Celano

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Celano
comune
Celano – Stemma Celano – Bandiera
Il castello Piccolomini
Il castello Piccolomini
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Settimio Santilli (NCD) dal 01/06/2015
Territorio
Coordinate 42°05′03.5″N 13°32′51.9″E / 42.084306°N 13.54775°E42.084306; 13.54775 (Celano)Coordinate: 42°05′03.5″N 13°32′51.9″E / 42.084306°N 13.54775°E42.084306; 13.54775 (Celano)
Altitudine 860 m s.l.m.
Superficie 82,8 km²
Abitanti 10 996[1] (28-02-2015)
Densità 132,8 ab./km²
Frazioni Borgo Ottomila, Borgo Strada 14
Comuni confinanti Aielli, Avezzano, Castelvecchio Subequo, Cerchio, Collarmele, Gagliano Aterno, Luco dei Marsi, Ovindoli, Pescina, San Benedetto dei Marsi, Secinaro, Trasacco
Altre informazioni
Cod. postale 67043
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066032
Cod. catastale C426
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 720 GG[2]
Nome abitanti celanesi
Patrono SS. Simplicio, Costanzo e Vittoriano
Giorno festivo 26 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Celano
Celano
Posizione del comune di Celano all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Celano all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale
« Ricorderò la mattina nei freschi prati ai piedi della città, girando tra gli alti pioppi avvolti dalle viti...le calme sere, così piene di piacevoli avvenimenti...Durante la notte, calma e lucente era la distesa del lago, che sembrava d'argento, sotto la finestra del palazzo al chiarore della luna piena; l'antico castello proiettava le sue lunghe ombre sulla città addormentata »
(Edward Lear "Viaggio attraverso l'Abruzzo pittoresco", 1846[3])

Celano è un comune italiano di 10 996 abitanti[1] della provincia dell'Aquila, in Abruzzo. È insignito del titolo di città con decreto del presidente della Repubblica[A 1].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Celano è in posizione dominante sulla piana del Fucino adagiata ai piedi del monte Tino (detto Serra di Celano) a quota 860 metri slm. Parte del suo territorio è inclusa nel Parco regionale naturale del Sirente - Velino. La Serra, che sovrasta la cittadina con i suoi 1923 metri di altitudine, è compresa nella catena del Sirente-Velino. All'interno del territorio comunale ricadono le Gole di Celano, un raro esempio di canyon in Italia[4][5]. Celano confina a nord con Ovindoli, a sud con Trasacco, ad ovest con Avezzano, infine, ad est, con Aielli. Dista circa 115 chilometri da Roma[6], 100 da Pescara[6], 67 dall'Aquila[6] e 13 da Avezzano[6]. La Strada statale 696 del Parco Regionale Sirente-Velino collega la città castellana con Ovindoli e l'Altopiano delle Rocche.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Celano è caratterizzata da un clima marcatamente continentale. Di seguito sono riportati i dati ARSSA[A 2], registrati nel periodo 1951-2000, relativi alla stazione meteorologica situata nella frazione celanese di Borgo Ottomila[7].

Borgo Ottomila (1951-2000) Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,6 9,2 13,1 16,7 22,0 26,0 29,1 29,0 24,7 18,8 12,2 7,3 7,7 17,3 28,0 18,6 17,9
T. min. mediaC) -3,5 -2,5 -0,4 2,5 6,1 9,0 10,3 9,8 7,2 3,8 0,9 -2,0 -2,7 2,7 9,7 4,0 3,4
Precipitazioni (mm) 63 66 53 57 44 38 30 36 55 75 103 88 217 154 104 233 708
Giorni di pioggia 8 8 8 9 8 5 4 4 6 7 10 9 25 25 13 23 86

Nella tabella climatica Arssa relativa alla località di Borgo Ottomila compare anche un dubbio estremo assoluto di −32 °C[8] non pubblicato sugli annali idrologici del quale, dunque, non esistono prove attendibili.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Come nel caso di altri centri affacciati sulla pianura fucense anche a Celano la presenza continuativa dell'uomo risale a circa 18000 anni fa al paleolitico superiore. Le necropoli di località Le Paludi risalirebbero, invece, all'età del Bronzo.

Il nome Celano, per anni, è stato erroneamente associato a Cliternum, che in realtà era un villaggio degli equi situato con ogni probabilità in una zona della contemporanea provincia di Rieti. Al nome di Celano, invece, sono legate diverse altre ipotesi: secondo alcuni studiosi deriverebbe da Cele o Coele da cui Celanum, Coelanum o Caelanum, secondo altri da vicus Caelanus[9].

La Contea di Celano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Contea di Celano.
Il castello Piccolomini e la città di Celano

La Contea di Celano si sviluppò attorno al X secolo grazie all'unione del contado marsicano con altri paesi. Nel 1221, Federico II di Svevia la sottrasse al conte Pietro da Celano per concederla ai conti di Segni. Divenuta in seguito possesso dei Berardi, conti dei Marsi e per breve durata di Federico d'Antiochia, figlio dell'imperatore, passò poi nelle mani degli Angioini, poi degli Aragonesi e infine degli Artois. Tra il 1215 e il 1216 San Francesco d'Assisi fece il suo primo viaggio in Abruzzo e la sua prima visita a Celano, ospite del conte di Celano e, a Pescina, del vescovo dei Marsi. Un secondo viaggio del Santo nella Marsica, lungo l'antica via Valeria, è stato collocato tra il 1221 e il 1222. Secondo quanto avrebbe riportato il suo primo biografo Tommaso da Celano e, in seguito, Bonaventura di Bagnoregio che riscrisse la biografia, San Francesco avrebbe guarito, operando un miracolo, un cavaliere che lo ospitò nel palazzo celanese di sua proprietà[10][11].

Sotto il dominio di Leonello Acclozamora fu "regolarizzato" dagli Aragonesi il famoso Regio Tratturo Celano-Foggia e venne potenziata una delle più frequentate vie pastorali della transumanza tanto da farla divenire nel XIV secolo un cardine dell'economia celanese. Acclozamora e la contessa Jacovella, ultima erede dei conti di Celano, portarono a compimento importanti opere: completamento del secondo piano del mastio e dei tre imponenti torrioni del castello Piccolomini e la costruzione del forte corrispondente alla contemporanea chiesa di San Francesco oltre a numerosi altri interventi artistici nelle chiese celanesi[12].

Celano divenne in seguito possedimento dei signori Peretti, poi dei Savelli e, infine, dei duchi Cesarini-Sforza e dei successori, gli Sforza-Cabrera-Bodavilla fino al 1806, anno dell'abolizione del feudalesimo.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Piana del Fucino in una foto Earth observatory della NASA

1878: prosciugato il lago Fucino[modifica | modifica wikitesto]

Il banchiere romano, Alessandro Torlonia, dopo aver ripreso ed ampliato il progetto dell'imperatore Claudio, sfruttando il passaggio dell'emissario di epoca romana, prosciugò il Fucino diventando proprietario di gran parte delle terre emerse (16.507 ettari) per 99 anni. Solo 2.500 ettari furono lasciati ai comuni rivieraschi. I lavori ebbero inizio nel 1855 e furono dichiarati ufficialmente conclusi nel 1878. Il fertile altopiano sarà destinato alle coltivazioni agricole, le sue terre furono ben presto rese lavorabili ed abitabili attraverso una serie di opere pubbliche, tra cui la costruzione di case, fattorie e strade[13]. A Celano e nei comuni ripuari si avvicineranno, tuttavia, gli anni di forti tensioni sociali legate soprattutto al diritto al lavoro e alle difficili condizioni lavorative.

Il terremoto del 1915[modifica | modifica wikitesto]

Celano fu segnata dai terremoti in età moderna. Nel 1695 quando la cittadina subì gravissimi danni al patrimonio architettonico e dai terremoti del 1706 e successivi. Di certo il terremoto del 13 gennaio del 1915 causò anche a Celano distruzione e vittime. Furono oltre 650 i celanesi che persero la vita a causa della tremenda scossa di magnitudo 7.0 (Mw momento sismico) e ancora dell'11º grado della scala Mercalli (MCS) che si verificò alle ore 7.52.48 (dato dell'INGV). Il sisma causò 30.519 morti nell'area marsicana e del basso Lazio, secondo gli ultimi studi del Servizio Sismico Nazionale[14][15].

Il linciaggio del 1923[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa di San Giovanni Battista

Nel 1923 la Chiesa di San Giovanni Battista fu teatro di un furto sacrilego: le urne di bronzo contenenti le supposte reliquie dei santi Simplicio, Costanzo e Vittoriano[16] furono rubate e il contenuto versato sul pavimento della chiesa. Le forze dell'ordine trovarono l'autore del furto, un tale Francesco Tomei, in un fienile con le urne rubate. L'uomo fu tenuto in custodia. Le autorità religiose organizzarono un rito riparatorio al termine del quale però alcuni partecipanti assaltarono la caserma ove era custodito il Tomei, lo prelevarono e gli diedero fuoco[17][18].

L'eccidio del 1950[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Eccidio di Celano.

La sera del 30 aprile 1950 piazza IV Novembre fu teatro di un feroce attentato che vide uccisi, durante le manifestazioni e le proteste per il loro diritto al lavoro, due braccianti: Agostino Paris ed Antonio Berardicurti. Tale evento venne nominato l'eccidio di Celano[19]. Quella repressione, perpetrata contro i movimenti che chiedevano maggiori diritti e dignità per gli agricoltori, non fermò le rivendicazioni contadine. Da quel tragico evento il governo iniziò a muovere concretamente i primi passi per quella che fu la riforma agraria (o fondiaria) del 1950, da cui nacque il 28 febbraio 1951, l'ente della Maremma e del Fucino[20], con l'espropriazione terriera fatta in anticipo ai danni dei Torlonia. Nel 1954 venne costituito un distinto ente Fucino che, finalmente riorganizzò in appezzamenti più grandi l'area fucense, facendo segnare un picco delle produzioni agricole.

Emigrazione[modifica | modifica wikitesto]

Celano è stata toccata come gran parte dei centri abruzzesi e del sud Italia dal fenomeno dell'emigrazione in particolare nel primo e nel secondo dopoguerra. Molto numerosa è, infatti, la comunità celanese residente in Canada, in particolare nelle città di Mississauga, Toronto e Vancouver, ma anche in Australia ed in Argentina. A Mississauga, in Ontario, ha sede da circa 45 anni, l'associazione Celano Canadian Club[21].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma e gonfalone storico: lo stemma rappresentato dall'emblema raffigurativo è stato riconosciuto con provvedimento del Capo del Governo in data 13 novembre 1934. Lo stemma è posto al di sopra della denominazione del Comune ed è circondato dalla scritta "Comune di Celano". Nell'uso del gonfalone si osservano le norme del D.P.C.M. 3 giugno 1986 sostituito dalla legge 5 febbraio 1998, n. 22 (disciplina dello stemma e del gonfalone), pertanto l'uso dei simboli del comune da parte di altri soggetti può essere autorizzato dal sindaco, sentita la giunta comunale, per manifestazioni o pubblicazioni che hanno finalità d'interesse pubblico generale[A 3][22]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

Il comune di Celano si fregia del titolo di città[A 1][23][22].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Chiesa di Sant'Angelo
Chiesa di San Francesco a Celano
La Madonnina (Chiesa di Santa Maria in Fonte Coeli)
  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, ricostruita ex novo nel XIII secolo dopo le distruzioni di Federico II. Fu completata nel XV secolo. All'interno presenta numerosi stemmi dei conti di Celano. Il pregevole portale è decorato da una lunetta che presenta l'affresco della Madonna con il Bambino posta tra San Giovanni Evangelista e Papa Bonifacio IV. Il rosone presenta al centro la testa del Battista. Le tre navate interne sono divise da pilastri ottagonali. Di particolare interesse sono gli affreschi quattrocenteschi della navata laterale destra[24].
  • Chiesa di Santa Maria Valleverde, i cui lavori ebbero inizio nel XV secolo per volontà di Leonello Acclozamora e Jacovella dei Conti Ruggeri di Celano. Rappresenta il più mirabile esempio di stile rinascimentale francescano nella Marsica. All'interno si possono ammirare in una delle tre cappelle laterali i dipinti della Vergine di Paolo Zoppare datati 1558. Esposte pregevoli pale d'altare e il coro ligneo risalenti allo stesso periodo. La cripta del Paradiso di forma poligonale presenta luminosi affreschi della metà del cinquecento. Si tratta di sette scene della Passione (attribuite a Paolo Zoppare) che coronano la tavola che raffigura il Cristo che si avvia al calvario, opera attribuita a Giovanni Antonio Bazzi[25]. Molto interessanti anche l'araldica della chiesa e il chiostro che presenta pilastri in pietra ed un elegante loggiato ad archi. Pitture a lunetta impreziosiscono le pareti. Nel giardino sono poste una fontana e la statua di San Francesco. È presente al piano superiore del convento una fornita biblioteca con la collezione "Pietro Antonio Corsignani" e il connesso museo ricco di opere sacre[26].
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie, dell'XI secolo era nota nel medioevo con il nome di Sancti Joannis Caputaquae (San Giovanni Capodacqua). In origine però fu fondata come chiesa di San Giovanni Evangelista. Sotto il pavimento è stata attestata l'esistenza di un antico cimitero urbano. L'ossario è visibile nella cappella delle Anima Sante. Pregevoli i due portali e il rosone. L'interno presenta tre navate e l'altare cinquecentesco ligneo[27].
  • Chiesa di San Francesco, risalente al 1345. È stata realizzata per omaggiare San Francesco d'Assisi che visitò nel XIII secolo la cittadina castellana. Di particolare bellezza il portale e la lunetta che raffigura la Madonna con il bambino fra San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova. L'aspetto interno è tardo barocco conferitogli dopo la ristrutturazione del XVIII secolo[28];
  • Chiesa di Santa Maria in Fonte Coeli, (denominata anche La Madonnina, in origine nota anche con il nome di Foragini), risale al XVII secolo. È posta in località Costa Madonnina nelle adiacenze del centro della città;
  • Chiesa di Sant'Angelo, nota in passato anche con il nome di chiesa di San Michele Arcangelo risale al XIV secolo. Fu completata nel secolo successivo. È situata ai piedi del castello Piccolomini in pieno centro storico di Celano ed è sede della più antica confraternita celanese, l'arciconfraternita del Sacro monte di Pietà del 1581. L'interno barocco presenta cinque altari in marmi policromi ed un'antico organo a canne del XVIII secolo[29];
  • Chiesa della Madonna del Carmine, edificata nel 1573 per volontà di Costanza Piccolomini. Di stile tardo-barocco presenta una navata e sei altari[30];
  • Chiesa di San Rocco situata in piazza Aia (l'antica piazza Lefraini), fu edificata anch'essa per volontà di Costanza Piccolomini;
  • Chiesa del Sacro Cuore, aperta al culto nel 1962 è situata nel rione Vaschette;
  • Chiesetta di San Leonardo, edificata dagli alpini celanesi nel 1976 ai piedi del monte San Vittorino;
  • Chiesa Regina della Pace a Borgo Strada 14;
  • Chiesa Madonna della Pace a Borgo 8000.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello Piccolomini[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello Piccolomini (Celano).
Particolare della facciata del castello Piccolomini

Il principale monumento di Celano è il Castello Piccolomini, situato al centro del nucleo storico del borgo, la cui prima fase di costruzione risale con molta probabilità al 1392. Il castello fu costruito su commissione di Pietro Berardi, conte di Celano. Ospita il Museo d'Arte Sacra della Marsica.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

La fonte di San Francesco

Gole di Celano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gole di Celano.

Situate all'interno del Parco regionale naturale del Sirente - Velino, le gole (dette anche gole di Aielli-Celano) hanno inizio in località Bocca di Castelluccio in territorio comunale di Aielli, separano il monte Sirente dal monte Tino (o Serra di Celano). Sono percorse per 4 chilometri dal torrente La Foce e per questo erano note nel medioevo con il nome di Fauces. Le pareti rocciose, alte circa 200 metri, presentano strettoie di appena 3 metri. Un'insenatura nei pressi della pineta, quasi in fondo al percorso, porta alla suggestiva Fonte degli innamorati, una piccola cascata d'acqua[32].

Le sorgenti[modifica | modifica wikitesto]

Sono tre le sorgenti presenti a Celano: la storica sorgente dei Santi Martiri (Fontegrande) e l'antica fonte di San Francesco, mentre la sorgente Pago ricade in minima parte in territorio celanese alimentando per lo più Ovindoli e i comuni dell'altopiano delle Rocche[33].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[34]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

I dati ISTAT[35] al 1º gennaio 2015 rilevano una popolazione straniera residente pari a 1.416 persone, rappresentante il 12,9% della popolazione residente a Celano. Le nazionalità maggiormente rappresentate sono:

  1. Marocco, 392 - 27,68%
  2. Kosovo, 363 - 25,64%
  3. Romania, 304 - 21,47%
  4. Macedonia, 170 - 12,01%
  5. Ucraina, 170 - 12,01%

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai Santi Martiri Simplicio, Costanzo e Vittoriano
  • 17 gennaio: festa di Sant'Antonio Abate;
  • Primo maggio: fiera del primo maggio dedicata all'allevamento e al bestiame;
  • 13 giugno: festa di Sant'Antonio da Padova;
  • 24 giugno: festa di San Giovanni Battista;
  • 15 agosto: festa dell'Assunta;
  • 24-25-26 agosto: festa patronale dei Santi Simplicio, Costanzo e Vittoriano;
  • Venerdì Santo celebrazioni religiose e processione delle confraternite;
  • Primo novembre: riti devozionali con veglia notturna al cimitero[36].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Museo d'arte sacra della Marsica[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso del museo d'arte sacra della Marsica
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Museo d'arte sacra della Marsica.

Istituito nel 1992 è ospitato all'interno del Castello Piccolomini di Celano. Presenta due sezioni, quella dedicata all'arte sacra della Marsica con affreschi, dipinti, elementi architettonici e oggetti di arte sacra che spaziano dal VI al XVIII secolo e quella archeologica che raccoglie i numerosi materiali tornati alla luce dopo il prosciugamento del lago Fucino[37].

Museo Preistorico delle Paludi[modifica | modifica wikitesto]

Collocato in una struttura espositiva situata nella piana del Fucino, il museo è stato realizzato nel luogo del ritrovamento di un insediamento lacustre palafitticolo denominato Le Paludi (XVII-X sec a. C.). Negli spazi espositivi sono conservati ed esposti i reperti di età preistorica e protostorica tornati alla luce nel territorio marsicano ed abruzzese. Reperti neolitici e di necropoli dell'età del ferro ed altri rinvenimenti risalenti all'età della pietra sono in esposizione permanente. Il museo è dotato di una sezione multimediale che permette di ripercorrere i profondi mutamenti territoriali che si sono verificati dopo il prosciugamento del lago Fucino[38].

Biblioteca e museo di Santa Maria Valleverde[modifica | modifica wikitesto]

Posta al piano superiore del convento della chiesa di Santa Maria Valleverde la biblioteca presenta la collezione "Pietro Antonio Corsignani" e ben 1000 titoli tra cui preziosi tomi e volumi. Il connesso museo è ricco di opere sacre[39].

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Celano nel 1985 fu la location principale in cui Richard Fleischer ambientò il film Yado con protagonisti Arnold Schwarzenegger e Brigitte Nielsen[40]. Alcune scene del film Neve di Stefano Incerti sono state girate tra Celano, Ovindoli, altopiano delle Rocche e Pescasseroli[41]. Nel 2003 nella chiesa di San Giovanni Battista l'attore e regista Germano Di Mattia ha ambientato alcune scene del mediometraggio La leggenda del lago[42].

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Celano appare nella Morte del cavaliere di Celano, sedicesima scena del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco, nella Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto[43].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Triennale internazionale d'arte sacra: si svolge dal 1963 nei locali del trecentesco castello Piccolomini. Ospita affreschi, dipinti, sculture, oggetti di arte sacra e ambientazioni dell'architettura antica;
  • Palio delle Torri: rievocazione storica medievale che si svolge nel centro storico e prevede tornei tra le torri celanesi del lupo, dell'aquila, del falco e dell'orso. Previsti duelli di scherma e tiro con l'arco, giostre a cavallo, sfilate in costume e spettacoli di sbandieratori[44].
  • Bastioni e Bastimenti: excursus culturale e gastronomico nel centro storico di Celano tra i sapori antichi e genuini col fine di valorizzare il patrimonio artistico, musicale, culturale della Marsica[45].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Foto panoramica sul Fucino dal parco della Rimembranza

Anche a Celano come per la maggior parte dei comuni della Marsica, agricoltura ed allevamento sono tra le fonti principali dell'economia. Numerose le aziende agricole della piana del Fucino che si distinguono per la qualità degli ortaggi. In particolare le squisite patate, per le quali nel 2014 si è concluso felicemente l'iter per il riconoscimento del marchio di qualità IGP (indicazione geografica protetta), attribuito dall'Unione europea[46]. Nelle aree montane del comune si registra un'interessante produzione delle patate di montagna ed anche dello zafferano. Le aziende della piana fucense producono in quantità importanti insalate, carote e ogni genere di prodotto orticolo. In Abruzzo il 25% del PIL agricolo arriva dal Fucino[47].

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Alle porte di Celano, nelle adiacenze della via Tiburtina Valeria e non distante dallo svincolo autostradale della A25, è situata l'area industriale ed artigianale. Molte le aziende che operano nei più disparati settori: industrie artigianali, manifatturiere, carpenteria metallica[48].

Un ruolo importante è stato svolto dallo zuccherificio che a Celano, come in gran parte dei siti italiani, ha cessato l'attività per via della contestata riforma europea del 2005 (nota come riforma dell'OCM Zucchero). Di fatto lo storico e fiorente settore bieticolo-saccarifero marsicano ha cessato di esistere. Con la chiusura della struttura anche la produzione delle barbabietole nel Fucino è inevitabilmente crollata, mentre la prevista riconversione dell'impianto di raffinazione non fa registrare ancora un esito positivo della scottante vicenda[49].

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Foto panoramica di Celano

Le numerose chiese, i musei e l'imponente castello Piccolomini sono le principali attrattive turistiche di Celano, insieme alle bellezze architettoniche del centro storico.

La cittadina castellana è, inoltre, uno dei punti di partenza ideali per i numerosi sentieri naturalistici che la circondano e che per lo più ricadono nell'area protetta del parco Sirente-Velino. Di particolare interesse, oltre le Gole di Celano, è il sentiero del Grifone che collega Scurcola Marsicana a Celano, attraversando Magliano dei Marsi, Massa d'Albe ed Ovindoli[50].

Commercio[modifica | modifica wikitesto]

L'area commerciale è stata individuata dal Piano Regolatore Generale adiacente alla zona industriale e commerciale. Il Parco commerciale Le Ginestre, situato a ridosso della via Tiburtina Valeria, è un punto di riferimento per tutta la Marsica orientale e non solo. Numerose le aziende ospitate nelle strutture commerciali. Il settore terziario tradizionale e terziario avanzato è da sempre in piena attività anche nel centro storico[48].

Persone legate a Celano[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Celano vista dall'autostrada A25

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Celano è interessata dall'autostrada A25 Torano-Pescara tramite il casello Aielli-Celano.

Strade Statali[modifica | modifica wikitesto]

La strada statale 696 collega Celano ad Ovindoli, altopiano delle Rocche e Tornimparte, dove la stessa strada ha inizio presso il casello autostradale dell'autostrada A24. La via Tiburtina Valeria collega il comune con Pescara verso est e Roma verso ovest.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Celano-Ovindoli.

Il comune è servito dalla stazione di Celano-Ovindoli, posta sulla Ferrovia Roma-Pescara.

Aeroporto[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo aeroporto di Celano, gestito dall'associazione AirMarsica è situato nei pressi del via Tiburtina Valeria. Lo scalo viene utilizzato per il trasporto delle merci[53].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Municipio di Celano

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Celano dal 1985 ad oggi[54].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2010 Filippo Piccone Centrodestra Sindaco
2010 2014 Filippo Piccone Il Popolo della Libertà Sindaco
2014 2015 Mauro Passerotti Commissario straordinario
2015 in carica Settimio Santilli NCD Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio Fabio Piccone di Celano

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Celano Football Club Marsica.

La principale squadra della città è il Celano Football Club Marsica che ha cambiato denominazione nel 2011 da Celano FC Olimpia. La squadra castellana vanta dieci partecipazioni ai tornei professionistici di Serie C2 e Lega Pro Seconda Divisione.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

L'attività ciclistica su strada è promossa dalla società sportiva Cliternum a livello amatoriale, master e giovanile. Ogni anno viene organizzato il trofeo Cliternum con una grande partecipazione di appassionati della disciplina.

Subacquea[modifica | modifica wikitesto]

L'associazione Celano Diving Sub promuove da anni la disciplina subacquea nel territorio della Marsica promuovendo corsi sub. Molte le attività svolte nelle più disparate località italiane ed anche estere. A Celano è attiva anche una scuola sub per non vedenti[58].

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

A Celano vengono praticate le principali discipline sportive: calcio a 5, taekwondo, pesca sportiva, tennis, volley. La pratica dello sci è promossa dallo Sci club Celano nei vicini impianti sciistici di Ovindoli[59].

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Lo stadio Fabio Piccone è il principale impianto calcistico del comune ed una delle più prestigiose della Marsica. E stato costruito nel 1987[60]. La struttura, in erba naturale, è dotata di una tribuna coperta e di un'altra scoperta, adibita a settore ospiti, per un totale di circa 3200 posti a sedere[61]. Lo stadio è stato intitolato a Fabio Piccone, amministratore delegato del Celano FC Olimpia (e figlio dell'ex presidente del club, Ermanno Piccone) deceduto nel 2008 all'età 41 anni a causa di un incidente motociclistico.
  • Lo stadio Bonaldi è lo storico impianto sportivo dove negli anni antecedenti al 1974 disputava le gare casalinghe la società Cliternum, fondata nel 1918 e radiata nella prima metà degli anni settanta. Lo stadio viene utilizzato dalle categorie giovanili della società calcistica castellana.
  • Il Palazzetto dello Sport, gestito dalla società sportiva Centro Italia Nuoto, è dotato di palestra sale fitness, campo indoor per il calcio a 5, basket, piscina da 25 metri. Nella struttura si possono praticare attività sportive, tra le quali fitness in acqua e in palestra, pesistica e cardio fitness, fisioterapia e anche scuola nuoto adulti e bambini, nuoto agonistico e pallanuoto[61].
  • Il crossodromo intitolato a Fabio Piccone è stato omologato dalla FMI e dalla Uisp - lega nazionale motociclismo. Misura 1,7 km e vi si possono praticare diverse discipline: motocross, freestyle e quod[61].
  • Altri impianti sportivi comunali sono il campo di calcio intitolato a Don Luigi Di Summo di Borgo Strada 14, il campo di calcio a 5 al coperto in via La Torre, dotato di tribuna coperta e gradoni e, infine, gli adiacenti campi da tennis all'aperto[61].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b D.P.R. del 25 marzo 1998.
  2. ^ Acronimo di «Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo».
  3. ^ D.C.G. del 13 novembre 1934.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Viaggiatori stranieri in terra d'Abruzzo (PDF), Regione Abruzzo.
  4. ^ Le gole di Celano, Comune di Celano.
  5. ^ Escursione alle gole di Celano, Italia.it.
  6. ^ a b c d Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce
  7. ^ Dati ARSSA (PDF), Regione Abruzzo.
  8. ^ Archivio storico dati ARSSA, Cetemps.
  9. ^ Celano, TerreMarsicane.
  10. ^ Progetto San Francesco, Regione Abruzzo.
  11. ^ Iconografia francescana, Academia.edu (Michela Ramadori).
  12. ^ Storia della città, Comune di Celano.
  13. ^ Viaggiatori stranieri in terra d'Abruzzo-Alfred Steinitzer (Il lago Fucino, anno 1907) (PDF), Regione Abruzzo.
  14. ^ Terremoto della Marsica, un secolo fa, La Stampa.
  15. ^ Cent'anni di terremoto, Il Tempo.
  16. ^ SS. Martiri la storia, religiosità popolare.., TerreMarsicane (Diego Pestilli).
  17. ^ Recensioni libro "Ultimi dispacci della notte" di Renzo Paris, Fazi editore.
  18. ^ La folla criminale: Celano 1923, Academia.edu (Francesco Della Costa).
  19. ^ L'Italia protesta contro l'orrendo eccidio di Celano (PDF), L'Unità (archivio storico).
  20. ^ Ente per la Colonizzazione della Maremma Tosco-Laziale e del Territorio del Fucino (PDF), Anbi.
  21. ^ Celano Canadian Club, Toronto.com.
  22. ^ a b Statuto comunale di Celano (Pdf), Comune di Celano.
  23. ^ Ufficio araldico -Fascicoli comunali, ACS Beni Culturali.
  24. ^ Chiesa di San Giovanni Battista, Regione Abruzzo.
  25. ^ Cappella del Paradiso, TerreMarsicane.
  26. ^ Chiesa di Santa Maria in Valleverde, ItaliaVirtualTour.it.
  27. ^ Chiesa di Santa Maria delle Grazie, ItaliaVirtualTour.it.
  28. ^ Chiesa di San Francesco, Regione Abruzzo.
  29. ^ Chiesa di Sant'Angelo, ItaliaVirtualTour.it.
  30. ^ Chiesa della Madonna del Carmine, ItaliaVirtualTour.it.
  31. ^ Chiese e monumenti di Celano, TerreMarsicane.
  32. ^ Le Gole, ParcoSirenteVelino.it.
  33. ^ Sorgenti, IlCapoluogo.it.
  34. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  35. ^ Cittadini stranieri Celano 2015, Tuttitalia.it.
  36. ^ Feste, fiere e sagre di Celano, TerreMarsicane.
  37. ^ Museo della Marsica, Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo).
  38. ^ Museo Preistorico di Celano, Comune di Celano.
  39. ^ Santa Maria Valleverde, TerreMarsicane.
  40. ^ Yado, info, Movieplayer.it.
  41. ^ Celano, Ovindoli e tutto l'altopiano delle Rocche protagonisti del Noir di Stefano Incerti, TerreMarsicane.
  42. ^ La leggenda del lago (film), TerreMarsicane.
  43. ^ L'età medievale, TerreMarsicane (Giuseppe Grossi).
  44. ^ Palio delle torri, Comune di Celano.
  45. ^ Bastioni & Bastimenti, Comune di Celano.
  46. ^ IGP Patata del Fucino - Approvato Disciplinare, AgricolturaOggi.com.
  47. ^ Cuore d'Abruzzo: 25% PIL agricolo dal Fucino, Il Centro.
  48. ^ a b Piano Regolatore Generale (Art.20 Pag.37 - PDF), Comune di Celano.
  49. ^ Ex Sadam: firmato l'accordo per la mobilità. Dipendenti sul piede di guerra, MarsicaLive.
  50. ^ Il sentiero del Grifone, TeleSirio.
  51. ^ Evaristo Carusi, TerreMarsicane (Vittoriano Esposito).
  52. ^ Giuseppe Corsi, TerreMarsicane (Gianluca Tarquinio).
  53. ^ L'aeroporto di Celano, Il Centro.
  54. ^ Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno.
  55. ^ Gemellaggi: Celano si unisce con Castelpoto e Foglianise, Ansa.
  56. ^ Gemellaggio della Città di Celano con i comuni di Castelpoto e di Foglianise, TerreMarsicane.
  57. ^ Celano e San Marco in Lamis: gemellaggio sulla transumanza, Il Centro.
  58. ^ Sub: emozione, passione, CelanoSub.it.
  59. ^ Associazioni sportive, Comune di Celano.
  60. ^ Stadi, spettatori e sicurezza (PDF), Figc.
  61. ^ a b c d Impianti Sportivi in Città, Comune di Celano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Pietro Antonio Corsignani, De Aniene, ac Viæ Valeriæ pontibus synoptica enarratio, cui Sambuci opp. monumenta, necnon proximorum locorum inscriptiones quædam accessere, Roma, 1718.
  • Pietro Antonio Corsignani, Reggia Marsicana Ovvero Memorie Topografico-Storiche Di varie Colonie, e Città antiche e moderne della Provincia de i Marsi e di Valeria: Compresa Nel Vetusto Lazio, e negli Abruzzi, Colla Descrizione Delle loro Chiese, e Immagini miracolose, e delle Vite de' Santi, cogli Uomini Illustri, e la Serie de' Vescovi Marsicani, Parrino (provenienza dell'originale Biblioteca Pubblica Bavarese, Monaco di Baviera), 1738.
  • Andrea Di Pietro, Agglomerazione delle popolazioni attuali della Diocesi dei Marsi, Tipografia Marsicana, Carsoli, 1869.
  • Cesare Letta, Sandro D'Amato, Epigrafia della regione dei Marsi", ed. Cisalpino-Goliardica, Milano, 1975.
  • Leone Marsicano, Chronica monasterii Casinensis: Die Chronik von Montecassino, H. Hoffmann edizioni (Monumenta Germaniae Hist. Script.34), Hannover, (rist.) 1980.
  • Walter Cianciusi, Profilo di storia linguistica della Marsica, BPM editrice, Avezzano, 1988.
  • Federico Del Gusto, Marsica. Viaggio nel tempo, Paolini Nobile editore, Avezzano, 1988.
  • Angelo Melchiorre, Federico Del Gusto, La regione della Marsica, Tivoli, 1990.
  • Muzio Febonio, Anxantini e Antinati Historiae Marsorum, Adelmo Polla editore (rist.), Cerchio, 1993.
  • Renzo Paris, Ultimi dispacci della notte, Fazi Editore, Roma, 1999.
  • S.Agostini, F.Galadini, P.Galli, P.Messina, Il tesoro del lago, Ed. Carsa, Pescara, 2001.
  • Enzo Maccallini, Curiosando per la Marsica, vol. 3, Grafiche Di Censo, Avezzano, 2001.
  • Attilio Francesco Santellocco, Marsi. Storia e leggenda, Touta Marsa editore, Luco dei Marsi, 2004.
  • Gianluca Tarquinio, La musica sacra nella provincia dell'Aquila : la Marsica, Ianieri, Pescara, 2009.
  • Raffaele Rosati, Valentina Cannizzaro, Valigie di cartone, coppole e teste di brillantina. Il lavoro dei celanesi nel mondo, Comune di Celano, Celano, 2008.
  • Mario Cantoresi, Il tenente dimenticato, Treditre editori, Avezzano, 2013.
  • Franco Zazzara, Marsi, Gruppo Albatros Il Filo libri, Viterbo, 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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