Palazzo Municipale (Avezzano)

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Palazzo Municipale
di Avezzano
Az municipio est 2016 b.jpg
Facciata del palazzo di città
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Avezzano
Indirizzo Piazza della Repubblica, 8
Coordinate 42°01′50.52″N 13°25′36.13″E / 42.030701°N 13.426704°E42.030701; 13.426704Coordinate: 42°01′50.52″N 13°25′36.13″E / 42.030701°N 13.426704°E42.030701; 13.426704
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1920-1925
Inaugurazione 1928
Stile neogotico
Uso civile
Realizzazione
Architetto Sebastiano Bultrini
Costruttore Paolo Ciocci
Proprietario Comune di Avezzano

Il Palazzo Municipale di Avezzano è situato in piazza della Repubblica nel centro urbano della città abruzzese. È sede del comune di Avezzano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lapide commemorativa in ricordo di Nazario Sauro
Targa Elia Micangeli del 1931

Il palazzo, progettato nel 1920 dall'ingegnere Sebastiano Bultrini, è stato inaugurato nella prima metà degli anni venti e completato definitivamente nel 1928, alcuni anni dopo il terremoto del 1915 che rase al suolo quasi completamente la città di Avezzano[1]. Mentre le procedure del totale collaudo dell'edificio termineranno nel 1936[2]. In occasione dell'emergenza causata dal sisma l'attività comunale è proseguita in un prefabbricato acquistato dall'unione edilizia nazionale dalla giunta di Ercole Nardelli, primo sindaco dopo il terremoto[3].

Nella prima fase della ricostruzione di Avezzano la nuova sede municipale, così come altre opere pubbliche, dovette scontare alcuni problemi di ordine burocratico che ne rallentarono il completamento. Nel 1925 il commissario prefettizio, il ragioniere Raffaele Flamingo, affidò il completamento dell'opera alla ditta di Paolo Ciocci dopo lo scioglimento dell'unione edilizia nazionale, prima affidataria dei lavori. Furono deliberate inoltre alcune opere nel piazzale antistante la nuova sede municipale in favore della ditta di Elia Micangeli che nel 1931, a lavori conclusi, appose una targa raffigurante gli stemmi del comune e del fascismo[4].

Con l'inaugurazione del municipio il commissario prefettizio approvò il progetto delle decorazioni della sala consiliare che dovevano evidenziare il nuovo regime e la ricostruzione della città che nel frattempo aveva velocemente recuperato l'indice demografico di 11.000 abitanti[5]. Nei sotterranei del nuovo palazzo vennero collocati i reperti del museo lapidario marsicano istituito nel 1888 e trasferito nel polo espositivo dell'Aia dei Musei dal 2013[6].

Nel 1936 il podestà Silvio Bonanni firmò una transazione con il pittore messinese Ferdinando Stracuzzi che vinse il concorso per la realizzazione nell'arco di sei mesi di un grande quadro con i simboli littori e di due dittici laterali, uno che doveva rappresentare la bonifica del Fucino, l'altro la ricostruzione di Avezzano con alcune decorazioni che furono realizzate da Ciro Mantegna. Le opere furono al centro di polemiche sia per la durata, circa 5 anni, che per l'utilizzo della tecnica pittorica murale al posto dei dittici[7]. Nel 1946 il sindaco del dopoguerra Antonio Iatosti affidò al pittore Francesco Antonio Bianchi il compito di sostituire i simboli fascisti con elementi raffiguranti fiori e grano[8][9].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Facciata e altane
Pittura murale di Ferdinando Stracuzzi che raffigura la ricostruzione di Avezzano dopo il sisma del 1915

Il primo progetto della nuova casa municipale risale al 1917, bloccato dagli eventi bellici del periodo fu ripreso e rivisto nel 1920[A 1] dall'architetto Sebastiano Bultrini, autore di diversi progetti architettonici della nuova città. Stilisticamente il palazzo si presenta come una residenza toscana del quattrocento in stile neogotico caratterizzato da elementi architettonici neomedievali ed una facciata affiancata da due altane simmetriche con finestre circolari sulla parte superiore e bifore su quella inferiore. Le tre finestre trifore sono posizionate sul corpo centrale dotato di un balcone[2]. Sul tetto è posta la sirena antiaerea che durante la seconda guerra mondiale veniva azionata per avvertire la popolazione degli imminenti raid aerei. Ancora funzionante suona per pochi secondi ogni giorno per indicare il mezzodì[10].

Il piano terra è caratterizzato da un portico su pilastri in cui nel 1931 fu installata una lapide commemorativa, opera dell'architetto Luigi Gallo, in ricordo di Nazario Sauro, patriota, militare ed esponente dell'irredentismo italiano che soccorse con immediatezza la popolazione colpita dal sisma del 1915[11][12]. Al lato sinistro del portone è posta una targa in marmo che riporta la motivazione della concessione della medaglia d'argento al valor civile conferita il 31 dicembre 1961. La cerimonia di consegna avvenne il 26 agosto del 1962 alla presenza del ministro dell'interno, Paolo Emilio Taviani[13].

Le pitture di Ferdinando Stracuzzi raffigurano i lavori per la bonifica dell'area fucense e la ricostruzione della città dopo il 1915[9]. Alcuni piattini raffiguranti i 10 stemmi ufficiali del comune realizzati da Carlo Albani di San Marino sono esposti nella sala delle conferenze[14], intitolata nel 2017 al dirigente comunale Franco De Nicola[15]. Nelle adiacenze del palazzo municipale di Avezzano l'ingegnere Tommaso Lelio Orlandi, dirigente del genio civile, rinvenne negli anni settanta alcuni ruderi di fondamenta appartenenti ad un'antica costruzione di epoca normanna[16].

Il giardino romantico circonda posteriormente il palazzo che è affiancato da un edificio in cui sono ospitati gli uffici tecnici dell'ente[17].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archivio Storico Comune Avezzano, bb. 37, 38 e 40.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ciranna, Montuori, 2015, pp. 108-109
  2. ^ a b Sebastiano Bultrini (1867-1936) ingegnere, architetto e urbanista, Patrizia Montuori (Academia.edu). URL consultato il 21-6-2016.
  3. ^ Belmaggio, 2000, p. 249
  4. ^ Belmaggio, 2000, p. 255
  5. ^ Belmaggio, 2000, p. 257
  6. ^ Le due nuove sale dell'Aia dei Musei, L'Editoriale.
  7. ^ Belmaggio, 2000, p. 269
  8. ^ Belmaggio, 2000, p. 294
  9. ^ a b Palmieri, 2006, p. 90
  10. ^ La sirena.., Il Centro. URL consultato il 21-6-2016.
  11. ^ Belmaggio, 2000, p. 261
  12. ^ Palanza, 1990, p. 114
  13. ^ Palmieri, 2006, p. 89
  14. ^ Belmaggio, 2000, p. 2
  15. ^ La sala conferenze del Comune di Avezzano intitolata a Franco De Nicola, Terre Marsicane, 23-5-2017. URL consultato il 23-5-2017.
  16. ^ Pagani, 1966, vol. 1, pp. 27-28
  17. ^ Parco verde del Municipio di Avezzano aperto alla Città, Marsica News. URL consultato il 21-6-2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Belmaggio, Avezzano nel tempo e i suoi sindaci, Avezzano, LCL Stampe Litografiche, 2000, SBN IT\ICCU\AQ1\0055482.
  • Simonetta Ciranna, Patrizia Montuori, Tempo, spazio e architetture. Avezzano, cento anni o poco più, Roma, Artemide, 2015, SBN IT\ICCU\IEI\0408772.
  • Giovanni Pagani, Avezzano e la sua storia, Casamari, Tipografia dell'Abbazia, 1966, SBN IT\ICCU\SBL\0393481.
  • Ugo Maria Palanza, Avezzano: guida alla storia e alla città moderna, Avezzano, Amministrazione comunale, 1990, SBN IT\ICCU\AQ1\0060998.
  • Eliseo Palmieri, Avezzano, un secolo di immagini, Pescara, Paolo de Siena editore, 2006, SBN IT\ICCU\TER\0011256.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]