Parco nazionale della Val Grande

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Coordinate: 46°02′16.8″N 8°27′21.6″E / 46.038°N 8.456°E46.038; 8.456

Parco nazionale della Val Grande
Tipo di area Parco nazionale
Codice WDPA 63645
Codice EUAP EUAP0014
Class. internaz. IUCN category II - IBA - SIC
Stati Italia Italia
Regioni Piemonte Piemonte
Province Verbano-Cusio-Ossola Verbano-Cusio-Ossola
Comuni Aurano, Beura-Cardezza, Caprezzo, Cossogno, Cursolo-Orasso, Intragna, Malesco, Miazzina, Premosello-Chiovenda, San Bernardino Verbano, Santa Maria Maggiore, Trontano, Vogogna
Superficie a terra 14.598 ha
Provvedimenti istitutivi LN394 6/12/1991
Gestore Ente Parco Nazionale Val Grande
Presidente Pierleonardo Zaccheo
Val Grande.JPG
Sito istituzionale
Riserva naturale Val Grande
Tipo di area Riserva naturale integrale e Biogenetica
Codice WDPA 63645
Codice EUAP EUAP0096
Class. internaz. Categoria IUCN II: parco nazionale
Stati Italia Italia
Regioni Piemonte Piemonte
Province Verbano-Cusio-Ossola Verbano-Cusio-Ossola
Comuni Cossogno
Superficie a terra 973,00 ha
Provvedimenti istitutivi DD.MM. 26.07.71/02.03.77
Gestore ex A.S.F.D.
Riserva naturale Monte Mottac
Tipo di area Riserva Naturale Orientata e Biogenetica
Codice WDPA 63645
Codice EUAP EUAP0095
Class. internaz. Categoria IUCN II: parco nazionale
Stati Italia Italia
Regioni Piemonte Piemonte
Province Verbano-Cusio-Ossola Verbano-Cusio-Ossola
Superficie a terra 2.410,00 ha
Provvedimenti istitutivi DD.MM. 26.07.71/02.02.77
Gestore ex A.S.F.D.

Il Parco nazionale della Val Grande è un'area naturale protetta, interamente compresa nei confini della provincia del Verbano Cusio Ossola, istituita nel 1992[1] (e poi ampliata nel 1998[2]) per preservare la zona selvaggia più estesa delle Alpi e d'Italia. Il parco comprende l'intera Val Grande, la laterale Val Pogallo e parzialmente le valli Vigezzo, Cannobina, Ossola ed Intrasca. All'interno del parco si trovano la Riserva naturale Val Grande (riserva naturale integrale e biogenetica) e la Riserva naturale Monte Mottac (riserva naturale orientata e biogenetica), entrambe istituite nel 1971[3][4][5]. Il parco è gestito dall' Ente Parco Nazionale della Val Grande, con sede a Vogogna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio selvaggio della Val Grande e della Val Pogallo offrì riparo a molti partigiani fino al Luglio 1944, quando i nazifascisti condussero un violento rastrellamento della zona, distruggendo alpeggi ed alcuni edifici di Cicogna. Nei mesi seguenti la valle fece parte della Repubblica partigiana dell'Ossola.

Il Parco nacque nel 1991 con la nuova legge quadro sulle aree naturali protette, ampliando l'area precedentemente inclusa in due Riserve Naturali dello Stato, la Riserva Naturale Valgrande e la Riserva naturale Pedum. Primo presidente del Parco, per due mandati, dal 1994 al 2003 è stata Franca Olmi; primo direttore, dal 1995 al 2000, è stato Giuliano Tallone.

La valle è in seguito anche stata inclusa nel Sito di Interesse Comunitario (SIC) della rete europea Natura 2000 “Val Grande” (codice IT1140011), che misura 11.856 ettari. [6]

Accessi[modifica | modifica wikitesto]

  • Da Sud-Est è possibile addentrarsi in automobile all'interno del parco fino al paese di Cicogna, unico abitato all'interno del parco. La strada che da Rovegro sale a Cicogna non permette un traffico molto sostenuto, pertanto in occasioni particolari è limitata ad un senso unico alternato e viene predisposto un servizio navetta.
  • Da Sud-Est è altrimenti possibile salire in macchina a Ompio, dove si trova il Rifugio Fantoli. Da qui si diramano sentieri per salire al Monte Faiè e alla Cima Corte Lorenzo o per scendere in Val Grande.
  • Da Est è possibile accedere in particolare da Miazzina o Caprezzo, salendo al Pizzo Pernice, o dal paese di Intragna, salendo al Monte Todano (sotto il quale si trova il Rifugio Pian Cavallone). Da queste creste è possibile scendere in Val Pogallo o salire utleriormente al Monte Zeda.
  • Da Nord, dal paese di Malesco, passando per la Val Loana è possibile salire alla Cima Della Laurasca o entrare in Val Grande passando per la Bocchetta di Scaredi.
  • Da Sud-Ovest, dal paese di Vogogna o Premosello-Chiovenda è possibile salre alla Colma di Premosello e quindi scendere in Val Grande o salire ulteriormente sul Pizzo Proman.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il parco si estende per una superficie di circa 15.689 ettari, su un terreno prevalentemente montuoso. La Riserva naturale Val Grande, la zona più interna di riserva naturale integrale, comprende la Cima Pedum, anche se le cime più ambite dagli escursionisti e dagli amanti della natura sono i monti circostanti. I paesaggi variano costantemente con la quota, l'esposizione dei versanti al sole, la presenza dell'acqua, tuttavia una nota comune contraddistingue una montagna costantemente aspra ed inospitale. Altre escursioni degne di nota sono le ascensioni sui monti che delimitano il parco sul versante del Lago Maggiore, cioè il Monte Zeda ed il pizzo Marona; raggiungibili con un'escursione in giornata moderatamente impegnativa, si possono anche concatenare in un giro più ampio con i sentieri che salgono da Cicogna o dalla Valle Intrasca. La dorsale che costeggia la bassa Valgrande da Casa dell'Alpino (Alpe Prà) fino alla Bocchetta di Campo si presenta come ideale spartiacque fra la Valgrande vera e propria e la Val Pogallo. È, però, un tratto poco adatto alle passeggiate, di importante difficoltà a causa di sentieri poco battuti, spesso non segnati che, quindi, richiedono grande attenzione per evitare scivolate disastrose. Senza troppe difficoltà si può raggiungere la Cima Sasso, anche se è consigliabile una conoscenza del territorio circostante, mentre la parte restante della cresta è consigliata ad escursionisti con esperienza ed accompagnati.

I monti principali del parco sono:

Il Rio Valgrande ed il Rio Pogallo con i loro bacini idrografici costituiscono il Parco. I fiumi hanno delle sorgenti vere e proprie, pertanto non possono essere riduttivamente definiti torrenti; tuttavia le caratteristiche degli alvei, sovente incassati in rocce dure con pareti a strapiombo, rende il corso di questi fiumi soggetto a variazioni estremamente rapide in caso di pioggia. Della vecchia rete di strade mulattiere del passato, sono rimasti alcuni ponti che permettono di attraversare questi corsi d'acqua, che altrimenti si presentano come barriere invalicabili per buona parte della loro lunghezza.

Cartografia per le escursioni:

  • Carta escursionistica ufficiale Parco Nazionale Val Grande (Scala: 1:30.000)
  • Cartografia Swisstopo, foglio 285 T - Domodossola (Scala 1:50.000)[7] (consultabile online su map.geo.admin.ch)
  • Carta Parco Nazionale Val Grande di Cartine Zanetti
  • Cartografia OpenStreetMap (consultabile online su openstreetmap.org)

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

In Valgrande, al pari di quanto avvenuto in altri territori in conseguenza dello spopolamento successivo alla seconda guerra mondiale, il bosco ha ripreso il suo spazio, precedentemente ad esso strappato grazie all'opera di boscaioli e mantenuto dai pastori. Allo stato attuale, la natura risente di questa storia, presentando un bosco giovane che si estende su buona parte della superficie del parco. L'altezza media non è infatti elevata, permettendo a specie di bassa montagna come castagno, faggio, nocciolo, di farla da padrone.

"La pausa dul bazzalesc" in Val Loana

Il mitologico basilisco, localmente detto baselesc o re di biss, è una presenza abituale nelle leggende e nel folklore della zona.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto Ministeriale 2 marzo 1992 - Istituzione del Parco nazionale della Val Grande su minambiente.it (consultato nel novembre 2015)
  2. ^ D.P.R. 24 giugno 1998 - Ampliamento del parco nazionale Val Grande su minambiente.it (consultato nel novembre 2015)
  3. ^ Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP)] 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010, gazzettaufficiale.it.
  4. ^ Riserva Statale Monte Mottac su parks.it
  5. ^ Riserva Statale Val Grande su parks.it
  6. ^ Siti di Importanza Comunitaria (SIC), Regione Piemonte, lista on-line su gis.csi.it (consultato nel marzo 2012)
  7. ^ Bibliografia in-valgrande.it (consultato nel novembre 2015)
  8. ^ Daniela Piolini, Il basilisco e i suoi amici, Olgiate Olona, amministrazione provinciale Verbano-Cusio-Ossola, 2001, p. 42.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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