Il racconto dei racconti - Tale of Tales

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il racconto dei racconti - Tale of Tales
Schermata 2015-04-15 alle 17.49.53.png
Una scena del film
Lingua originale inglese
Paese di produzione Italia, Regno Unito, Francia
Anno 2015
Durata 125 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantastico, drammatico
Regia Matteo Garrone
Soggetto Giambattista Basile (raccolta di fiabe)
Sceneggiatura Matteo Garrone, Edoardo Albinati, Ugo Chiti, Massimo Gaudioso
Produttore Matteo Garrone, Jean Labadie, Jeremy Thomas
Produttore esecutivo Nicki Hattingh, Alessio Lazzareschi, Anne Sheehan
Casa di produzione Rai Cinema, Archimede, Le Pacte, Recorded Picture Company
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Art director Massimo Pauletto, Marco Furbatto
Fotografia Peter Suschitzky
Montaggio Marco Spoletini
Effetti speciali Andrea Eusebi, Elio Terribili, Andrea Giomaro
Musiche Alexandre Desplat
Scenografia Dimitri Capuani, Alessia Anfuso
Costumi Massimo Cantini Parrini
Trucco Diego Prestopino
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Episodi
  • La regina
  • La pulce
  • Le due vecchie

Il racconto dei racconti - Tale of Tales è un film a episodi del 2015 diretto da Matteo Garrone, al suo primo film in lingua inglese, e vincitore di sette David di Donatello[1].

La pellicola è l'adattamento cinematografico della raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, pubblicata postuma tra il 1634 ed il 1636.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film è composto da tre diversi episodi liberamente tratti da altrettanti racconti della raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, narrati intrecciati fra loro: La cerva, La pulce e La vecchia scorticata.

La cerva[modifica | modifica wikitesto]

Nel regno di Selvascura i reali tentano da tempo di avere un figlio, ma non vi riescono essendo la regina sterile. Si presenta al loro cospetto un negromante che consiglia al re e alla regina un rimedio magico ed efficace per risolvere il problema: la donna dovrà mangiare il cuore di un drago marino che dovrà essere prima cucinato da una vergine. In questo modo entrambe concepiranno all'istante, la regina per aver mangiato il cuore, la vergine per venire a contatto con il vapore della cottura. Il re si immerge quindi nelle profonde acque di un lago con una tuta da palombaro e trovato il drago lo colpisce a morte, ma durante la sua agonia il mostro infligge un fatale colpo di coda al sovrano, che muore dopo essere riemerso. Il cuore viene tolto ed affidato alla serva vergine che esegue la cottura richiesta, e che, come previsto, inalando fumo fuoriuscito dalla pentola, rimane incinta. La regina mangia il cuore e quella notte lei e la serva partoriscono. Poco dopo, mentre le due donne stringono al petto i loro bambini si celebra il funerale del re. A commemorare il sovrano vengono anche il re di Altomonte con la sua piccola figlia, Viola, e il re di Roccaforte con alcune delle sue amanti.

La storia riprende sedici anni dopo questi eventi.

Il figlio della regina di Selvascura, Elias, e il figlio della serva, Jonah, si assomigliano come gocce d'acqua, essendo nati tutti e due dalla magia del cuore del drago marino, e sono grandi amici, ma, essendo ostile la regina a Jonah, sono costretti a giocare di nascosto. Un giorno Jonah per gioco scambia i suoi vestiti con Elias e si finge l'altro davanti alla sovrana. Convinto di averla beffata, Jonah corre nelle stanze di Elias e gli racconta lo scherzo. Il principe quindi suggerisce che, quando salirà al trono, entrambi i ragazzi possano governare sostituendosi l'uno con l'altro, un giorno a testa.

La regina origlia tutto e in seguito tenta di uccidere Jonah con un attizzatoio, ma questi riesce a seminarla nelle cucine del castello. Il giorno dopo il ragazzo decide di lasciare il regno, e prima di andarsene saluta Elias con un dono: trafigge le radici di un albero con un coltello, ne fa sgorgare dell'acqua, quindi Jonah spiega al compagno di giochi che il ruscello rappresenta il corso della sua vita lontano da lui; se l'acqua scorrerà limpida, la sua vita sarà serena, invece se si intorbidirà, questo sarà un segno di sventura. In tal modo il principe saprà sempre come sta trascorrendo la vita del suo amico.

Da quel giorno Elias custodisce gelosamente quel luogo, non facendovi avvicinare nessuno. Un giorno il ruscello inizia a diventare torbido e scuro. Elias sale quindi in groppa ad un cavallo e si dirige a cercare l'amico. Raggiunge un villaggio in cui viene scambiato per Jonah dalla famiglia che l'aveva ospitato dopo la sua partenza, e scopre che l'amico è scomparso dopo una battuta di caccia e non è stato visto per tre giorni. Frattanto il negromante si ripresenta al cospetto della sovrana e le comunica che Elias rappresenta la metà inseparabile di Jonah e che, perciò, il principe si è diretto a cercare l'amico. La donna chiede al vecchio come uccidere Jonah e riavere indietro il figlio e il negromante dice che anche questa richiesta, come la magia del cuore del drago, avrà un alto prezzo.

Intanto Jonah è intrappolato in una grotta che sporge verso un dirupo, e tenta da giorni di chiamare aiuto. Giunge all'improvviso un mostro alato che tenta di attaccarlo ma sopraggiunge Elias, che, con un colpo di lama, riesce ad uccidere la mostruosa creatura. Il principe riaccompagna Jonah dalla famiglia che l'amico si era formato e torna a casa. Frattanto, il corpo del mostro che aveva attaccato Jonah si decompone, svelando la sagoma della regina, deceduta.

La pulce[modifica | modifica wikitesto]

Nel regno di Altomonte la figlia del re, Viola, si diletta in approcci alle attività culturali come la musica e la letteratura sognando un radioso futuro con un suo ideale principe azzurro. Il padre un giorno è infastidito da una pulce e fa per ucciderla, sennonché all'ultimo momento si affeziona all'insetto, tanto da cominciare a nutrirlo in segreto con il proprio sangue e a mantenere la sua crescita. La pulce diviene ogni giorno un po' più grossa, fin da non riuscire più a respirare, e muore. Il re, nel tentativo di superare il lutto, indice un torneo: chiunque indovinerà l'animale da cui proviene la pelle che metterà a disposizione (quella della gigantesca pulce) avrà la mano di sua figlia. Fra sé e sé il sovrano è convinto che nessuno supererà la prova e che Viola rimarrà con lui ancora a lungo.

Molti pretendenti tentano invano di risolvere l'indovinello. Giunge alla corte anche un mostruoso orco che, dopo aver annusato la pelle della creatura, dà la risposta giusta, cosicché la principessa Viola è costretta ad andare a vivere con lui. Il gigantesco mostro conduce la consorte sulle montagne, fino a una grotta, dove abita vivendo di selvaggina. Qui segrega e violenta la ragazza. Tempo dopo, mentre l'orco va a caccia, Viola avvista una donna dall'altro lato del burrone su cui si affaccia la grotta, implorandola di aiutarla: questa promette di tornare il giorno dopo assieme ai figli per farla scappare.

La mattina dopo, senza farsi notare, Viola si sporge sul bordo della montagna e avvista la donna con il marito e i tre figli saltimbanchi, i quali hanno steso una corda tra i due lati del burrone: il più giovane prende la principessa e comincia a camminare sulla fune. L'orco però si accorge della fuga e, all'ultimo, si aggrappa al filo per inseguirla: arrivati dall'altro lato, Viola e il saltimbanco riescono a tagliare la corda, facendo precipitare il mostro nel fossato.

Mentre la compagnia sale felice sul carretto iniziando ad andarsene, all'improvviso l'orco, sopravvissuto alla caduta, torna all'attacco. Tutta la famiglia dei saltimbanchi è uccisa dal mostro e Viola, disperata, non può far altro che arrendersi nuovamente all'orco. Egli se la carica sulle spalle, ma Viola lo sgozza con un pugnale che aveva segretamente recuperato dal carretto durante la fuga. Al castello, il re sembra ormai in fin di vita per l'orribile destino della figlia, quando ecco che la governante gli dice che sua figlia è tornata. Il re e i cortigiani arrivano nella sala del trono e trovano Viola sporca e incrostata di sangue: «Questo è il marito che voi avete scelto per me!», dice sprezzante la principessa al padre, mostrandogli la testa dell'orco che lei ha ucciso. Il re cade in ginocchio affranto chiedendole perdono e la ragazza inizia a piangere.

Le due vecchie[modifica | modifica wikitesto]

Nel regno di Roccaforte il re si diletta in volgari orge ed ebbri divertimenti, fino al giorno in cui si innamora perdutamente della voce di una figura femminile incappucciata che ode cantare davanti alla casa del tintore. Il sovrano si dirige davanti alla dimora della ragazza per farle la corte, ignaro che all'interno non vive alcuna ragazza bensì due anziane sorelle, Imma e Dora (è di quest'ultima che il re ha udito cantare così bene).

Senza farsi sfuggire l'occasione, Dora propone un patto al re: dovrà tornare da lei dopo una settimana, così che possa concedergli di vedere un dito della sua mano. Il sovrano acconsente, Dora tenta di lustrare il suo indice e di abbellirlo il più possibile, ma invano, per cui all'ultimo momento la donna usa il dito della sorella, più levigato del suo per l'abitudine di Imma di succhiarsi il dito, e lo mostra al re attraverso la fessura della porta. A questo punto l'uomo, fin troppo mosso dal desiderio, invita la donna a recarsi a palazzo nelle sue stanze. Dora accetta, ma a patto che tutto avvenga al buio. Il sovrano accoglie la richiesta, e la notte seguente i due giacciono insieme, senza che il re si accorga dell'inganno (tramite una sostanza adesiva, le sorelle riescono infatti a stendere e levigare le rughe della pelle di Dora). Tuttavia le luci del mattino rivelano il tranello, e il sovrano, vergognoso e orripilato, ordina alle guardie di scaraventare la donna giù dalla finestra.

L'ordine è eseguito, ma Dora si salva, impigliandosi fra i rami di un albero sottostante. Passa da quelle parti una maga dei boschi che inizialmente ride nel vedere la vecchia appesa all'albero ma poi, impietosita, la libera, quindi l'abbraccia e l'allatta, facendole un incantesimo. Di li a poco giunge nei boschi il re, a caccia e, al posto della vecchia, trova una bellissima giovane dai capelli rossi: è Dora, ringiovanita dalla strega a sua insaputa. Il re decide di sposarla, e poco tempo dopo viene celebrato il loro matrimonio a cui viene invitata anche Imma. Quest'ultima si meraviglia della bellezza della sorella, la quale le dice che non dovrà più preoccuparsi adesso che è diventata regina, ma Imma dovrà mantenere il segreto sulla loro parentela perché nessuno potrà credere che siano sorelle.

Finita la festa però Imma non vuole andarsene, dicendo a tutti di essere la sorella della regina, e come previsto da Dora non è creduta. Dora a quel punto la caccia, ma Imma la segue fino in camera da letto e insiste per sapere come Dora abbia ottenuto la giovinezza in modo tale da poter ricevere anche lei lo stesso dono. Dopo averle detto in tutti i modi che non sapeva cosa le fosse successo, esasperata da Imma, Dora inventa di essersi fatta scorticare. Sopraggiunge il re suo marito, Dora nasconde la sorella, concedendosi al marito. Imma però si fa scoprire dal re il quale, con il ricordo orrendo dell'anziana Dora nel letto, fa cacciare Imma nonostante il tentativo di Dora di calmarlo. Il giorno seguente Imma cerca qualcuno per farsi scorticare. Il barbiere rifiuta, ma un arrotino, abbagliato dai gioielli del vestito che Imma ha ricevuto da Dora per il matrimonio, e che Imma gli offre in ricompensa, accetta. L'arrotino conduce la vecchia nel bosco, esegue la richiesta e Imma torna verso il palazzo reale priva di pelle, sanguinante e agonizzante.

Conclusione[modifica | modifica wikitesto]

Nel regno di Altomonte, Viola viene incoronata regina, al cospetto del suo popolo, del nuovo sovrano di Selvascura Elias, del sovrano di Roccaforte e della sua regina Dora. Al centro del cortile Viola guarda insieme a tutti i sovrani un saltimbanco esibirsi sopra le loro teste in uno spettacolare esercizio di equilibrio su una fune infuocata. Mentre Dora osserva l'esercizio avverte uno strano effetto sulla sua pelle: si stanno rigenerando sul suo corpo le sue sembianze da vecchia, indice che la magia della fattucchiera sta cessando. Impaurita la donna fugge dal castello sotto lo sguardo attonito del marito, mentre proseguono i festeggiamenti.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il budget del film è stato di circa 14,5 milioni di dollari[2].

Cast[modifica | modifica wikitesto]

La cerva[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Donnafugata, location dell'episodio de La cerva

La pulce[modifica | modifica wikitesto]

Castel del Monte, location dell'episodio de La pulce

Le due vecchie[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Roccascalegna, location dell'episodio de La vecchia scorticata

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film sono iniziate il 15 maggio 2014 e sono durate quattro mesi[3][4]; si sono svolte interamente in Italia principalmente al sud e in Sicilia: in Abruzzo (nel castello di Roccascalegna[5]), nel Lazio (a Palazzo Chigi di Ariccia, Castello Caetani a Sermoneta e Acquapendente[6]), Napoli[7] (tra cui il Palazzo Reale, parco e reggia di Capodimonte[8]), Puglia (a Castel del Monte, nel Castello normanno-svevo di Gioia del Colle, a Mottola e a Statte[9]), Sicilia (nel Castello di Donnafugata e nelle Gole dell'Alcantara[10]), Toscana[11] (alle Vie Cave [12], nel Castello di Sammezzano [13] e nel Palazzo Vecchio[8][13]).

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer è stato diffuso il 15 aprile 2015 in esclusiva sul sito MYmovies.it[14].

Il film viene presentato al Festival di Cannes 2015[15] dove è in concorso[16] e viene poi distribuito nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 14 maggio 2015[17].

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio del film è stato effettuato dalla società SEDIF, mentre Francesco Vairano ha ricoperto il ruolo di direttore del doppiaggio e dialoghista[18].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Presentato al Festival di Cannes 2015 riceve tiepidi applausi alla proiezione della stampa e sette minuti di applausi dal pubblico[19]. Il sito americano Rotten Tomatoes riporta che l'82% delle recensioni professionali ne ha dato un giudizio positivo, con una media voto di 7 su 10[20].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b David di Donatello: vincono i Perfetti sconosciuti, Paramount Channel, 19 aprile 2016. URL consultato il 19 aprile 2016.
  2. ^ (EN) Nick Vivarelli, Cannes: Italo Auteur Matteo Garrone Talks About His ‘Tale of Tales’, Variety, 15 maggio 2014. URL consultato il 15 aprile 2015.
  3. ^ Valentina D'Amico, Il racconto dei racconti: Matteo Garrone sul set, Movieplayer.it, 21 maggio 2014. URL consultato il 1 maggio 2015.
  4. ^ (EN) Vittoria Scarpa, Shooting kicks off for Tale of Tales by Matteo Garrone, cineuropa.org, 16 maggio 2014. URL consultato il 15 aprile 2015.
  5. ^ Stefania Sorge, L’Abruzzo nel film di Garrone in concorso a Cannes, ilcentro.gelocal.it, 16 aprile 2015. URL consultato il 26 aprile 2015.
  6. ^ Nei luoghi del Racconto dei Racconti di Garrone, l'Italia da scoprire - Giardino - Passioni - Lifestyle, ansa.it, 15 maggio 2015. URL consultato il 28 maggio 2015.
  7. ^ Il racconto dei racconti, Movieplayer.it. URL consultato il 19 aprile 2015.
  8. ^ a b Gianmaria Tammaro, Il Racconto dei Racconti: scelte le location del prossimo film di Matteo Garrone con Vincent Cassel e Salma Hayek protagonisti, Best Movie, 10 marzo 2014. URL consultato il 19 aprile 2015.
  9. ^ Anna Puricella, Sul set con Garrone: "Il mio kolossal fantasy, a Castel del Monte con Vincent Cassel", la Repubblica, 1 luglio 2014. URL consultato il 20 aprile 2015.
  10. ^ Federica Molè, Garrone gira a Ragusa con un cast internazionale, la Repubblica, 19 maggio 2014. URL consultato il 18 aprile 2015.
  11. ^ Valentina D'Amico, Matteo Garrone: "Verso Cannes con la mia fiaba dark fantasy", Movieplayer.it, 24 marzo 2015. URL consultato il 1 maggio 2015.
  12. ^ Sorano come set cinematografico per il nuovo film di Garrone, La Nazione. URL consultato il 20 aprile 2015.
  13. ^ a b Raffaele Dambra, Il Racconto dei Racconti: trailer e trama del film di Matteo Garrone in concorso a Cannes 2015, nanopress.it, 17 Aprile 2015. URL consultato il 1 maggio 2015.
  14. ^ Il racconto dei racconti, MYmovies.it, 15 aprile 2015. URL consultato il 15 aprile 2015.
  15. ^ Cannes, la giornata del film di Matteo Garrone, Mentelocale, 14 maggio 2015.
  16. ^ Marita Toniolo, Il racconto dei racconti: online il trailer del film di Matteo Garrone, Best Movie, 15 aprile 2015. URL consultato il 15 aprile 2015.
  17. ^ Il racconto dei racconti, MYmovies.it. URL consultato il 15 aprile 2015.
  18. ^ Antonio Genna, Il racconto dei racconti, Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 25 maggio 2015.
  19. ^ Rainews, Cannes: sette minuti di applusi per Garrone, rainews.it. URL consultato il 18 maggio 2015.
  20. ^ Tale of Tales, rottentomatoes.com. URL consultato il 31 marzo 2017.
  21. ^ I premi del Bif&st 2016, terzapagina.it.
  22. ^ Andrea Bedeschi, David di Donatello 2016, ecco tutti i film in gara!, badtaste.it, 22 marzo 2016. URL consultato il 22 marzo 2016.
  23. ^ Ciak d’Oro 2016: i vincitori!, filmforlife.org, 08 giugno 2016. URL consultato l'08 giugno 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema