Balsorano

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Balsorano
comune
Balsorano – Stemma Balsorano – Bandiera
Balsorano – Veduta
Foto panoramica del Castello Piccolomini di Balsorano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoAntonella Buffone (Lista civica Balsorano libera) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate41°48′35.35″N 13°33′35.28″E / 41.80982°N 13.5598°E41.80982; 13.5598 (Balsorano)Coordinate: 41°48′35.35″N 13°33′35.28″E / 41.80982°N 13.5598°E41.80982; 13.5598 (Balsorano)
Altitudine340 m s.l.m.
Superficie58,85 km²
Abitanti3 466[1] (30-11-2017)
Densità58,9 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiCollelongo, Pescosolido (FR), San Vincenzo Valle Roveto, Sora (FR), Veroli (FR), Villavallelonga
Altre informazioni
Cod. postale67052
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066007
Cod. catastaleA603
TargaAQ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantibalsoranesi
Patronosan Giorgio martire
Giorno festivo23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Balsorano
Balsorano
Balsorano – Mappa
Posizione del comune di Balsorano all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Balsorano (Balz'rana in dialetto locale[2]) è un comune italiano di 3 466 abitanti[1] abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

« …la veduta lungo la valle è ricca ed estesa e il panorama oltremodo piacevole. Il tutto, castello, paese e il resto, forma un quadro perfetto… »

(Richard Colt Hoare[3])

Il paese situato nella valle Roveto segna il confine della regione Abruzzo con il Lazio. Il nucleo urbano si sviluppa alle pendici del monte Cornacchia, lungo la catena montuosa degli Ernici. Balsorano confina a sud con Sora, a nord con San Vincenzo Valle Roveto, ad est con il parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e ad ovest con Veroli. Il territorio comunale è attraversato dal corso del fiume Liri. Dista da Sora circa 12 chilometri[4], da Avezzano 35[4] e da Roma circa 135 chilometri[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Foto in bianco e nero del castello Piccolomini
Monumento commemorativo del terremoto della Marsica del 1915

Di Balsorano, denominata anticamente "Vallis Soranae" per via della vicinanza con Sora, si comincia a parlare già nel X secolo, data la frequente presenza benedettina nella zona. Nel "catalogo dei Baroni", del XII secolo, Balsorano è indicata come "feudo di quattro soldati", soggetto alla contea di Celano. Dal XIII al XV secolo, dunque, la storia di Balsorano si identifica con quella della contea marsicana. Dopo la sconfitta di Ruggero nel 1463 la signoria di Balsorano passa in feudo ad Antonio Todeschini Piccolomini.

Tra il 1467 e il 1470 Ruggero si rifugia a Balsorano. Da qui guida una resistenza al Piccolomini nella speranza di riottenere l'antico contado perso nel 1463. Successivamente Acclozamora lascia Balsorano (1470) per trasferirsi in Francia, dove si ferma per alcuni anni. Balsorano insieme alla valle Roveto viene acquisita dai Piccolomini.

L'ultimo barone, Tiberio Piccolomini Testa, perde il feudo nel 1806 e i suoi beni vengono ottenuti dal francese Carlo Lefebvre, il fondatore dell'industria meccanica nella valle del Liri e delle cartiere del Fibreno, intorno al 1850.

Elevato a comune autonomo nel 1809 Balsorano comprende anche le frazioni di Rendinara, San Giovanni Valle Roveto e Roccavivi; la prima frazione nel 1816 passa sotto Civita d'Antino e, successivamente, sotto Morino, mentre le altre due passano sotto l'amministrazione comunale di San Vincenzo Valle Roveto.

II 5 ottobre 1860 sosta a Balsorano il colonnello borbonico De la Grange, e nel 1861 vi stazionano in permanenza soldati piemontesi a cavallo, impegnati nella lotta contro il brigantaggio. L'occupazione dura almeno fino al 1868, anno in cui lo stesso generale Pallavicini è costretto a fare sosta proprio a Balsorano.

In età contemporanea due sono stati gli eventi più importanti: la "Rivoluzione di Balsorano" del 1910, rivolta popolare contro le vessazioni dei potenti subite dagli abitanti del borgo vecchio[5] e il terremoto di Avezzano del 1915. Il sisma causò qui particolari danni e numerose vittime. Il paese fu quasi completamente distrutto e ricostruito più a valle, come avvenne per molti centri della valle Roveto e della Marsica.

Il primo maggio 1944, durante la seconda guerra mondiale, i fratelli Mario e Bruno Durante, due giovani partigiani, furono catturati a Meta di Civitella Roveto dalle squadre naziste e fatti sparire nel nulla. Si rifiutarono di rivelare l'esistenza di un loro fratello, Faustino, anch'esso partigiano e l'aiuto che la popolazione del borgo offrì nei confronti dei prigionieri alleati evasi dai campi di concentramento abruzzesi. I due fratelli furono uccisi dopo un mese di torture a Tagliacozzo. La loro tomba e i loro corpi non furono mai trovati. Ad entrambi è stata concessa la medaglia d'oro al merito civile[6]. Il 4 giugno dello stesso anno, con i tedeschi già in ritirata, il paese subì i bombardamenti aerei degli alleati[7].

Il 30 marzo 1963 sui monti Ernici, in località monte Serra Alta, avvenne una tragedia aerea che sconvolse la valle del Liri. Il volo Itavia 703 effettuato con un aereo civile Douglas DC-3 partito dall'aeroporto di Pescara e diretto a quello di Roma-Ciampino si schiantò durante un forte temporale sulle montagne tra Balsorano e Sora. La causa della tragedia sarebbe riconducibile al disorientamento del pilota e forse anche ad un malfunzionamento degli strumenti. Non ci furono sopravvissuti, morirono 5 passeggeri e 3 membri dell'equipaggio. Sul luogo dello schianto, dove è ancora presente il relitto dell'aereo, è stato realizzato con la parte del motore un monumento per ricordare la tragedia[8].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Grotta Sant'Angelo (Balsorano).
Chiesa della Santissima Trinità
Castello Piccolomini e fontana barocca di San Martino a Balsorano Vecchio
Le cappelle nella grotta di Sant'Angelo
  • Chiesa Santissima Trinità, costruzione moderna consacrata nel 1939 situata in piazza Scacchi a Balsorano Nuovo[9].
  • Chiesa di San Rocco a Balsorano Vecchio.
  • Chiesa di Sant'Agata nella frazione di Collepiano.
  • Chiesa Santa Maria dei Sassi nella frazione di Ridotti.
  • Eremo di Sant'Angelo, santuario rupestre situato sul versante occidentale della Serra Longa a 917 m s.l.m.
  • Eremo di Sant'Onofrio, situato sull'omonimo vallone alle pendici del monte Breccioso.
  • Convento di San Francesco, i ruderi dell'originario convento, probabilmente del XVII secolo, sono situati in località Ara e montano Triàne; la struttura gravemente danneggiata dal terremoto del Sannio del 1688 e distrutta da quello della Marsica del 1915 è stata ricostruita e, insieme alla chiesa, benedetta ed inaugurata nel 1918[10][11].
  • Chiesa della Madonna delle Grazie situata in località "Lazzaretto" nei pressi del corso del fiume Liri, tra Balsorano e la frazione di Collepiano. Presenta una torre cilindrica non distante da una torre quadrangolare situata in località Le Starze[12][13].
  • Resti della chiesa medievale di Santa Brigida a Balsorano Vecchio[14].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello Piccolomini (Balsorano).
Il castello Piccolomini
Il castello di Balsorano la cui costruzione ha avuto inizio per volere di Antonio Todeschini Piccolomini nel XV secolo, intorno al 1460, si presenta come un'imponente struttura in stile medievale-rinascimentale. Posto su un costone roccioso della Valle Roveto è di pianta vagamente pentagonale ed è dotato di più porte d'accesso e di un rigoglioso parco[15].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Lungo l'antica via sorana o via marsicana che da Balsorano Vecchio raggiungeva i contemporanei centri di Civita d'Antino e Capistrello è stato ritrovato un antico fregio d'armi. A Balsorano Vecchio, centro incluso in epoca romana nell'ager Soranus e sotto l'influenza del municipium di Sora, è emerso il blocco di un fregio d'armi antico, risalente al I secolo a.C., appartenente ad un contesto funerario. Il bassorilievo presenta una parma e due scute incrociate[16].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[17]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica nell'ambito della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Processione della Madonna delle Grazie

Il 23 aprile di ogni anno si celebra la festa patronale in onore di san Giorgio, patrono del comune di Balsorano[18].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Rocco a Balsorano Vecchio

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il museo della Transumanza è situato nella sede della vecchia stazione ferroviaria. Il museo dell'arte spontanea e delle attività pastorali ospita utensili e attrezzi utilizzati nel corso dei secoli dalle popolazioni della Marsica. In altre due sale si trovano la sezione numismatica e quella dedicata ai treni e alle ferrovie[19].

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Presso il castello Piccolomini sono stati girati diversi film a cominciare dagli anni Sessanta come La cripta e l'incubo di Camillo Mastrocinque, Il boia scarlatto diretto da Massimo Pupillo, 7 donne d'oro contro due 07 di Vincenzo Cascino e tanti altri incluso Farfallon con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia[20] e i film hard con protagonista l'attore abruzzese Rocco Siffredi[21].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Targa ricordo della "Rivoluzione di Balsorano"
Piazza centrale di Ridotti e chiesa di Santa Maria dei Sassi
  • Balsorano Vecchio
  • Collecastagno
  • Collepiano
  • Ridotti

Località[modifica | modifica wikitesto]

  • Casa Castella, Case Alfonsi, Case Catena, Case Cerroni, Case Cipriani, Case di Norcia, Case Giovannangeli, Case Giovannone, Case Marconi, Case Martinelli, Case Pelagalli, Case Pistola, Casino Villa, Fossato di Sasso, Fosse, Le Castella, Le Fosse, Noce Grande, Ponte e Selva di Collepiano[22].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La Strada Statale 690, detta anche Superstrada del Liri Avezzano-Sora, presenta nel territorio comunale due svincoli: Balsorano e Ridotti. La Strada Statale 82 della Valle del Liri: collega Balsorano con Avezzano, in direzione nord e Sora, Cassino e il Basso Lazio, in direzione sud.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La Ferrovia Avezzano-Roccasecca collega Balsorano con Sora in circa 15 minuti e con Avezzano in circa 50 minuti. Nel territorio comunale ci sono due stazioni: la stazione di Balsorano e la stazione di Ridotti-Collepiano.

Mobilità interurbana[modifica | modifica wikitesto]

Balsorano è servito da collegamenti autobus TUA per Avezzano, Sora, Cassino e Napoli.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Balsorano dal 1985 ad oggi[23].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2007 2012 Francesca Siciliani lista civica sindaco
2012 2017 Mauro Tordone lista civica Balsorano unita sindaco
2017 in carica Antonella Buffone lista civica Balsorano libera sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio del paese, l'U.S. Balsorano, ha militato per diverse stagioni nel torneo abruzzese di Promozione. La società rovetana è stata fondata nel 1966[26].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat Bilancio demografico anno 2017 (dati provvisori) - Balsorano
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 58.
  3. ^ Colt Hoare
  4. ^ a b c Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce
  5. ^ Tordone
  6. ^ I fratelli Mario e Bruno Durante, Comune di Balsorano.
  7. ^ Giuseppe Bifolchi, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, 15 ottobre 2010. URL consultato il 19 giugno 2018.
  8. ^ Un monumento alle vittime della tragedia aerea del 1963, Il Centro (Paolo Guadagni) (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2017).
  9. ^ Parrocchie di Balsorano, DiocesiSora.it.
  10. ^ Chiesa di San Francesco, Regione Abruzzo.
  11. ^ Convento di San Francesco, Terre Marsicane.
  12. ^ Madonna delle Grazie di Balsorano, DiocesiSora.it (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  13. ^ Chiesa Madonna delle Grazie, Comune di Balsorano. URL consultato il 24 gennaio 2016.
  14. ^ Borgo antico di Balsorano Vecchio, Terre Marsicane.
  15. ^ Castello Piccolomini di Balsorano, Regione Abruzzo.
  16. ^ Elisa Antonini e Alessandra Tanzilli, Un fregio d'armi della fine del I secolo a. C. rinvenuto nell'ager Soranus (Balsorano), academia.edu, 2015. URL consultato il 3 novembre 2016.
  17. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Balsorano, Provincia dell'Aquila. URL consultato il 19 gennaio 2018.
  19. ^ Balsorano, aperto il museo dedicato alla pastorizia, Il Centro (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
  20. ^ Dizionario del Turismo Cinematografico: Il Castello Piccolomini di Balsorano, una storica location del Cinema Italiano, FilmTv.it.
  21. ^ Balsorano, quando al castello arrivò Siffredi, Il Centro.
  22. ^ Le frazioni di Balsorano, Comune di Balsorano.
  23. ^ Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno.
  24. ^ Gemellaggio per il turismo Balsorano incontra la Romania, Il Centro, 10 maggio 2011. URL consultato il 14 novembre 2016.
  25. ^ Balsorano – Gravina in Puglia, al via il gemellaggio per ricordare la figura di Arcangelo Scacchi, Terre Marsicane, 3 dicembre 2013. URL consultato il 14 novembre 2016.
  26. ^ Don Ottavio Scaccia, Comune di Balsorano. URL consultato il 19 giugno 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Richard Colt Hoare, I miei diari di viaggio attraverso l'Abruzzo nella primavera del 1791, Adelmo Polla editore (rist.), Cerchio, 1991.
  • Giovanni Tordone, Dopp'i tarramute: storia de 'ndrìche, prepetènze i rassegnasione, Editrice Pasquarelli, Castelliri, 1996.
  • Giovanni Tordone, Balsorano. La "rivoluzione" del 1910, Editrice Pasquarelli, Castelliri, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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