Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

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Coordinate: 42°32′24″N 13°30′36″E / 42.54°N 13.51°E42.54; 13.51

Parco nazionale
Gran Sasso e Monti della Laga
Tipo di area Parco nazionale
Codice WDPA 63642
Codice EUAP EUAP0007[1]
Class. internaz. IUCN category II - SIC - ZPS[2]
Stati Italia Italia
Regioni Abruzzo Abruzzo
Marche Marche
Lazio Lazio
Province L'Aquila L'Aquila
Ascoli Piceno Ascoli Piceno
Teramo Teramo
Pescara Pescara
Rieti Rieti
Comuni 44
Superficie a terra 141.341 ha
Provvedimenti istitutivi L 394 6/12/1991 - DD.MM. 4/12/92 - 4/11/93 - 22/11/94 - D.P.R. 5/6/95
Gestore Ente Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Presidente Prof. Domenico Nicoletti
Gransasso dal cefalone.jpg
Mappa di localizzazione
Sito istituzionale

Il Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga è un comprensorio istituito nel 1991, terza riserva naturale protetta più grande d'Italia per estensione territoriale.

È situato per la maggior parte in Abruzzo (provincia dell'Aquila, Teramo e Pescara) ed in misura minore nelle zone adiacenti del Lazio (Rieti) e delle Marche (Ascoli Piceno), nei territori della Comunità montana Gran Sasso, Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli, Comunità montana della Laga, Comunità montana del Velino e della Comunità montana del Tronto.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Altopiano del Gran Sasso - Parco Nazionale del Gran Sasso

Il parco si estende per una superficie di circa 141.341 ettari[1] su un terreno prevalentemente montuoso, comprendente il massiccio del Gran Sasso d'Italia e la catena dei Monti della Laga, posta poco più a nord di questo lungo la stessa dorsale orientale dell'Appennino centrale abruzzese. Il territorio del parco è diviso in 11 distretti:

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Barete, Barisciano, Cagnano Amiterno, Calascio, Campotosto, Capestrano, Capitignano, Carapelle Calvisio, Castel del Monte, Castelvecchio Calvisio, L'Aquila, Montereale, Ofena, Pizzoli, Santo Stefano di Sessanio, Villa Santa Lucia degli Abruzzi

Arsita, Campli, Castelli, Civitella del Tronto, Cortino, Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso d'Italia, Montorio al Vomano, Pietracamela, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura, Tossicia, Valle Castellana.

Brittoli, Bussi sul Tirino, Carpineto della Nora, Castiglione a Casauria, Civitella Casanova, Corvara, Farindola, Montebello di Bertona, Pescosansonesco, Villa Celiera

Accumoli, Amatrice

Acquasanta Terme, Arquata del Tronto

Riserve naturali[modifica | modifica wikitesto]

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Stella Alpina del Gran Sasso

La flora del Parco nazionale del Gran Sasso d'Italia e Monti della Laga è estremamente varia a seconda della zona e della quota d'interesse: andando dalla parte sud-est della catena del Gran Sasso d'Italia, versante aquilano, verso la parte nord-ovest, versante teramano, troviamo un ambiente totalmente diverso.

Infatti nella zona a sud-est i boschi sono presenti solo a quote relativamente basse e sono composti principalmente da pino nero e querce (zona di Castel Del Monte, Santo Stefano di Sessanio, Barisciano e San Pio delle Camere). Più in alto si trovano soltanto pascoli e solo nella zona di Fonte Vetica troviamo un piccolo tratto con alcuni abeti e betulle.

Le piante che possiamo tipicamente trovare dalle quote medie in giù sono cerri, roverelle, ornielli, maggiociondoli, meli selvatici, cornioli, genziana (davvero abbondante sul Gran Sasso sul versante aquilano e che rappresenta una specie protetta sebbene raccolta dai locali per produrre il famoso liquore alla genziana) e ginepro (anch'esso protetto e presente soprattutto sulla cima di Pizzo Cefalone). Nella zona alta e nella piana di Campo Imperatore il terreno presenta invece solo pascoli.

Nella zona più a nord del Gran Sasso, versante teramano, troviamo principalmente faggeti, con boschi sterminati che rendono la zona davvero suggestiva, soprattutto nella zona di Pietracamela, paesino situato ai piedi del Corno Piccolo, raggiungibile esclusivamente tramite la statale 80, se provenienti da Teramo, ovvero dal passo delle Capannelle provenendo da L'Aquila.

Tra gli alberi presenti troviamo alberi di tasso, agrifoglio, acero di monte, sorbo montano e numerosi nuclei di abete bianco. Esistono alcune specie di vegetali che meritano una menzione particolare: questi sono il salice erbaceo, la stella alpina dell'Appennino (piuttosto frequente sul Gran Sasso e che rappresenta una specie estremamente protetta), il ranuncolo magellense, la primula orecchia d'orso ma anche l'adonide curvata, il papavero alpino, l'astragalo aquilano, la soldanella alpina e l'anemone dell'Appennino.

Nella zona di Campo Imperatore e nella zona di Montecristo, durante l'autunno, è facile trovare il fungo prataiolo (Agaricus Campestris) molto ricercato nella zona. Esistono anche molte altre specie di funghi come i porcini e le morette tra i boschi che popolano l'intero parco[3].

Per la flora dei Monti della Laga vedere l'omonimo link.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

L'area protetta è abitata anche da numerosi mammiferi e uccelli. La specie più interessante del Parco è rappresentata dal camoscio d'Abruzzo, ungulato endemico degli Appennini, che fino al secolo scorso aveva nel Gran Sasso la sua roccaforte. La persecuzione diretta dei “cacciatori di camozze” ne causò sul finire del '800 la scomparsa. Dopo cento anni il camoscio è tornato sul Gran Sasso grazie ad una riuscita operazione di reintroduzione (tra il 1992 ed il 1999) ed una popolazione che si attesta attualmente (2015) intorno ai 662 esemplari[4].

Nel territorio del Parco vivono altri grossi erbivori come il cervo nobile e il capriolo, ed il loro predatore per eccellenza, il lupo appenninico, che va ricostituendo piccoli branchi. Da qualche tempo fa apparizioni sporadiche anche l'orso bruno marsicano. Tra gli altri mammiferi sono presenti la volpe, il cinghiale, la martora, il gatto selvatico, il tasso, la faina, la puzzola, l'istrice e diverse altre specie di roditori. Vi sono state anche delle segnalazioni riguardanti la lince, ma per ora non si ha la certezza se nel parco vi siano o no esemplari stabili.[senza fonte] Alle quote più elevate, l'arvicola delle nevi, un piccolo roditore, è arrivato con l'ultima glaciazione e qui rimasto come relitto glaciale.

Cinghiali nel parco

Tra gli uccelli troviamo rapaci rari come l'aquila reale, l'astore, il falco pellegrino, il lanario, il gheppio, il lodolaio e il gufo reale. L'avifauna più rappresentativa è quella delle alte quote, con le popolazioni appenniniche più numerose di fringuello alpino, spioncello, pispola e sordone. Sono presenti anche la coturnice, il codirossone, il gracchio alpino e quello corallino, con popolazioni numericamente rilevanti su scala europea. Sono stati avvistati dagli abitanti del luogo anche diversi esemplari di airone nei pressi del lago di Campotosto e nel comune di Crognaleto.

I pascoli, le aree più in basso e i coltivi tradizionali ospitano specie come l'ortolano, la cappellaccia, il calandro, la passera lagia e l'averla piccola, forse meno vistose, ma estremamente interessanti sotto l'aspetto biogeografico ed in rapido declino in Europa.

Le praterie di quota sono invece l'habitat ideale per la vipera dell'Orsini, un piccolo serpente che si nutre di insetti, presente con la più consistente popolazione nazionale. Tra le altre specie di serpenti sono da ricordare il colubro di Esculapio e la Coronella austriaca. Interessante il popolamento di anfibi, con endemismi appenninici quali la salamandrina dagli occhiali e il geotritone, abitante delle grotte. Sui Monti della Laga è molto localizzata la presenza della Rana temporaria e del tritone alpestre, che in tutto l'Appennino centro-meridionale, oltre che nel Parco, si possono osservare solo in una ristretta area della Calabria. Sono presenti anche i Tritoni: crestato e comune.

L'interesse biogeografico del Parco è confermato dalla presenza di fauna invertebrata come insetti e altri gruppi ricchi di entità endemiche o a carattere relittuale, a volte con affinità con la fauna alpina e con quella montana dell'Europa orientale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Abruzzo[modifica | modifica wikitesto]

Borghi e città

Borgo di Navelli
Borgo di Capestrano con in vista il castello mediceo (o Piccolomini)
Tempio di Santa Maria di Cartignano (Bussi sul Tirino)

Il Parco Nazionale nella provincia aquilana abbraccia i territori della conca aquilana, del Campo Imperatore e della Piana di Navelli. I contesti paesaggistici sono di notevole interesse perché conservati allo stato brado originario, senza rilevanti costruzioni invasive dell'uomo, garantendo la conservazione quasi totale del patrimonio artistico e culturale dei comuni interessati. Vi sono esempi nella zona aquilana nell'area archeologica di Amiternum, dove sono conservati perfettamente il teatro e l'anfiteatro romano, e la vicina cittadella di San Vittorino, dove si conserva la paleocristiana chiesa di San Michele Arcangelo, con delle catacombe romane.

Nella zona del Campo Imperatore il monumento simbolico è il castello di Rocca Calascio, costruito dai Normanni per vigilare sulla valle sottostante dell'antica Peltuinum (Prata d'Ansidonia), dove si conservano i resti del tempio di Apollo e la romanica chiesa di San Paolo di Peltuinum. Altre roccaforti medievali della zona sono nella cittadella fortificata di Castel Camponeschi e nel castello di San Pio delle Camere. L'altopiano di Navelli è dominato dalla mole del borgo medievale perfettamente conservato, sormontato dal Palazzo Santucci, eretto sopra il castello, e dalla torretta di guardia del castello di Bominaco, che era di guardia al Complesso Monastico di Santa Maria Assunta, di cui oggi rimangono l'affrescato oratorio di San Pellegrino e la chiesa di Santa Maria Assumta, fino al 1423 sede dell'abbazia. L'altopiano è attraversato dall'asse del tratturo L'Aquila-Foggia, lambito a tratti da chiese rurali di notevoli dimensioni, tra le quali la chiesa di Santa Maria dei Cintorelli.

Fuori la città sono facilmente raggiungibili le frazioni di San Vittorino, che conserva la città romana di Amiternum con l'anfiteatro, e Assergi, con il borgo medievale ancora ben conservato, racchiudente la chiesa di San Franco. Appena fuori dal centro si trova il Santuario di San Pietro della Ienca, visitato anche da Papa Giovanni Paolo II.

  • Barisciano e San Demetrio ne' Vestini (AQ): Il primo comune conserva il borgo medievale rappresentato dalla chiesa di San Flaviano (XVIII secolo). Nella zona cimiteriale si trova la chiesa di Santa Maria Valleverde, mentre presso l'altura che sovrasta il borgo, in direzione di Calascio, si trovano i resti del vecchio castello medievale, assieme al Monastero di San Colombo. San Demetrio invece è nota per la presenza delle grotte di Stiffe, di grande impatto naturalistico, dove sono stati rinvenuti anche reperti archeologici della civiltà vestina.
  • Calascio (AQ): centro molto famoso per la presenza del Borgo Superiore di origine medievale, sviluppatosi nel XIII secolo dopo il distaccamento degli abitanti dalla roccaforte del Castello Fortificato Normanno, in posizione dominante, assieme al cinquecentesco Oratorio di Santa Maria della Pietà. Il borgo medievale fu abbandonato dopo il terremoto del 1703, con la costruzione della nuova Calascio, dove sono da vedere le chiese di San Nicola e di Santa Maria delle Grazie, di matrice conventuale.
  • Santo Stefano di Sessanio (AQ): borgo medievale nel cuore della piana di Campo Imperatore, recuperato grazie alle donazioni dell'imprenditore Daniele Kihlgren, e nominato uno dei Borghi più belli d'Italia, è conservato perfettamente nell'aspetto originario. Il borgo racchiuso a pianta ellittica attorno alla torretta medicea, conserva alcuni palazzi medicei dove è stata posta la sede dell'albergo diffuso Sextantio, nonché le due chiese principali, una delle quali dedicate a Santo Stefano. Fuori il borgo si trova un laghetto con una chiesetta rurale.
  • Castel del Monte (AQ): borgo presso la Rocca Calascio, tra i Borghi più belli d'Italia, conservato perfettamente nell'aspetto originale, dominato dalla mole della chiesa di San Marco, eretta sopra il castello. Si conservano alcuni tratti delle mura, fuse oggi con le case civili, come torrioni e porte di accesso, come quella di San Rocco. In estate vis i svolge l'evento della Notte delle Streghe.
  • Campotosto (AQ): borgo di confine tra Abruzzo, Marche e Lazio, noto per la costruzione di una diga artificiale, presso il lago omonimo. Il piccolo borgo, divenuto comune nel XIX secolo, è noto per i prodotti agricoli come i "coglioni di mulo", e per i paesaggi naturalistici che offre alle pendici del Gran Sasso.
  • Montereale (AQ): borgo al confine tra Abruzzo e Lazio, che conserva il tessuto medievale-settecentesco, dopo i disastri del terremoto del 1703. Il monumento principale è la chiesa del Beato Andrea da Montereale, seguita dall'abbazia della Madonna in Pantanis.
  • Capestrano (AQ): borgo situato nella zona centrale della Val Tirino, dominato dalla mole del Castello Piccolomini. Fuori il centro si trovano il convento francescano fondato da San Giovanni da Capestrano e presso le sorgenti del fiume l'abbazia di San Pietro ad Oratorium. Nei pressi si trova anche il borgo medievale di Ofena, costruito sull'antica Aufinum, a cui appartiene il guerriero di Capestrano (VI secolo a.C.).
  • Bussi sul Tirino (PE): borgo situato al confine della Majella pescarese, verso la piana di Navelli. Il centro è arricchito dalla chiesa di San Nicola e dal Castello Mediceo; mentre appena fuori, lungo la strada per Capestrano, si trova la romanica chiesa di Santa Maria di Cartignano, suggestiva per l'aspetto di rudere con la parte centrale mancante.
  • Carpineto della Nora - Civitella Casanova (PE): borghi situati a ridosso del Monte Cappucciata, che divide la provincia dell'Aquila da quella di Pescara, sormontato dalla torre medievale di Forca di Penne. Entrambi sono noti più che altro per le due abbazie situate fuori le mura, ossia l'abbazia di San Bartolomeo a Carpineto, e l'abbazia di Santa Maria di Casanova di Villa Celiera (Civitella Casanova).
  • Castiglione a Casauria e Farindola (PE): il primo sorse nel X secolo come agglomerato fortificato per la salvaguardia dell'Abbazia di San Clemente a Casauria, situata alle porte della Majella presso le gole di Popoli. L'abbazia è una delle più antiche d'Abruzzo, risalente all'872. Il secondo centro sorse come feudo normanno, gestito poi dalla famiglia Farnese. Oltre al palazzo Farnese e alla chiesa di San Nicola, Farindola è nota per la località di Rigopiano, da dove partono numerose escursioni verso il Gran Sasso.
  • Campli (TE): borgo molto ricco di monumenti, ossia la Scala Santa dentro l'omonimo santuario, la collegiata di Santa Maria in Platea e il Palazzo Farnese, sede del Museo Archeologico. Nella frazione di Castelnuovo si trova la medievale chiesa di San Giovanni Battista, il cui campanile è stato ricavato dalla torretta di guardia della Porta Angioina, mentre presso Campovalano si trova il Monastero di San Pietro.
    Nei dintorni si trova la "valle delle Abbazie", dove si trovano vari monasteri di interesse storico come la chiesa di Santa Maria di Ronzano (Castel Castagna), la chiesa di Santa Maria di Propezzano (Morro d'Oro), la chiesa di San Clemente al Vomano (Notaresco) e la chiesa di San Salvatore (Canzano).
  • Civitella del Tronto (TE): importante avamposto militare del Medioevo, già nel 1251 si trovò al centro di una faisa tra Ascolani e Teramani per il possesso del controllo sulla valle del Tronto. Nel 1442 fu governata da Alfonso d'Aragona, che portò sconforto nella popolazione, e nel 1557 subì un ulteriore assedio. La rocca di Civitella, entrata a far parte del Regno di Napoli, subì l'ultimo grande assedio il 23 febbraio 1861, quando la fortezza divenne centro militare delle operazioni belliche dei borbonici contro le truppe di Vittorio Emanuele II. Dichiarata uno dei Borghi più belli d'Italia, Civitella del Tronto è sovrastata dall'imponente mole della Fortezza Borbonica, con il borgo sottostante. Tra i monumenti di interesse, la chiesa di San Lorenzo e la chiesa di San Francesco. Fuori l'abitato sono da visitare la grotta Sant'Angelo, l'Abbazia di Santa Maria in Montesanto e il Santuario della Madonna dei Lumi.
  • Isola del Gran Sasso d'Italia e Fano Adriano (TE): il primo borgo, proprio ai piedi della montagna, è famoso per la presenza del Santuario di San Gabriele dell'Addolorata, benché anche il centro storico medievale, conservato nella Borgata San Leonardo, sia degno di interesse per la presenza di palassi signorili e chiese, come quella matrice di San Massimo. Appena fuori la città si trovano le chiese della Madonna delle Grazie, di San Pietro e specialmente la romaica chiesa di San Giovanni ad insulam. Fano Adriano è noto per la località sciistica di Prati di Tivo, mentre nel centro si conserva la chiesa dei Santi Pietro e Paolo.
  • Castelli (TE), tra i Borghi più belli d'Italia, il centro storico risulta abbastanza conservato nello stile medievale, con di particolare interesse la chiesa di San Giovanni Battista. Presso l'ex convento si trova il Museo della Ceramica, successivamente trasferito per il terremoto del 2009; e appena fuori dal borgo vi è la chiesa di San Donato, dal bel soffitto maiolicato con la ceramica locale tipica.
  • Valle Castellana (TE): il comune sparso è famoso le varie attività escursionistiche presso il Gran Sasso. I monumenti principali sono i resti della Fortezza Manfrina, voluta da Manfredi di Sicilia. In località Vallenquina si trova invece l'ottocentesco Castello Bonifaci, voluto in stile neogotico dall'artista Gennaro Della Monica.

Architetture religiose L'elenco propone le chiese e le basiliche di maggior interesse artistico e culturale, nonché storico.

Basilica di San Bernardino
Abbazia di San Pietro ad Oratorium (Capestrano)
Abbazia di San Bartolomeo (Carpineto della Nora)
Eremo di Appari (Paganica)
Torre del Monastero di Casanova (Villa Celiera)

Castelli

Castello Mediceo (Capestrano)

Campo Imperatore

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Campo Imperatore.
Campo Imperatore in estate

Campo Imperatore è delimitato a ovest da parte della dorsale occidentale del Gran Sasso con il Monte Scindarella e Monte Portella, a nord-est da parte della dorsale orientale del massiccio con i monti Aquila, Brancastello, Prena e Camicia e dal Corno Grande (nell'estremità nord-occidentale dell'altopiano, al confine con Campo Pericoli), a est dai monti Vito, Guardiola e Capo di Serre e a sud-ovest dalla catena formata da Montecristo-Fossa di Paganica e Monte Bolza che separa l'altopiano dal territorio di Santo Stefano di Sessanio e Calascio. I prodromi meridionali sono segnati dal Pian del Voltigno e il Vallone di Cretarola a sud di Fonte Vetica. I passi che lo delimitano sono Vado di Corno ad est, Vado di Sole e Valico di Capo La Serra a sud, Sella di Monte Aquila e Passo della Portella a nord.

Il territorio è quasi del tutto spoglio di vegetazione sia per la quota altimetrica abbastanza elevata sia per l'opera di disboscamento dei secoli passati. Dispone di una buona biodiversità arborea e aviforme con presenza di aquile, falchi, gracchi e numerose specie di passeriformi durante il periodo migratorio. È luogo di pascolo e refrigerio estivo per mandrie e greggi dei centri limitrofi come Castel del Monte, Calascio e Santo Stefano di Sessanio, nonché in passato luogo di riferimento per la pastorizia e la transumanza.

Complesso dell'Istituto Nazionale Geofisica

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Laboratori nazionali del Gran Sasso.
Stazione di osservazione dell'Osservatorio astronomico d'Abruzzo

Campo Imperatore è meta di astrofili e appassionati di astronomia per via della quota altimetrica e della lontananza da sorgenti di inquinamento luminoso e dell'aria che rendono il luogo ideale per l'osservazione astronomica. Dispone di una stazione di osservazione, facente parte dell'Osservatorio astronomico d'Abruzzo, costruita tra il 1948 e il 1955 ed equipaggiata con un telescopio di oltre un metro di diametro. A partire dal 2001 l'Osservatorio è stato sede del programma internazionale CINEOS che ha portato alla scoperta di 61000 asteroidi e 1500 nuovi oggetti, tra cui 6 near-Earth object e un planetoide. Da oltre vent'anni, inoltre, Fonte Vetica è sede di diversi campi astronomici organizzati regolarmente da associazioni di astrofili provenienti da tutta Italia. Molto famoso è il Campo Astronomico patrocinato dal Gruppo Astrofili Pescaresi "RA" (GASPRA), la cui prima edizione si è tenuta nel 1988[senza fonte].

Lago di Campotosto

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Lago di Campotosto.

È il più grande lago artificiale d'Abruzzo ed è il secondo più grande d'Europa tra i territori dei comuni di Campotosto (da cui il nome), Capitignano e L'Aquila, a un'altitudine di 1.313 m s.l.m., con una superficie di 1400 ettari, raggiunge una profondità massima compresa tra i 30 e i 35 metri[7].

Lazio e Marche[modifica | modifica wikitesto]

Borghi

  • Arquata del Tronto (AP): nominato uno dei Borghi più belli d'Italia, conserva il borgo medievale presso l'imponente mole della Rocca di Arquata. Nel centro sono di interesse le chiese della Santissima Annunziata e di San Francesco d'Assisi, dove in quest'ultima è conservata la Sacra Sindone di Arquata, ossia una copia dell'originale di Torino.
  • Amatrice (RI): il borgo, nominato nel 2015 uno dei Borghi più belli d'Italia, si trova al confine con l'Abruzzo e le Marche, nell'estrema provincia reatina. L'Accesso all'asse principale del corso Umberto è preceduto dalla chiesa di Sant'Agostino. Nel borgo si possono trovare di interesse la chiesa di San Francesco e la torre civica con la campana monumentale.

Architetture religiose e militari

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Turismo in Abruzzo.

Una strada molto suggestiva nonché un percorso stradale di collegamento molto importante per il parco è la Strada maestra del Parco che attraversa il Parco nel territorio di confine tra il massiccio del Gran Sasso e la catena della Laga collegando la provincia dell'Aquila con quella di Teramo.

A scopo esclusivamente escursionistico a piedi, a cavallo e in MTB è presente nel parco l'ippovia del Gran Sasso.

Nel parco inoltre sono presenti i seguenti impianti sciistici adatti per gli sport invernali:

In località Fonte Cerreto sopra Assergi nel 2016 è stato aperto al pubblico un parco avventura nel cerreto limitrofo (Gran Sasso Adventure Park), un altro è presente a Prati di Tivo.

Escursionismo[modifica | modifica wikitesto]

Sentieri del parco[modifica | modifica wikitesto]

La lista è parziale. A piedi

  • Da Vallecchia al Garrafo (E, 1h)
  • Da Umito alle cascate di Volpara (2h:30m)
  • Da Spelonga al Monte Cominitore (E, 1H:15m)
  • Monte Calvo - San Cerbone (E, 3h:30m)
  • Da Tre Caciare alla Montagna dei Fiori (e, 1h:45m)
  • Da Macchia da Sole al Castel Manfrino (T, 1h)
  • Da Ripe di Civitella del Tronto alle Gole del Salinello (T/E, 2h)
  • Da Croce di Corano all'eremo (E, 1h)
  • Da Poggio d'Api ai laghetti di Pannicaro (E, 1h:45m)
  • Da Macchie Piane a Pizzo di Sevo (E, 2h:15m)
  • Da Retrosi al Santuario dell'Icona Passatora (T, 1h:30m)
  • Da San Martino a Monte d'Oro (E, 1h:30m)
  • Da Capricchia a Cascata di Barche (E, 1h:45m)
  • Dal Ceppo a Bosco Martese (T, 1h:30m)
  • Sentiero del Centenario

In bicicletta

  • Stazione Valle del Tirino (Capestrano)
  • Stazione Assergi - Fonte Cerreto - San Pietro della Ienca
  • Stazione Bussi - Capodacqua - Monte Pietra Corniale
  • Stazione Campotosto - Case Isaia
  • Stazione Ceppo - Morricana - Lago dell'Orso - Monte La Morra
  • Stazione Filetto di Camarda - Montecristo - Assergi - Santo Stefano di Sessanio
  • Stazione Paladini - Nerito - Piano del Vomano
  • Stazione Lago Racollo - Colle Sparviero
  • Stazione Prati di Tivo - Pietracamela
  • Stazione Santo Stefano di Sessanio - Rocca Calascio - Castelvecchio Calvisio

A cavallo

Rifugi[modifica | modifica wikitesto]

Hotel Campo Imperatore

Musei e centri visita[modifica | modifica wikitesto]

  • Antiquarium di Assergi
  • Centro Visita Due Parchi (Arquata del Tronto)
  • Centro visite del Fiume Tirino (Bussi sul Tirino)
  • Centro visite Terre della Baronia (Santo Stefano di Sessanio)
  • Ecomuseo Terre del Castellano (Valle Castellana)
  • Museo Centro "Acque del Gran Sasso" (San Pietro della Ienca - Assergi)
  • Museo del Camoscio d'Abruzzo (Farindola)
  • Museo del Fiore (Barisciano)
  • Museo del Legno (Arischia - L'Aquila)
  • Museo delle Fortificazioni (Rocca Calascio)
  • Centro Informazioni di Castelvecchio Calvisio

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Maiolica di Castelli, Carmine Gentile, alzata con Ercole nell'orto delle Esperidi, 1700-1710, Milano, Castello Sforzesco

Tra i prodotti artigianali vi è innanzitutto la maiolica di Castelli, ceramica locale conosciuta per la varietà delle tonalità di colore e per i vari disegni di vita contadina dipinti in utensili da cucina o da collezione. A Santo Stefano di Sessanio si conserva ancora l'arte della tessitura, con la materia prima della lana delle pecore locali. Nella valle sciliana invece, tra Pietracamela e Tossicia, si producono oggetti da collezione e da cucina in rame, nel solco della tradizione, mentre a Pietracamela è tipica la tradizione culturale della Zampogna.

Largamente prodotti in zona (Capestrano, L'Aquila, Civitella Casanova) sono i tipici arrosticini, per la numerosa presenza di pecore. A L'Aquila inoltre vi è una grande varietà di antipasti tipici della cucina abruzzese comprendenti carne e formaggi come la mortadella di Campotosto, la ventricina di Crognaleto, il pecorino di Farindola e gli agnellini "alla pecorara" condite con lenticchie di Santo Stefano di Sessanio o di contorno. Come condimento dei primi piatti molto diffuso è lo zafferano dell'Aquila, i cui campi di lavoro si trovano a Navelli, il Guanciale amatriciano e il sugo all'Amatriciana di Amatrice e il tartufo nero di Castelli. Famose sono anche la carne di cinghiale, la pecora alla cottora e i funghi porcini. Come dolce sono diffusi il torrone aquilano, le ferratelle e le zeppole.

Accessibilità[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Treno[modifica | modifica wikitesto]

Gestione[modifica | modifica wikitesto]

Provvedimenti istitutivi e regolamentari[modifica | modifica wikitesto]

Legge 6 dicembre 1991 nº 394; Decreti ministeriali 4 dicembre 1992, 4 novembre 1993, 22 novembre 1994; Decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1995

Ente gestore[modifica | modifica wikitesto]

Ente Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga con sede all'Aquila, attualmente nella frazione aquilana di Assergi.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.
  2. ^ Normativa di riferimento, Sito ufficiale. URL consultato l'8 gennaio 2013.
  3. ^ http://www.abruzzoparchi.it/map_parchi/Mappa.aspx www.abruzzoparchi.it
  4. ^ Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga | Territorio e Natura | Fauna | Il Camoscio appenninico
  5. ^ Alessandro Clementi, Elio Piroddi, pag.23
  6. ^ Orlando Antonini, p. 179
  7. ^ Comune di Campotosto, Il lago di Campotosto, comune.campotosto.aq.it. URL consultato il 19-07-11.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN245416408 · GND: (DE4645481-0