Cannobio

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Cannobio
comune
Cannobio – Stemma Cannobio – Bandiera
Cannobio – Veduta
Lungolago di Cannobio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaCoA of Verbano-Cusio-Ossola.svg Verbano-Cusio-Ossola
Amministrazione
SindacoGianmaria Minazzi (lista civica Il nostro paese) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate46°04′N 8°42′E / 46.066667°N 8.7°E46.066667; 8.7 (Cannobio)
Altitudine214 m s.l.m.
Superficie52,53 km²
Abitanti5 111[1] (31-05-2021)
Densità97,3 ab./km²
FrazioniCampeglio, Carmine Inferiore, Carmine Superiore, Cinzago, Formine, Marchille, Piaggio Valmara, Pianoni, Ronco, San Bartolomeo Valmara, Sant'Agata sopra Cannobio, Socraggio, Socragno, Traffiume
Comuni confinantiBrissago (CH-TI), Cannero Riviera, Luino (VA), Maccagno con Pino e Veddasca (VA), Centovalli (CH-TI), Trarego Viggiona, Tronzano Lago Maggiore (VA), Valle Cannobina
Altre informazioni
Cod. postale28822
Prefisso0323
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT103017
Cod. catastaleB615
TargaVB
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 583 GG[3]
Nome abitanticannobiesi
PatronoFesta della Santissima Pietà (8 gennaio)
Giorno festivoSan Vittore (8 maggio)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cannobio
Cannobio
Cannobio – Mappa
Posizione di Cannobio nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola
Sito istituzionale

Cannobio (Canoeubi nel locale dialetto lombardo occidentale) è un comune italiano di 5 111 abitanti della provincia del Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte.

È un comune frontaliero con la Svizzera, situato sulla riva nord-occidentale del Lago Maggiore e allo sbocco della Valle Cannobina; l'estensione del comune è molto elevata, circa 51 km², dovuta al numero di frazioni distribuite nella zona.

Negli anni dal 2002 al 2005, 2007, 2010, dal 2011 al 2013 e dal 2015 al 2020 è stato insignito del prestigioso riconoscimento ambientale della FEE, la Bandiera Blu. Il comune è stato insignito, dal 2011, della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[4]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Lungolago.

Il centro abitato di Cannobio capoluogo si affaccia sul Lago Maggiore ed è separato dalla sua frazione principale, Traffiume, dal torrente Cannobino che nasce nell'alta valle omonima sfociando poi nel lago.

Le frazioni di Carmine Superiore e di Carmine Inferiore sono situate circa 2 km prima dell'abitato principale, provenendo da Verbania; Socraggio e Pianoni (praticamente un ex alpeggio con ora molte case di vacanza) si trovano in Valle Cannobina, ben distanti dal centro; Sant'Agata sopra Cannobio, Cinzago, Ronco, Socragno e Campeglio si trovano verso la Svizzera e ci si arriva tramite una strada comunale; a Marchille invece ci si giunge tramite un sentiero a piedi; San Bartolomeo Valmara si trova appena sopra la SS 34, al km 38,200, e ci si arriva tramite una strada comunale; infine Piaggio Valmara si trova praticamente al confine di Stato con la Svizzera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Città dal 2006
La via principale A. Giovanola

Ufficialmente dal 1992, ma effettivamente dal 1994, Cannobio fa parte della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, scorporata dalla Provincia di Novara.
Dal 2006, Cannobio, in virtù della sua vocazione turistico-economica, ha avuto il riconoscimento ufficiale dello status di città.
(Nell'immagine: La via principale intitolata ad A. Giovanola).

Il paese ha origine antiche, forse preromane; lo dimostrano alcune sepolture a incinerazione, tornate alla luce tra il XVI e il XVII secolo nei pressi dell'attuale via Campo Rezio.[senza fonte] A Cannobio sono state ritrovate alcune tombe romane del secolo II, una necropoli romana venne ritrovata il secolo scorso a Gurro e ritrovamenti simili sono stati registrati a Finero[5].

Dopo l'annessione all'Impero Romano del nord Italia e delle vallate alpine (I secolo a.C.), Cannobio fu certamente un centro commerciale e strategico e sede di una flotta lacustre.

L'origine romana del borgo la si può trovare grazie all'identificazione, oggi piuttosto difficile, del cardo e del decumano, tipico dell'accampamento romano, tra le vie Antonio Giovanola e Campo Rezio, dove sorgeva la residenza del comandante della guarnigione. Non si hanno notizie precise sul cambiamento del paese durante il crollo dell'impero, ma si pensa che la zona non venne toccata dalle grosse invasioni barbariche provenienti da nord, al contrario di altre zone italiane.

In epoca longobarda fu una curtis regia: un documento del 929 la descrive infatti come centro fortificato dotato di un castello[5]. La pieve di Cannobio comprendeva anche la Valle Cannobina, Brissago e e parte della sponda orientale del lago fino alla Val Veddasca venne donata all'Abbazia di San Pietro a Breme, come citato nel Chronicon Novalicense, da un certo conte Sansone che decise di abbracciare la vita monastica[6].

L'età medievale fu senza dubbio molto prospera, specie dal punto di vista manifatturiero e commerciale, secondo lo storico cannobiese Giovanno Francesco del Sasso Carmine (XVII secolo) Cannobio godeva nel XIII secolo di statuti propri, nel 1207 Cannobio ebbe il titolo di "Borgo". Al 1281 risale la fondazione dell'ospedale, vivace era la vita commerciale del porto[7].

Nel 1342 Cannobio e la valle si sottomisero all'autorità dei Visconti, questo a causa delle continue minacce provenienti dai Locarnesi a settentrione. In seguito al periodo di lotte intestine dopo la morte di Gian Galeazzo Visconti presero il potere a Cannobio i fratelli Mazzarditi, la torre campanaria divenne prigione dei loro oppositori ed eressero e stabilirono la loro roccaforte sulle isole prospicienti Cannero (Castelli di Cannero), sconfitti nel 1414 da Filippo Maria Visconti questi infeudò il territorio di Cannobio ai Borromeo[7].

Il periodo tardo-medievale fu caratterizzato dallo storico legame con la città di Milano, anche nell'ambito diocesano ed ecclesiastico: in virtù di questo legame Cannobio e alcuni comuni limitrofi utilizzavano e utilizzano tuttora il rito ambrosiano per le funzioni liturgiche, al contrario degli altri centri della sponda piemontese del lago, da sempre legati al rito romano.

In seguito al Trattato di Worms Cannobio seguì il destino delle valli circostanti e venne ceduta nel 1748 dagli austriaci ai Savoia[7]. Nel 1817 venne decretato il passaggio di Cannobio e degli altri comuni dell'alto Verbano dall'arcidiocesi di Milano alla diocesi di Novara, mantenendo comunque il rito ambrosiano.

Questa decisione portò, negli anni successivi, a qualche attrito con alcuni vescovi della cattedra gaudenziana, propensi a eliminare il rito ambrosiano in sostituzione di quello romano. Il più accanito sostenitore di questo cambiamento fu il cardinale, vescovo di Novara, Giuseppe Morozzo Della Rocca, che cambiò idea solamente durante una visita pastorale a Cannobio nel 1824, essendosi reso conto della ferma volontà della popolazione locale di non voler assolutamente accettare il cambiamento di rito.[8]

Per tutto il periodo delle guerre di indipendenza (1818-1860), Cannobio fece parte del Piemonte sabaudo e fu importante centro di confine (la sponda orientale del lago era austriaca); i cannobiesi ricordano con orgoglio la celebre difesa contro un attacco austriaco via lago, che venne respinto, la notte del 27-28 maggio 1859.

La fine del XIX secolo è stata caratterizzata dall'introduzione di numerose industrie, ormai scomparse, che hanno caratterizzato la storia del paese: setificio, concerie, cartiera, ecc. Durante le due guerre mondiali, Cannobio inviò molti suoi uomini come soldati al fronte, e parecchi di loro non tornarono più. Di recente è stato realizzato un Parco della Memoria (in una posizione poco frequentata) con lapidi e monumenti che ricordano i caduti cannobiesi delle due guerre, spostando il monumento storico ai caduti, in origine posto al centro del lungolago.

Il dopoguerra è stato caratterizzato da una forte immigrazione di persone che provenivano dal sud Italia, dalla Sardegna e dal Veneto dovuto alla vicinanza del borgo con la Svizzera che garantiva diverse prospettive di lavoro; già allora infatti, le industrie locali erano in crisi e finirono per essere chiuse nel giro di un trentennio (l'ultima, la SA Ossidi Metallici, nel 1989). L'economia del paese si basa soprattutto sul turismo estivo proveniente dalla Germania, dalla Svizzera, dai Paesi Bassi e dalla Francia e sugli spostamenti dei lavoratori frontalieri.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il lungolago di Cannobio ha caratteristiche uniche rispetto agli altri comuni rivieraschi, è infatti caratterizzato dalla presenza di un fronte di edifici, nella parte centrale che fronteggia il porto, con facciate cinque/seicentesche con porticati.

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario del miracolo della SS. Pietà di Cannobio.
L'immagine custodita nel Santuario della Santissima Pietà
  • Il Santuario della Santissima Pietà,[9] fu ricostruito da san Carlo Borromeo nel 1583 da un disegno di Pellegrino Tibaldi. La realizzazione fu effettuata da maestranze locali sotto la direzione dei fratelli Giovanni e Pietro Beretta di Brissago, che rividero il disegno originale. Dal 1575 al 1614, con il solo sostegno finanziario di borghigiani e devoti, si lavorò per l'edificazione della struttura, che poi lungo il 1600 fu arricchita di stucchi, affreschi e tele, fino a raggiungere lo splendore di oggi.

La facciata è opera di un rifacimento del 1909 e vi spicca un bronzo, opera di Giulio Branca, che riproduce un dipinto su pergamena raffigurante una Pietà, con Cristo tra Maria e Giovanni Evangelista, che si trova all'interno di una nicchia dell'altare maggiore. Nei giorni 8, 9, 10 e 28 gennaio 1522 e poi nei successivi 4 e 27 febbraio, la pergamena avrebbe sanguinato: dalle ferite di Gesù sarebbero uscite gocce di sangue, mentre il 9 gennaio una costola sanguinante, proporzionata al Cristo del dipinto, sarebbe caduta e, raccolta, si trova oggi in un reliquiario custodito nel santuario, mentre i panni macchiati dal sangue sono rinchiusi nell'urna posta sotto la mensa dell'altare maggiore[10][11]. L'interno è composto da una sola navata con una sfarzosa decorazione barocca. Sopra l'altare è posta una pregevole pala di Gaudenzio Ferrari intitolata Salita al Calvario. Vi sono altri dipinti di scuola piemontese del Seicento e dell'Ottocento.

Campanile della Chiesa di San Vittore.
  • La collegiata di San Vittore, rifacimento settecentesco di un'antichissima chiesa. La facciata però è stata ultimata solo nel 1842 così come l'altare maggiore. Notevole e imponente l'interno a navata unica sulla quale si affacciano numerose cappelle, nella prima a destra dell'ingresso è presente un crocifisso in legno risalente al XVI secolo, nella cosiddetta cappella dei morti si trovano due trittici quattrocenteschi provenienti dalla Chiesa di San Gottardo a Carmine. In controfacciata degno di nota l'organo costruito dal varesino Luigi Maroni Biroldi nel 1837.
  • L'oratorio di S. Marta, costruzione del 1581, avente una facciata preceduta da un pronao. All'interno un ricco altare maggiore in legno dorato che custodisce le spoglie di San Teodosio e una Madonna con Bambino attribuito a Camillo Procaccini.
  • Chiesa di sant'Anna, costruita nel 1633 a Traffiume.

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Palazzo della Ragione, detto Parasi edificato nel 1291 dal podestà Ugolino Mandello poi modificato nel corso del Seicento. È costituito da blocchi squadrati granito che formano un portico terreno con cinque pilastri reggenti le volte a botte. Sotto il portico sono collocati stemmi, lapidi e rilievi trecenteschi e due tombe romane.
  • Sul lato destro del palazzo si erge la Torre Comunale di costruzione romanica del XII secolo. È costruita in pietra viva ed è in realtà il campanile dell'antica chiesa di san Vittore.

Architettura militare[modifica | modifica wikitesto]

  • La Rocca Vitaliana, conosciuta come "castelli di Cannero". Isolotti rocciosi che emergono dalle acque del lago, sui quali sono visibili i ruderi di antiche fortificazioni. La loro costruzione risale fra il XI e il XII secolo.
  • Il Leone, opera dello scultore Giulio Branca, monumento affacciato sul lago all'entrata sud della città. Fu eretto nel 1889 a ricordo della difesa di Cannobio del 1859, contro un attacco austriaco proveniente dal lago.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune sono presenti le seguenti frazioni: Campeglio, Carmine Inferiore, Carmine Superiore, Cinzago, Formine, Marchille, Piaggio Valmara, Pianoni, Ronco, San Bartolomeo Valmara (comune autonomo fino al 1928), Sant'Agata sopra Cannobio (comune autonomo fino al 1928), Socraggio, Socragno, Traffiume (comune autonomo fino al 1928).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Cannobio si trova su una direttrice di collegamento internazionale, la Strada statale 34 del Lago Maggiore che da Gravellona Toce (VB) arriva fino al Confine di Stato di Piaggio Valmara, dove si entra in Svizzera. Da Cannobio parte inoltre la Strada statale 631 di Valle Cannobina che porta nella valle omonima dalla quale si può raggiungere, tramite la Strada statale 337 della Val Vigezzo, la cosiddetta Valle dei pittori, il Santuario di Re e Domodossola.

Il comune è inoltre collegato con il resto del Lago Maggiore tramite linee di aliscafi e battelli che vengono spesso utilizzati per crociere estive verso la Svizzera (Locarno, Ascona) o verso il basso lago (Isole Borromee, Santa Caterina del Sasso, ecc.).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giuseppe Albertella centro Sindaco [13]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giuseppe Albertella lista civica Sindaco [13]
28 giugno 2004 8 giugno 2009 Antonello Viviano lista civica Sindaco [13]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Giandomenico Albertella lista civica Sindaco [13]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Giandomenico Albertella lista civica Il nostro paese Sindaco [13]
27 maggio 2019 in carica Gianmaria Minazzi lista civica Il nostro paese Sindaco [13]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte dell'unione di comuni del Lago Maggiore.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ http://www.bandierearancioni.it/comune/208/Cannobio-VB/ Touring Club Italiano.
  5. ^ a b Ferrari, p. 72.
  6. ^ De Vit, p. 211.
  7. ^ a b c Ferrari, p. 73.
  8. ^ Zammaretti, pp. 223-225.
  9. ^ Il miracolo di Cannobio: LA SACRA COSTOLA - 1522.
  10. ^ Santuario SS. Pietà Cannobio, su santuariosantapieta.it. URL consultato il 1º gennaio 2019.
  11. ^ Rino Cammilleri, Tutti i giorni con Maria, calendario delle apparizioni, Edizioni Ares, 2020, p.17 (formato Kindle).
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ a b c d e f http://amministratori.interno.it/
  14. ^ Statuto (PDF), su unionelagomaggiore.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo De Vit, Il Lago Maggiore, Stresa e le Isole Borromee, Notizie storiche compilate dal dott. Vincenzo De-Vit, Prato, Tipografia Aldina F. Alberghetti e F., 1875.
  • Erminio Ferrari, Val Canobbina (Lago Maggiore), Verbania, Alberti Libraio Editore, 1988, ISBN 8885004873.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi e Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Brescia, Editrice La Scuola, 2003.
  • Aquilino Zammaretti, Il Borgo e la Pieve di Cannobio, II, Verbania-Intra, Cerutti, 1975.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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