica) dall'08/06/2009, riconfermato 26/05/2014
Territorio
Coordinate46°08′N 8°30′E / 46.133333°N 8.5°E46.133333; 8.5 (Craveggia)Coordinate: 46°08′N 8°30′E / 46.133333°N 8.5°E46.133333; 8.5 (Craveggia)
Altitudine889 m s.l.m.
Superficie36,22 km²
Abitanti766[2] (30-11-2017)
Densità21,15 ab./km²
FrazioniPrestinone, Vocogno[1]
Comuni confinantiMalesco, Onsernone (CH-TI), Re, Santa Maria Maggiore, Toceno, Villette
Altre informazioni
Cod. postale28852
Prefisso0324
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT103024
Cod. catastaleD134
TargaVB
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanticraveggiesi (in dialetto "Craugiain")
PatronoSan Giacomo e San Cristoforo
Giorno festivo25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Craveggia
Craveggia
Sito istituzionale

Craveggia (Crovegia in piemontese, Cravegia in dialetto ossolano) è un comune italiano di 766 abitanti della provincia del Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte.

È uno dei borghi più pittoreschi della Val Vigezzo ed è famoso per i suoi innumerevoli camini in pietra che svettano sopra i tetti in beole delle case. In passato gli alti camini erano considerati simbolo di ricchezza delle famiglie borghesi del luogo che facevano a gara per chi ne costruiva di più imponenti e numerosi.

La località Bagni di Craveggia (ormai disabitata) è accessibile per gli automezzi solo dalla Svizzera, attraverso la valle Onsernone, mentre è possibile raggiungerla a piedi passando dal crinale del monte che la sovrasta.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Craveggia ha origine rurale, come si evince chiaramente dal nome: Cravetia, Capretia, deriva da capra, presente anche nello stemma del comune.[3]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Cristoforo[modifica | modifica wikitesto]

L'edificazione del nucleo base della chiesa parrocchiale risale al XVI secolo, l'atto di costituzione della parrocchia risale al 18 aprile 1598[4] quando quella di Craveggia venne separata dalla chiesa matrice di Santa Maria Maggiore, la consacrazione dell'antica chiesa parrocchiale risale al 1603.

È precedente al 1714 la costruzione della cappella destinata ad ospitare le reliquie di San Faustino chiamata cappella del Santissimo nome di Gesù che venne ampliata nel 1717 e da allora prese il nome di cappella di San Faustino, le reliquie del santo vi giunsero l'anno successivo[5].

A partire dal 1723 la popolazione di Craveggia aveva iniziato a provvedere all'abbellimento dell'antica chiesa, nel 1727 vennero fatti eseguire da Giuseppe Mattia Borgnis[6] i grandi teleri del Cenacolo e delle vite dei due santi.

Nel 1730 il comune ed un gruppo di facoltosi benefattori decise di ingrandire l'antica chiesa prevedendo l'allargamento del coro e l'edificazione di una cappella simmetrica a quella di San Faustino. Del progetto venne incaricato lo stesso Borgnis, il disegno finale riprendeva aspetti del progetto di Jacopo Sansovino per la chiesa di San Salvador[7] a Venezia. La consacrazione della chiesa rinnovata avvenne il 2 agosto del 1770 alla presenza del vescovo di Novara Marco Aurelio Balbis Bertone.

L'interno della chiesa è riccamente decorato, a ciò provvide un numeroso gruppo di benefattori tra i quali una Compagnia di craveggesi emigrati a Parigi. Mentre gli interni sono per gran parte opera di Borgnis gli affreschi delle lunette del portico, risalenti al 1834, sono opera di un altro artista vigezzino, Lorenzo Peretti di Buttogno.

All'interno spiccano l'imponente altare maggiore riccamente decorato di statue e con varietà di marmi e l'organo proveniente dalla Chiesa di Santa Maria del Giardino di Milano[8]. Nel 1846 venne aggiunto un controrgano opera del varesino Giovanni Franzetti residente ad Intra, nel XIX secolo l'organo venne aggiornato con nuovi strumenti ad opera di Luigi Bernasconi.

All'interno della parrocchiale è custodito un rilevante numero di oggetti liturgici, paramenti religiosi e dipinti votivi chiamato il "tesoro di Craveggia" accumulatosi a partire dal XVI secolo, molti oggetti vi sono giunti nel corso dei secoli da donazioni di craveggesi emigrati all'estero altri sono stati acquistati dalla chiesa. I manufatti più celebri sono il manto funebre di Luigi XIV decorato in oro e argento, un piviale ricavato dal manto nuziale di Maria Antonietta e un ciclo di dipinti su tavole di rame opera di un artista fiammingo e provenienti dalla Cappella Reale di Versailles[9].

Altri edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

  • Oratorio di Santa Marta: attiguo alla chiesa parrocchiale si trova l'Oratorio di Santa Marta che fu eretto nel 1752 su un preesistente oratorio risalente al secolo precedente[10]. L'edificio venne costruito su progetto dell'architetto di Craveggia Antonio Ferino che aveva lavorato in Francia. Di pianta ottagonale e sormontato da un'elegante cupola, all'interno un altare di marmo del 1757 e dipinti di Lorenzo Peretti.
  • Battistero: sulla stessa piazza della parrocchiale e dell'oratorio di Santa Marte si affaccia il piccolo battistero ottagonale che ospita un presepe permanente composto da statuine di legno opera di artigiani locali.
  • Oratorio del Piaggio: a pochi minuti dall'abitato di Craveggia si trova l'oratorio dedicato alla Natività di Maria Vergine al Piaggio, lo collega al centro abitato una Via Crucis con stazioni decorate dal Borgnis.

Nel paese di Vocogno (frazione di Craveggia) la parrocchia (sotto la Diocesi di Novara), la cui prepositurale è dedicata a Santa Caterina di Alessandria, segue la Forma Straordinaria del Rito Romano per la celebrazione di tutti i Sacramenti. Le Messe celebrate quotidianamente, le festive come le feriali, seguono perciò il Rito Romano Antico, in ottemperanza alle norme del Motu Proprio Summorum Pontificum promulgato da Papa Benedetto XVI[11].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristici di Craveggia sono gli edifici signorili delle vie centrali risalenti al XVII e XVIII secolo costruiti da famiglie che hanno raggiunto buoni livelli di benessere in seguito all'emigrazione e poi rientrate nella località di origine. Tipici i tetti in pietra, i numerosi camini delle case antiche ma anche i davanzali realizzati in pietra e lavorati e i balconi con lunghe ringhiere in ferro battuto. Frequenti le decorazioni pittoriche degli edifici.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

In località Colma di Craveggia si trova la maggiore concentrazione di incisioni rupestri della Valle Vigezzo, tra le baite e i sentieri si trovano numerosi massi coppellati[12], con canaletti e incisioni cruciformi[13]localmente chiamati "sassi dei fulmini".

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Craveggia dispone di una scuola dell'infanzia e di una scuola primaria.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

A est del centro abitato di Craveggia si trovano rispettivamente le frazioni di Vocogno caratterizzata da stretti vicoli e Prestinone, località natale del pittore Carlo Fornara, nel centro del paese la chiesa di San Gottardo. A Prestinone si trova la stazione a valle della cabinovia che collega la stazione sciistica di Piana di Vigezzo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Craveggia è raggiungibile con una breve deviazione dalla Strada statale 337 della Val Vigezzo.

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Santa Maria Maggiore sulla linea ferroviaria Domodossola-Locarno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Craveggia - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  3. ^ Craveggia | Valle Vigezzo, su www.vallevigezzo.eu. URL consultato il 03 settembre 2015.
  4. ^ Gubetta, p. 140
  5. ^ Gubetta, p. 143
  6. ^ Gubetta, p. 145
  7. ^ Gubetta, p. 145
  8. ^ Gubetta, p. 150
  9. ^ Il Tesoro di Craveggia, su vallevigezzo.eu. URL consultato il 1º maggio 2018.
  10. ^ Gubetta, p. 162
  11. ^ Dal sito della parrocchia
  12. ^ Alpeggi di Craveggia: tra pascoli e incisioni rupestri, su areeprotetteossola.it. URL consultato il 1º maggio 2018.
  13. ^ Craveggia (VB) : Incisioni rupestri, su archeocarta.org. URL consultato il 1º maggio 2018.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Maria Gubetta, Craveggia comune della Valle Vigezzo (Ossola): sue memorie antiche e moderne, Domodossola, Tipografia Porta, 1878.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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