Palazzo Betti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Palazzo Betti
Palazzo Betti (L'Aquila).JPG
La facciata del palazzo durante i lavori di restauro.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo
LocalitàL'Aquila
IndirizzoPiazza del Duomo
Coordinate42°20′55.24″N 13°23′56.77″E / 42.348677°N 13.399104°E42.348677; 13.399104Coordinate: 42°20′55.24″N 13°23′56.77″E / 42.348677°N 13.399104°E42.348677; 13.399104
Informazioni generali
CondizioniIn restauro
CostruzioneXIX secolo
Stileneorinascimentale
Realizzazione
CommittenteFamiglia Betti

Palazzo Betti è un palazzo storico dell'Aquila.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio venne edificato successivamente all'Unità d'Italia, nella seconda metà del XIX secolo[1], per volontà dell'avvocato Gustavo Betti — di origine toscana ed operante nel settore del commercio — e probabilmente in seguito al matrimonio tra il figlio Roberto e la marchesina Spaventa[2].

L'edificio venne ammodernato già negli anni Trenta del XX secolo quando vennero creati gli ingressi sulle vie laterali[2]. Il 12 ottobre 1924, il suo balcone dominante sulla piazza del Duomo fece da palco ad un noto comizio di Benito Mussolini[3].

Particolare del balconcino e dello stemma.

Nel dopoguerra il palazzo divenne sede bancaria ospitando per decenni la sede aquilana del Banco di Roma[2].

Danneggiato dal sisma del 2009, l'edificio è stato poi sottoposto ad un intervento di restauro che si concluderà nel 2016. I lavori hanno avuto un costo stimato di circa 7 milioni di euro[4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo è situato in posizione dominante sulla piazza del Duomo ed occupa l'intero isolato tra la piazza e le vie Rosso Guelfaglione, Crispomonti e Cimino[2]. Presenta una forma quadrangolare con corte al centro.

La facciata principale, in stile neorinascimentale, è quella affacciata sulla piazza e presenta uno schema molto classico con tre ordini di cinque bucature con le centrali di dimensione maggiore. Il finestrone centrale al piano nobile è dotato di balconcino in pietra e sormontato dallo stemma familiare, troncato, con un'aquila nella parte superiore ed un leone in quella inferiore.

Particolarità del palazzo è la pavimentazione alla veneziana, una sorta di mosaico realizzato tramite l'accostamento di minuscole tessere in marmo, senza l'utilizzo di altri materiali o fughe[2]. Le volte a padiglione del piano nobile si presentano affrescate mentre la copertura è interamente in legno.

Sul selciato esterno al palazzo, in corrispondenza dell'entrata, è stata collocata una pietra d'inciampo in ricordo di Giulio Della Pergola, ebreo aquilano arrestato e deportato ad Auschwitz[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stefano Brusaporci, Mario Centofanti, Il Disegno della città e le sue trasformazioni (PDF), su ing.univaq.it. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  2. ^ a b c d e Eleonora Marchini, L'AQUILA: A PALAZZO BETTI RESTAURATO PREGIATO PAVIMENTO IN SEMINATO, in abruzzoweb.it, 4 novembre 2016.
  3. ^ Al popolo dell'Aquila (12 ottobre 1924), in adamoli.org. URL consultato il 17 dicembre 2016.
  4. ^ USRA, Scheda UMI, su webgis.comuneaq.usra.it. URL consultato il 17 dicembre 2016.
  5. ^ L'AQUILA: PIETRA D'INCIAMPO IN RICORDO DEL DEPORTATO DELLA PERGOLA, 12 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Laterza, 1986;
  • Raffaele Colapietra (con Mario Centofanti, Carla Bartolomucci e Tiziana Amedoro), L'Aquila: i palazzi, L'Aquila, Ediarte, 1997;
  • Mario Moretti, Marilena Dander, Architettura civile aquilana dal XIV al XIX secolo, L'Aquila, Japadre Editore, 1974;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]