Giovanni Fattori

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Autoritratto, 1854

Giovanni Fattori (Livorno, 6 settembre 1825Firenze, 30 agosto 1908) è stato un pittore e incisore italiano. È considerato tra i principali esponenti del movimento dei macchiaioli.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Livorno nel 1825, della sua vita si sa poco. Entrato in contatto con il gruppo del Caffè Michelangiolo, divenne allievo di Giuseppe Bezzuoli e iniziò a frequentare la Scuola di Nudo all'Accademia di Belle Arti di Firenze.

Giovanni Fattori nel suo studio ai primi del Novecento

Pochi esempi dei suoi primi lavori sono giunti ad oggi; si tratta esclusivamente di schizzi, il che fa ritenere che il suo lavoro sia diventato più forte e maturo solo dopo il 1851, quando l'artista era ormai 26enne. I suoi primi dipinti in questo periodo furono principalmente scene storiche influenzate da Bezzuoli, spesso scene dalla storia del Medioevo o del Rinascimento.

Fattori proseguì come pittore militare; prese parte alle battaglie per l'Unità d'Italia, collaborando con il Partito d'Azione come 'fattorino di corrispondenza'. Il primo lavoro di soggetto risorgimentale, Il campo italiano alla battaglia di Magenta, risale al 1860. A partire da questo dipinto il soggetto militare diverrà uno dei favoriti nelle opere di Fattori: battaglie, soldati. L'altro tema ricorrente è il paesaggio, in particolare la sua terra, la Maremma toscana, con una estrema attenzione al paesaggio agrario.

Monumento alla memoria a Livorno

Descritto spesso come realista, fu in questo periodo che l’artista divenne un membro dei Macchiaioli, una corrente di pittori precursori dell’impressionismo.

Fattori è oggi considerato uno dei membri più notevoli di questo movimento artistico, mentre al suo tempo era considerato rivoluzionario o quanto meno poco credibile, secondo il punto di vista dell'epoca, piuttosto che espressione di un'avanguardia.

Si considerava egli stesso piuttosto un pittore di persone anziché di paesaggi: tuttavia queste figure erano generalmente poste in paesaggi fantastici e illusori che dimostrano la sua padronanza del colore sotto l'influenza della luce e delle ombre.

La difficile situazione economica che assillò per tutta la vita il pittore, venne aggravata da una serie di disgrazie familiari, come la morte per tubercolosi della moglie, avvenuta nel 1867. Subito dopo l'artista fu ospitato da Diego Martelli a Castiglioncello e in quegli anni realizzò moltissime opere nella campagna maremmana (bovi al carro, la raccolta del fieno) ed alcuni ritratti dedicati agli amici (Diego Martelli, Valerio Biondi) Successivamente viaggiò nel 1873 a Roma e nel 1875 fu ospite dalla famiglia Gioli a Fauglia presso Pisa. Lo stesso anno si reca a Parigi con Gioli, Cannicci e Ferroni e qui conosce la scuola di Barbizon e l'arte sociale di Corot. Nel 1882 si reca nuovamente in Maremma ospite nella tenuta la Marsiliana del principe Corsini. Esegue bozzetti e appunti per il dipinto La marcatura dei buoi in Maremma. Nel 1886 ottenne il ruolo di insegnante presso l'Accademia di belle arti di Firenze e negli ultimi anni si dedicò con sempre maggiore interesse all'acquaforte (indica un tipo di stampa e il modo di produrla). Si conoscono 200 lastre, delle quali 166, mai biffate (distrutte), furono ristampate in 50 esemplari nel 1925 [1] Fra i suoi discepoli si può ricordare Giovanni Malesci e Giovanni Marchini col quale rimarrà poi in contatto fino agli ultimi anni di vita[2]. Nel 1899 partecipò alla III Esposizione internazionale d'arte di Venezia.

Fu sepolto nel Famedio del santuario di Montenero, a Livorno.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Suoi lavori sono conservati, oltre che al Museo civico Giovanni Fattori di Livorno a Villa Mimbelli, anche alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma; alla Galleria civica d'arte moderna e contemporanea di Torino, alla Pinacoteca di Brera di Milano, alla Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti a Firenze, alla Pinacoteca civica di Forlì, alla mostra di Palazzo Zabarella a Padova, e negli Stati Uniti, al Museum of Fine Arts di Boston.

Dipinti[modifica | modifica wikitesto]

Garibaldi a Palermo (1861)
Bestiame al pascolo
La libecciata (1880)
Tramonto sul mare (1890-1895)
Il quadrato di Villafranca o Esercitazione di Tiro
  • Autoritratto (1854)
  • Elisabetta regina d'Inghilterra (1855)
  • I difensori delle libertà fiorentine affrontano conversando il patibolo (1856 circa)
  • Battaglia di Gavignana (1856 circa)
  • Maria Stuarda a Crookstone (1858-1861)
  • Soldati francesi del '59 (1859)
  • Soldati del '59 (1859)
  • Gli eccidi di Mantova (1859-1860)
  • Campo italiano alla battaglia di Magenta (1860)
  • Garibaldi a Palermo (1860-1862)
  • Gli sposi (o I fidanzati) (1860-1861)
  • Ritratto della cugina Argia (1861)
  • Il campo italiano alla battaglia di Magenta (1862)
  • Carica di cavalleria a Montebello (1862)
  • Battaglia di San Martino (1862-1863)
  • Pasture in Maremma (1863-1864)
  • Costumi livornesi (1865)
  • Ritratto della prima moglie (1865)
  • Acquaiole livornesi (1865)
  • Le macchiaiole (1865)
  • La Rotonda dei bagni Palmieri (1866)
  • Signora al sole (1866)
  • La punta del Romito (1866)
  • Silvestro Lega che dipinge sugli scogli (1866)
  • Diego Martelli a Castiglioncello (1867)
  • Le botti rosse (1867)
  • La signora Martelli a Castiglioncello (1867 circa)
  • Ritratto di Valerio Biondi (1867)
  • Assalto a Madonna della Scoperta (1866-1867)
  • Assalto a Madonna della Scoperta (1868)
  • In vedetta (1868-70)
  • Buoi al carro' (1870 circa)
  • Raccolta del fieno in Maremma (1870 circa)
  • Autoritratto con bombetta (1870 circa)
  • Mercato dei cavalli in piazza della Trinità a Roma (dopo il 1872, perduto)
  • Rappezzatori di vele (1872 circa)
  • In vedetta (o Il muro bianco) (1872)
  • Barrocci romani (1873)
  • Carica di cavalleria (1873)
  • Riposo in Maremma (1873 circa)
  • Le fascinaie (1874 circa)
  • La signora Gioli a Fauglia (1875)
  • Tre cavalli in pastura (1875 circa)
  • Battitori a correggiato (1875-1880)
  • Viale alle cascine (1875-1880)
  • Il quadrato di Villafranca (o La battaglia di Custoza) (1876-1880)
  • Il quadrato di Villafranca (o Esercitazione di Tiro) (1876-1880)
  • Cavalli al sole (1880 circa)
  • Lo scoppio del cassone (1880 circa)
  • Lo staffato (1880)
  • La libecciata (1880-85)
  • L'aratura (1881-1882)
  • Mercato a San Godenzo (1882)
  • L'aratura (1882 circa)
  • Autoritratto a cinquantanove anni (1884)
  • Marcatura dei puledri in Maremma (1887)
  • Il riposo (1887)
  • Ritratto della figliastra (1889)
  • Ritratto della seconda moglie (1889)
  • Il bersagliere (1889 circa)
  • Ritorno a casa (1890 circa)
  • Stradina soleggiata (1890 circa)
  • Raggio di sole (1890 circa)
  • Strada che sale (1890 circa)
  • Tramonto sul mare (1890 - 1895)
  • Giornata grigia (1893)
  • Autoritratto (1894)
  • Campagna romana (1896 circa)
  • Carbonai (o Operai maremmani) (1900 circa)
  • Il cavallo morto (1903)
  • Ritratto della terza moglie (1905)
  • L'incontro (1906)

Acqueforti[modifica | modifica wikitesto]

  • Artigliere a cavallo (1885 circa)
  • Una strada (1885 circa)
  • Esplorazione (1885-1890 circa)
  • Carica di cavalleria (1884)
  • Due bovi (1890 circa)
  • Ritorno della cavalleria (1888)

Giovanni Fattori nei musei[modifica | modifica wikitesto]

Musei in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Calabria[modifica | modifica wikitesto]

Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

Puglia[modifica | modifica wikitesto]

Toscana[modifica | modifica wikitesto]

Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Musei all'estero[modifica | modifica wikitesto]

USA Museum of Fine Arts di Boston.

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Fattori & Friends, a cura di Tiziano Panconi, Lugano, Butterfly Institute Fine Art, 1º settembre - 15 ottobre 2014
  • "Giovanni Fattori. Capolavori da collezioni private", a cura di E. Savoia e F.L. Maspes, Milano, GAM MANZONI, 25 ottobre - 21 dicembre 2013.
  • Fattori, a cura di Francesca Dini, Giuliano Matteucci e Fernando Mazzocca, Palazzo Zabarella, Padova, 24 ottobre 2015 - 28 marzo 2016

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R.De Grada, Itinerario umano dell'arte, Milano, 1957
  • Giovanni Malesci, Catalogazione illustrata della pittura a olio di Giovanni Fattori, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1961, ISBN non esistente.
  • Giuliano Matteucci, Raffaele Monti, Ettore Spalletti (a cura di), Giovanni Fattori: dipinti 1854-1906 (Catalogo della Mostra tenuta a Palazzo Pitti nel 1987), saggio introduttivo di Dario Durbé, Firenze, Artificio, 1987, ISBN non esistente.
  • Dario Durbè, FATTORI, Giovanni, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 45, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1995. URL consultato il 13 gennaio 2016.
  • T. Panconi, Giovanni Fattori, non soltanto un problema di formazione, in: T. Panconi, Antologia dei Macchiaioli, Pisa, 1999
  • T. Panconi, Il Nuovo dopo la Macchia, origini e affermazione del Naturalismo toscano, Pisa, Pacini Editore, 2009
  • Mauro Barbieri, rivista Arte a Livorno...e oltre confine, vari servizi sul periodico dal 2000 al 2010 - http://www.artealivorno.it/fattori
  • E. Savoia. F.L. Maspes, "Giovanni Fattori. Capolavori da collezioni private", catalogo mostra GAM MANZONI, Milano, 2013.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Fattori, in "Dizionario Biografico degli Italiani"
  2. ^ Giovanni Marchini, in Dizionario Biografico degli Italiani
  3. ^ Guida d'Italia - Calabria: dal Pollino all'Aspromonte le spiagge dei due mari le città, i borghi arroccati, Milano, Touring Editore, 2003. ISBN 88-365-1256-9
  4. ^ Nel centenario della morte di G. Fattori. V. A.A., in rivista Jazzit, 2009, e periodico Corsica, Nov. 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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