Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi

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Coordinate: 46°10′48″N 12°02′24″E / 46.18°N 12.04°E46.18; 12.04

Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi
Sass de mura PNDB.jpg
Tipo di area Parco nazionale
Codice WDPA 6181
Codice EUAP EUAP0015
Class. internaz. IUCN category II - SIC
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Provincia Belluno Belluno
Comuni Belluno, Cesiomaggiore, Feltre, Gosaldo, La Valle Agordina, Longarone, Pedavena, Ponte nelle Alpi, Rivamonte, San Gregorio nelle Alpi, Santa Giustina (Italia), Sedico, Sospirolo, Sovramonte, Val di Zoldo
Superficie a terra 31.512 ha
Provvedimenti istitutivi Legge n.67/1988, Legge 305/1989, DM 20.04.90 DPR 12.07.93, DPR 09.01.08
Gestore Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi
Presidente Guido De Zordo
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi
Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Dolomiti
(EN) The Dolomites
Valle del Mis inverno 2009.jpg
Tipo Naturali
Criterio (vii) (viii)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2009
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi è un parco nazionale situato in provincia di Belluno, nel Veneto settentrionale, istituito nel 1988.

Il parco nazionale è incluso nella sezione "Pale di San Martino - San Lucano - Dolomiti Bellunesi - Vette Feltrine" del sito delle Dolomiti, dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO nel 2009.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1988 viene prevista l'istituzione del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi[1], la quale si concretizza nel 1990 con il provvedimento istitutivo del Ministero dell'Ambiente[2], il quale individua le seguenti finalità del parco nazionale:

  1. tutelare i valori naturalistici, storici, paesaggistici ed ambientali e conservare i valori bio-genetici della flora, della fauna e degli aspetti geomorfologici;
  2. migliorare le condizione di vita degli abitanti interessati;
  3. promuovere la ricerca scientifica e l'educazione ambientale, tramite la divulgazione della cultura naturalistica;
  4. ripristinare le attivita' agro-selvi-pastorali.

Nel 1993 viene nominato l'ente Parco gestore. Inizialmente la superficie del parco era di 15.030,22 ettari[3], successivamente ampliati a 31.512 ettari.

Con Decreto del presidente della Repubblica 09.01.2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 108 del 9 maggio 2008, il parco è coinvolto da una nuova perimetrazione, secondo confini naturali e ben identificabili (crinali, fiumi, strade, ecc.), andando incontro alle esigenze dei comuni[4]:

« A differenza dei "vecchi" confini del 1990, individuati su una carta in scala 1:100.000, i nuovi confini sono definiti in due carte in scala 1:25.000, accompagnate da 12 tavole di dettaglio in scala 1:10.000, per garantire una precisione che non darà più adito a dubbi sull'effettivo andamento del confine del Parco.[5] »

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il parco ha una superficie di 15.030,22 ettari[3], interamente compresa nella provincia di Belluno, tra i fiumi Cismon ad ovest e Piave ad est, esteso a nord verso il bacino del Maè e a sud nel basso Agordino.

Gruppi montuosi[modifica | modifica wikitesto]

La Schiara vista da sud

Il Parco comprende i gruppi montuosi delle Alpi Feltrine (Vette di Feltre, Cimonega, Pizzocco, Brendol, Agnelezze), Monti del Sole, Schiara, Talvéna, Prampèr e Spiz di Mezzodì. Sono presenti aree carsiche d'alta quota e rupi e pendici detritiche, habitat ideale per numerose specie di alta montagna.

Fiumi e torrenti[modifica | modifica wikitesto]

Il torrente Ardo all'interno del Parco.

Il territorio del parco, fatta eccezione per alcune aree carsiche di alta quota, si presenta estremamente ricco di risorse idriche: sorgenti, paludi e corsi d'acqua tra i quali: Cordevole, Mis, Caorame, Stién (affluente del Caorame), Falcìna (affluente del Mis), Ardo, Vescovà, Prampèra (affluente del Maè) che concorrono alla ricchezza biologica del Parco. Alcuni di questi torrenti scorrono in forre profonde, e tutti sono soggetti a variazioni.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del parco nazionale sono inclusi 15 comuni: Belluno, Cesiomaggiore, Feltre, Gosaldo, La Valle Agordina, Longarone, Pedavena, Ponte nelle Alpi, Rivamonte, San Gregorio nelle Alpi, Santa Giustina (Italia), Sedico, Sospirolo, Sovramonte, Val di Zoldo

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La flora è composta da rododendri, cardi, stelle alpine e da altre piante montane. Vi sono boschi di latifoglie e di conifere, pascoli e immensi prati.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

La varietà territoriale del Parco, che comprende aree di alta montagna accanto a pascoli permette a numerose specie animali di trovare il proprio habitat all'interno dell'area.
Tra le specie più importanti e rappresentate sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge 11 marzo 1988, n. 67, articolo 18, in materia di "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1988)"
  2. ^ Decreto ministeriale 20 aprile 1990, n. , in materia di "Istituzione del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi"
  3. ^ a b Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.
  4. ^ http://www.dolomitipark.it/doc_pdf/Confine_rid_ampl.pdf
  5. ^ Rettifica confini, sito ufficiale

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN158004594