Macchiaioli

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I Macchiaioli sono stati un gruppo di artisti attivi soprattutto in Toscana nella seconda metà dell'Ottocento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Adriano Cecioni
Il Caffè Michelangiolo, 1867 ca.

Quello dei Macchiaioli è stato il movimento artistico italiano più impegnato e costruttivo dell’Ottocento [1].

Formatosi nella Firenze a partire dal 1855, nasce come reazione all’inerzia formale delle Accademie tenendosi anche in rapporto con i fermenti ideologici del Risorgimento nazionale.
Il movimento macchiaiolo afferma la teoria della ‘’macchia’’ sostenendo che la visione delle forme è creata dalla luce come macchie di colore, distinte, accostate o sovrapposte ad altre macchie di colore.

Consapevole di questa affermazione e svincolato da formalismi accademici, l’artista è così libero di rendere con immediatezza verista ciò che il suo occhio percepisce nel presente. Teorici e critici dei Macchiaioli furono Diego Martelli ed Adriano Cecioni che dettarono le regole basilari dello "stile".

Giovanni Fattori
Il quadrato di Villafranca o Esercitazione di Tiro, 1876 - 1880

I principali esponenti di questa corrente pittorica sono stati:

Prima del loro trasferimento a Parigi ebbero anche un proprio esordio macchiaiolo Giovanni Boldini e Federico Zandomeneghi.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Serafino De Tivoli
Al pascolo, 1859

Gli artisti di questo movimento erano soliti riunirsi e discutere nel Caffè Michelangiolo di Firenze.

La teoria della macchia precede cronologicamente le enunciazioni teoriche degli impressionisti francesi e, per alcuni aspetti, vi si avvicina.

La teoria sostiene che l'immagine del vero è costituita da un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro, che si possono rilevare tramite una tecnica chiamata dello specchio nero, mediante cioè uno specchio annerito con il fumo che permette di esaltare i contrasti chiaroscurali.[senza fonte]

Il termine Macchiaioli fu utilizzato dalla Gazzetta del Popolo per la prima volta nel 1862 in occasione di un'esposizione fiorentina. In realtà l'espressione fu coniata dal giornalista in senso denigratorio, ma i pittori oggetto della definizione decisero da allora in poi di adottare tale termine come identificativo del loro gruppo.

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

  • Silvestro Lega, I Macchiaioli e il Quattrocento, dal 14 gennaio al 24 giugno 2007 Musei di San Domenico a Forlì
  • I Macchiaioli, Capolavori della collezione Mario Taragoni dall'8 marzo - 27 luglio 2008, Venezia, Instituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
  • "Il Nuovo dopo la Macchia, origini e affermazione del Naturalismo Toscano", Montecatini Terme, Terme Tamerici 2009
  • Macchiaioli a Montepulciano capolavori e inediti privati dal 25 aprile al 26 settembre 2010, Montepulciano Siena
  • Macchiaioli a Villa Bardini, Firenze, Villa Bardini, 2011
  • Les Macchiaioli 1850 - 1874. Des impressionistes italiens?, Parigi, Museo dell'Orangerie 10 aprile - 22 luglio 2013.
  • I Macchiaioli, G. Fattori, S. Lega, T. Signorini, V. Cabianca visitabili nella seconda e dodicesima stanza, presso la Galleria d'arte moderna Ricci Oddi a Piacenza
  • I Macchiaioli e il loro tempo – Opere e Vita degli Artisti del Caffè Michelangelo presso il Museo Statale di Palazzo Taglieschi ad Anghiari (Ar) dal 19 luglio 2015 al 18 ottobre 2015.
  • I Macchiaioli - Le collezioni svelate presso il Chiostro del Bramante di Roma dal 16 marzo al 4 settembre 2016.

Documentari[modifica | modifica wikitesto]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G.C. Argan, Storia dell’Arte italiana

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]