Savelli (famiglia)

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Savelli
Stemma Savelli.png
StatoStato Pontificio
Titolisignori, duchi, principi
FondatoreGiovanni Savelli
Data di fondazioneXI secolo
Data di estinzione1712 (ramo principale)
Etniaitaliana
Rami cadettiLinea di Giovanni (estinta)
Savelli di Albano (estinta nel 1668)
Savelli di Ariccia (estinta nel 1639)
Savelli di Rignano (estinta nel 1614)
Savelli di Palombara (estinta nel 1712)
Spinelli Savelli (fiorente)

La famiglia Savelli o Sabelli è stata una nobile famiglia importante nella storia romana sin dalla fondazione di Roma, fino al medioevo con l'estinzione del ramo principale (5 marzo 1712). Ebbero la carica di Maresciallo di Santa Romana Chiesa e custode perpetuo del Conclave, ereditaria dal 1352 con il privilegio della giurisdizione sulla Corte o Tribunale che da loro prese nome, chiamata appunto Corte Savella.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dei Savelli sulla porta verso il Campidoglio di Santa Maria in Aracoeli

Le origini della famiglia si perdono nella leggenda i Sabelli erano una delle tribù laziali che contribuirono alla formazione di Roma, secondo alcuni genealogisti, erano dei Sabelli o Savelli i papi Benedetto II e Gregorio II, vissuti tra il VII e l'VIII secolo nonché il martire sardo san Gavino. Tuttavia, solo Eugenio II[senza fonte] appartenne certamente a questa famiglia, il quale, come attestato dal Liber Pontificalis, era originario di Roma ( "natione romanus").

Nel 1178 un Giovanni Savelli è documentato come signore di Albano (di cui i Savelli tennero, con alterne vicende, la signoria per quattro secoli) che fu infeudato alla famiglia ad opera di Giacomo Savelli ossia papa Onorio IV. Nello stesso XII secolo si affermò nel patriziato romano con Aimerico da Sabello. Mentre nel secolo successivo, Cencio, figlio[senza fonte] di Aimerico da Sabello, detto Cencio camerario per essere stato camerario di Clemente III e di Celestino III, divenne Papa nel 1216 col nome di Onorio III. Si deve a lui la storica bolla pontificia "Solet annuere" con cui San Francesco d'Assisi ebbe definitivamente approvata (bullata) la sua Regola.

Le grandi fortune della famiglia sono dovute al nipote di Onorio III, Luca Savelli che fu senatore di Roma. Alla morte dello zio pontefice, Luca non esitò a parteggiare per Federico II contro il nuovo Papa Gregorio IX. Non siamo a conoscenza dei retroscena romani di quel periodo, sappiamo tuttavia che la disinvolta scelta di campo operata da Luca Savelli fruttò alla sua famiglia diversi benefici materiali, fra cui qualche feudo sabino. Nel consolidare i suoi nuovi possedimenti sabini, egli occupò militarmente qualche castello limitrofo, come fu il caso di Montebuono e Tarano, che poi dovette cedere alla Santa Sede. Fu il primo maresciallo di Santa Romana Chiesa a partire dal 1270 o dal 1274.

Nel giro di una generazione (1285) un nuovo Sabelli o Savelli salì al soglio pontificio, Giacomo figlio di Luca, che prese il nome di Onorio IV. Con ciò la posizione dei Sabelli o Savelli guadagnò ulteriore potere tanto da essere annoverata tra le più potenti famiglie romane dell'epoca come gli Orsini, i Frangipane e i Colonna.[1].

Per molti anni successivi gli eredi di Onorio IV diedero lustro alla famiglia e ne aumentarono i possedimenti a Roma e nel Lazio. Il 7 agosto 1352 papa Innocenzo VI nominò Giovanni Battista Savelli maresciallo di Santa Romana Chiesa. Nel 1368 acquistarono dai Pierleoni la fortificazione costruita sul Teatro di Marcello, poi nota come Monte Savello che fecero ricostruire su progetto di Baldassarre Peruzzi all'inizio del XVI secolo. L'edificio attuale fu poi riedificato di nuovo dagli Orsini nel XVIII secolo. Oltre a papi e cardinali questa famiglia annovera un gran numero di condottieri e uomini d'arme vissuti a cavallo del XV e XVI secolo come Giovan Battista Savelli (1505-1551) che fu Capitano delle truppe pontificie sotto il Pontificato di Paolo III[2].

Di questa nobile casata faceva parte anche la principessa Carlotta Savelli (1608-1692), donna dall'animo pio, che regalò ad alcuni terremotati, fuggiti dalle loro terre, il feudo di Savelli, in Calabria, dove ora si erge l'omonimo comune. Il simbolo stesso del comune di Savelli è lo stemma della nobile famiglia romana.

La famiglia si estinse con Giulio Savelli, morto il 5 marzo 1712, con l'eccezione del ramo cadetto dei Giannuzzi Savelli (Baroni di Pietramala, Principi di Cerenzia, Patrizi di Cosenza), nel Regno di Napoli come condottieri dal 1421, discendenti da Giannuzzo di Antonio Savelli (Roma, XV secolo).

Papi[modifica | modifica wikitesto]

tra parentesi l'anno di inizio e fine del pontificato:

Cardinali[modifica | modifica wikitesto]

Tra parentesi è indicato l'anno della nomina a cardinale:

Condottieri e uomini d'arme[modifica | modifica wikitesto]

Monumento a Paolo Savelli (1350-1405) Basilica dei Frari Venezia

Senatori di Roma[modifica | modifica wikitesto]

Casata dei Savelli[modifica | modifica wikitesto]

Primi Savelli[modifica | modifica wikitesto]

  • Cencio (1075-?)
  • Aimerico (1110-?)
  • Luca Pandolfo (1170-1216), fratello di papa Onorio III
  • Luca (1190-1266), diviene I signore di Albano

Signori di Albano[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca (1190-1266), I signore di Albano
  • Pandolfo (1230-1306), II signore di Albano, fratello di papa Onorio IV
  • Giacomo (1280-1355), III signore di Albano
  • Giovanni Battista (1300-1360), IV signore di Albano
  • Luca (1320-1390), V signore di Albano
  • Renzo (m. 1400), VI signore di Albano
  • Antonello (m. 1428), VII signore di Albano
  • Cristoforo (1420-1500), VIII signore di Albano
  • Antimo (1464-1544), IX signore di Albano
  • Antonello (1511-1577), X signore di Albano
  • Cristoforo (1535-1591), XI signore di Albano
  • Marcantonio (1591-1638), XII signore di Albano
  • Onorio (m. 1668), XIII signore di Albano

Signori di Ariccia[4][modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco (?-?), I signore di Ariccia, figlio di Renzo, VI signore di Albano
  • Francesco (m. 1471), II signore di Ariccia
  • Piergiovanni (1448-1473), III signore di Ariccia
  • Silvio (m. 1515), IV signore di Ariccia
  • Camillo (m. 1589), V signore di Ariccia
  • Mario (m. 1601), VI signore di Ariccia
  • Caterina (m. 1632), VII signora di Ariccia, sposa Paolo Savelli, I principe di Albano
Estinzione della linea nella casata dei principi di Albano

Signori di Rignano (Rignano Flaminio)[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo (1340-1405), I signore di Rignano, figlio di Renzo, VI signore di Albano
  • Giovanni Battista (m. 1450), II signore di Rignano
  • Giacomo (m. 1463), III signore di Rignano
  • Pandolfo (m. 1471), IV signore di Rignano, fratello di Giacomo
  • Luca (m. 1515), V signore di Rignano
  • Paolo (m. 1545), VI signore di Rignano
  • Onorio (1540-1607), VII signore di Rignano
  • Lucio (m. 1614), VIII signore di Rignano, vende il feudo di Rignano al cugino Benardino, I duca di Castelgandolfo
Estinzione della linea

Signori di Palombara[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola (m. 1396), I signore di Palombara, figlio di Renzo, VI signore di Albano
  • Buzio (m. 1406), II signore di Palombara
  • Cola (n. 1400), III signore di Palombara
  • Mariano (m. circa 1496), IV signore di Palombara
  • Giacomo (m. 1541), V signore di Palombara
  • Giovanni Battista (1505-1551), VI signore di Palombara
  • Bernardino (m. 1590), VII signore di Palombara

Duchi di Castelgandolfo (1580)[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernardino (m. 1590), I duca di Castelgandolfo
  • Giovanni (1575-1628), II duca di Castelgandolfo, perde il feudo nel 1604

Principi di Albano (1607)[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo (m. 1632), I principe di Albano, figlio di Bernardino, I duca di Castelgandolfo
  • Bernardino (1606-1658), II principe di Albano
  • Giulio (1626-1712), III principe di Albano sino al 1697 poi I principe Savelli
Il feudo di Albano viene venduto per debiti, ma il papa concede a Giulio il titolo di principe sul cognome

Principi Savelli (1697)[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio (1626-1712), I principe Savelli
    • Bernardino (1653-1672), erede, premorì al padre

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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