Raffaello Sernesi

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Raffaello Sernesi

Raffaello Sernesi (Firenze, 29 dicembre 1838Bolzano, 11 agosto 1866) è stato un pittore e patriota italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dipinse la maggior parte dei quadri nell'Appennino fiorentino e pistoiese con la tecnica del macchiaiolo, diffusa in Toscana nella metà dell'Ottocento e nelle sue ultime opere si appassionò al Realismo.

Studiò nella sua gioventù all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove in seguito insegnò, appassionandosi alla pittura.

Raffaello Sernesi,
Pratone alle Cascine, 1860 ca

Nel 1861 dipinse Tetti al sole, un olio su cartone di piccole dimensioni conservato alla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, in cui anticipò l'esperienza en-plein-air della Scuola di Castiglioncello, stendendo il colore in ampie superfici, secondo le contrapposizioni cromatiche tipiche della tecnica del macchiaiolo. Provò anche interesse per il ritratto, come dimostrano quelli della sorella.

Fervente garibaldino, nel 1866 durante la Terza Guerra d'Indipendenza si arruolò volontario nel 6º Reggimento del Corpo Volontari Italiani del colonnello Giovanni Nicotera e combatté in Trentino. Ferito alla gamba il 16 luglio a Cimego, nel corso della battaglia di Condino e fatto prigioniero degli Austriaci, ebbe l'arto amputato.

Dall'Ospedale Maggiore Bolzano, dove era stato ricoverato, Raffaello Sernesi scrisse alla sorella Olimpia, il 21 luglio 1866: «Dopo appena 3/4 d'ora di combattimento fui colpito da una palla nell'estremità della gamba sinistra e restai sul campo fino alla fine del combattimento. Gli Austriaci restati padroni del campo vennero a prendere i feriti per trasportarli negli Ospedali. Io ora mi trovo nello Spedale di Bolzano dove siamo ricolmati di cure e di gentilezze, che fano dimenticare un poco l'esser lontano dalla sua Patria. La mia ferita non è grave, sicché non potrà aver triste conseguenza, per cui tranquillizzatevi che finita la guerra tornerò tra voi.»[1]

Rifiutava l'amputazione e quando acconsentì era troppo tardi. Morì a causa della cancrena.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lamberto Vitali (a cura di), Lettere dei macchiaioli, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1978, p. 210.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nello Tarchiani, SERNESI, Raffaello, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
  • Silvestra Bietoletti, I macchiaioli: la storia, gli artisti, le opere, Firenze, Giunti, 2001, pp. 196-203, ISBN 88-09-02145-2.
  • G. Bora, G. Fiaccadori, A. Negri, A. Nova, I luoghi dell'arte 5. Dall'età neoclassica all'Impressionismo, Roma, 2005.

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