Palazzo Chigi (Ariccia)

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Palazzo Chigi
Palais Chigi d'Ariccia.JPG
La facciata principale su piazza di Corte.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàAriccia
Coordinate41°43′17.54″N 12°40′19.99″E / 41.72154°N 12.67222°E41.72154; 12.67222Coordinate: 41°43′17.54″N 12°40′19.99″E / 41.72154°N 12.67222°E41.72154; 12.67222
Informazioni generali
Condizioniin uso
CostruzioneXV - XVIII secolo
Stilebarocco
Usorappresentanza ed esposizioni temporanee
Piani5
Realizzazione
ArchitettoGian Lorenzo Bernini, Carlo Fontana
ProprietarioComune di Ariccia
CommittenteFamiglia Chigi

Palazzo Chigi è un palazzo storico del centro storico di Ariccia, in provincia di Roma, nell'area dei Castelli Romani. Il palazzo costituisce la quinta scenografica della monumentale piazza di Corte, progettata da Gian Lorenzo Bernini, ed è completato dal pittoresco Parco Chigi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Ariccia.

Il palazzo dei Savelli[modifica | modifica wikitesto]

La fabbrica del palazzo venne iniziata dai Savelli, signori di Ariccia dal 1423 al 1661, non appena entrarono in possesso del feudo.[1]

La residenza originaria dei feudatari ariccini era probabilmente situata nella struttura chiamata Palazzaccio, un edificio che al tempo dello storico Emanuele Lucidi[2], ovvero nel XVIII secolo, conservava tracce della trascorsa importanza, e che era ubicato nella zona denominata Gallinaro Nuovo. Questa ipotesi sarebbe confermata da un atto notarile risalente al 2 aprile 1581[2], che recita:

(LA)

«Datum Ariciae domi Ill.i Domini Camilli prope Gallinarium.»

(IT)

«Firmato ad Ariccia in casa dell'Illustrissimo Signore Camillo [Savelli] presso il Gallinaro.»

(Instrum. Capit. Aric., libro 2, p. 285.)

A partire dal 1608 inizia ad essere menzionata la nuova residenza ducale, evidentemente costruita sul finire del XVI secolo dal duca Camillo Savelli: in un atto notarile del 31 gennaio 1608[2] si legge Actum Ariciae in palatio magno Illmorum, et Exclmorum DD., mentre il 2 agosto 1611[2] si tenne un'assemblea pubblica:

(LA)

«In domo Illmi, et Exclmi D. Principis Sabelli nuncupata la casa nuova (...)»

(IT)

«Nella casa dell'Illustrissimo, ed Eccellentissimo Signor Principe Savelli chiamata "la casa nuova" (...)»

(Archivio Comunale, Lib. Cons. p. 58.)

Recenti ricerche hanno dimostrato che la parte dell'attuale palazzo risalente al periodo Savelli, cioè tutto il corpo di fabbrica che va grossomodo dal portale centrale sulla piazza di Corte al torrione ovest verso Albano, venne realizzata su commissione del cardinale Silvio Savelli e progetto dell'architetto Carlo Lambardi nell'ultimo decennio del XVI secolo (F. Bilancia, F. Petrucci, 2017).

Il palazzo dei Chigi[modifica | modifica wikitesto]

Parco e palazzo Chigi in una veduta dal ponte di Ariccia.

Dopo che il 20 luglio 1661 il cardinal Flavio ed i principi Mario ed Agostino Chigi acquistarono il feudo di Ariccia dal principe Giulio Savelli per la somma di 358.000 scudi[3], i Chigi pensarono subito ad un piano di risanamento urbanistico dell'abitato, e nel 1664 chiamarono Gian Lorenzo Bernini per mettere mano al progetto della Collegiata e di piazza della Corte, oltre che del nuovo palazzo. La progettazione esecutiva fu affidata a Carlo Fontana, allievo del Bernini e suo stretto collaboratore.

I lavori del palazzo terminarono nel 1672, con la costruzione del corpo del palazzo adiacente a Porta Napoletana. I Chigi ampliarono il vasto parco (28 ettari), risalente all'epoca dei Savelli, realizzando nuovi percorsi, fontane e manufatti vari, sempre sotto la direzione del Fontana e la supervisione di Bernini. Nel 1672 avviene la prima assoluta di La sincerità con la sincerità, overo Il Tirinto di Bernardo Pasquini e nel 1673 Gl'inganni innocenti, ovvero L'Adalinda di Pietro Simone Agostini.

Nel 1740 il principe Augusto Chigi impiegò 40.000 scudi per la costruzione dell'imponente Torrione Nuovo o Quarto Nuovo del palazzo, oggi adiacente al Ponte di Ariccia, perfettamente simmetrico all'altra ala più antica.[4]

Durante le vicende belliche legate alla Repubblica Romana (1798-1799), il Parco e il palazzo furono sconvolti dagli spostamenti delle truppe belligeranti. Anche durante la seconda guerra mondiale alcuni reparti dell'esercito alleato si accamparono all'interno del palazzo e del Parco, che venne aperto alla circolazione civile per sopperire al crollo del Ponte di Ariccia, fatto saltare il 2 giugno 1944: in questa incursione aerea furono in parte danneggiati gli affreschi neoclassici di due sale al piano nobile, ma il palazzo rimase sostanzialmente incolume.

Nel 1962 il regista Luchino Visconti girò nel palazzo buona parte del film Il Gattopardo, tra cui la scena del dialogo tra Burt Lancaster ed Alain Delon: tuttavia la scena più famosa del film, quella del ballo con Burt Lancaster e Claudia Cardinale, fu invece girata a Palazzo Valguarnera-Gangi a Palermo, la nobile dimora siciliana dove furono completate le riprese del film[5] (altre scene furono girate in un'altra residenza patrizia palermitana, villa Boscogrande).

Il 29 dicembre 1988 Agostino Chigi Albani della Rovere, proprietario del palazzo, lo ha venduto assieme al Parco al Comune di Ariccia con particolari condizioni.

Il palazzo conserva il suo arredamento originario, in gran parte del XVII secolo, con un'importante collezione di dipinti (Cavalier d'Arpino, Baciccio, Pier Francesco Mola, Mario de' Fiori, Salvator Rosa, etc.), sculture e arredi barocchi di stretto ambito berniniano (parati in cuoio, consolle del Bernini, etc.), ma anche affreschi seicenteschi e neoclassici (Pietro Mulier, Giuseppe Cades, Nicola la Piccola, Liborio Coccetti, Annibale Angelini).

Il Museo del Barocco Romano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 a Palazzo Chigi è stato inaugurato il Museo del Barocco Romano, che raccoglie importanti opere del '600 e '700 romano acquisite per donazione: dalla Collezione Fagiolo, appartenuta allo storico dell'arte Maurizio Fagiolo, alla Collezione Lemme, con un'importante raccolta di dipinti donata dagli avvocati Fabrizio e Fiammetta Lemme, le collezioni Laschena, Ferrari ed altre donazioni. Inoltre nel palazzo è presente la Biblioteca Chigi, oltre alle biblioteche di storia dell'arte donate dalla collezionista Beatrice Chiovenda Canestro, da Deoclecio Redig De Campos, già direttore dei Musei Vaticani, ed altri fondi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Emanuele Lucidi, Memorie storiche dell'illustrissimo municipio ora terra dell'Ariccia, e delle sue colonie di Genzano, e Nemi, parte I cap. XXVII, p. 260.
  2. ^ a b c d Emanuele Lucidi, Memorie storiche dell'illustrissimo municipio ora terra dell'Ariccia, e delle sue colonie di Genzano, e Nemi, parte I cap. XXVII, p. 261.
  3. ^ Emanuele Lucidi, Memorie storiche dell'illustrissimo municipio ora terra dell'Ariccia, e delle sue colonie di Genzano, e Nemi, parte I cap. XXX, p. 296.
  4. ^ Emanuele Lucidi, Memorie storiche dell'illustrissimo municipio ora terra dell'Ariccia, e delle sue colonie di Genzano, e Nemi, parte I cap. XXX, p. 300.
  5. ^ Sicilia Informazioni - Palermo senza memoria: cinquant'anni de "Il Gattopardo" di Visconti. A Santa Margherita un ciclo di eventi per ricordare il film cult, su siciliainformazioni.com. URL consultato il 10-09-2009 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2009)..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia sui Castelli Romani.
  • Emanuele Lucidi, Memorie storiche dell'illustrissimo municipio ora terra dell'Ariccia, e delle sue colonie di Genzano, e Nemi, Roma 1796, Tipografia Lazzarini.
  • Francesco Petrucci, Palazzo Chigi ad Ariccia, Arti Grafiche Ariccia, Ariccia, 1984.
  • L'Ariccia del Bernini, catalogo della mostra, a cura di M. Fagiolo dell'Arco, F. Petrucci, Ariccia, Palazzo Chigi, De Luca Editore, Roma 1998.
  • Francesco Petrucci, Palazzo Chigi in Ariccia, guida illustrata, Arti Grafiche Ariccia, Ariccia, 2010.
  • Marcello Villani, Ariccia, in Atlante del Barocco in Italia. Lazio 1. Provincia di Roma, diretto da M. Fagiolo, Roma 2002, pp. 68-69.
  • Francesco Petrucci, Tracce materiali sulla presenza dei Savelli nei Colli Albani, in Gli Orsini e i Savelli nella Roma dei papi. Arte e mecenatismo di antichi casati dal feudo alle corti barocche europee, a cura di Cecilia Mazzetti di Pietralata e Adriano Amendola, Cinisello Balsamo 2017, pp. 201-227.
  • Fernando Bilancia, Il Palazzo dei Savelli ad Ariccia: ipotesi di attribuzione a Carlo Lambardi, in Gli Orsini e i Savelli nella Roma dei papi. Arte e mecenatismo di antichi casati dal feudo alle corti barocche europee, a cura di Cecilia Mazzetti di Pietralata e Adriano Amendola, Cinisello Balsamo 2017, pp. 229-235.

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