Odoardo Borrani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Odoardo Borrani (Archivio Dini, Montecatini)
Visita allo studio, 1885-1890 (Fondazione Cariplo)

Odoardo Borrani (Pisa, 22 agosto 1833Firenze, 14 settembre 1905) è stato un pittore e insegnante italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Odoardo Borrani nacque a Pisa, da David Borrani e da Leopolda Ugolini. Nel 1840 si trasferì a Firenze e fu avviato dal padre all'arte della pittura.

Allievo all'Accademia di Firenze, fu orientato inizialmente verso soggetti accademici, soprattutto storici, con forti rimandi al Quattrocento fiorentino. Studiò sotto la guida di Bianchi e di Pollastrini.

Nel 1853, ai tavoli del Caffè dell'Onore, in Borgo la Croce, conobbe Telemaco Signorini, con il quale nel 1859 partì volontario per le guerre di unificazione d'Italia.[1]

Al suo rientro, pur ottenendo riconoscimenti per alcuni suoi quadri di impronta accademica, come La congiura dei pazzi, con Signorini e con Cabianca iniziò a dipingere dal veroː addentrandosi nelle campagne di Pergentina e di San Marcello Pistoiese, si orientò verso la ricerca macchiaiola di una pittura ripresa dal reale.

Con Raffaello Sernesi, con Silvestro Lega e con Giuseppe Abbati formò il gruppo conosciuto come Scuola di Pergentina. La sua pittura conservava una qualità primitiva, frutto degli studi su Paolo Uccello e Filippo Lippi.[2]

Si orientò sempre di più verso la poetica di Silvestro Lega e, di conseguenza, dal 1876 divenne più descrittivo.

Fu tra i primi a dipingere all'aperto, prima intorno a Firenze, poi sull'Appennino pistoiese con Sernesi, quindi a Castiglioncello, ospite di Diego Martelli.

Si distinse per un'instancabile e fruttuosa ricerca di effetti di luce, frutto di continui spostamenti e appostamenti a contatto con la natura.

Dopo un tentativo infruttuoso di aprire una galleria d'arte a Firenze, con Lega, a palazzo Ferroni, tenne una scuola di pittura e convegni di artisti nel proprio studio, chiamato "Piccolo Pitti".

Assunse il ruolo di insegnante all'Accademia di Firenze e tra le sue varie attività, spiccarono i dipinti per le ceramiche di Doccia e restauri di affreschi di Giotto e del Ghirlandaio.

La sua arte fu influenzata dallo stile quattrocentesco, per i contrasti luminosi, per la narrazione compositiva e per la puntigliosità dei contorni.

Negli ultimi anni di attività riprese in alcune opere uno stile più tradizionale, da studio.[1]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Speranze perdute (1865)
  • Carro rosso a Castiglioncello (1867)
  • Orto a Castiglioncello (1865 circa)
  • L'analfabeta (1865)
  • Riposo di muratori (1869-1870)
  • In terrazza (1872)
  • Raccolta del grano (1861)
  • Grano al sole

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b "Le Muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.II, pag.362
  2. ^ Marco Valsecchi,  p. 299.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. De Grada, I Macchiaioli, Milano 1967
  • C. Maltese, Realismo e verismo nella pittura italiana dell'Ottocento, Milano 1968
  • Marco Valsecchi, I paesaggisti dell'800, Milano, Electa-Bompiani, 1972, p. 299 e tav. 166, SBN IT\ICCU\SBL\0437189.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN95871625 · ISNI (EN0000 0001 1690 5240 · LCCN (ENn83063679 · GND (DE123983673 · ULAN (EN500030821