Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Alento (Campania)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Alento
Lago alento.jpg
Invaso artificiale del fiume Alento
StatoItalia Italia
RegioniCampania Campania
Lunghezza36 km
Portata media4,67 m³/s
Bacino idrografico415 km²
Altitudine sorgente894 m s.l.m.
Nascemonte Le Corne
SfociaMar Tirreno

L'Alento è un fiume della Campania con un corso lungo 36 km, interamente compreso nel territorio regionale.

Corso fluviale[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a circa 900 m di quota dal Monte Le Corne (894 m s.l.m.), nella località Gorga del comune di Stio, all'interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Scorre in una valle ancora per gran parte incontaminata ricevendo il contributo di molti piccoli torrenti che ne incrementano progressivamente la portata.

Nel territorio comunale di Prignano Cilento, il suo corso è sbarrato dalla diga dell'Alento, realizzata a cavallo degli anni ottanta e novanta del Novecento, che dà vita a un lago artificiale di circa 1,50 km² di estensione, importante fonte di approvvigionamento idrico per l'agricoltura del territorio. Il bacino idrico artificiale, inoltre, è divenuta un'importante area umida, luogo di nidificazione di uccelli e stazione di posa per specie migratorie.

Poco prima di sfociare nel mar Tirreno, l'Alento scorre nei pressi delle rovine dell'antica polis coloniale greca di Elea ricevendo da sinistra il fiume Palistro.

Il fiume ha regime torrentizio con piene impetuose in autunno e forti magre estive, ma nella stagione secca, comunque, la sua portata è perenne.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Vari studi scientifici, già dagli anni ottanta, vi hanno rilevato l'inaspettata e stabile presenza della rarissima Lutra Lutra, il cui areale, in regresso nel resto d'Italia, è stabilmente confinato nei sistemi idrografici facenti parte della Lucania storica (Cilento, Basilicata e Calabria settentrionale) e dell'Irpinia.[1] Un'altra specie vulnerabile presente in questo fiume è l'alborella appenninica (Alburnus albidus), un pesce d'acqua dolce della famiglia dei ciprinidi endemico dell'Italia meridionale.[2]

Affluenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Palistro, che sorge dal monte Gelbison, ora principale tributario ma un tempo dotato di autonomo sbocco in mare.
  • Torrente Badolato, affluente di sinistra proveniente dal monte Gelbison
  • Torrente Fiumicello, affluente di destra proveniente dal Monte Stella, che si immette a Casal Velino, in località Temponi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È citato da Cicerone, che lo definisce nobile, in una lettera scritta durante un soggiorno a Velia, indirizzata all'amico Gaio Testa Trebazio, giureconsulto originario del luogo, della cui casa egli era ospite.

« Tu però, se, come sei solito, darai ascolto ai miei consigli, serberai i tuoi beni paterni [...], né lascerai il nobile fiume Alento, né diserterai la casa dei Papirii... »

(Cicerone. Velia, 20 luglio 44 a.C., Lettera a Gaio Testa Trebazio (Epistulae ad familiares, 7, 20, 1))

Strabone, nella sua Geografia, mette in rilievo un possibile legame dell'antico nome del fiume con la toponomastica adottata dai coloni greci, provenienti da Focea, che fondarono la città.

(Strabone. Geografia, VI, 1 ,1[3])

« Altri dicono che (Elea) prese il nome dal fiume Alento »

(IT)

« ἕνιοι δὲ τοὔνομα άπο ποταμοῦ Ἐλέητο »

(el)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si veda ad esempio il rapporto sul Progetto pilota Lontra europea[collegamento interrotto] (Art. 12 Direttiva Habitat) (EN) (accesso 08/06/2007).
  2. ^ (EN) Alain Jean Crivelli, Alburnus albidus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2017.3, IUCN, 2017..
  3. ^ Traduzione inglese su LacusCurtius.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]