Palazzo Cipolloni Cannella

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Palazzo Cipolloni Cannella
L'Aquila - Palazzo Cipolloni Cannella 03.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo Abruzzo
LocalitàL'Aquila
Indirizzocorso Vittorio Emanuele II, 9
Coordinate42°20′56.8″N 13°23′57.36″E / 42.34911°N 13.399268°E42.34911; 13.399268Coordinate: 42°20′56.8″N 13°23′57.36″E / 42.34911°N 13.399268°E42.34911; 13.399268
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1490
RicostruzioneXIX secolo
Stilerinascimentale, neoclassico
UsoInagibile
Realizzazione
Committentefamiglia Pica-Camponeschi
famiglia Bonanni
famiglia Cipolloni

Palazzo Cipolloni Cannella, precedentemente noto come Palazzo Bonanni, è un palazzo storico dell'Aquila.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo venne edificato nel 1490 dalla famiglia Pica-Camponeschi,[1] in un luogo particolarmente prestigioso, all'interno del locale della Torre. Già nel 1508 però, gli eredi la cedettero sicché il palazzo cambiò più volte proprietario fino all'acquisto, nel 1634, da parte della famiglia Bonanni.[1] Data la posizione strategica vicino alla piazza del Mercato, i Bonanni destinarono gli spazi del pian terreno al commercio, fatto inusuale per quanto riguarda i palazzi nobiliari aquilani.[1] Il palazzo subì gravissimi danni dal terremoto del 1703 e dovette essere ricostruito a partire dal 1717.[1]

Nel XIX secolo i Bonanni si trasferirono nel palazzo Lucentini in piazza Regina Margherita e vendettero l'edificio alla famiglia Cipolloni che lo restaurò in stile neoclassico. Con l'annessione al Regno d'Italia gli venne data una destinazione pubblica e l'edificio ospitò la sede abruzzese della Banca Nazionale — che qui rimase fino al 1896[2] —, la Tesoreria Provinciale e gli uffici della Guardia di Finanza.[1]

Nel 1915 si registrarono danni in seguito al terremoto della Marsica; a causa del panico generato dall'evento sismico, già un mese più tardi, il proprietario — l'avvocato Felice Cipolloni Cannella — ne propose l'acquisto alla Banca d'Italia per 150 000 lire, un prezzo notevolmente più basso rispetto all'effettivo valore dell'immobile.[3] Con l'inizio della prima guerra mondiale, tuttavia, l'accordo non si perfezionò ed il palazzo rimase di proprietà della famiglia.

Il palazzo è rimasto gravemente danneggiato dal terremoto del 2009 subendo il crollo parziale del secondo piano e notevoli lesioni sulle strutture portanti e sulla facciata principale.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Cipolloni Cannela occupa l'intero isolato tra corso Vittorio Emanuele II, via San Flaviano, via Rosso Guelfaglione e via Fabio Cannella, nel pieno centro della città ed adiacente alla piazza del Duomo.[4] Le notevoli dimensioni — 2 550 m² di superficie distribuiti su tre livelli e sottotetto[3] — ne fanno uno dei più vasti palazzi aquilani del centro storico.

Dell'edificio originario in stile rinascimentale, andato distrutto nel terremoto del 1703, rimane l'impianto architettonico e, soprattutto, l'armonioso cortile a loggiati.[4] L'attuale facciata sul corso, invece, è in stile neoclassico ed è riconducibile alla seconda metà del XIX secolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Regione Abruzzo, Palazzo Cipolloni-Cannella (PDF), su regione.abruzzo.it. URL consultato il 24 marzo 2017.
  2. ^ Simonetta Ciranna, L’architettura del potere: il rafforzamento del corso Vittorio Emanuele II e Federico II tra XIX e XX secolo, in Città e Storia, VI, nº 1, 2011, p. 218. URL consultato il 26 marzo 2017.
  3. ^ a b Simonetta Ciranna, L’architettura del potere: il rafforzamento del corso Vittorio Emanuele II e Federico II tra XIX e XX secolo, in Città e Storia, VI, nº 1, 2011, p. 222. URL consultato il 26 marzo 2017.
  4. ^ a b Touring Club Italiano, p. 95

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Laterza, 1986;
  • Raffaele Colapietra (con Mario Centofanti, Carla Bartolomucci e Tiziana Amedoro), L'Aquila: i palazzi, L'Aquila, Ediarte, 1997;
  • Mario Moretti, Marilena Dander, Architettura civile aquilana dal XIV al XIX secolo, L'Aquila, Japadre Editore, 1974;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005.