Riserva regionale Gole del Salinello

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Riserva regionale Gole del Salinello
Ripe di Civitella.JPG
Tipo di areaRiserva Naturale Guidata
StatiItalia Italia
RegioniAbruzzo Abruzzo
ProvinceTeramo Teramo
Superficie a terra800 ha
Provvedimenti istitutiviL.R. n. 84 del 13 novembre 1990
GestoreAssociazione Verdelaga
PresidenteFabrizio Fagnani
[[1] Sito istituzionale]

La riserva naturale Gole del Salinello è un'area naturale protetta della provincia di Teramo, in Abruzzo, a tutela dell'habitat delle gole create dal fiume Salinello. La Riserva si trova all'interno del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Provvedimenti istitutivi[modifica | modifica wikitesto]

La riserva è stata istituita con la legge regionale n. 84 del 13 novembre 1990.[1]

È gestita dall'Associazione Verdelaga.[senza fonte]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Le gole del Salinello sono un enorme canyon scavato dall'acqua del fiume omonimo tra i Monti Gemelli[2], il Foltrone (1720 m) e il Girella (1814 m).

Sul territorio sono presenti grotte di origine carsica. Il percorso del Salinello è affiancato dai depositi di scarpata composti di calcari marnosi micritici.[3]

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nella parte più stretta le pareti di roccia, alte fino a duecento metri, si tuffano perpendicolarmente nel fiume. Molti turisti, nel periodo estivo, approfittano per fare il bagno nelle fresche acque del fiume, che nella bella stagione non superano i 16 gradi.[senza fonte]

Sulle pareti rocciose sono presenti degli eremi rupestri, ossia delle grotte dove un tempo vivevano gli eremiti.

Grotta Sant'Angelo o di san Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

La grotta più nota ed estesa è profonda 30 m e larga 10 m, in alcuni punti raggiunge un'altezza di 30 m. utilizzata fin dal Paleolitico, è stata oggetto di scavi archeologici che hanno portato alla luce reperti databili fino al 6000 a.C.

I culti pagani hanno caratterizzato il luogo per secoli, fino all'identificazione della grotta con il culto cattolico risalente a prima del 1236, quando venne costruito l'altare dedicato all'Arcangelo Michele.[4]

Eremo di Santa Maria Scalena ed Eremo di San Francesco alle Scalelle[modifica | modifica wikitesto]

Di difficile accesso quello di Santa Maria Scalena, sono più facili da raggiungere i resti dell'Eremo di San Francesco alle Scalelle.[5]

Accessi[modifica | modifica wikitesto]

Si raggiungono da valle camminando per circa trenta minuti a partire da Ripe, frazione del comune di Civitella del Tronto. Da monte si possono raggiungere a piedi partendo da Macchia da Sole, nei pressi di Castel Manfrino.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruno Castiglioni, Valli sovralluvionate e deviazioni fluviali in Abruzzo e Piceno, in Bollettino della Regia Società geografica italiana, n. 10, Roma, Società geografica italiana, 1933
  • Secondo Balena, Folklore piceno. Dalla montagna di Ascoli al mare di San Benedetto: miti, leggende, riti, superstizioni, tradizioni, consuetudini, costumi, Ascoli Piceno, Edizioni Turistiche, 1984
  • Michele Ferrante, Il fiume Salinello: aspetti storico-naturalistici, Torre dei Nolfi, Qualevita, 2004.
  • Francesco Abbate et al., Le valli della Vibrata e del Salinello, Pescara, Carsa,1996.
    • Luisa Franchi dell'Orto, Claudia Vultaggio, Le valli della Vibrata e del Salinello: dizionario topografico e storico, terza parte di Francesco Abbate et al., Le valli della Vibrata e del Salinello, Pescara, Carsa Edizioni, 1996. ISBN 88-85854-33-8
  • AA. VV., Itinerari religiosi: percorsi della fede nell'Appennino teramano. I conventi francescani della vallata del Fino, le grandi abbazie della vallata del Vomano, i santuari mariani, gli eremi del Salinello, il culto delle sette Madonne Sorelle, gli altari lignei barocchi dell'alto Vomano, il santuario di San Gabriele dell'Addolorata, a cura del Consorzio aprutino patrimonio storico artistico, Colonnella, Martintype, 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]