Hippolyte Flandrin

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Jean-Hippolyte Flandrin (Lione, 23 marzo 1809Roma, 21 marzo 1864) è stato un pittore francese. È considerato uno dei principali esponenti neoclassici della Scuola di Lione.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Allievo dapprima di Pierre Révoil e in seguito di Ingres, la sua opera si situa nel solco del Neoclassicismo e della pittura accademica. Vinse il Prix de Rome nel 1832 e trascorse due anni a Roma. Tornato in Francia si stabilì a Parigi dedicandosi alla pittura storica e poi ai temi dell'arte religiosa, ma fu, sulla scia di Ingres, un grande e sensibilissimo ritrattista.

Nel 1843 sposò Aimée-Caroline Ancelot (1822-1882) che gli diede un figlio: Paul-Hippolyte Flandrin (1856-1921) pittore religioso, ritrattista e decoratore. Anche due suoi fratelli, Auguste (1804-1842), e Paul Jean (1811-1902) furono pittori. Eseguì affreschi nell'Abbazia di Saint-Germain-des-Prés e nella chiesa di Saint-Vincent-de-Paul a Parigi. Il suo quadro Giovane uomo nudo seduto in riva al mare, dipinto a Roma nel 1836, è una delle sue opere più rinomate[1] e si trova oggi al Museo del Louvre.

Nel 1853 fu eletto membro dell'Académie des beaux-arts. Nel 1863 la sua salute divenne sempre più precaria e lo costrinse a trasferirsi di nuovo in Italia. Ma a Roma contrasse il vaiolo e nel 1864 ne morì. Fu sepolto a Parigi, nel cimitero di Père-Lachaise.

Il giudizio dell'epoca vide in Flandrin un seguace spiritualista di Ingres, colui che trasformò l'ideale pagano del Maestro in ideale cristiano: « ... più preoccupato dell'idealizzazione del pensiero che dell'idealizzazione della forma, più innamorato del senso che della lettera, più preso dal sentimento psicologico che dal senso materiale, diede a vaghe ispirazioni mistiche un'anima cristiana, la cui legge estetica si trova nei più profondi e segreti abissi della loro fede »[2].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Napoleone III - (1862)
  • Teseo riconosciuto da suo padre, (1832) - Scuola nazionale di Belle arti, Parigi
  • Vetrata del Coro (1928-1931) della chiesa di San Luigi a Saint-Étienne, in collaborazione con Victor Orsel e Gabriel Tyr[3]
  • La Fiorentina (tre ritratti), verso il 1840 - Museo di Belle arti di Nantes
  • Studio di personaggi - Museo di Évreux
  • Madame Hippolythe Flandrin (1846) - Louvre, Parigi[4]
  • Napoleone legislatore
  • Ritratto di Ambroise Thomas - (1834)
  • Giovane pastore seduto (1834) - Museo di Belle arti di Lione
  • Pietà (1842) - ibidem
  • Autoritratto con il basco, ibidem
  • Autoritratto al cavalletto (verso 1860), ibidem
  • Madame Oudiné, ibidem
  • Georges Brölemann, ibidem
  • Madame Georges Brölemann, ibidem

Pitture murali[modifica | modifica wikitesto]

Mostre postume[modifica | modifica wikitesto]

La Pietà
  • 1865 - Exposition rétrospective, Scuola imperiale di Belle arti, Parigi.
  • 1984 - Hippolyte, Auguste et Paul Flandrin, Parigi, "Orangerie du Luxembourg", Lione, Museo di belle arti.
  • 1995 - De Le Brun à Vuillard, trois siècles de peinture française, Museo Marmottan, Parigi.
  • 2007 - Hippolyte et Paul Flandrin, paysages et portraits, Museo di Belle arti di Nantes.

Allievi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati sull'opera sul sito del Museo del Louvre.
  2. ^ Charles Lahure, Histoire populaire contemporaine de la France. Edizione Hachette, Parigi, Tomo IV, p. 412, 1866
  3. ^ Mérimée, IA42000041
  4. ^ Base Atlas,15328

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Hippolyte, Auguste et Paul Flandrin, une fraternité picturale au XIXe siècle, catalogo delle mostre del Museo del Luxembourg a Parigi e del Museo di Belle arti di Lione, 1984-1985. Edizione RMN, Parigi 1984 - ISBN 2-7118-0278-7
  • De Le Brun à Vuillard, trois siècles de peinture française, catalogo della mostra al Museo Marmottan, 1995
  • Jules Moiroux, Le cimetière du Père Lachaise. Editore S. Mercadier, Parigi, 1908

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN69686034 · ISNI (EN0000 0000 8150 0680 · BAV 495/133948 · CERL cnp00543345 · Europeana agent/base/150565 · ULAN (EN500115336 · LCCN (ENn85068672 · GND (DE118956736 · BNF (FRcb12052215j (data) · J9U (ENHE987007272625205171 · WorldCat Identities (ENlccn-n85068672