Telemaco Signorini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Telemaco Signorini

Telemaco Signorini (Firenze, 18 agosto 1835Firenze, 10 febbraio 1901) è stato un pittore e incisore italiano.

La toilette del mattino, 1898

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Giovanni, noto pittore vedutista del Granducato di Toscana - il padre fu anche il suo primo maestro di disegno -, frequentò dal 1852 l'Accademia di Belle Arti di Firenze.

Con gli amici Odoardo Borrani e Vincenzo Cabianca sperimentò la pittura dal vero e frequentò con gli altri pittori macchiaioli il Caffè Michelangelo.

Nel 1856 passò un anno a Venezia, in compagnia dell'amico Vito D'Ancona. Nel 1858 e poi nel 1862, con Cabianca e Banti, è a La Spezia dove i tre amici, attratti dagli effetti della luce del Golfo, trassero ispirazione per la nascente pittura di macchia. Lo stesso Signorini, sul finire del secolo, tornerà ancora a lavorare a Riomaggiore.

Nel 1859 partecipò come volontario alla seconda guerra d'indipendenza (l'esperienza ha fornito l'ispirazione per alcuni quadri, tra cui Il cimitero di Solferino) e due anni dopo si recò a Parigi, dove conobbe Corot e Constant Troyon. Nel 1862 con dei suoi amici sperimentò nella campagna alle porte di Firenze la pittura "a macchia", dando vita al sodalizio artistico noto come Scuola di Piagentina. Signorini traduce queste ricerche anche in opere impegnate come Sala delle agitate ambientato in un manicomio di Firenze (1865, Venezia, Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro). Sul finire dell'Ottocento, Signorini fece visita al carcere di Portoferraio dove realizzò il dipinto Bagno penale a Portoferraio (1890 circa), che ritrae, tra i detenuti, il celebre brigante lucano Carmine Crocco (il primo a destra).[1] A Portoferraio ritrasse anche il “Mago Chiò”, personaggio caratteristico del luogo[2].

Nel 1867 fondò con Diego Martelli la rivista Il Gazzettino delle Arti del Disegno avviando la propria carriera di critico e letterato. Negli anni Settanta, I suoi articoli, spesso satirici, vivaci e ricchi di aneddoti, comparvero anche sulla Rivista Europea di Angelo De Gubernatis e sul fiorentino Giornale artistico. Negli anni seguenti compì numerosi viaggi: a Parigi nel 1869, nelle zone della Marna e della Senna con Giovanni Boldini nel 1873-1874, in Inghilterra e Scozia nel 1881, ma lavorò anche a Napoli, nel 1870 e 1871, al fianco di De Nittis e Cecioni. Nel 1884 si reca nuovamente a Parigi e a Londra esponendo con successo alcune marine.[3]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • L'alzaia, 1864
    Il merciaio di La Spezia (1858)
  • Aspettando (1867)
  • La sala delle agitate nell'ospizio di S. Bonifacio (1867)
  • Pascoli a Castigliocello (1861)
  • La toeletta del mattino (1898)
  • Una via di Ravenna (1876)
  • Figure sulle scale a Piancastagnaio (1880)
  • Strada di Borgo Montanaro (1879)
  • Settignano (1880)
  • Bagno penale a Portoferraio (1890)
  • Chiacchiericci a Riomaggiore (1894)
  • L'Alzaia (1864)
  • Comms la Ville (1873)
  • Bigherinaie a Settignano (1880-84)
  • Ponte vecchio (1880)
  • Leith (1881)
  • Via del fuoco (1882)
  • Il ghetto di Firenze (1882)
  • Scalo a Riomaggiore (1890-95)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Raffaele Nigro, Il brigantaggio nella letteratura, eleaml.org. URL consultato il 7 gennaio 2012.
  2. ^ Il suo vero nome era Francesco Grassi (1867-1891). Vd. La vera storia del Mago Chiò, by Ettore Ferrini (issuu.com)
  3. ^ Vedere, per tutto il paragrafo, E. Ghidetti, Telemaco Signorini, in Toscani dell'Ottocento. Narratori e prosatori, Firenze, Le Lettere, 1995, p. 335

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raffaele Monti, Signorini e il Naturalismo Europeo, De Luca, Roma, 1984.
  • Ettore Spalletti, Gli anni del Caffè Michelangelo: (1848-1861), De Luca, Roma, 1985.
  • Piero Dini, Francesca Dini (a cura di), I Macchiaioli e la scuola di Castiglioncello, Catalogo della Mostra tenuta a Castiglioncello nel 1990, Comune Rosignano Marittimo Assessorato alla cultura, 1990.
  • Ettore Spalletti, Telemaco Signorini, Edizioni dei Soncino, Soncino, 1994.
  • Telemaco Signorini, una retrospettiva, Catalogo della mostra tenuta a Palazzo Pitti nel 1997, Artificio, Firenze, 1997.
  • T. Panconi, Telemaco Signorini, il caso del pittore letterato, in: Antologia dei Macchiaioli, la trasformazione sociale e artistica nella Toscana di metà '800, Pisa, 1999.
  • F. Dini, I Macchiaioli. Opere e protagonisti di una rivoluzione artistica 1861-1869, Firenze, 2002.
  • T. Panconi, Il Nuovo dopo la Macchia, origini e affermazione del Naturalismo toscano, Pisa, 2009 (edizione ampliata e integralmente nuova).
  • T. Panconi, Signorini e il suo tempo, Pistoia, 2010.
  • Laura Carona, Telemaco Signorini, catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo, 2010, CC-BY-SA (fonte per la biografia).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN42113473 · LCCN: (ENn87867532 · SBN: IT\ICCU\CFIV\030148 · ISNI: (EN0000 0000 8121 190X · GND: (DE119006847 · BNF: (FRcb14970017f (data) · ULAN: (EN500000799