Celano

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Celano
comune
Celano – Stemma Celano – Bandiera
Il castello Piccolomini
Il castello Piccolomini
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Settimio Santilli (NCD) dal 01/06/2015
Territorio
Coordinate 42°05′03.5″N 13°32′51.9″E / 42.084306°N 13.54775°E42.084306; 13.54775 (Celano)Coordinate: 42°05′03.5″N 13°32′51.9″E / 42.084306°N 13.54775°E42.084306; 13.54775 (Celano)
Altitudine 860 m s.l.m.
Superficie 82,8 km²
Abitanti 10 996[1] (28-02-2015)
Densità 132,8 ab./km²
Frazioni Borgo Ottomila, Borgo Strada 14
Comuni confinanti Aielli, Avezzano, Castelvecchio Subequo, Cerchio, Collarmele, Gagliano Aterno, Luco dei Marsi, Ovindoli, Pescina, San Benedetto dei Marsi, Secinaro, Trasacco
Altre informazioni
Cod. postale 67043
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066032
Cod. catastale C426
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 720 GG[2]
Nome abitanti celanesi
Patrono SS. Simplicio, Costanzo e Vittoriano
Giorno festivo 26 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Celano
Celano
Posizione del comune di Celano all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Celano all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale
« Ricorderò la mattina nei freschi prati ai piedi della città, girando tra gli alti pioppi avvolti dalle viti...le calme sere, così piene di piacevoli avvenimenti...Durante la notte, calma e lucente era la distesa del lago, che sembrava d'argento, sotto la finestra del palazzo al chiarore della luna piena; l'antico castello proiettava le sue lunghe ombre sulla città addormentata »
(Edward Lear "Viaggio attraverso l'Abruzzo pittoresco", 1846[3])

Celano è un comune italiano di 10 996 abitanti[1] della provincia dell'Aquila, in Abruzzo. È insignito del titolo di città con decreto del presidente della Repubblica[A 1].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Marsica.

Celano è in posizione dominante sulla piana del Fucino adagiata ai piedi del monte Tino (detto monte Serra) a quota 860 metri slm. Parte del suo territorio è inclusa nel Parco regionale naturale del Sirente - Velino. Il monte Serra, che sovrasta la cittadina con i suoi 1923 metri di altitudine, è compreso nella catena del Sirente-Velino. All'interno del territorio comunale ricadono le Gole di Celano, un raro esempio di canyon in Italia[4][5]. Celano confina a nord con Ovindoli, a sud con Trasacco, ad ovest con Avezzano, infine, ad est, con Aielli. Dista circa 115 chilometri da Roma[6], 100 da Pescara[6], 67 dall'Aquila[6] e 13 da Avezzano[6]. La Strada statale 696 del Parco Regionale Sirente-Velino la collega con Ovindoli e l'Altopiano delle Rocche.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello Piccolomini e la città di Celano

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Come nel caso di altri centri affacciati sulla pianura fucense anche a Celano la presenza continuativa dell'uomo risale a circa 18000 anni fa al paleolitico superiore. Le necropoli di località Le Paludi risalirebbero, invece, all'età del Bronzo.

Il nome Celano, per anni, è stato erroneamente associato a Cliternum, che in realtà era un villaggio degli equi situato con ogni probabilità in una zona della contemporanea provincia di Rieti. Al nome di Celano, invece, sono legate diverse altre ipotesi: secondo alcuni studiosi deriverebbe da Cele o Coele da cui Celanum, Coelanum o Caelanum, secondo altri da vicus Caelanus[7].

La Contea di Celano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Contea di Celano.

La Contea di Celano si sviluppò attorno al X secolo grazie all'unione del contado marsicano con altri paesi. Nel 1221, Federico II di Svevia la sottrasse al conte Pietro da Celano per concederla ai conti di Segni. Divenuta in seguito possesso dei Berardi, conti dei Marsi e per breve durata di Federico d'Antiochia, figlio dell'imperatore, passò poi nelle mani degli Angioini, poi degli Aragonesi e infine degli Artois.

Successivamente divenne possedimento dei signori Peretti, poi dei Savelli e, infine, dei duchi Cesarini-Sforza e dei successori, gli Sforza-Cabrera-Bovadilla fino al 1806, anno dell'abolizione del feudalesimo.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Piana del Fucino in una foto Earth observatory della NASA

1878: prosciugato il lago Fucino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fucino.

Il banchiere romano, Alessandro Torlonia, dopo aver ripreso ed ampliato il progetto dell'imperatore Claudio, sfruttando il passaggio dell'emissario di epoca romana, prosciugò il Fucino diventando proprietario di gran parte delle terre emerse (16.507 ettari) per 99 anni. Solo 2.500 ettari furono lasciati ai comuni rivieraschi. I lavori ebbero inizio nel 1855 e furono dichiarati ufficialmente conclusi nel 1878. Il fertile altopiano sarà destinato alle coltivazioni agricole, le sue terre furono ben presto rese lavorabili ed abitabili attraverso una serie di opere pubbliche, tra cui la costruzione di case, fattorie e strade[8]. A Celano e nei comuni ripuari si avvicineranno, tuttavia, gli anni di forti tensioni sociali legate soprattutto al diritto al lavoro e alle difficili condizioni lavorative.

Il terremoto del 1915[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto della Marsica del 1915.

Celano fu segnata dai terremoti in età moderna. Nel 1695 quando la cittadina subì gravissimi danni al patrimonio architettonico e dai terremoti del 1706 e successivi. Di certo il terremoto del 13 gennaio del 1915 causò anche a Celano distruzione e vittime. Furono oltre 650 i celanesi che persero la vita a causa della tremenda scossa di magnitudo 7.0 (Mw momento sismico) e ancora dell'11º grado della scala Mercalli (MCS)[55] si verificò alle ore 7.52.48 (dato dell'INGV). Il sisma causò 30.519 morti nell'area marsicana e del basso Lazio, secondo gli ultimi studi del Servizio Sismico Nazionale[9][10].

Il linciaggio del 1923[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1923 la Chiesa di San Giovanni Battista fu teatro di un furto sacrilego: le urne di bronzo contenenti le supposte reliquie dei santi Simplicio, Costanzo e Vittoriano[11] furono rubate e il contenuto versato sul pavimento della chiesa. Le forze dell'ordine trovarono l'autore del furto, un tale Francesco Tomei, in un fienile con le urne rubate. L'uomo fu tenuto in custodia. Le autorità religiose organizzarono un rito riparatorio al termine del quale però alcuni partecipanti assaltarono la caserma ove era custodito il Tomei, lo prelevarono e gli diedero fuoco[12][13].

L'eccidio del 1950[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Eccidio di Celano.

La sera del 30 aprile 1950 piazza IV Novembre a Celano fu teatro di un feroce attentato che vide uccisi, durante le manifestazioni e le proteste per il loro diritto al lavoro, due braccianti: Agostino Paris ed Antonio Berardicurti. Tale evento venne nominato l'eccidio di Celano[14]. Quella repressione, perpetrata contro i movimenti che chiedevano maggiori diritti e dignità per gli agricoltori, non fermò le rivendicazioni contadine. Da quel tragico evento il governo iniziò a muovere concretamente i primi passi per quella che fu la riforma agraria (o fondiaria) del 1950, da cui nacque il 28 febbraio 1951, l'ente della Maremma e del Fucino[15], con l'espropriazione terriera fatta in anticipo ai danni dei Torlonia. Nel 1954 venne costituito un distinto ente Fucino che, finalmente riorganizzò in appezzamenti più grandi l'area fucense, facendo segnare un picco delle produzioni agricole.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma e gonfalone storico: lo stemma rappresentato dall'emblema raffigurativo è stato riconosciuto con provvedimento del Capo del Governo in data 13 novembre 1934. Lo stemma è posto al di sopra della denominazione del Comune ed è circondato dalla scritta "Comune di Celano". Nell'uso del gonfalone si osservano le norme del D.P.C.M. 3 giugno 1986 sostituito dalla legge 5 febbraio 1998, n. 22 (disciplina dello stemma e del gonfalone), pertanto l'uso dei simboli del comune da parte di altri soggetti può essere autorizzato dal sindaco, sentita la giunta comunale, per manifestazioni o pubblicazioni che hanno finalità d'interesse pubblico generale[A 2][16]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

Il comune di Celano si fregia del titolo di città[A 1][17][16].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Michele Arcangelo
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
  • Chiesa di San Michele Arcangelo;
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie;
  • Chiesa di San Giovanni Battista;
  • Chiesa di San Michele Arcangelo;
  • Chiesa di Santa Maria Valleverde;
  • Chiesa della Madonna del Carmine;
  • Chiesa di San Rocco;
  • Chiesa del Sacro Cuore;
  • Chiesetta di San Leonardo;
  • Chiesetta La Madonnina (in passato denominata chiesa della Madonna di Fonte Coeli o Foragini);
  • Chiesa Regina della Pace a Borgo 8000;
  • Chiesa della Madonna della Pace a Borgo Strada 14.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello Piccolomini[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello Piccolomini (Celano).
Castello Piccolomini

Il principale monumento di Celano è il Castello Piccolomini, situato al centro del nucleo storico del borgo, la cui prima fase di costruzione risale con molta probabilità al 1392. Il castello fu costruito su commissione di Pietro Berardi, conte di Celano. Ospita il Museo d'Arte Sacra della Marsica.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso al canyon delle Gole di Celano

Gole di Celano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gole di Celano.

Situate all'interno del Parco regionale naturale del Sirente - Velino, le gole (dette anche Gole di Aielli-Celano) hanno inizio in località Bocca di Castelluccio in territorio comunale di Aielli, separano il monte Sirente dal monte Tino (o Serra di Celano). Sono percorse per 4 chilometri dal torrente La Foce e per questo eranpo note nel medioevo con il nome di Fauces. Le pareti rocciose, alte circa 200 metri, presentano strettoie di appena 3 metri. Un'insenatura nei pressi della pineta, quasi in fondo al percorso, porta alla suggestiva Fonte degli innamorati, una piccola cascata d'acqua[19].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[20]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

I dati ISTAT[21] al 1º gennaio 2015 rilevano una popolazione straniera residente pari a 1.416 persone, rappresentante il 12,9% della popolazione residente a Celano. Le nazionalità maggiormente rappresentate sono:

  1. Marocco, 392 - 27,68%
  2. Kosovo, 363 - 25,64%
  3. Romania, 304 - 21,47%
  4. Macedonia, 170 - 12,01%
  5. Ucraina, 170 - 12,01%

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • 17 gennaio: festa di Sant'Antonio Abate;
  • Primo maggio: fiera del primo maggio dedicata all'allevamento e al bestiame;
  • 13 giugno: festa di Sant'Antonio da Padova;
  • 24 giugno: festa di San Giovanni Battista;
  • 15 agosto: festa dell'Assunta;
  • 24-25-26 agosto: festa patronale dei Santi Simplicio, Costanzo e Vittoriano;
  • Venerdì Santo celebrazioni religiose e processione delle confraternite;
  • Primo novembre: riti devozionali con veglia notturna al cimitero[22].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Museo d'arte sacra della Marsica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Museo d'arte sacra della Marsica.

Istituito nel 1992 è ospitato all'interno del Castello Piccolomini di Celano. Presenta due sezioni, quella dedicata all'arte sacra della Marsica con affreschi, dipinti e oggetti di arte sacra che spaziano dal VI al XVIII secolo e quella archeologica che raccoglie i numerosi materiali tornati alla luce dopo il prosciugamento del lago Fucino[23].

Museo Preistorico delle Paludi[modifica | modifica wikitesto]

Collocato in una struttura espositiva situata nella piana del Fucino, il museo è stato realizzato nel luogo del ritrovamento di un insediamento lacustre palafitticolo denominato Le Paludi (XVII-X sec a. C.). Negli spazi espositivi sono conservati ed esposti i reperti di età preistorica e protostorica tornati alla luce nel territorio marsicano ed abruzzese. Reperti neolitici e di necropoli dell'età del ferro ed altri rinvenimenti risalenti all'età della pietra sono in esposizione permanente. Il museo è dotato di una sezione multimediale che permette di ripercorrere i profondi mutamenti territoriali che si sono verificati dopo il prosciugamento del lago Fucino[24].

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Celano appare nella Morte del cavaliere di Celano, sedicesima scena del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco, nella Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto[25].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Triennale internazionale d'arte sacra: si svolge dal 1963 nei locali del trecentesco castello Piccolomini. Ospita affreschi, dipinti, sculture, oggetti di arte sacra e ambientazioni dell'architettura antica;
  • Palio delle Torri: rievocazione storica medievale che si svolge nel centro storico e prevede tornei tra le torri celanesi del lupo, dell'aquila, del falco e dell'orso. Previsti duelli di scherma e tiro con l'arco, giostre a cavallo, sfilate in costume e spettacoli di sbandieratori[26].
  • Bastioni e Bastimenti: excursus culturale e gastronomico nel centro storico di Celano tra i sapori antichi e genuini col fine di valorizzare il patrimonio artistico, musicale, culturale della Marsica[27].

Persone legate a Celano[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Celano è interessata dall'autostrada A25 Torano-Pescara tramite il casello Aielli-Celano e dalla strada statale 696.

Il Comune è servito dalla stazione di Celano-Ovindoli, posta sulla Ferrovia Roma-Pescara.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Celano dal 1985 ad oggi[28].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2010 Filippo Piccone Centrodestra Sindaco
2010 2014 Filippo Piccone Il Popolo della Libertà Sindaco
2014 2015 Mauro Passerotti Commissario straordinario
2015 in carica Settimio Santilli NCD Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Celano è gemellata con i seguenti comuni[29][30][31]:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio "Fabio Piccone" è il principale impianto calcistico del comune. E stato costruito nel 1987[32]. Vi gioca le sue partite casalinghe il Celano Football Club Marsica, squadra che dopo diversi anni in Lega Pro Seconda Divisione, dalla stagione 2012/2013 milita in Serie D. La struttura, in erba naturale, è dotata di una tribuna coperta e di un'altra scoperta, adibita a settore ospiti, per un totale di circa 3200 posti a sedere. Il nome dello stadio è dedicato a Fabio Piccone, amministratore delegato del Celano FC Olimpia (e figlio dell'ex Presidente del club Ermanno) deceduto nel 2008 all'età 41 anni in un incidente motociclistico.

Il Palazzetto dello Sport di Celano è gestito dalla società sportiva Centro Italia Nuoto, dotato di palestra sale fitness, campo indoor per il calcio a 5, basket, piscina da 25 metri. Nella struttura si possono praticare attività di fitness in acqua, fitness in palestra, sala pesi e cardio, fisioterapia, scuola nuoto adulti e bambini, agonismo nuoto e pallanuoto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b D.P.R. del 25 marzo 1998.
  2. ^ D.C.G. del 13 novembre 1934.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Viaggiatori stranieri in terra d'Abruzzo (PDF), Regione Abruzzo.
  4. ^ Le gole di Celano, Comune di Celano.
  5. ^ Escursione alle gole di Celano, Italia.it.
  6. ^ a b c d Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce
  7. ^ Celano, TerreMarsicane.
  8. ^ Viaggiatori stranieri in terra d'Abruzzo-Alfred Steinitzer (Il lago Fucino, anno 1907) (PDF), Regione Abruzzo.
  9. ^ Terremoto della Marsica, un secolo fa, La Stampa.
  10. ^ Cent'anni di terremoto, Il Tempo.
  11. ^ SS. Martiri la storia, religiosità popolare.., TerreMarsicane (Diego Pestilli).
  12. ^ Recensioni libro "Ultimi dispacci della notte" di Renzo Paris, Fazi editore.
  13. ^ La folla criminale: Celano 1923, Academia.edu (Francesco Della Costa).
  14. ^ L'Italia protesta contro l'orrendo eccidio di Celano (PDF), L'Unità (archivio storico).
  15. ^ Ente per la Colonizzazione della Maremma Tosco-Laziale e del Territorio del Fucino (PDF), Anbi.
  16. ^ a b Statuto comunale di Celano (Pdf), Comune di Celano.
  17. ^ Ufficio araldico -Fascicoli comunali, ACS Beni Culturali.
  18. ^ Chiese e monumenti di Celano, TerreMarsicane.
  19. ^ Le Gole, ParcoSirenteVelino.it.
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ Cittadini stranieri Celano 2015, Tuttitalia.it.
  22. ^ Feste, fiere e sagre di Celano, TerreMarsicane.
  23. ^ Museo della Marsica, Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo).
  24. ^ Museo Preistorico di Celano, Comune di Celano.
  25. ^ L'età medievale, TerreMarsicane (Giuseppe Grossi).
  26. ^ Palio delle torri, Comune di Celano.
  27. ^ Bastioni & Bastimenti, Comune di Celano.
  28. ^ Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno.
  29. ^ Gemellaggi: Celano si unisce con Castelpoto e Foglianise, Ansa.
  30. ^ Gemellaggio della Città di Celano con i comuni di Castelpoto e di Foglianise, TerreMarsicane.
  31. ^ Celano e San Marco in Lamis: gemellaggio sulla transumanza, Il Centro.
  32. ^ Stadi, spettatori e sicurezza (PDF), Figc.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renzo Paris, Ultimi dispacci della notte, Fazi Editore, Roma, 1999.
  • Mario Cantoresi, Il tenente dimenticato, Treditre editori, Avezzano, 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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