San Demetrio ne' Vestini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
San Demetrio ne' Vestini
comune
San Demetrio ne' Vestini – Stemma
San Demetrio ne' Vestini – Veduta
la chiesa di San Demetrio Megalomartire
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.svg L'Aquila
Amministrazione
SindacoAntonio Di Bartolomeo (civico) dal 22 settembre 2020
Territorio
Coordinate42°17′26″N 13°33′22″E / 42.290556°N 13.556111°E42.290556; 13.556111 (San Demetrio ne' Vestini)
Altitudine662 m s.l.m.
Superficie16,49 km²
Abitanti1 924[2] (31-8-2020)
Densità116,68 ab./km²
FrazioniStiffe
Comuni confinantiBarisciano, Fagnano Alto, Poggio Picenze, Prata d'Ansidonia, Rocca di Mezzo, Sant'Eusanio Forconese, Villa Sant'Angelo
Altre informazioni
Cod. postale67028
Prefisso0862
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066087
Cod. catastaleH819
TargaAQ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[3]
Cl. climaticazona E, 2 473 GG[4]
Nome abitantisandemetrani
PatronoSan Demetrio
Giorno festivo26 ottobre
PIL(nominale) 40 mln [1]
PIL procapite(nominale) 21 725 [1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Demetrio ne' Vestini
San Demetrio ne' Vestini
San Demetrio ne' Vestini – Mappa
Posizione del comune di San Demetrio ne' Vestini all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

San Demetrio ne' Vestini è un comune italiano di 1 924 abitanti[2] della provincia dell'Aquila in Abruzzo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il lago Sinizzo presso San Demetrio

Il territorio del comune è posto in territorio pianeggiante nella bassa valle dell'Aterno a circa 16 km da L'Aquila, da una quota di 640 metri s.l.m. fino a 1250 metri s.l.m., ai confini con l'altopiano delle Rocche.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio dell'attuale comune di San Demetrio risiedeva il popolo italico dei Vestini, più precisamente i Vestini cismontani, che occupavano la valle del fiume Aterno.[5][6]

La cittadina era conosciuta già nel Medioevo con il nome di "Pagus chrementes" e più tardi come Demetra,[6] ma il toponimo "San Demetrio" comparve nel X secolo presso il Chronicon Farfense; non si trattava allora di un centro fortificato unitario, bensì di un insieme di villaggi sparsi: Cavantoni, Cardamone, Cardabello, Colle, Collarano, Villagrande e Villa San Giovanni. Nel 1254 il castello di Sinizzo, nel territorio di San Demetrio ma ormai scomparso, partecipò come castello fondatore della fondazione dell'Aquila, occupando un locale nel quarto di Santa Giusta.

San Demetrio fu coinvolta, come gli altri centri della zona, nella guerra dell'Aquila, portata avanti dal capitano aragonese Braccio da Montone, che nel 1423 occupò il castello; solo il vicino castello di Stiffe riuscì a resistere all'assedio. Dopo la sconfitta di Braccio per mezzo degli angioini, San Demetrio richiese l'autonomia istituendo l'università; staccandosi dal controllo dell'Aquila, iniziò a svilupparsi demograficamente ed economicamente, con la coltivazione dei cereali. In quest'epoca prosperarono le famiglie borghesi dei Marimpietri, dei Cappa, dei Cappelli e dei Visca, che, con il ricavato della pastorizia e della transumanza, si trasferirono anche all'Aquila. Nel 1442 soggiornò a San Demetrio il re Alfonso I d'Aragona, venuto per porre fine a una lotta territoriale tra il paese e L'Aquila.

Nel 1553 San Demetrio fu infeudata al capitano Ferdinando Aguilera, nel 1691 l'università chiese al Regno di istituire il mercato pubblico ogni venerdì di settimana, tradizione rimasta sino ad oggi. Nel 1809 venne concesso a San Demetrio il favore di celebrare ogni anno una speciale fiera, il 5 luglio 1862, quando la città era entrata nel nuovo Regno d'Italia, modificò il nome, identico a quello di un altro comune della Calabria, in "San Demetrio ne' Vestini", in ricordo dell'antico popolo italico.

Il 6 aprile 2009 l'alta provincia dell'Aquila fu colpita da un violento terremoto, che causò a San Demetrio ne' Vestini tre vittime e numerosi danni. Tra i più ingenti, si segnalano i crolli della facciata della chiesa di Santa Maria dei Raccomandati, del campanile della chiesa di San Giovanni, nella frazione omonima, e la devastazione[non chiaro] del lago Sinizzo.[7]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Demetrio da Tessalonica
Chiesa di Santa Maria dei Raccomandati
Palazzo Pignatelli Cappelli
  • Chiesa di San Demetrio da Tessalonica - si trova nella zona meridionale, nell'area detta "La Cona", risalente all'epoca medievale, ma ricostruita daccapo nel XVII secolo. In una relazione del notaio Giuseppe Cappa del 28 marzo 1600 infatti, si fa richiesta al vescovo dell'Aquila di provvedere alla ricostruzione dell'antica cappella di Santa Croce, troppo piccola per accogliere tutti i fedeli delle 7 ville di San Demetrio. La chiesa si presenta in stile seicentesco, la parete nord che sta sotto l'intonaco, cela un apparato tipico aquilano a facciata rettangolare, con una pietra tombale romana, e una formella con mano a pollice teso. La chiesa non si trova in posizione baricentrica di San Demetrio, il suo posto è occupato dalla parrocchia della Madonna dei Raccomandati, ma la chiesa di San Demetrio si trova in una posizione ideale lungo la strada degli antichi pellegrinaggi e tratturi dei pastori. Nel 1736 come attesta una lapide presso la navata destra, il vescovo Domenico Tagliatatela consacrò la collocazione delle reliquie sotto gli altari. L'antica cappella di Santa Croce o Santa Balbina, dove fu eretta la nuova chiesa, sarebbe sorta nel Medioevo sopra il tempio della dea Cerere, divinità venerata dagli italici Vestini, ed era a capo di una Via Sacra, oggi utilizzata come Via Crucis, che collegava molto bene le 7 ville, sorte sopra gli antichi pagi con mura poligonali dei Vestini. La parte posteriore della cappella misura 5x4 metri, il nuovo corpo è stato aggiunto raddoppiandone la lunghezza, accanto ad essa ci sono i resi della stazione semaforica borbonica di segnalazioni ottiche, sul retro della cappella affiorano resi di un edificio semicircolare con grossi ciottoli presso il pavimento, forse parte del tempio.
  • Chiesa di Santa Maria dei Raccomandati - situata nel centro del paese, è una chiesa molto imponente, realizzata nel 1820 dalla famiglia Cappelli: architettonicamente ha le forme di tardo barocco, ha impianto a croce latina, con bracci del transetto sporgenti, navata unica e quattro cappelle laterali, dietro l'altare maggiore vi è una pala del foggiano Caldara della Madonna dei Raccomandati con ai piedi Demetrio di Tessalonica. All'interno, a navata unica,sono i dipinti su tela di Teofilo Patini Miracolo della croce (che rappresenta la redenzione dei moribondi dinanzi alla croce di Cristo) e Carlo Borromeo con un moribondo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Pignatelli Cappelli - in via Madonna dei Raccomandati, è il baluardo di architettura settecentesca del paese, con la sua imponente mole situata nel punto più alto di San Demetrio. Proprietà delle famiglie Ardinghelli, Antonelli, Pignatelli e poi dei Marchesi Cappelli, dal 1955 è sede della Congrega dei Padri Rogazionisti.
  • Palazzo ducale - in via Cardabello, prospiciente Piazza del Duca, sarebbe sorto sopra l'antico castello medievale nel XVIII secolo. Ha uno stile esterno dal gusto vanvitelliano, ha pianta a forma di C, è stato realizzato tra il XVII e il XVIII secolo, divenendo proprietà degli Ardinghelli, dei Lucentini-Piccolomini, del duca d'Arcamone e poi dei Marchesi Cappelli di Torano.
  • Palazzo Tatozzi - in via Nunzio Tatozzi, fu realizzato nel XVIII-XIX secolo in stile neoclassico.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa comunale e Monumento ai caduti - posta lungo la Via Nazionale, è stata realizzata nel primo Ventennio del Novecento, inaugurata nel 1938, con l'impianto a forma di croce cristiana, con al centro il Monumento ai caduti della Grande Guerra, cui si aggiunsero anche i nomi dei caduti nella seconda guerra mondiale.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Grotte di Stiffe e Lago Sinizzo.

Le maggiori attrazioni naturalistiche nel territorio del comune sono le Grotte di Stiffe, nei pressi dell'omonima frazione, e il lago Sinizzo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle feste patronali il Comune organizza la Festa del Grano e del Pane, che si tiene ad Agosto nelle diverse frazioni.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è lambito dalla strada regionale 261 Subequana, che lo collega a L'Aquila e alle località della valle dell'Aterno. Inoltre in corrispondenza dell'abitato, dalla SR 261 si diramano varie strade provinciali tra cui la n. 8 "Peltuinate", che conduce alla statale 17 dell'Appennino Abruzzese (principale collegamento tra il comune e Sulmona e Pescara).

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è attraversato dalla ferrovia Sulmona-L'Aquila, linea secondaria a binario unico e trazione diesel, che lo serve con la stazione di San Demetrio de' Vestini, posta a circa 1,6 km dal paese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 12 maggio 2001 Fabrizio Andreassi Lista civica di centro Sindaco [10][11]
13 maggio 2001 27 maggio 2006 Giovanni Centi Lista civica Sindaco [12]
28 maggio 2006 22 febbraio 2015 Silvano Cappelli Lista civica Uniti per San Demetrio Sindaco [13][14]
23 febbraio 2015 30 maggio 2015 Natalino Benedetti Commissario Straordinario [15]
31 maggio 2015 22 settembre 2020 Silvano Cappelli Lista civica Uniti per San Demetrio Sindaco [16]
22 settembre 2020 in carica Antonio Di Bartolomeo Lista civica Uniti per San Demetrio Sindaco [17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Filippo Tronca, I REDDITI ABRUZZESI: PRIMA PESCARA, L'AQUILA SECONDA E SEMPRE PIU' RICCA, su Abruzzo Independent, 5 maggio 2016. URL consultato il 27 marzo 2019.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020 (dato provvisorio).
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ Andrea Staffa, Vestini Transmontani, in Pinna Vestinorum e il popolo dei Vestini, L'Erma di Bretschneider, 2010, p. 16.
  6. ^ a b San Demetrio ne' Vestini | Regione Abruzzo | Dipartimento Sviluppo Economico - Turismo, su abruzzoturismo.it. URL consultato l'11 gennaio 2021.
  7. ^ Il Centro, San Demetrio e Villa Sant'Angelo, su ilcentro.gelocal.it, 6 settembre 2009.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Il Centro Diurno SOS a San Demetrio, su sositalia.it, 28 settembre 2009. URL consultato il 28 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2009).
  10. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle Elezioni amministrative del 6 giugno 1993, su elezionistorico.interno.it.
  11. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle Elezioni amministrative del 27 aprile 1997, su elezionistorico.interno.it.
  12. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle Elezioni amministrative del 13 maggio 2001, su elezionistorico.interno.it.
  13. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle Elezioni amministrative del 28 maggio 2006, su elezionistorico.interno.it.
  14. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle Elezioni amministrative del 15 maggio 2011, su elezionistorico.interno.it.
  15. ^ Gazzetta Ufficiale, Serie n. 59 del 12 marzo 2015, Decreto presidente della Repubblica 23 febbraio 2015, su gazzettaufficiale.biz.
  16. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle Elezioni amministrative del 31 maggio 2015, su elezionistorico.interno.it.
  17. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle Elezioni amministrative del 20 settembre 2020, su elezionistorico.interno.gov.it.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Abruzzo Portale Abruzzo: accedi alle voci di Wikipedia che parlano dell'Abruzzo