Santuario del Cavallero

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Santuario del Cavallero
Santuario cavallero.jpg
Il santuario del Cavallero
Stato Italia Italia
Regione Piemonte
Località Coggiola
Religione Cattolica
Titolare Madonna della Neve
Diocesi Biella
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione XVIII secolo
Completamento fine XVIII secolo

Coordinate: 45°42′02″N 8°09′36″E / 45.700556°N 8.16°E45.700556; 8.16

Il santuario del Cavallero è un edificio religioso intitolato alla Madonna della Neve.

È situato a 543 metri s.l.m. e si trova appena a monte della confluenza del rio Cavallero nel Sessera, nel territorio del comune di Coggiola, in provincia di Biella.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Uno degli affreschi laterali del presbiterio

La costruzione del santuario è dovuta al fatto che, secondo la tradizione, nel 1678 una contadina sordomuta riacquistò miracolosamente l'uso della parola e dell'udito a seguito di una visione della Madonna nel luogo dove oggi sorge il santuario stesso.[2]

La chiesa ha una pianta a croce latina, è decorata con stucchi ed affreschi del pittore andornese Pietro Lace e custodisce circa trecento quadri votivi lasciati da fedeli riconoscenti per le grazie ottenute.[3] Il complesso religioso comprende anche alcune cappelle e l'abitazione per gli eremiti ai quali, fino al XIX secolo, era affidata la custodia del santuario.

Davanti alla chiesa si trova un ponte così ampio da potersi considerare una piazza che, completato nel 1772, scavalca il rio Cavallero.
Le due principali ricorrenze che si celebrano al santuario sono quella della Madonna della Neve (5 agosto) e quella di san Giuseppe (19 marzo).[4]

Nell'area adiacente si trovano varie panchine spesso utilizzate per pic-nic dai bagnanti che frequentano d'estate il vicino torrente Sessera;[5] l'acqua che sgorga dalla fontana a destra della chiesa avrebbe virtù terapeutiche.[3]

Assieme al vicino santuario della Novareia (Portula) e ad altri edifici sacri della zona fa parte del gruppo di santuari minori del biellese che si snodano lungo gli itinerari escursionistico-devozionali CoEUR e Cammino di San Carlo.

Il Sacro Monte[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi del santuario sorgono cinque cappelle, costruite tra il 1710 e il 1716, che ospitano statue in terracotta in sintonia con la tradizione dei sacri monti prealpini. Le statue sono attribuite agli scultori della scuola valsesiana.[6]

Accesso[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario è raggiungibile a piedi da Coggiola (frazione Zuccaro) seguendo prima una stradina chiusa al traffico e poi un sentiero a tratti scalinato; dista dal capoluogo comunale circa 3 km. Si può anche passare da Masseranga (Portula) per l'altro lato del Sessera, attraversando poi il torrente su un ponte pedonale sospeso che permette di raggiungere il sentiero per il santuario poco a valle dello stesso.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007
  2. ^ Articolo sul sito del Comune di Coggiola, comune.coggiola.bi.it. URL consultato il agosto 2009.
  3. ^ a b Nuova guida di Biella e Provincia; Gabriella Giovannacci Amodeo, Libreria Vittorio Giovannacci, Biella, 1994
  4. ^ Articolo sul sito del Comune di Coggiola www.comune.coggiola.bi.it consultato nell'agosto 2009
  5. ^ Pagina web sul santuario, on line su censorina.splinder.com (consultata nell'agosto 2009)
  6. ^ Luciano Vaccaro, Francesca Ricardi, Sacri monti: devozione, arte e cultura della Controriforma, Jaca Book, 1992, pp. 399, 406.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]