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Festa del santo patrono

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Processione di San Prospero martire, patrono di Catenanuova, in provincia di Enna, Italia.

La festa del santo patrono è una festività locale in Italia e nei paesi di cultura italiana.

Feste del santo patrono in Italia

In Italia tradizionalmente è consuetudine festeggiare il santo che ha il ruolo di patrono in una comunità. Nella città patrocinata, la giornata dedicata al santo è celebrata come un giorno festivo. In molti comuni italiani il festeggiamento tradizionale prevede alcune cerimonie pubbliche, processioni, fuochi d'artificio e momenti conviviali. Il giorno festivo varia da comune a comune, in base al santo celebrato.

In occasione delle feste dedicate ai santi patroni, celebrazioni che nella maggior parte dei luoghi coinvolgono la popolazione locale in maniera pressoché universale, si trova, al «di fuori della liturgia (...), una produzione innografica dedicata ai vari santi, straordinaria per qualità e bellezza», risalente al X secolo e anche all'XI secolo. Durante le processioni il canto viene ad avere un ruolo preminente.[1]

Festa del patrono a Casarano, in provincia di Lecce, nel 1946.

Nei due comuni sopra il milione di abitanti, a Roma la festa cade il 29 giugno per i Santi Pietro e Paolo, a Milano il 7 dicembre per Sant'Ambrogio.

La festa è comune anche ai ministati di storia italiana. A San Marino la patrona è Sant'Agata il cui giorno festivo è il 5 febbraio.[2] A Monaco è festa il 27 gennaio per Santa Devota.[3] A Malta si celebra il naufragio di San Paolo il 10 febbraio.[4]

Il giorno del Santo patrono è stato festivo agli effetti civili in Italia dal 1º gennaio 1870[5], quando fu esteso a tutto il Regno il calendario civile sardo del 1853, ed è rimasto tale fino al 1913[6].

Oggi, la giornata dedicata al santo patrono è nuovamente da considerarsi festiva e in Italia trova il suo fondamento nei contratti collettivi. Tale riconoscimento non fuoriesce dall'ambito del diritto del lavoro e questo secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale secondo cui è solo per via consuetudinaria che i Comuni considerano giorno festivo la giornata di celebrazione del Santo patrono[7]. Unica eccezione a ciò è per il comune di Roma, che festeggia i suoi patroni Pietro e Paolo il 29 giugno, il quale giorno è riconosciuto festivo agli effetti di legge secondo l'intesa tra Italia e Santa Sede, cui rinvia l'art. 6 dell'accordo di Villa Madama[8].

È solo pertanto nei Contratti collettivi che la festività è stata estesa anche al giorno del Santo Patrono anche agli altri comuni, al fine di riconoscere il diritto dei lavoratori subordinati di astenersi dalle prestazioni lavorative pur conservando la retribuzione ordinaria. Essa infatti viene definita "Festività di origine meramente contrattuale" dalla Cassazione[9]. Tale carattere di festività non vale pertanto per gli altri effetti giuridici, come ad esempio l'esclusione dei giorni festivi dal computo dei termini.

  1. Enrico Malato (a cura di), Storia della Letteratura Italiana. Dalle Origini a Dante. 1 Le Origini, Vedi Claudio Leonardi, L'eredità medievale, Capitolo II, Il Sole 24 Ore, Milano 2005, da p. 87
  2. consigliogg.sm, su consigliograndeegenerale.sm.
  3. (FR) Monaco, Jours fériés, su monservicepublic.gouv.mc. URL consultato il 1º novembre 2024.
  4. LEĠIŻLAZZJONI MALTA, su legislation.mt. URL consultato il 1º novembre 2024.
  5. Regio decreto 17 ottobre 1869, n. 5342
  6. Regio decreto 4 agosto 1913, n. 1027
  7. Vedi da ultimo Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana N. 261/07 del 12/4 2007 - 485 Reg.Ric. anno 2006
  8. Decreto del presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 792. Sentenza del Tribunale Milano, 28 settembre 1996, in Il lavoro nella giurisprudenza, 1997, p. 160
  9. Cass. civ., sez. lav., 23 settembre 1986, n. 5712

Voci correlate

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