Palazzo Manieri

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Palazzo Manieri
L'Aquila - Palazzo Manieri 07.jpg
L'angolo del palazzo tra corso Federico II e via Bazzano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo
LocalitàL'Aquila
Indirizzovia Bazzano n. 2
Coordinate42°20′51.03″N 13°23′54.61″E / 42.347507°N 13.398504°E42.347507; 13.398504Coordinate: 42°20′51.03″N 13°23′54.61″E / 42.347507°N 13.398504°E42.347507; 13.398504
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXV secolo
Ricostruzione1708-1752
Stiletardo barocco, manierista

Palazzo Manieri è un palazzo storico dell'Aquila.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso al palazzo in via Bazzano.

Le notizie costruttive sono assai scarne. Il palazzo ha origine nel XV secolo con la denominazione attuale.

L'attuale edificio, tuttavia, venne edificato a partire dal 1708 per cui è presumibile supporre che il preesistente sia stato gravemente danneggiato dal terremoto dell'Aquila del 1703.[1] La ricostruzione si dilungò fino al 1752.[1]

Danneggiato nuovamente dal sisma del 2009, è stato sottoposto a lavori di ristrutturazione e consolidamento.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo è posto lungo il decumano di corso Federico II, a poca distanza da piazza del Duomo, nel quarto di San Giorgio. Presenta uno schema a tre livelli con attico — come i coevi palazzo Ardinghelli, palazzo Rivera e palazzo Persichetti — caratterizzato da una corte chiusa.[1]

Si sviluppa con un impianto a ferro di cavallo tra il corso e la sua arteria parallela, via Rosso Guelfaglione, con l'ingresso principale posto invece nella via di collegamento, via Bazzano, e sovrastato da un finestrone balconato. In precedenza, un ingresso secondario era posto anche su corso Federico II, dove la facciata laterale è valorizzata al piano nobile da un balconcino in pietra. Di particolare interesse è la soluzione d'angolo con il corso, con il cantonale lapideo smussato a parziale imitazione del romano palazzo d'Aste.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Stefano Brusaporci, Mario Centofanti, Il Disegno della città e le sue trasformazioni (PDF), su ing.univaq.it. URL consultato il 12 gennaio 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., L'Aquila – una città d'arte da salvare, Pescara, Carsa, 2009;
  • Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Laterza, 1986;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005.

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