Palazzo Santospago Dragonetti

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Palazzo Santospago Dragonetti
L'Aquila - Palazzo Santospago Dragonetti 04.jpg
La facciata del palazzo.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo
LocalitàL'Aquila
Indirizzovia Fortebraccio n. 12
Coordinate42°20′55.52″N 13°24′07.03″E / 42.348756°N 13.401953°E42.348756; 13.401953Coordinate: 42°20′55.52″N 13°24′07.03″E / 42.348756°N 13.401953°E42.348756; 13.401953
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXVI secolo
Stilerinascimentale
Realizzazione
Proprietariofamiglia Berti
Committentefamiglia Dragonetti de Torres

Palazzo Santospago Dragonetti è un palazzo storico dell'Aquila.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del portale d'ingresso al palazzo.

Il palazzo fu edificato nel XVI secolo ad opera della famiglia Santospago, di origine ebraica.[1] Passò in seguito alla famiglia Dragonetti, tra le più importanti della città e già proprietaria del monumentale complesso in via Santa Giusta.

Ha subito lesioni dal terremoto dell'Aquila del 1703 e più gravi danni dal successivo sisma del 2009, venendo in seguito restaurato e consolidato.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, espressione tra le più eleganti dell'architettura civile aquilana di stile rinascimentale, è situato all'incrocio tra via Fortebraccio, antico decumano medievale, e piazza Bariscianello, nel quarto di Santa Maria. Costituisce un unico complesso con l'adiacente palazzo Barattelli, in stile neorinascimentale.

Nonostante la struttura sia stata edificata in pieno Cinquecento, offre vistosi richiami all'architettura quattrocentesca di tipo gentilizio.[2] Presenta una sobria facciata a due ordini, suddivisa verticalmente in sette campate, con portale in conci di pietra sagomata al centro. Il cantonale è caratterizzato dalla presenza dello stemma lapideo della famiglia Dragonetti.

Al suo interno si sviluppa una raffinatissima corte porticata, con scalone d'accesso e altana avente una vista panoramica sul giardino interno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Touring Club Italiano, p. 119.
  2. ^ Stefano Brusaporci, Mario Centofanti, Il Disegno della città e le sue trasformazioni (PDF), su ing.univaq.it. URL consultato il 7 febbraio 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Laterza, 1986.
  • Raffaele Colapietra (con Mario Centofanti, Carla Bartolomucci e Tiziana Amedoro), L'Aquila: i palazzi, L'Aquila, Ediarte, 1997.
  • Mario Moretti, Marilena Dander, Architettura civile aquilana dal XIV al XIX secolo, L'Aquila, Japadre Editore, 1974.
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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