Rocca Calascio

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Rocca Calascio
Castello di Rocca Calascio
Castello di Rocca Calascio
Ubicazione
Stato Italia Italia
Stato attuale 5 abitanti
Regione Abruzzo Abruzzo
Città Calascio
Coordinate 42°19′44″N 13°41′20″E / 42.328889°N 13.688889°E42.328889; 13.688889Coordinate: 42°19′44″N 13°41′20″E / 42.328889°N 13.688889°E42.328889; 13.688889
Informazioni generali
Tipo Rocca
Stile Medievale
Inizio costruzione XI secolo
Condizione attuale Visitabile

[senza fonte]

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Rocca Calascio è una rocca situata in Abruzzo, in provincia di L'Aquila nel territorio del comune di Calascio, all'interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a un'altitudine di 1.460 metri s.l.m. È conosciuta per la presenza della rocca, una delle più elevate d'Italia, e dell'antico borgo medioevale sottostante, oggi disabitato[1]. Nel 2016, su una delle pareti del castello è stata apposta una targa recante il nome di Lorenzo Di Cola, cittadino onorario di Rocca Calascio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del castello

La fondazione della rocca si fa risalire all'anno 1000[1] anche se il primo documento storico che ne attesta la presenza è datato 1380. La struttura originaria era costituita da un torrione isolato di forma quadrangolare a pietre già squadrate e aveva funzione di torre d'avvistamento[2].

Nel XIV secolo è possedimento di Leonello Acclozamora della baronia di Carapelle[2]. Successivamente, verso la fine del XV secolo, venne concesso da re Ferdinando ad Antonio Todeschini della famiglia Piccolomini[3] che rafforzò la fortificazione dotandola di una cerchia muraria in ciottolame e quattro torri di forma cilindrica a uso militare[2]. Durante questo periodo la rocca vide crescere il proprio peso economico, poiché posta a controllo dei capi di pecore coinvolti nella transumanza sulla direttrice del regio tratturo per Foggia, e ai suoi piedi si sviluppò un piccolo borgo, a sua volta cinto da mura[4].

Nel 1579 la famiglia Medici acquistò per 106.000 ducati la rocca e il vicino borgo di Santo Stefano di Sessanio al fine di estendere i propri possedimenti per sfruttare il commercio della lana[5]. Nel 1703 venne devastata da un violento terremoto in seguito al quale l'area più alta del borgo venne abbandonata e buona parte della popolazione si trasferì nel vicino paese di Calascio[4], la cui nascita è collegata alla distruzione della rocca[2].

Nel XX secolo anche le ultime famiglie rimaste abbandonarono il borgo e la rocca rimase disabitata[4]. Sul finire del secolo però, anche sull'onda del successo derivato dall'ambientazione di alcuni film (su tutti Lady Hawke del 1985), alcune abitazioni sono state recuperate e altre sono state convertite a strutture ricettive; il castello, inoltre, ha subito un'importante operazione di restauro e consolidamento ed è oggi una delle principali attrazioni turistiche della zona[4], grazie al lavoro di due coniugi e della loro famiglia che hanno aperto un albergo diffuso poco sotto il castello.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Mura del castello

Il castello[modifica | modifica wikitesto]

Il castello, che domina la valle del Tirino e l'altopiano di Navelli a poca distanza dalla piana di Campo Imperatore, è situato su un crinale a 1.460 metri d'altezza, in una posizione molto favorevole dal punto di vista difensivo[6] ed era utilizzato come punto d'osservazione militare in comunicazione con altre torri e castelli vicini, sino all'Adriatico[7].

La struttura, interamente in pietra bianca a conci squadrati, si compone di un maschio centrale di antica origine e di una cerchia muraria in pietra e quattro torri d'angolo a base circolare fortemente scarpate, costruite a partire dal 1480[4]. L'accesso avveniva attraverso un'apertura sul lato orientale posta a circa cinque metri da terra, cui si accedeva attraverso una rampa in legno, originariamente retrattile[4], poggiata su mensole in pietra.

Il castello, danneggiato dal terremoto del 1348/49 e da quello del 1461, è stato soggetto a una serie di restauri conservativi tra il 1986 e il 1989 volti a risanare la struttura e a consentirne il recupero architettonico-funzionale, ed è oggi fruibile gratuitamente ai visitatori[7].

Scorcio del borgo

Il borgo[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo, situato a sud-ovest rispetto al castello, lungo il sentiero che sale dall'abitato di Calascio, compone con esso un unico organismo fortificato[2].

Il suo sviluppo è legato alle modeste dimensioni del castello e all'esiguità di uomini che riusciva a ospitare, oltre che alla necessità di salvaguardare la popolazione dagli assalti di invasori.[4]. Il collegamento con il castello avveniva attraverso un ponte levatoio in legno, oggi sostituito da una semplice rampa.

Può essere distinto in due parti, una originaria adiacente al castello e una posta più a valle e più recente. La parte alta venne praticamente abbandonata già in seguito alle distruzioni causate dai terremoti del 1348/49 e del 1461 ed è oggi in forma di rudere; la parte bassa era invece abitata sino al primissimo dopoguerra ed è stata sottoposta negli anni a numerosi restauri conservativi[4]. Accanto a forme di restauro, per così dire "pubbliche", vanno segnalati anche interventi di semplici appassionati della montagna abruzzese che hanno contribuito con i loro interventi al recupero del sito, stabilendosi come residenti nel borgo.

Santa Maria della Pietà

La chiesa di Santa Maria della Pietà[modifica | modifica wikitesto]

Nelle vicinanze della rocca, sul sentiero che porta a Santo Stefano di Sessanio, si trova la chiesa di Santa Maria della Pietà, un piccolo tempietto eretto nel 1596 sul luogo dove, secondo la leggenda, la popolazione locale ebbe la meglio su una banda di briganti[2].

La chiesa, probabilmente fondata su una preesistente edicola rinascimentale[6], presenta una struttura esterna a pianta ottagonale con un ambiente adibito a sacrestia appoggiato a una delle facciate e una cupola a otto spicchi. L'interno, articolato su un sistema di paraste tuscaniche, presenta un dipinto raffigurante la Vergine miracolosa e una scultura di San Michele armato[2].

La chiesa, oggi adibita a semplice oratorio, è meta di fedeli e devoti.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Set cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1968 il regista Romano Scavolini ha diretto un documentario dal titolo Nel silenzio dei sassi sullo spopolamento di Rocca Calascio.

A partire dagli anni ottanta del XX secolo il comprensorio aquilano del Gran Sasso e in particolare la rocca di Calascio sono stati utilizzati come ambientazione per numerosi film. Il primo lungometraggio è Amici miei - Atto IIº, nel 1982. Poi è stata la volta di Lady Hawke (USA, 1985) in cui la rocca (allora non ancora restaurata) era il rifugio dell'eremita impersonato da Leo McKern. Nel 1986 ospitò il cast de Il nome della rosa[8], vincitore di numerosi premi internazionali. Successivamente sono stati ambientati Il viaggio della sposa (ITA, 1997) e L'orizzonte degli eventi (ITA, 2005). Più recente è stato il set per la serie Padre Pio della RAI (ITA, 2006). La rocca è visibile anche in alcune scene del film The American (USA, 2010) con George Clooney, interamente girato nella provincia dell'Aquila, in particolare tra Sulmona, Castel del Monte, Calascio e Castelvecchio Calvisio.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Touring Club Italiano, pag.141
  2. ^ a b c d e f g Provincia dell'Aquila, pag.247
  3. ^ Castello di Rocca Calascio, abruzzoverdeblu.it. URL consultato il 12-10-2010.
  4. ^ a b c d e f g h Rocca Calascio, europamedievale.it. URL consultato il 12-10-2010.
  5. ^ Storia di Rocca Calascio, icastelli.it. URL consultato il 28-06-2010.
  6. ^ a b Calascio, viaggioinabruzzo.it. URL consultato il 12-10-2010.
  7. ^ a b Descrizione di Rocca Calascio, icastelli.it. URL consultato il 28-06-2010.
  8. ^ Film Il nome della rosa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Provincia dell'Aquila, Guida turistica della Provincia dell'Aquila, L'Aquila, Provincia dell'Aquila, 1999;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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