Giovanni Migliara

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Giuseppe Molteni, Ritratto di Giovanni Migliara, 1829
Veduta di piazza del Duomo in Milano, 1828 (Fondazione Cariplo)

Giovanni Migliara (Alessandria, 15 ottobre 1785Milano, 18 aprile 1837) è stato un pittore e scenografo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studiò pittura con un celebre ornamentarista, l'Albertolli e con Bernardino Galliani, che era specializzato in decorazioni ad affresco e che nel 1804 lo volle come suo aiuto, nella decorazione del Teatro Carcano, a Milano. Da queste esperienze trasse grande abilità come miniatore, come paesaggista, come creatore di prospettive e anche come scenografo. La direzione del Teatro alla Scala lo assunse nel 1806 come scenografo; ma dopo quattro anni di collaborazione egli rinunciò all'incarico, per motivi di salute. Fu strappato alla morte dalle amorevoli cure della moglie e riprese a lavorare, dipingendo al cavalletto vedute, su ispirazione dei grandi vedutisti veneziani del Settecento.

Oltre alle vedute, dipinse capricci, interni di chiese e di conventi, con arditi tagli prospettici, accentuati da mirabili contrasti di luce. Le dimensioni delle sue opere difficilmente superano i 60–70 cm di lato, e molte hanno dimensioni ancora più ridotte, quando non sono vere miniature. Caratteristico è il suo fixè, che è una miniatura dipinta su seta e poi applicata su vetro.

Come altri artisti dell'epoca ha compiuto il suo Grand Tour in Italia: rimase affascinato da Roma e da Venezia, mentre confidò di non aver trovato alcuno spunto di ispirazione a Napoli.

La critica del tempo lo ha definito il "nuovo Newton, il signore della luce, colui che rivaleggia con la natura". Fu accolto come membro da molte Accademie di belle arti. Dal 1812 fu presente alle Esposizioni braidensi e gli giunsero committenze dal re Carlo Alberto, da Maria Cristina di Savoia, dal Granduca di Toscana Leopoldo II, dalla Duchessa di Parma Maria Luigia, dall'Arciduca Ranieri Viceré del Lombardo-Veneto, dal Principe di Metternich.

La Corte di Madrid lo invitò nel 1830 per un'importante commessa, legata all'illustrazione di basiliche del paese; ma egli rifiutò, per stare vicino alla propria famiglia.

Pur abitando a Milano non rinnegò mai la sua cittadinanza piemontese: fu insignito, nel 1831, dell'onorificenza dell'Ordine del Merito Civile di Savoia, con possibilità di essere ricevuto dal re. Nel 1833 Carlo Alberto lo nominò pittore di corte.
Per mancanza di tempo, non potendo garantire una regolare frequenza, rifiutò una cattedra a Brera. Fondò una sua scuola e la figlia Teodolinda, insieme ad altri artisti, definiti "Migliaristi", ne fecero parte.
Pittori come Giovanni Battista Dell'Acqua, Federico Moja, Ferdinando Moja, Giovanni Renica, Pompeo Calvi, Luigi Bisi ed altri studiarono la sua tecnica e il suo stile e lo considerarono un loro Maestro.

Nel 1829 Alessandria, sua città natale, gli dedicò una medaglia, coniata dal Puttinati. Nel 1840, tre anni dopo la morte, nel loggiato superiore del Palazzo di Brera fu inaugurato un monumento in suo onore, scolpito da Somaini e pagato con una sottoscrizione popolare.

Imponente è la raccolta delle sue opere, custodita presso la Pinacoteca di Alessandria e formatasi in parte mediante oculati acquisti e donazioni; ma completata in maniera decisiva dall'imponente lascito di Teodolinda Migliara.

Sono state organizzate mostre su Migliara: in occasione del centenario della morte, nel 1937, ad Alessandria e una mostra itinerante, fra il 1977 e il 1978, alla riscoperta dell'opera grafica di Migliara, a Milano a Torino e ad Alessandria.

Giovanni Migliara è morto il 18 aprile 1837, stroncato da problemi polmonari, gli stessi che in gioventù lo avevano provato duramente, costringendolo ad abbandonare una promettente carriera di scenografo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Saccheggio della casa del ministro Prina (1814)
  • Sant'Ambrogio a Milano (1818), Monaco di Baviera, Neue Pinakothek
  • Piazza San Marco
  • Spezieria dei frati (1829) Tremezzo (Como), Villa Carlotta
  • Verziere
  • Ingresso al castello Plessis de La Tour
  • Veduta dell'Ospedale Maggiore a Milano
  • Interno di chiostro
  • Ponte del Trofeo all'inizio del Naviglio Pavese a Porta Ticinese
  • Mutuo insegnamento (Torino), Museo del Risorgimento[1]

Opere in musei[modifica | modifica wikitesto]

Musei in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Musei all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Raffigura l'applicazione nella chiesa di Santa Caterina a Milano della tecnica di mutuo insegnamento proposta da Lancaster-Bell, introdotta in Italia da Silvio Pellico e da Federico Confalonieri, raffigurati nell'opera.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Valsecchi, I paesaggisti dell'800, Milano, Electa-Bompiani, 1972, p. 323, tav. 131, SBN IT\ICCU\SBL\0437189.
  • Il volto della Lombardia, Maria Cristina Gozzoli, Marco Rosci, 1975
  • L'opera grafica di Giovanni Migliara, Cassa di Risparmio di Alessandria, 1977.
  • Rino Tacchella, Dizionario degli artisti alessandrini tra '800 e '900, i Grafismi Boccassi, Alessandria, 2004

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Controllo di autoritàVIAF (EN57529396 · ISNI (EN0000 0000 6633 0521 · SBN IT\ICCU\VIAV\087558 · LCCN (ENn79063315 · GND (DE123785308 · ULAN (EN500028256 · BAV ADV10979053 · CERL cnp00577434