Cattedrale di Avezzano
| Cattedrale di San Bartolomeo Apostolo | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | Abruzzo |
| Località | Avezzano |
| Coordinate | 42°02′04.56″N 13°25′36.12″E |
| Religione | cattolica di rito romano |
| Titolare | Bartolomeo apostolo |
| Diocesi | Avezzano |
| Stile architettonico | neorinascimentale |
| Inizio costruzione | 15 settembre 1930 |
| Completamento | 22 gennaio 1942 |
La cattedrale di San Bartolomeo apostolo, detta anche cattedrale dei Marsi, è il principale luogo di culto cattolico di Avezzano, chiesa madre della diocesi omonima. È collocata nella piazza centrale della città abruzzese, piazza Risorgimento.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La collegiata crollata nel 1915
[modifica | modifica wikitesto]L'edificio di culto avezzanese ha vissuto diverse fasi costruttive a causa dei terremoti che hanno devastato la zona[1].
La piccola chiesa altomedievale, forse dedicata a san Clemente o, secondo Muzio Febonio, a sant'Antonio abate[2], fu edificata presumibilmente a cominciare dal IX secolo[3]. La chiesa romanica, ricostruita tra l'XI e il XII secolo, fu intitolata chiaramente intitolata a San Bartolomeo[4][5]; ricevette nello stesso periodo dal re di Sicilia Guglielmo II il Buono il titolo di cappella reale[6][7].
La diffusione del culto di san Bartolomeo in questo territorio fu presumibilmente dovuto alla presenza e all'operato dei monaci dell'abbazia di Trisulti[8], oppure si è sviluppato dopo il 1143 con l'avvento nella contea dei Marsi dei Normanni custodi delle presunte reliquie dell'apostolo di Gesù nella basilica di Benevento[9].
In parte distrutta dal terremoto del 1349, fu ricostruita e ingrandita in stile tardorinascimentale-barocca tra XVI e XVII secolo. Nel 1572 fu potenziato Il suo antico ruolo di collegiata. Anche questa chiesa fu gravemente danneggiata dai terremoti del 1654, del 1703 e molto probabilmente anche da quello del 1706[10]. Lungamente ristrutturata fino alla seconda metà del XIX secolo, fu completamente distrutta in seguito al terremoto della Marsica del 1915[11].
La cattedrale dei Marsi
[modifica | modifica wikitesto]I lavori del nuovo edificio sacro, realizzato al centro della città in piazza Risorgimento e quindi ricostruito in una posizione diversa rispetto alla precedente collegiata, furono voluti dal vescovo dei Marsi Pio Marcello Bagnoli e avviati dalla ditta dell'ingegnere tedesco Rodolfo Stoelcker su progetto dell'architetto Sebastiano Bultrini il 21 settembre 1930 con la benedizione della prima pietra[12][13]; vennero però interrotti quasi subito a causa di mancanza di fondi[14]. Dopo la visita che Benito Mussolini fece l'11 agosto 1938 ad Avezzano furono reperiti i fondi necessari, tanto che la chiesa venne completata nei circa tre anni successivi. Fu consacrata il 22 gennaio 1942, nonostante la seconda guerra mondiale in atto e a lavori non ancora ultimati[15], diventando la chiesa madre della diocesi dei Marsi, venendo denominata anche cattedrale dei Marsi. Ad Avezzano, infatti, venne trasferita la cattedra diocesana già dal 1924 con la bolla Quo aptius di Papa Pio XI[16].
Danneggiata dai bombardamenti aerei del 1944 la cattedrale non subì danni irreparabili; fu restaurata su progetto preliminare dell'architetto Pasquarelli[17] e in seguito su quello definitivo dell'ingegnere Giuseppe Mazzocca[18][19].
Il 4 settembre 1949 la chiesa fu di nuovo consacrata con dedicazione a san Bartolomeo apostolo e riaperta ai fedeli[20].
Descrizione
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Esterno
[modifica | modifica wikitesto]L'edificio moderno presenta una facciata di travertino in stile neorinascimentale con i tre portali sormontati dai mosaici in cui sono raffigurati il Cristo affiancato dai due protettori della città, San Bartolomeo e la Madonna di Pietraquaria. Sul lato di via Guglielmo Marconi svetta il campanile alto 55,24 metri lineari[1].
Interno
[modifica | modifica wikitesto]La cattedrale è a croce latina a tre navate divise da pilastri ed illuminate dal rosone e dalle vetrate della cupola. Sopra gli archi, i cornicioni sono stati aggiunti nel restauro successivo ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Tutte le navate sono absidate ma solo quella centrale, circolare, lavorata con pietra bianca locale, esce dal perimetro della chiesa[1][17]. Nel coro, lateralmente rispetto all'altare maggiore, è collocato l'organo realizzato nel 1975 dalla Pontificia Fabbrica d'organi Comm. Giovanni Tamburini[21]. Gli elementi del presbiterio, tra cui l'altare maggiore, l'ambone e il candelabro per il cero pasquale, sono stati realizzati a cominciare dal 2020 dall'artista Alberto Cicerone con l'utilizzo del marmo di Carrara, mentre per le decorazioni floreali è stata lavorata la porcellana di Capodimonte[22].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 Cattedrale di San Bartolomeo, su webmarsica.it, Web Marsica. URL consultato l'8 febbraio 2022.
- ↑ Muzio Febonio, Historiae Marsorum, Napoli, Michaelem Monachum, 1678, pp. 144-145.
- ↑ Del Bove Orlandi, 2020, p. 10.
- ↑ Del Bove Orlandi, 2020, p. 17.
- ↑ Massimo Basilici, Bolla di papa Clemente III: anno 1188, su Pereto (AQ), 19 febbraio 2024. URL consultato il 25 agosto 2025.
- ↑ Giovanni Pagani, San Bartolomeo, su avezzano.terremarsicane.it, Terre Marsicane. URL consultato il 25 agosto 2025 (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2017).
- ↑ Giuseppe Grossi, La villa Avezzani della contea di Albe, su comune.avezzano.aq.it, Comune di Avezzano. URL consultato il 20 agosto 2025.
- ↑ Del Bove Orlandi, 2020, pp. 19-20.
- ↑ Giuseppe Grossi, Avezzano Historia. Dalla Preistoria al Medioevo, Avezzano, Agesci, 2020, p. 119.
- ↑ Del Bove Orlandi, 2020, pp. 39-41.
- ↑ Del Bove Orlandi, 2020, p. 43.
- ↑ Raffaele Salucci, Nella solenne benedizione della prima pietra della Cattedrale dei Marsi, Avezzano, 1930, pp. 10-16.
- ↑ Del Bove Orlandi, 2020, pp. 53-57.
- ↑ Ciranna, Montuori, 2015b, pp. 112-114.
- ↑ Del Bove Orlandi, 2020, p. 58.
- ↑ Guida degli archivi diocesani (PDF), su archivi.beniculturali.it, Ministero per i beni e le attività culturali. URL consultato il 2 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- 1 2 Cattedrale di San Bartolomeo (Avezzano), su beweb.chiesacattolica.it, BeWeB - Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 2 giugno 2016.
- ↑ Ciranna, Montuori, 2015a, p. 107.
- ↑ Cattedrale di San Bartolomeo, su avezzano.terremarsicane.it, Terre Marsicane. URL consultato il 5 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 17 settembre 2016).
- ↑ Lorenzo Macerola, 04/09/2024: LXXV anniversario della chiesa cattedrale, su diocesidiavezzano.it, Diocesi di Avezzano, 27 agosto 2024. URL consultato il 4 settembre 2024.
- ↑ Tarquinio, 2009, p. 132.
- ↑ Alice Pagliaroli, Adeguamento liturgico della Cattedrale dei Marsi: la firma di Alberto Cicerone, il deus ex machina entrato sui libri di storia dell'arte, su azinforma.com, AZ Informa, 11 giugno 2022. URL consultato l'11 giugno 2022.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Simonetta Ciranna, Patrizia Montuori, Avezzano, la Marsica e il circondario a cento anni dal sisma del 1915: città e territori tra cancellazione e reinvenzione, L'Aquila, Consiglio Regionale dell'Abruzzo, 2015, SBN RMS2695461.
- Simonetta Ciranna, Patrizia Montuori, Tempo, spazio e architetture. Avezzano, cento anni o poco più, Roma, Artemide, 2015, SBN IEI0408772.
- Serafino Del Bove Orlandi, Profilo storico della Collegiata di San Bartolomeo d'Avezzano, Pietrasecca di Carsoli, Associazione culturale Lumen, 2020, SBN ABR0010488.
- Gianluca Tarquinio, La musica sacra nella provincia dell'Aquila. La Marsica, Pescara, Ianieri, 2009, SBN MO10021238.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikibooks contiene testi o manuali sulla disposizione fonica dell'organo a canne
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla cattedrale di San Bartolomeo ad Avezzano
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Cattedrale di San Bartolomeo, su diocesidiavezzano.it, Diocesi di Avezzano. URL consultato il 12 novembre 2019.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 251960427 |
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