Cannobio

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Cannobio
comune
Cannobio – Stemma Cannobio – Bandiera
Cannobio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia del Verbano-Cusio-Ossola-Stemma.png Verbano-Cusio-Ossola
Amministrazione
SindacoGiandomenico Albertella (lista civica) dall'08/06/2009, riconfermato 26/05/2014
Territorio
Coordinate46°04′N 8°42′E / 46.066667°N 8.7°E46.066667; 8.7 (Cannobio)Coordinate: 46°04′N 8°42′E / 46.066667°N 8.7°E46.066667; 8.7 (Cannobio)
Altitudine214 m s.l.m.
Superficie52,53 km²
Abitanti5 145[1] (30-4-2017)
Densità97,94 ab./km²
FrazioniCampeglio, Carmine Inferiore, Carmine Superiore, Cinzago, Formine, Marchille, Piaggio Valmara, Pianoni, Ronco, San Bartolomeo Valmara, Sant'Agata sopra Cannobio, Socraggio, Socragno, Traffiume
Comuni confinantiBrissago (CH-TI), Cannero Riviera, Cavaglio-Spoccia, Falmenta, Luino (VA), Maccagno con Pino e Veddasca (VA), Centovalli (CH-TI), Trarego Viggiona, Tronzano Lago Maggiore (VA)
Altre informazioni
Cod. postale28822
Prefisso0323
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT103017
Cod. catastaleB615
TargaVB
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticannobiesi
PatronoFesta della SS Pietà (8 gennaio)
Giorno festivoSan Vittore (8 maggio)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cannobio
Cannobio
Sito istituzionale

Cannobio (Canöbi nel locale dialetto lombardo occidentale) è un comune italiano di 5.145 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola.

È un comune frontaliero con la Svizzera, situato sulla riva nord-occidentale del Lago Maggiore e allo sbocco della Valle Cannobina; l'estensione del comune è molto elevata, circa 51 km², dovuta al numero di frazioni distribuite nella zona.

Negli anni 2002, 2003, 2004, 2005, 2007, 2010, 2011, 2012, 2013, 2015 e 2016 è stato insignito del prestigioso riconoscimento ambientale della FEE, la Bandiera Blu. Il comune è stato insignito, dal 2011, della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[2].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Lungolago

Cannobio si trova su una direttrice di collegamento internazionale, la Strada statale 34 del Lago Maggiore che da Gravellona Toce (VB) arriva fino al Confine di Stato di Piaggio Valmara, dove si entra in Svizzera. Da Cannobio parte inoltre la Strada Provinciale 75 di Valle Cannobina ex Strada statale 631 della Valle Cannobina che porta nella valle omonima dalla quale si può raggiungere, tramite la Strada statale 337 della Val Vigezzo, la cosiddetta Valle dei pittori, il Santuario di Re e Domodossola.

Il comune è inoltre collegato con il resto del Lago Maggiore tramite linee di aliscafi e battelli che vengono spesso utilizzati per crociere estive verso la Svizzera (Locarno, Ascona) o verso il basso lago (Isole Borromee, Santa Caterina del Sasso, ecc.).

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune sono presenti le seguenti frazioni: Campeglio, Carmine Inferiore, Carmine Superiore, Cinzago, Formine, Marchille, Piaggio Valmara, Pianoni, Ronco, San Bartolomeo Valmara, sant'Agata sopra Cannobio, Socraggio, Socragno, Traffiume

L'abitato di Cannobio capoluogo è separato dalla sua frazione principale, Traffiume, dal torrente Cannobino che nasce nell'alta valle omonima sfociando poi nel lago. Le frazioni di Carmine Superiore e di Carmine Inferiore sono situate circa 2 km prima dell'abitato principale, provenendo da Verbania; Socraggio e Pianoni (praticamente un ex alpeggio con ora molte case di vacanza) si trovano in Valle Cannobina, ben distanti dal centro; Sant'Agata sopra Cannobio, Cinzago, Ronco, Socragno e Campeglio si trovano verso la Svizzera e ci si arriva tramite una strada comunale; a Marchille invece ci si giunge tramite un sentiero a piedi; San Bartolomeo Valmara si trova appena sopra la SS 34, al km 38,200, e ci si arriva tramite una strada comunale; infine Piaggio Valmara si trova praticamente al confine di Stato con la Svizzera.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese ha origine antiche, forse preromane; lo dimostrano alcune sepolture a incinerazione, tornate alla luce tra il XVI e il XVII secolo nei pressi dell'attuale via Campo Rezio. Dopo l'annessione all'Impero Romano del nord Italia e delle vallate alpine (I secolo a.C.), Cannobio fu certamente un centro commerciale e strategico e sede di una flotta lacustre.

L'origine romana del borgo la si può trovare grazie all'identificazione, oggi piuttosto difficile, del cardo e del decumano, tipico dell'accampamento romano, tra le vie Antonio Giovanola e Campo Rezio, dove sorgeva la residenza del comandante della guarnigione. Non si hanno notizie precise sul cambiamento del paese durante il crollo dell'impero, ma si pensa che la zona non venne toccata dalle grosse invasioni barbariche provenienti da nord, al contrario di altre zone italiane.

Fatti certi sull'esistenza del borgo li troviamo nel X secolo: nel 929 si sa che di per certo che fu sede di una curtis regia. L'età medievale fu senza dubbio molto prospera, specie dal punto di vista manifatturiero e commerciale, e nel 1207 Cannobio ebbe il titolo di "Borgo".

Città dal 2006
La via principale A. Giovanola

Ufficialmente dal 1992, ma effettivamente dal 1994, Cannobio fa parte della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, scorporata dalla Provincia di Novara.
Dal 2006, Cannobio, in virtù della sua vocazione turistico-economica, ha avuto il riconoscimento ufficiale dello status di città.
(Nell'immagine: La via principale intitolata ad A. Giovanola)

Il periodo tardo-medievale fu caratterizzato dallo storico legame con la città di Milano, anche nell'ambito diocesano ed ecclesiastico: in virtù di questo legame Cannobio e alcuni comuni limitrofi utilizzavano e utilizzano tuttora il rito ambrosiano per le funzioni liturgiche, al contrario degli altri centri della sponda piemontese del lago, da sempre legati al rito romano. Nel 1817 venne decretato il passaggio di Cannobio e degli altri comuni dell'alto Verbano dall'arcidiocesi di Milano alla diocesi di Novara, mantenendo comunque il rito ambrosiano.

Questa decisione portò, negli anni successivi, a qualche attrito con alcuni vescovi della cattedra gaudenziana, propensi a eliminare il rito ambrosiano in sostituzione di quello romano. Il più accanito sostenitore di questo cambiamento fu il cardinale, vescovo di Novara, Giuseppe Morozzo Della Rocca, che cambiò idea solamente durante una visita pastorale a Cannobio nel 1824, essendosi reso conto della ferma volontà della popolazione locale di non voler assolutamente accettare il cambiamento di rito.[4]

Per tutto il periodo delle guerre di indipendenza (1818-1860), Cannobio fece parte del Piemonte sabaudo e fu importante centro di confine (la sponda orientale del Lago era austriaca); i cannobiesi ricordano con orgoglio la celebre difesa contro un attacco austriaco via lago, che venne respinto, la notte del 27-28 maggio 1859.

La fine del XIX secolo è stata caratterizzata dall'introduzione di numerose industrie, ormai scomparse, che hanno caratterizzato la storia del paese: setificio, concerie, cartiera, ecc. Durante le due guerre mondiali, Cannobio inviò molti suoi uomini come soldati al fronte, e parecchi di loro non tornarono più. Di recente è stato realizzato un Parco della Memoria (in una posizione poco frequentata) con lapidi e monumenti che ricordano i caduti cannobiesi delle due guerre, spostando il monumento storico ai caduti, in origine posto al centro del lungolago.

Il dopoguerra è stato caratterizzato da una forte immigrazione di persone che provenivano dal sud Italia, dalla Sardegna e dal Veneto dovuto alla vicinanza del borgo con la Svizzera che garantiva diverse prospettive di lavoro; già allora infatti, le industrie locali erano in crisi e finirono per essere chiuse nel giro di un trentennio (l'ultima, la SA Ossidi Metallici, nel 1989). L'economia del paese si basa soprattutto sul turismo estivo proveniente dalla Germania, dalla Svizzera, dai Paesi Bassi e dalla Francia e sugli spostamenti dei lavoratori frontalieri.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

  • Il santuario del miracolo della SS. Pietà di Cannobio, [1] fatto ricostruire da san Carlo Borromeo nel 1583 con un disegno di Pietro Beretta ( divenuto poi famoso come l'inventore dei salamini). La facciata è opera di un rifacimento del 1909. L'interno è composta da una sola navata con una sfarzosa decorazione barocca. È posizionata sopra l'altare una pregevole pala di Gaudenzio Ferrari intitolata la Salita al Calvario. Vi sono altri dipinti di scuola piemontese del Seicento e Ottocento.
  • La collegiata di San Vittore, rifacimento settecentesco di un'antichissima chiesa. La facciata però è stata ultimata nel 1842. Notevole e imponente l'interno a navata unica. In controfacciata degno di nota l'organo costruito dal varesino Luigi Maroni Biroldi nel 1837.
  • L'oratorio di S. Marta, costruzione del 1581, avente una facciata preceduta da un pronao. All'interno un ricco altare maggiore in legno dorato ed una Madonna con Bambino attribuito a Camillo Procaccini.

fonte:[5]

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Palazzo della Ragione, detto Parasio edificato nel 1291 dal podestà Ugolino Mandello poi modificato nel corso del Seicento. È costituito da blocchi squadrati granito che formano un portico terreno con cinque pilastri reggenti le volte a botte. Sotto il portico sono collocati stemmi, lapidi e rilievi trecenteschi e due tombe romane.
  • Sul lato destro del palazzo si erge la Torre Comunale di costruzione romanica del XII secolo. È costruita in pietra viva ed è in realtà il campanile dell'antica chiesa di san Vittore.

Architettura militare[modifica | modifica wikitesto]

  • La Rocca Vitaliana, conosciuta come "castelli di Cannero". Isolotti rocciosi che emergono dalle acque del lago, sui quali sono visibili i ruderi di antiche fortificazioni. La loro costruzione risale fra il XI e il XII secolo.
  • Il Leone, opera dello scultore Giulio Branca, monumento affacciato sul lago all'entrata sud della città. Fu eretto nel 1889 a ricordo della difesa di Cannobio del 1859, contro un attacco austriaco proveniente dal lago.

Altre istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Per quanto concerne le istituzioni, Cannobio ha: una caserma dei Carabinieri, una squadriglia navale della Guardia di Finanza, una tenenza della stessa Guardia di Finanza (al Confine di Stato), un comitato della Croce Rossa Italiana con servizio di H24 (soccorso emergenze 24/24 tutti i giorni dell'anno), un distaccamento volontario dei Vigili del Fuoco dal 2015, le Poste Italiane, quattro istituti bancari e una casa di riposo, attrezzata anche per la degenza dei malati della malattia di Alzheimer.
  • Dal 1931 al 1979 è stato in funzione un preventorio infantile, gestito dalla Provincia di Milano, molto importante e famoso in tutto il nord Italia; nel 1979 divenne Istituto Psicopedagogico gestito dall'USSL di Verbania e nell'agosto 1985 venne definitivamente chiuso.
  • Dal 1975 è attiva e presente in modo stabile una comunità non cristiana, la congregazione dei Testimoni di Geova, che dal 1992 ha la propria Sala del Regno nella zona di Traffiume in via Curioni bis. Attualmente la piccola congregazione conta una trentina di proclamatori attivi tra il comune di Cannobio e quello limitrofo di Cannero Riviera.

Persone legate a Cannobio[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giuseppe Albertella centro Sindaco [6]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giuseppe Albertella lista civica Sindaco [6]
28 giugno 2004 8 giugno 2009 Antonello Viviano lista civica Sindaco [6]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Giandomenico Albertella lista civica Sindaco [6]
11 giugno 2014 in carica Giandomenico Albertella lista civica: il nostro paese Sindaco [6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Fonte dal sito del Touring Club Italiano
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Aquilino Zammaretti, Il Borgo e la Pieve di Cannobio vol. II, Cerutti, Verbania-Intra, 1975, pagg. 223-225.
  5. ^ Vaccaro, Chiesi, Panzera, 2003, 10, 38, 40, 431, 436.
  6. ^ a b c d e http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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