Roccascalegna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Roccascalegna
comune
Roccascalegna – Stemma
Roccascalegna – Veduta
Castello di Roccascalegna
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Domenico Giangiordano[1] (lista civica Domani per Roccascalegna) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate 42°03′43.82″N 14°18′23.49″E / 42.062172°N 14.306525°E42.062172; 14.306525 (Roccascalegna)Coordinate: 42°03′43.82″N 14°18′23.49″E / 42.062172°N 14.306525°E42.062172; 14.306525 (Roccascalegna)
Altitudine 430 m s.l.m.
Superficie 23,01 km²
Abitanti 1 177[2] (31-3-2017)
Densità 51,15 ab./km²
Frazioni Agoniera, Aia di Rocco, Articciaro, Capriglia, Collebuono, Colle Grande, Finocchieto, Fontacciaro, Pagliari Gentili, Solagne
Comuni confinanti Altino, Archi, Bomba, Casoli, Gessopalena, Torricella Peligna
Altre informazioni
Cod. postale 66040
Prefisso 0872
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069075
Cod. catastale H442
Targa CH
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti roccolani
Patrono SS. Cosma e Damiano
Giorno festivo 27 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roccascalegna
Roccascalegna
Roccascalegna – Mappa
Posizione del comune di Roccascalegna all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Roccascalegna è un comune italiano di 1 177 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. È uno degli undici comuni membri della Comunità montana Aventino-Medio Sangro.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Sono diverse le ipotesi sull'origine del nome del paese. Alcuni studiosi rifacendosi al Catalogus Baronum del 1379 che indicava il paese come Rocca-scarengia ed a studi della lingua francese antica non ben identificati hanno sostenuto che "scalegna" deriverebbe da scarengia o scarenna cioè dirupo, scarpata o burrone, indicante il fianco dello sperone sul quale è posta la rocca; altri la fanno risalire al longobardo Aschari, Rocc-aschar che mutando la r in l per rotazione consonantica è diventata poi Roccascalegna. La tesi più accreditata e popolare sostiene invece che l'attuale nome derivi da "Rocca con la scala di legno", scala a pioli in legno che dal paese conduceva direttamente alla torre del castello (scala raffigurata anche nello stemma comunale).[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dei Santi Cosma e Damiano
Torre medievale di Roccascalegna

Come riferito dal Catalogus Baronum, l'origine del paese è del XII secolo, più precisamente nel 1160, forse su di un insediamento preesistente. Certo però e che in località Collelongo sono stati ritrovati dei ruderi dell'Eneolitico e a Capriglia e a Colle Cicerone dei ruderi di epoca romana. Tuttavia dei monaci, verosimilmente già esistevano in zona come per la Chiesa di San Pancrazio già esistente nell'829. La chiesa attuale risale al 1205 come ricostruzione della preesistente chiesa. Originariamente il borgo è sorto come avamposto longobardo per il controllo della Valle del Rio Secco per difendere la zona contro i Bizantini. I Longobardi eressero, dove ora è il castello di Roccascalegna, una torre d'avvistamento. Indi si susseguirono dapprima i Franchi, poi i Normanni. Il vero e proprio castello, tuttavia, è, verosimilmente, di epoca normanna. Nel 1320 Roccascalegna viene nominata nel periodo angioino "cum castellione", all'epoca, quindi, il castello già esisteva. La successiva menzione è del XV secolo, nel regno di Giovanna II di Napoli durante le gesta di Giacomo Caldora, con la ribellione del figlio Antonio, i soprusi di Raimondo Caldora e l'ascesa al trono degli Aragonesi al trono del Regno di Napoli. In questo periodo un soldato sotto il comando di Giacomo Caldora, Raimondo Annechino è feudatario del paese, la sua famiglia rimase feudataria del borgo fino al 1525 quando Giovanni Maria Annechino fece ricostruire il castello.[4]

L'evo moderno[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvento dell'evo moderno vi è il solito avvicendarsi dei feudatari e vari passaggi dai feudatari stessi alla Regia Corte e da questa ad un nuovo signore cui far accettare i Capitoli. Nel 1531 Diego Sarmemto conferma questi Capitoli o Statuti, ma subito dopo il paese ritorna alla Regia Corte che la vende a Giovanni Genovois di Chalem che la rivende ai Carafa. Orazio Carafa oppresse i paesani fino a che, il 15 ottobre 1584 insorgono e, aiutati dal prete, lo uccidono. Gli succedono il fratello Giovanni Girolamo e Girolamo. Alla fine del secolo i Carafa, oberati di debiti, sono costretti a vendere il castello. Ai Carafa succedono i Corvo o de Corvis. Gli ultimi feudatari di Roccascalegna furono i Nanni. Il castello, all'epoca versava in pessime condizioni. La loro residenza fu spostata più in basso, in un luogo ritenuto più comodo. Oggi tale palazzo è adibito a residenza privata, ma vi sono anche un forno ed un laboratorio di un artigiano. Con l'unità d'Italia prosperano lutti, ruberie, emigrazione e brigantaggio mentre i ricchi borghesi speculano sulla proprietà fondiaria. Il castello per essere restaurato dovrà attendere il finire del millennio.[4]

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una tradizione popolare - ripresa in chiave surreale anche nel film "Sottovoce" del 1993[5] - nel corso del XVIII secolo uno degli ultimi esponenti della famiglia Corvo-De Corvis si sarebbe trasferito dalla Corte di Napoli ai suoi possedimenti di Roccascalegna, dove avrebbe cercato di ripristinare lo Ius primæ noctis. Ciò avrebbe naturalmente suscitato una ribellione tra i suoi sudditi, e uno sposo, non disposto a cedere alla barbara usanza, mascheratosi da donna si sarebbe nottetempo introdotto nel Castello e sostituito alla consorte, uccidendo il feudatario.[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Roccascalegna è tra i paesi ai quali è stato assegnato il marchio Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Inoltre, è uno dei trentanove comuni italiani facenti parte dell'Associazione Nazionale delle Città del Miele[7].

Il castello[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Roccascalegna.

Viene chiamato dai paesani La Rocca. Il castello venne verosimilmente costruito dai Longobardi a difesa dalle invasioni bizantine di un centro abitato longobardo poco tempo prima fondato, dapprima come torre d'avvistamento poi man mano ingrandito fino a diventare un castello. Il Castello domina, su di uno sprone con fianchi a burrone, la valle del Riosecco, affluente di sinistra del Sangro. Poi, esclusa una bolla contabile del 1320, il castello di Roccascalegna cade nell'oblio fino al 1525, epoca in cui avviene un restauro causa l'introduzioni delle nuove, per l'epoca, armi da fuoco. Invece, nel 1705, è un secondo restauro, ma stavolta si tratta della monumentale rampa d'accesso. Un nuovo periodo di oblio colpisce il castello, fino al 1985, quando l'ultima famiglia di feudatari (I Croce Nanni) dona al comune il castello, il quale inizia subito un'opera di restauro terminato solamente nel 1996, restauro che porterà all'antico splendore il castello[8]. Compare nel film Il racconto dei racconti - Tale of Tales di Matteo Garrone.[senza fonte]

Scavi archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • In località Colle Longo sono stati trovati ad 80–90 cm. dal livello di campagna, a 250 m. s.l.m., nell'agosto del 2000 sono stati trovati dei resti archeologici comprendenti ceramiche grossolana e fine ed industria litica tuttalpiù in arenaria e selce risalenti all'Eneolitico,[9] e più precisamente al III millennio a.C.[10]
  • In località Collebuono sono stati trovati, invece, dei ruderi di un edificio del III secolo a.C.[11]

Le chiese[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Pietro

Altri luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Il borgo. È sito ai piedi della rocca. È composto da case a loro volta composte da uno o due piani, in parte rovinate dall'incuria fino a diventare rudere ed in parte ripristinate per essere abitate site nella via che porta che segue i piedi del monticello dov'è sito il castello. La via finisce all'accesso del castello stesso presso la chiesa di San Pietro.[15]
  • Vari belvedere (dal castello e dalla rampa d'accesso al castello stesso, di cui uno sulla Maiella).
  • Il monumento alle vittime della tragedia di Marcinelle[16].
  • L'Arca della Pace, grande scultura in bronzo dedicata alle vittime di tutte le guerre, opera dello scultore Pietro De Laurentiis, natio di Roccascalegna. Si tratta della fusione in bronzo di un gesso già esposto e pubblicato diverse volte, tra l'altro in occasione della IX Quadriennale di Roma, del 1965[17].

Persone legate a Roccascalegna[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro De Laurentiis (Roccascalegna, 13 marzo 1920 - Roma 17 ottobre 1991), scultore.
  • Anthony Zinni (Philadelphia, 1947), generale di United States Marine Corps il cui nonno Giuseppe era nativo di Roccascalegna.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[18]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[19] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 104 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 49 3,60%

Marocco 30 2,20%

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1994 26 maggio 2002 Giovanni Angelo Di Giovannangelo Lista Civica (1994-1998)
Lista Civica di Centro-sinistra (1998-2002)
Sindaco [20][21]
27 maggio 2002 6 maggio 2012 Nicola Fiorindo Travaglini Lista Civica di Centro-sinistra(1998-2002)
Lista Civica (2002-2007)
Sindaco [22][23]
7 maggio 2012 in carica Domenico Giangiordano Lista Civica Domani per Roccascalegna Sindaco [1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 6 maggio 2012, elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  3. ^ AA.VV., Etimologia, castelloroccascalegna.it.
  4. ^ a b Lucio Cuomo, Breve storia di Roccascalegns, comunediroccascalegna.it. URL consultato il 1º novembre 2009.
  5. ^ Regia di Claudio Pazienza, cineasta belga originario di Roccascalegna. La pellicola, sospesa tra documentario e fiction, è interamente dedicata al paese e fu girata in loco con la collaborazione della cittadinanza, che partecipò attivamente alle riprese. [1]
  6. ^ AA.VV., Leggende popolari..., castelloroccascalegna.it.
  7. ^ Il sito dell'Associazione Nazionale Italiana delle Città del Miele
  8. ^ AA.VV., Le origini e la storiografia del castello di Roccascalegna, castelloroccascalegna.it.
  9. ^ A. Di Donato, Archeologia a Roccascalegna!, adidonato.it, 15/04/08. URL consultato il 6 novembre 2009.
  10. ^ AA. VV., Comune di Roccascalegna - (Dal 21 luglio 2003 è in svolgimento la 3^ campagna di scavo nel sito archeologico di Collelongo), comunediroccascalegna.it. URL consultato il 6 novembre 2009.
  11. ^ AA.VV., Resti di un insediamento del III secolo a.C., sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 6 novembre 2009.
  12. ^ AA.VV., Chiesa di San Pancrazio, sangroaventino.it, 2004.
  13. ^ AA.VV., Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, sangroaventino.it, 2004.
  14. ^ AA.VV., Chiesa di San Pietro, sangroaventino.it, 2004.
  15. ^ AA.VV., Altre Segnalazioni, sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 20 ottobre 2009.
  16. ^ AA.VV., Monumento alle vittime della tragedia di Marcinelle, comunediroccascalegna.it, 2004.
  17. ^ Dal sito ufficiale di Pietro de Laurentiis ove si citano le varie commissioni dell'artista c'è anche quella dell'"Arca della Pace" a Roccascalegna.
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  20. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 1994, elezionistorico.interno.it.
  21. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 24 maggio 1998, elezionistorico.interno.it.
  22. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 26 maggio 2002, elezionistorico.interno.it.
  23. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 27 maggio 2007, elezionistorico.interno.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Abruzzo Portale Abruzzo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Abruzzo