Grano Solina

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Grano Solina
Grano Solina.jpg
Chicchi del grano Solina
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegioneAbruzzo
Zona di produzioneGran Sasso e Appennino abruzzese
Dettagli
Categoriaortofrutticolo
RiconoscimentoP.A.T.
SettoreProdotti vegetali allo stato naturale o trasformati
 

Il grano Solina o grano di Solina è una varietà autoctona di grano tenero coltivata principalmente nell'area del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in particolare sul versante della provincia dell'Aquila, ma anche nella Marsica, nell'altopiano delle Cinquemiglia e in tutta l'area dell'appennino abruzzese.

« Quella di Solina aggiusta tutte le farine »

(Detto abruzzese[1])

Alcuni documenti testimoniano con certezza la longevità di questo grano tipico dell'Abruzzo montano dove in terrazzamenti e piccoli appezzamenti viene coltivato dal XVI secolo. In passato la produzione garantiva i pasti delle famiglie contadine che con la farina realizzavano dolci, pane e con l'aggiunta di diversi ingredienti anche le pizze. Rispetto ai grani e alle farine moderne il grano Solina presenta standard produttivi minori relativamente ai tempi di raccolto ed alla resa, specie sui terreni poveri d'alta quota. La coltivazione, in genere alternata a mais e patate di montagna ed anche a diversi generi di leguminose, richiede tempi piuttosto lunghi, almeno otto o nove mesi. La resa non supera in media i venti quintali ad ettaro. Tuttavia questa varietà di grano risulta molto resistente alle intemperie e alle temperature rigide grazie alle caratteristiche del fusto. Anzi paradossalmente nelle aree di maggiore altitudine la qualità delle produzioni risulta migliore. Nell'Abruzzo interno viene coltivato in quota dai 600 ai 1400 metri slm, mentre sul versante appenninico pescarese-teramano, dove il clima è più temperato, mai sotto i 750 metri. La semina avviene durante le prime settimane dell'autunno[2][3][4].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'altezza raggiunge i 100-135 cm. La spiga di colore bianco (o più raramente rossastra) raggiunge gli 8-9,5 cm. Le cariossidi sono grandi 42-46 mg e lunghe 2,85-2,95 mm. Il grano Solina ha un basso contenuto di glutine, 10-11% contro il 14-17% delle varietà moderne. Il tenore proteico è del 18% contro il 12% del grano moderno. Questa varietà è l'ideale per praticare il metodo dell'agricoltura biologica[5].

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Dal grano tenero Solina si ricava una farina morbida al tatto, di colore chiaro e dal particolare profumo di montagna, facilmente lavorabile a mano. Viene lavorato per ottenere la farina per i prodotti di panificazione artigianale, in particolare il pane casereccio, la pasta fatta in casa e la pizza. Le scorie della farina, la semola, come nel caso del grano duro viene rimacinata, mentre gli scarti vengono utilizzati per uso alimentare degli animali[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grano solina dell'Appennino abruzzese, Fondazioneslowfood.com. URL consultato il 5-4-2016.
  2. ^ La Solina, Fornaidelparco.it.
  3. ^ Il grano Solina, Festadellasolinadabruzzo.it. URL consultato il 5-3-2016.
  4. ^ Grano tenero Solina, Parks.it. URL consultato il 5-3-2016.
  5. ^ Cereali di ieri e di oggi, Vitaesalute.net.
  6. ^ Aspetti tecnologici e nutrizionali della semola rimacinata di grano duro per la panificazione (PDF), Ilgranoduro.it (Giovanni Battista Quaglia).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Torcia, Saggio itinerario nazionale pel paese de' Peligni (Napoli 1793), Adelmo Polla editore (rist.), Cerchio, 1986.
  • Oriana Porfiri, Donato D. Silveri, Renzo Torricelli, Fabio Veronesi, Le risorse genetiche autoctone della regione Abruzzo: un patrimonio da valorizzare, ARSSA, Avezzano, 2004.
  • Aurelio Manzi, Origine e storia delle piante coltivate in Abruzzo, Casa editrice Rocco Barabba, Lanciano, 2006.
  • Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]