Hotel Campo Imperatore

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Hotel Campo Imperatore
Rifugio - Parco Nazionale del Gran Sasso.jpg
L'albergo in inverno.
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàL'Aquila
Indirizzoloc. Campo Imperatore
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXX secolo
Inaugurazione1934
Stilerazionalista
Usorifugio alpino, museo
Realizzazione
ArchitettoVittorio Bonadè Bottino
IngegnereVittorio Bonadè Bottino
Camera museo
di Benito Mussolini
Rifugio - Parco Nazionale del Gran Sasso.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàL'Aquila
Indirizzoloc. Campo Imperatore
Caratteristiche
Tipostorico

L'Hotel Campo Imperatore, noto anche come Albergo di Campo Imperatore[1], già Albergo Amedeo di Savoia Duca d’Aosta, è una struttura alberghiera posta sulla sommità dell'altopiano di Campo Imperatore, a quota 2.130 m sulle pendici di Monte Portella, nel massiccio del Gran Sasso d'Italia, all'interno del territorio comunale dell'Aquila. Venne realizzato negli anni trenta su progetto dell'ingegnere piemontese Vittorio Bonadè Bottino, autore negli stessi anni delle strutture alberghiere a Sestriere e dell'hotel Principi di Piemonte a Torino.

La struttura è famosa per essere stata, tra il 28 agosto e il 12 settembre 1943, la prigione di Benito Mussolini in seguito all'Armistizio di Cassibile, sino alla sua liberazione avvenuta per opera delle forze armate tedesche. Oggi è la principale struttura ricettiva dell'omonima stazione sciistica, nonché punto di partenza per l'escursionismo sul versante occidentale del Gran Sasso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'albergo di Campo Imperatore appena dopo la sua realizzazione
L'albergo di Campo Imperatore oggi

La realizzazione dell'albergo si inserisce in un più ampio progetto di sviluppo turistico e sportivo dell'Aquila e del suo comprensorio promosso dal fascismo a partire dagli anni trenta del XX secolo[2]. Tra il 1931 e il 1934, venne studiata la realizzazione di un impianto a fune per collegare la conca aquilana e in particolare Assergi, precedentemente unificato al territorio comunale del capoluogo nell'ambito dell'operazione detta della "Grande Aquila", con il versante occidentale del Gran Sasso; il progetto originario prevedeva due tratte dalla lunghezza complessiva di 4.500 metri e l'arrivo a Campo Pericoli, alle pendici del monte Aquila, di cui venne tuttavia realizzato solo il primo troncone per Campo Imperatore.

Nel 1934, nei pressi della stazione di monte della funivia e su un terreno donato all'amministrazione comunale da Alfonso Dragonetti De Torres[3], marchese di Pizzoli e patrizio dell'Aquila, venne realizzato un grande e moderno albergo per garantire ospitalità ai turisti del complesso, stimati in 30.000 annui[4].

L'albergo tuttavia divenne celebre soprattutto nel 1943, allorché in seguito alla caduta del fascismo e al conseguente arresto di Mussolini, venne scelto come prigione per l'ex capo del Governo in attesa di consegnarlo alle forze alleate. Mussolini fu portato a Campo Imperatore il 28 agosto dopo essere già stato tenuto prigioniero nelle isola di Ponza e della Maddalena, a differenza delle quali il Gran Sasso appariva un luogo più sicuro e inaccessibile, tanto che ivi il duce, sentendosi finito, tentò di uccidersi tagliandosi le vene[5]. Il 12 settembre, invece, con un'azione a sorpresa che prese il nome di Operazione Quercia, alcuni alianti con un centinaio di paracadutisti tedeschi riuscirono ad atterrare nella piana davanti l'albergo e a liberare il prigioniero tra lo stupore e il disorientamento dei soldati italiani che non ostacolarono in alcun modo l'operazione.

Nel dopoguerra l'albergo venne più volte riammodernato e affiancato da altre strutture ricettive, tra cui un ostello. Non ha subito danneggiamenti dal terremoto del 2009 ed è tuttora funzionante, sebbene attualmente chiuso poiché si trova in fase di ristrutturazione.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'albergo si presenta con un'architettura razionalista, molto semplice seppur funzionale nelle forme. È costituito da un grande blocco con forma di parallelepipedo affiancato, nel versante di Campo Imperatore, da un secondo blocco a pianta semicircolare. Si sviluppa su 5 livelli e contiene al suo interno 45 camere, un ristorante panoramico, un bar e una piscina. Sul fianco settentrionale dell'albergo, nei pressi della seggiovia Fontari, è presente una targa che ricorda come il terreno dell'albergo fu ceduto nel 1934 dal marchese Dragonetti De Torres per consentire lo sviluppo della stazione turistica. Nei pressi sono situate la chiesa della Madonna della Neve e la stazione osservativa gestita dall'Osservatorio astronomico d'Abruzzo.

Al secondo piano dell'albergo è la camera 220 (in precedenza numerata 201) dove fu tenuto prigioniero Benito Mussolini. La camera, perfettamente conservata nei suoi arredi, è oggi un piccolo museo visitato da turisti e nostalgici. Al suo interno vi è una dichiarazione scritta di Lisetta Moscardi - cameriera personale di Mussolini nel 1943 all'hotel Campo Imperatore - rilasciata nell'anno 1993, comprovante la medesima disposizione e l'autenticità degli arredi della camera.[6] Su opportuna prenotazione, è anche possibile il pernottamento per un massimo di 4 persone.

L'albergo è accessibile dalla S.S. 17 bis che collega L'Aquila con Fonte Cerreto e quindi Castel del Monte: la strada è tuttavia parzialmente chiusa durante la stagione invernale quando l'unico accesso è la funivia del Gran Sasso d'Italia, con stazione di valle a Fonte Cerreto, raggiungibile dall'uscita autostradale di L'Aquila-Assergi. La stazione di monte della funivia è posta a poca distanza dall'albergo cui è collegata anche tramite un corridoio sotterraneo.

Nei pressi dell'Albergo sono posti la piccola Chiesa della Madonna della Neve, il Giardino Botanico "Vincenzo Rivera", la stazione osservativa astronomica e l'Ostello Campo Imperatore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Touring Club Italiano, pag.135
  2. ^ Maria Rosaria Berardi, Fabio Redi, pag.154
  3. ^ Come ricordato da una targa posta sul fronte settentrionale dell'albergo
  4. ^ La "bella addormentata" amata da D'Annunzio (PDF), in www.carispaq.it. URL consultato il 24-10-2010 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2012).
  5. ^ La grande storia, Rai Tre, 3 settembre 2010
  6. ^ Vincenzo Di Michele, Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso, Curiosando Editore, 2011. ISBN 978-88-904990-4-3

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Rosaria Berardi, Fabio Redi, Breve storia dell'Aquila, Pisa, Pacini, 2008;
  • Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Editori Laterza, 1986;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]