John C. Reilly

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John Christopher Reilly (Chicago, 24 maggio 1965) è un attore statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Reilly nasce a Chicago, nell'Illinois, il 24 maggio del 1965[1][2] da padre d'origini irlandesi e scozzesi e da madre d'origini lituane[3][4][5]. Quinto di sei figli[3], cresce presso l'area comunitaria cittadina del Lawn (chiamata anche Marquette Park, dal parco su cui l'area è costeggiata), venendo educato in famiglia come cattolico[6][7]. Diplomatosi presso il Brother Rice High School[8][9], la sua passione per la recitazione lo spinge a frequentare la Theatre School dell'Università DePaul[3]. Inizia dunque a muovere i primi passi della sua carriera a teatro, cimentandosi anche come drammaturgo; proprio l'interpretazione resa in una sua stessa opera, Walking the Boogie, lo fa notare dal regista Brian De Palma, che lo fa dunque debuttare al cinema con un ruolo secondario nel suo Vittime di guerra del 1989. Nel 1995 recita nel film Georgia con Jennifer Jason Leigh.

Inizia a collaborare con alcuni grandi registi statunitensi, e si avvicina al cinema indipendente grazie alla conoscenza con Paul Thomas Anderson. Dopo alcuni anni di abbandono dell'attività teatrale, si ripresenta nel 2000, interpretando il ruolo protagonista in True West di Sam Shepard, che gli varrà la candidatura ad un Tony Awards. Nel 2003 viene candidato al Premio Oscar nella categoria miglior attore non protagonista per la sua interpretazione del marito tradito Amos Hart nel musical Chicago di Rob Marshall, per il quale otterrà anche una nomination per un Grammy Award.

Nel 2011 recita nel film Carnage di Roman Polański, nel 2012 presta la voce al protagonista del film d'animazione Ralph Spaccatutto di Rich Moore e nel 2015 è tra i protagonisti di The Lobster. Nel 2018 ridà vita al personaggio di Ollio, interpretandolo nel film Stanlio & Ollio.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sul set di Vittime di guerra (1989) ha conosciuto la produttrice cinematografica Alison Dickey, che ha sposato nel 1992 e da cui ha avuto due figli, tra cui Leo Reilly.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Videoclip musicali

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano delle opere in cui ha recitato, John C. Reilly è stato doppiato da:

Da doppiatore è sostituito da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Monitor, in Entertainment Weekly, n. 1260, 24 maggio 2013, pp. 34.
  2. ^ John C. Reilly, in TVGuide.com. URL consultato il 30 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2016).
  3. ^ a b c Jason Solomons, Life of Reilly, su The Guardian, (Guardian Media Group), 5 dicembre 2004. URL consultato il 7 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2016).
  4. ^ Katey Rich, Interview: John C. Reilly, su Cinema Blend, 19 dicembre 2007. URL consultato il 7 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  5. ^ Ben Spencer, Hollywood star John C Reilly tells of his shock at discovering Scots roots, in Daily Record, Trinity Mirror, 10 febbraio 2013. URL consultato il 7 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 18 agosto 2016).
  6. ^ Andrew Goldman, Mr. Wise Guy, in Elle, 6 novembre 2007. URL consultato il 19 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2012).
  7. ^ John Reilly and Friends: NPR: Tiny Desk Concerts, 3 febbraio 2015. URL consultato il 9 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2015).
  8. ^ Nick Allen, TSR Exclusive ..... 'Cyrus' – Interview with actor John C. Reilly—The Scorecard Review, su thescorecardreview.com, 24 giugno 2010. URL consultato il 22 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  9. ^ Jacques Steinberg, One of These Days Audiences May Remember John C. Reilly's Name, su The New York Times, 23 luglio 2006. URL consultato il 7 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2017).

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