Patata del Fucino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Patata del Fucino
Patate della piana del Fucino.jpg
Origini
Altri nomiPatata di Avezzano
Luogo d'origineItalia Italia
RegioneAbruzzo
Zona di produzioneFucino (AQ)
Dettagli
Categoriaortofrutticolo
RiconoscimentoI.G.P.
SettoreProdotti vegetali allo stato naturale o trasformati
 

La patata del Fucino, è una varietà di patata tipica della piana del Fucino, in Abruzzo. Riconosciuta ufficialmente con il marchio europeo IGP dall'anno 2016[1], fa parte dei Prodotti agroalimentari tradizionali abruzzesi con la denominazione di patata degli Altipiani d'Abruzzo[2].

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Veduta della piana fucense

Il prosciugamento e la bonifica del lago Fucino avvenuti nella seconda metà del XIX secolo per volontà di Alessandro Torlonia permisero attraverso il dissodamento dei terreni la coltivazione su una superficie iniziale di circa 15 000 ettari della patata, dei cereali e di altri prodotti orticoli[3]. La trasformazione lago-pianura ebbe nel territorio marsicano delle forti ripercussioni di carattere sociale, culturale ed economico.

Subito dopo il prosciugamento del lago vennero utilizzati oltre ai primi trattori Landini anche gli animali da lavoro, in particolare i bovini di razza marchigiana, per arare i campi. Questo avvenne fino all'esproprio dei terreni ai Torlonia, stabilito dalla riforma agraria del 1950, periodo in cui l'allevamento di bestiame suppliva alle esigenze dei contadini[4]. A cominciare dagli anni sessanta l'avvento dell'imprenditoria, affiancata all'agricoltura di tipo tradizionale, trasformò l'economia della zona grazie anche al miglioramento delle infrastrutture.

La patata del Fucino era nota fino ai primi anni duemila con il nome di "patata di Avezzano".

Dai primi anni del XXI secolo con la realizzazione nella piana fucense dei centri di raccolta e di condizionamento le patate vengono stoccate, lavate e confezionate prima di essere immesse nei mercati nazionali[5].

Nel 2006 la patata del Fucino, già riconosciuta prodotto agroalimentare tradizionale, ha ottenuto il marchio europeo IGP[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza

Il tubero viene coltivato nella piana del Fucino in un territorio dalle condizioni pedo-climatiche favorevoli contiguo al parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e al parco naturale regionale Sirente-Velino, situato tra i 650 e i 680 m s.l.m.[5] Su un'area di circa 12 000 ettari coltivabili oltre 4 000 vengono impiegati per la semina e la coltura della patata marsicana per una produzione complessiva media di circa 1 milione 700 000 quintali[6].

La patata del Fucino viene raccolta dalla fine del mese di luglio quando raggiunge un grado di completa maturazione e può essere conservata in specifici centri di condizionamento fino al mese di maggio successivo mantenendo inalterate le proprie caratteristiche[1].

Di forma tondo-ovale, regolare, le patate presentano un colore della pasta da giallo chiaro a giallo ed una buccia il cui colore, dal giallo al rosso, varia in relazione alla varietà.

Le varietà principalmente coltivate nel Fucino riservate al mercato del fresco sono Agata, Colomba, Malice e Nectar, mentre quelle riservate al mercato industriale della surgelazione pari al 20% della produzione totale sono Labella e Laura a buccia rossa oppure Innovator ed Agria, quest'ultima varietà a buccia gialla si è dimostrata particolarmente adatta alle caratteristiche del terreno fucense, assicurando elevate produzioni. Stagionalmente sono coltivate anche le varietà Majestic, Sirco, Tonda di Berlino e Universa[7][8].

Zona di produzione[modifica | modifica wikitesto]

La zona di produzione della patata del Fucino comprende il territorio della piana e i suoi comuni: Aielli, Avezzano, Celano, Cerchio, Luco dei Marsi, Ortucchio, Pescina, San Benedetto dei Marsi e Trasacco tutti in provincia dell'Aquila, in Abruzzo[3].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

  • forma = rotondeggiante - ovale, regolare
  • buccia = colore chiaro o rosso chiaro[9]
  • polpa = colore gialla o giallo-chiaro (a seconda della varietà: a pasta farinosa o soda e compatta)[9]
  • sapidità e serbevolezza[7]

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Gnocchi di patate del Fucino
  • Bollite, pelate e schiacciate per gnocchi, purea, sugo
  • Cottura in forno
  • Fritture
  • Impasti
  • Pane di patate
  • Preparazione di tortini e umidi
  • Zuppe e insalate

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il prodotto ha ottenuto i marchi PAT con la denominazione di patata degli Altipiani d'Abruzzo[2] e IGP[10][11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c La patata del fucino diventa Igp. Salgono a 282 le dop e igp italiane registrate, MiPAAFT, 28 aprile 2016. URL consultato il 1º agosto 2018.
  2. ^ a b Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (PDF), MiPAAFT. URL consultato il 1º agosto 2018.
  3. ^ a b Patata del Fucino IGP, Slow Food Abruzzo - Molise. URL consultato il 5 agosto 2018.
  4. ^ Letta, 1985, pp. 50-72.
  5. ^ a b Patata del Fucino IGP, Agraria. URL consultato il 5 agosto 2018.
  6. ^ Incontro Igp Patata, Federazione Regionale Coldiretti Abruzzo, 22 marzo 2014. URL consultato il 1º agosto 2018.
  7. ^ a b Patata del Fucino Igp, ecco i punti di forza e di debolezza, Italia Fruit News, 6 aprile 2018. URL consultato il 1º agosto 2018.
  8. ^ Roberta De Santi, Storia della patata. Prodotto di qualità del Fucino, Terre Marsicane, 23 maggio 2017. URL consultato il 1º agosto 2018.
  9. ^ a b Patata abruzzese, Abruzzo Promozione Turismo. URL consultato il 20 maggio 2017.
  10. ^ Patata del Fucino IGP, CCPB Controllo e Certificazione.
  11. ^ Agricoltura: Patata del Fucino diventa Igp, 282 le Dop italiane, Agi, 29 aprile 2016. URL consultato il 19 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rocco D'Alessandro, La coltivazione ed il commercio della patata da seme a pasta gialla del Fucino, Aquila degli Abruzzi, Off. Graf. B. Vecchioni & Figli, 1929, SBN IT\ICCU\CUB\0009819.
  • Carmine Letta, Le condizioni economiche dei contadini della Marsica alla fine dell'Ottocento (Inchiesta agraria), Avezzano, Adelmo Polla, 1985, SBN IT\ICCU\CFI\0241182.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]