Parco nazionale del Vesuvio

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Parco nazionale del Vesuvio
Vesuvio - Atrio del cavallo.jpg
Tipo di areaParco nazionale
Codice WDPA63646
Codice EUAPEUAP0009
Class. internaz.IUCN category II - SIC
StatiItalia Italia
RegioniCampania Campania
ProvinceNapoli
Comunivedi sezione
Superficie a terra7.259 ha
Provvedimenti istitutiviLN 394 6/12/1991 - DM 04/12/92 - DM 04/11/93 - DM 22/11/94 - DPR 05/06/95
GestoreEnte Parco Nazionale del Vesuvio
PresidenteAgostino Casillo
Parco-Vesuvio-Posizione.png
Mappa di localizzazione
Sito istituzionale

Coordinate: 40°49′01.2″N 14°25′37.2″E / 40.817°N 14.427°E40.817; 14.427

Il Vesuvio tra il 1890 e il 1900

Il Parco nazionale del Vesuvio è un parco nazionale istituito il 5 giugno 1995 per il grande interesse geologico, biologico e storico che il suo territorio rappresenta. Il parco si sviluppa attorno al complesso vulcanico Somma-Vesuvio e la sede è situata nel comune di Ottaviano, in provincia di Napoli. Il Parco Nazionale del Vesuvio nasce ufficialmente il 5 giugno 1995 per conservare le specie animali e vegetali, le associazioni vegetali e forestali, le singolarità geologiche, le formazioni paleontologiche, le comunità biologiche, i biotopi, i valori scenici e panoramici, i processi naturali, gli equilibri idraulici e idrogeologici e gli equilibri ecologici del territorio vesuviano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Già annunciato dalla Legge quadro sulle aree protette del 1991, il parco nazionale del Vesuvio è stato istituito con il Decreto del Presidente della Repubblica del 5 giugno 1995, principalmente per:

  • conservare i valori del territorio e dell'ambiente, e la loro integrazione con l'uomo;
  • salvaguardare le specie animali e vegetali, nonché le singolarità geologiche;
  • promuovere attività di educazione ambientale, di formazione e di ricerca scientifica.

All'interno del Parco è presente la Discarica di Cava Sari, per la quale il comune di Terzigno è stato al centro di varie polemiche a livello nazionale.[1] Oltre Cava SARI sono presenti in area parco altre tre discariche ufficiali ovvero quelle dell'Ammendola e Formisano[2] ad Ercolano, La "Porcilaia" a Torre del Greco e Cava La Marca a Somma Vesuviana, fino alla bonifica completata nel 2019, volta anche a valorizzare tre ville romane rustiche al suo interno, 11mila metri cubi di rifiuti erano stipati anche a Cava Ranieri a Terzigno[3].

Incendio del 2017[modifica | modifica wikitesto]

Immagine in infrarosso degli incendi sul Vesuvio e Costiera Sorrentina

Tra il 5 e il 21 luglio 2017 il parco ha subito gravi danni ambientali a causa di un vasto incendio per il quale si ignorano ancora le cause dell'innesco (allo stato attuale esiste solo un rinviato a giudizio accusato di aver appiccato l'incendio a Torre del Greco, nella pineta nei dintorni della sua abitazione. Tale presunto piromane non è stato colto in flagranza di reato ed è imputato, dopo alcune intercettazioni telefoniche ed ambientali dei suoi parenti stretti, per aver bruciato un ettaro di pineta.), che ha devastato una vasta area boschiva. A causa di un elevato tasso di siccità nella vegetazione naturale ed antropica, particolarmente per le aree di sottobosco presenti al di sotto delle vaste pinete artificiali impiantate durante gli anni Trenta del XX secolo sulla parte occidentale del complesso vulcanico del Somma-Vesuvio. Il 5 luglio, da via Vesuvio ad Ercolano inizia un incendio purtroppo annunciato e che si propagherà fino all'apice del Monte Somma[4][5][6][7][8][9][10]

L'incendio si è rapidamente propagato nei giorni successivi su un vastissimo fronte, che dai punti di innesco è arrivato a lambire i centri urbani di Torre del Greco ed Ercolano. Oltre ai Vigili del Fuoco ed ai volontari a terra, sul posto sono intervenuti tre Canadair e cinque elicotteri antincendio della Protezione Civile. Il fumo è ricaduto su una vasta zona della Campania, interessando le lontane località di Avellino e Benevento. L'area interessata dall'incendio ha superato i 1 980 ettari, dei quali circa 960 sono stati completamente distrutti; altri 770 ettari sono stati "molto danneggiati" e ulteriori 250 ettari hanno ricevuto danni minori[11]. La distruzione della foresta ha avuto come conseguenza l'elevazione dell'indice di rischio idrogeologico per l'area interessata. Esiste infatti il rischio che, non più trattenuti dalla vegetazione, i piroclasti che coprono i fianchi del vulcano vengano dilavati dalla pioggia, causando danni a valle[12].

Sull'argomento dell'incendio del luglio 2017 si è detto molto e spesso a sproposito[13], sono purtroppo circolate bufale sempreverdi come quella del sub pescato a mare dai Canadair o quella dei gatti kamikaze, quest'ultima riportata addirittura dal Mattino di Napoli, ma la dichiarazione più eclatante è stata quella del presidente del PNV che dichiarava, a tre giorni dall'inizio dell'incendio, che il parco era sotto l'attacco dei criminali, e questo senza prove evidenti, almeno in quei primi frangenti[14]. Ad oggi non si è avuto riscontro di alcun attacco criminale organizzato, né tanto meno legato alla delinquenza organizzata, così come sottolineato dal generale Del Sette lo scorso mese di ottobre[15]. Dalle parole non si è ancora passati ai fatti e, tra operazioni di facciata, convenzioni e protocolli poco chiari, i boschi vesuviani languono ancora in attesa di maggiore cura e provvedimenti che non siano lasciati ai posteri.[16][17].

In seguito agli incendi dolosi che hanno colpito il territorio del Parco nell’estate 2017, che hanno determinato gravi danni al patrimonio di biodiversità e, contestualmente, aumentato la suscettibilità del territorio ai fenomeni di dissesto idrogeologico, riducendo, inoltre, i livelli di sicurezza per la fruizione dell’infrastruttura verde dell’area protetta, il Consiglio Direttivo del Parco, con delibera n.26 dell’11-09-2017  ha varato il “Grande Progetto Vesuvio”. Nell'ambito del “Grande Progetto Vesuvio” sono stati compiuti interventi di riqualificazione che hanno portato all'inaugurazione di due nuovi sentieri[18].[1][2][3]

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Un'ulteriore singolarità di questo Parco è rappresentata dalla notevole presenza di specie floristiche e faunistiche in rapporto alla sua ridotta estensione: sono presenti ben 612 specie appartenenti al mondo vegetale e 227 specie (tra quelle studiate) appartenenti a quello animale.[19]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco include e si sviluppa attorno al Vesuvio. Esso rappresenta il tipico esempio di vulcano a recinto, costituito da un cono esterno tronco, il Monte Somma, (oggi spento e con una cinta craterica in buona parte demolita) entro il quale si trova un cono più piccolo (che rappresenta il Vesuvio, ancora attivo)

Il territorio, ricco di bellezze storiche e naturalistiche, vanta una produzione agricola unica per varietà e originalità di sapori.[senza fonte]

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

I comuni del parco sono 13 e nello specifico:

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Nel parco è possibile fare escursioni lungo i numerosi sentieri presenti. A seguire gli 11 sentieri ufficiali.[20]

Sentiero n°1 - "La valle dell'inferno"[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei sentieri più lunghi (sfiora i 10 km), attraversa angusti tornanti in salita e discesa attorno al Vallone Tagliente. Nel percorso si possono ammirare i Cognoli di Levante, spettacolare esempio di lava a corda.

  • Lunghezza complessiva: 9.972 m
  • Quota massima: 965 m s.l.m.
  • Difficoltà: alta

Sentiero n°2 - "I Cognoli di Ottaviano"[modifica | modifica wikitesto]

La Valle del Gigante con la colata lavica del 1944 e la Punta del Nasone

Un ampio giro consente, una volta arrivati al Largo Prisco, il ritorno nello stesso spiazzo, dopo una sequenza di saliscendi.

  • Lunghezza complessiva: 8.134 m
  • Quota massima: 1.112 m s.l.m.
  • Difficoltà: alta

Sentiero n°3 - "La traversata del Monte Somma”[modifica | modifica wikitesto]

Percorso che consente di esplorare il passato del grande vulcano, con l'affaccio sul fiume di lava del 1944. Non mancano vedute panoramiche uniche sul golfo di Napoli. Il tragitto termina sul Monte Somma.

  • Lunghezza complessiva: 7.650 m
  • Quota massima: 1.132 m s.l.m.
  • Difficoltà: alta

Sentiero n°4 - "La Riserva Naturale Tirone-Alto Vesuvio"[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale Tirone Alto Vesuvio.

Uno dei sentieri più agevoli (è quasi interamente in piano). Attraversa un suggestivo bosco. Questo sentiero ha due curiosità: attraversa il punto universalmente ritenuto con la veduta più spettacolare del Parco e incrocia quella che si ritiene essere la leggendaria baracca della strega Amelia, personaggio dei fumetti di Walt Disney.

  • Lunghezza complessiva: 8.413 m
  • Quota massima: 690 m s.l.m.
  • Difficoltà: bassa

Sentiero n°5 - "La salita al cratere del Vesuvio"[modifica | modifica wikitesto]

Percorso che ascende verso il Gran Cono del Vesuvio, attraversando la Capannuccia e il Rifugio Imbò prima di ritornare al Piazzale Ercolano (punto di partenza). Tra tutti i percorsi è quello più frequentato.

  • Lunghezza complessiva: 3.807 m
  • Quota massima: 1.170 m s.l.m.
  • Difficoltà: bassa
  • Il sentiero natura n. 5 “Il Gran Cono” parte dal Piazzale posto a quota 1000 m s.l.m. nel comune di Ercolano al termine della Strada Provinciale Ercolano-Vesuvio. Al momento il Piazzale ospita un’area parcheggio per coloro che giungono motorizzati. Prima di intraprendere la salita si può visitare uno degli Infopoint del Parco Nazionale del Vesuvio dove si possono ricevere informazioni utili sull’area protetta ed acquistare la carta dei sentieri. Dal Piazzale si può già godere di una splendida veduta del versante settentrionale del Monte Somma con i Cognoli di Sant’Anastasia e la Punta Nasone, la cima dell’antico vulcano alta a 1.132 metri, opposta ai Cognoli di Ottaviano e di Levante, mentre alzando lo sguardo verso l’alto, si può trattenere il fiato osservando dal basso quella che sarà l’ascesa al bordo inferiore dello Sterminator Vesevo.
Il Parco Nazionale del Vesuvio visto dal satellite

Sentiero n°6 - "La strada Matrone"[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso prende il nome dai due fratelli che tracciarono il sentiero, quasi un secolo fa. La passeggiata sfiora i 7 km, durante i quali è possibile ammirare le bocche laviche apertesi nel 1906.

  • Lunghezza complessiva: 6.877 m
  • Quota massima: 1.050 m s.l.m.
  • Difficoltà: alta

Sentiero n°7 - "Il vallone della profica"[modifica | modifica wikitesto]

Questo percorso, relativamente breve rispetto agli altri (meno di 2 km) permette di attraversare la terra in cui nascono i pomodorini a piennolo, tipici del comprensorio vesuviano. Il sentiero termina in una suggestiva pineta.

  • Lunghezza complessiva: 1.718 m
  • Quota massima: 430 m s.l.m.
  • Difficoltà: bassa

Sentiero n°8 - "Lungo il tragitto del trenino a cremagliera"[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo l'Eremo del Salvatore era collegato, a valle, con Resina (Ercolano), attraverso un trenino a cremagliera, il cui percorso è possibile ammirare da questo sentiero. Il percorso, sebbene piuttosto breve (poco più di un kilometro), presenta qualche forte pendenza ed è considerato quindi di difficoltà media.

  • Lunghezza complessiva: 1.188 m
  • Quota massima: 520 m s.l.m.
  • Difficoltà: media

Sentiero n°9 - "Il fiume di lava"[modifica | modifica wikitesto]

Questo percorso, breve e agevole, attraversa un paio di boschetti molto suggestivi, dominati da ginestre e valeriana. Prova l'emozione di passeggiare su una colata lavica, attorniati da un paesaggio quasi lunare. Il sentiero è stato inaugurato il 2 Marzo 2020.

  • Lunghezza complessiva: 690 m
  • Quota massima: 540 m s.l.m.
  • Difficoltà: bassa

Sentiero n°10 - "L'Olivella"

L'itinerario percorre lo stradello dell'Olivella che si inerpica tra le campagne di Sant'Anastasia e conduce alle omonime sorgenti a quota 382 m s.l.m.

  • Lunghezza complessiva: 1.865 m
  • Quota massima: 382 m s.l.m.
  • Difficoltà: bassa

Sentiero n°11 - "La pineta di Terzigno"

Il sentiero è strutturato in un percorso pianeggiante, all'interno di una fitta pineta.

  • Lunghezza complessiva 750
  • Quota massima 211
  • Difficoltà bassa

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Fuccillo, L'Europa boccia Terzigno "La discarica un'aberrazione", Larepubblica.it. URL consultato il 26 ottobre 2011. Vincenzo Iurillo, Scontri anti-discarica a Terzigno: non ci furono infiltrazioni camorristiche, Il Fatto quotidiano, 5 ottobre 2011. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  2. ^ ilmediano.com, http://www.ilmediano.com/ercolano-lammendola-formisano-e-il-suo-percolato/.
  3. ^ Cava Ranieri, da discarica a Parco Archeologico, su ilcactus.org.
  4. ^ You are being redirected..., su ilmediano.com. URL consultato il 25 gennaio 2018.
  5. ^ ilmediano.com, http://www.ilmediano.com/vesuvio-un-paradiso-abitato-da-ipocriti/.
  6. ^ ilmediano.com, http://www.ilmediano.com/il-vesuvio-brucia-ancora/.
  7. ^ ilmediano.com, http://www.ilmediano.com/vesuvio-le-fiamme-minacciano-il-salvatore/.
  8. ^ ilmediano.com, http://www.ilmediano.com/pnv-cronaca-di-un-disastro-annunciato/.
  9. ^ ilmediano.com, http://www.ilmediano.com/vesuvio-aumenta-il-fronte-delle-fiamme/.
  10. ^ ilmediano.com, http://www.ilmediano.com/incendi-vesuvio-cronaca-di-un-giorno-infausto/.
  11. ^ Incendi sul Vesuvio, le fiamme hanno colpito un’area di 2.000 ettari. Il Corriere del Mezzogiorno, 27 luglio 2017
  12. ^ The Fires At Mount Vesuvius Are Under Control, But Now There Is A Risk Of Debris Flows. Forbes, 19 luglio 2017
  13. ^ ilmediano.com, http://www.ilmediano.com/il-vesuvio-col-senno-di-poi/.
  14. ^ metropolisweb.it, http://www.metropolisweb.it/mobile/news/vesuvio-lombra-dei-clan-dietro-i-roghi-lappello-del-presidente-ente-parco-serve-lesercito/30157.html.
  15. ^ ilmediano.com, http://www.ilmediano.com/tutelare-i-boschi-dagli-incendi-ma-da-chi/.
  16. ^ ilmediano.com, http://www.ilmediano.com/vesuvio-il-bluff-dei-lavori-sui-sentieri/.
  17. ^ ilmediano.com, http://www.ilmediano.com/chiacchiere-vesuviane/.
  18. ^ Grande Progetto Vesuvio, su parconazionaledelvesuvio.it.
  19. ^ Parco Nazionale del Vesuvio - Sito ufficiale, su parconazionaledelvesuvio.it. URL consultato il 9 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2010).
  20. ^ Informazioni tratte da: "Carta escursionistica del Parco Nazionale del Vesuvio" A cura dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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