Angelo Inganni

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Contadino che accende una candela con un tizzone, 1850 (Fondazione Cariplo)

Angelo Inganni (Brescia, 1807Gussago, 1880) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Brescia nel 1807, il giovane Angelo viene avviato alla pittura insieme al fratello maggiore Francesco nella bottega del padre. Inizia così a lavorare giovanissimo per commissioni di dipinti a soggetto sacro per le chiese della campagna bresciana.

L'anno 1827 è per lui fondamentale per la sua vita futura: è chiamato alle armi nel battaglione Cacciatori a Milano, dove viene notato dal maresciallo Radetzky a cui esegue un ritratto e che, dispensatolo dal servizio militare, gli ottiene l'iscrizione all'Accademia di Brera nel 1833. A Brera, dove tra gli altri avrà Giovanni Migliara come maestro, espone nelle mostre annuali dell'Accademia lavori di paesaggio e soprattutto vedute già apprezzate dalla critica.

Il laghetto di San Marco, ora interrato, a Milano, in un dipinto di Inganni del 1835

Tiene studio in Milano in San Marco e diviene uno dei più ricercati vedutisti del XIX secolo, con un'ampia committenza dalla nobiltà e dalla borghesia di tutto il Lombardo Veneto. Le sue opere porgono attenzione a realistiche vedute cittadine lombarde popolate da personaggi soprattutto del popolo minuto, intento ai suoi traffici ed occupazioni, questo in chiara antitesi al perdurante Neoclassicismo, e già in sintonia con il sentire del Romanticismo.

Nei primi anni '40 del XIX secolo torna più volte a Brescia esponendovi all'Ateneo e soggiorna a Gussago, dove è ospite di Paolo Richiedei, ispirandosi a scene di vita contadina. Nel 1845 comincia anche a dedicarsi all'affresco, per la Chiesa di S.Marco e più tardi nella cupola di S.Carlo al Corso (lavoro che concluderà nel 1865).

Rimasto vedovo della prima moglie, si trasferisce a Gussago dopo gli anni '50, rarefacendo la sua presenza alle mostre milanesi. Si sposa poco dopo con quella che era stata prima sua allieva e poi amante, la pittrice francese Amanzia Guérillot. Si dedica ancora alla pittura dipingendo scene di vita contadina e a rappresentazioni di vedute notturne. Nel 1853 prende parte ad un'esposizione parigina. È nuovamente presente in mostre milanesi nel 1874 con sue vedute di Milano e di Brescia. Muore a Gussago nel 1880 mentre sta lavorando ad un dipinto per il monumento delle Cinque Giornate.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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