Gangs of New York

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Gangs of New York
Gangs of New York - Five Points - screenshot.JPG
Bill il Macellaio (Daniel Day-Lewis) in una scena del film.
Titolo originale Gangs of New York
Lingua originale inglese, irlandese, cinese, latino
Paese di produzione USA, Italia
Anno 2002
Durata 168 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere drammatico, epico, storico, sentimentale
Regia Martin Scorsese
Soggetto Jay Cocks
Sceneggiatura Jay Cocks, Steven Zaillian, Kenneth Lonergan
Produttore Alberto Grimaldi, Harvey Weinstein
Produttore esecutivo Maurizio Grimaldi, Michael Hausman, Michael Ovitz, Bob Weinstein, Rick Yorn, Graham King, Rick Schwartz, Colin Vaines
Fotografia Michael Ballhaus
Montaggio Thelma Schoonmaker
Effetti speciali R. Bruce Steinheimer, Michael Owens, Edward Hirsh, Jon Alexander
Musiche Howard Shore
Scenografia Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo
Alfio Bruno Tempera (trovarobe)
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Gangs of New York è un film del 2002 diretto da Martin Scorsese.

È ispirato da The Gangs of New York: An Informal History of the Underworld, un trattato del 1928 sulle varie gang armate che popolavano il quartiere newyorkese dei Five Points. Nel film, ambientato durante lo svolgimento della Guerra Civile Americana, il giovane Amsterdam Vallon (Leonardo DiCaprio) cerca vendetta contro il capo delle gang cittadine William Cutting, detto "il Macellaio" (Daniel Day-Lewis), innamorandosi nel frattempo della borseggiatrice Jenny (Cameron Diaz). Le loro vicende intersecheranno la questione irlandese ed i disordini di New York.

Frutto di un'idea di Scorsese dei primi anni settanta, il progetto si è infine concretizzato nel 1999, grazie ad un incontro con il produttore Harvey Weinstein. Girato interamente negli studi di Cinecittà, dove è stato allestito un gigantesco set che ricostruiva la New York dell'epoca, il film ha avuto una produzione travagliata per via degli scontri tra Scorsese e Weinstein riguardo le loro differenti visioni del film. Ciò ha allungato di anni la realizzazione del progetto e fatto sforare il budget prestabilito, portandolo ad oltre 100 milioni, il più alto di sempre per un film di Scorsese.[1] Il progetto ha subito un'altra battuta di arresto durante la post-produzione, prima per via per via degli attentati dell'11 settembre 2001 e poi in fase di montaggio, venendo infine distribuito il 20 dicembre 2002, dopo tre anni di lavoro.

Gangs of New York ha ricevuto critiche generalmente positive e ne sono stati lodati principalmente la ricostruzione storica e la performance di Daniel Day-Lewis, mentre è stata oggetto di alcune critiche la trama. È stato anche un buon successo di pubblico, incassando oltre 193 milioni di dollari in tutto il mondo. Tra i vari premi a cui è stato candidato figurano ben 10 Oscar (tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore non protagonista a Day-Lewis), senza tuttavia alcuna vincita.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1846, il degradato quartiere dei Five Points a New York è teatro di violente competizioni tra bande criminali che intendono assicurarsi il dominio del territorio: l'ultima di queste vede i discriminati irlandesi e cattolici "Conigli Morti", guidati da Padre Vallon, opporsi ai protestanti e nazionalisti "Nativi", capeggiati dal temibile William "Bill" Cutting, detto "il Macellaio" a causa della sua professione. Durante la sanguinosa battaglia, Bill riesce a sconfiggere ed uccidere il rivale, ponendo fine alla guerra e sancendo la definitiva supremazia dei Nativi nel quartiere. Tuttavia, in segno di rispetto verso l'odiato ma stimato avversario, Bill risparmia il figlio di Vallon, il piccolo Amsterdam, e lo manda in riformatorio.

1862. Raggiunta la maggiore età, Amsterdam fa ritorno nel quartiere con l'intenzione di vendicarsi di Bill, diventato capo indiscusso della malavita nei Five Points. Qui incontra il suo amico di infanzia Johnny ed altri ex membri dei Conigli Morti, ora impegnati nelle attività più disparate. I suoi propositi vendicativi vengono però rallentati dall'ammirazione e dal rispetto che nonostante tutto la figura del Macellaio riesce a suscitare in lui, mentre lo stesso Bill, ignorando la sua identità, finisce per prenderlo sotto la sua protezione e sviluppare nei suoi confronti una sorta di affetto paterno. Nel frattempo, inizia anche una difficile storia d'amore con la giovane borseggiatrice Jenny, una favorita di Bill.

Alla vigilia dell'attentato di Amsterdam, Johnny, anch'esso innamorato di Jenny, svela per ripicca a Bill la vera identità del suo pupillo: il Macellaio risparmia nuovamente il ragazzo, ma lo marchia crudelmente in volto per rendere noto a tutti il suo tradimento. Convalescente, Amsterdam vive isolato assieme a Jenny, ma il rasoio appartenente al padre, restituito dal rude ex Coniglio Morto Walter "Monk" McGinn, risveglia in lui il sangue che scorreva nelle vene paterne; il ragazzo rifonda la gang del padre, a cui si uniscono emarginati come afroamericani ed immigrati irlandesi, e stringe un'alleanza con il sindaco William Tweed, anch'esso desideroso di arginare lo strapotere del Macellaio. Quest'ultimo reagisce ferendo orribilmente Johnny, costringendo Amsterdam ad ucciderlo per pietà. Deciso a non utilizzare mezzi violenti per rivalersi, Amsterdam candida Monk come sceriffo cittadino, fatto che porrebbe fine ai soprusi nei confronti degli immigrati irlandesi: nonostante episodi di cooping e scorrettezze da ambo le parti, McGinn batte il candidato sostenuto dai Nativi. Furioso, Bill raggiunge Monk e, quando questo non risponde alle sue provocazioni, lo uccide pubblicamente.

Amsterdam sfida i Nativi ad una battaglia, ma, mentre lo scontro ha luogo, scoppiano in città dei violenti disordini popolari causati dall'imposizione della leva obbligatoria per sostenere l'esercito nella Guerra di Secessione, in cui rimangono linciati dalla folla numerosi cittadini benestanti e persone di colore. In un sanguinoso combattimento, Amsterdam riesce ad uccidere Bill, mentre la città viene messa a ferro e fuoco dall'esercito che, per domare la rivolta, non esita a sparare indiscriminatamente sulla folla, compiendo una strage anche tra Conigli Morti e Nativi.

Vallon decide di seguire Jenny, che medita da tempo di emigrare nel West, non prima di aver sepolto le spoglie di Bill accanto a quelle di suo padre, su una collina che dà sulle sponde dell'East River. Con il passare dei decenni, le due tombe vengono via via dimenticate e celate dalla vegetazione, mentre l'aspetto della città muta nel tempo, dalla creazione del Ponte di Brooklyn fino alla Manhattan moderna, con le Torri Gemelle del World Trade Center ancora svettanti.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Martin Scorsese, crescendo nel quartiere di Little Italy a Manhattan negli anni cinquanta, iniziò a notare che alcune parti del quartiere erano notevolmente più antiche di altre, ad esempio alcune lapidi del 1810 nella St. Patrick's Old Cathedral, acciottolati e fondamenta antiche su cui sorgevano palazzi moderni. "Gradualmente realizzai che gli italoamericani non erano state le prime persone ad abitare lì, che altra gente aveva vissuto lì molto, molto tempo prima di noi. Più sapevo, più ne ero affascinato. Iniziai ad immaginare, com'era New York allora? E le persone che l'abitavano? Come camminavano, mangiavano, lavoravano o si vestivano?".[2]

Nel 1970, Scorsese lesse il saggio di Herbert Asbury The Gangs of New York: An Informal History of the Underworld (1928), che parlava delle oscure attività criminali cittadine durante il XIX secolo. Per il regista fu una rivelazione: nella ricostruzione delle gang criminali, Scorsese vide il potenziale per un film epico sulla battaglia per la moderna democrazia americana.[2] Ai tempi, Scorsese era un giovane regista senza né i fondi né l'influenza necessaria per realizzare un simile progetto, ma già alla fine di quel decennio si era fatto un nome grazie ai successi di Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno e Taxi Driver. Nel 1979, acquisì i diritti cinematografici del libro di Asbury, ma il progetto finì presto in development hell poiché riprodurre con quel dettaglio la New York di quegli anni era pressoché impossibile; quasi nulla nella New York odierna assomigliava a quella ottocentesca, e girare all'estero non era un'opzione. Tra i vari tentativi fatti in quegli anni, ve ne fu uno in cui vennero coinvolti i Clash per realizzare la colonna sonora; il loro frontman Joe Strummer avrebbe inoltre avuto una piccola parte come attore.[senza fonte] Il film non fu realizzato, ma Scorsese e i Clash lavorarono insieme nel 1983 in Re per una notte (il gruppo rock inglese compare brevemente nella parte di una gang di strada). Infine, nel 1999, Scorsese strinse un accordo col produttore Harvey Weinstein, co-presidente del consiglio d'amministrazione della Miramax Films.[2]

Pre-produzione[modifica | modifica wikitesto]

Parte del set di Gangs of New York a Cinecittà

Per creare la New York che Scorsese voleva, il film fu girato interamente negli studi di Cinecittà, a Roma, dove lo scenografo Dante Ferretti ricostruì oltre un miglio di Manhattan ottocentesca, tra cui le zone di Lower Manhattan e i Five Points, una sezione del lungofiume dell'East River (inclusi un molo e due navi da trasporto a grandezza naturale lì ormeggiate), una via di trenta abitazioni della Broadway bassa, la villa di una famiglia benestante, una replica di Tammany Hall, una chiesa, un saloon, un teatro ed un casinò.[2] Per ricreare fedelmente i Five Points, Ferretti si ispirò ai dipinti che George Catlin aveva realizzato dell'area.[2]

Come ulteriore ricostruzione storica, Scorsese ed il voice coach Tim Monich lavorarono a lungo per ricostruire gli accenti e gli idiomi popolari dell'epoca. Per Amsterdam Vallon, irlandese cresciuto negli stati uniti, fu utilizzato un mix degli accenti dei migranti residenti in America, mentre, per ricostruire l'accento perduto dei "Nativi", Monich studiò antichi poemi, ballate, articoli di giornale che imitavano la parlata popolare dell'epoca come forma di humor ed il Rogue's Lexicon, una raccolta degli idiomi cittadini redatta da un commissario di polizia newyorkese affinché i suoi uomini riuscissero a comprendere i criminali arrestati, molto spesso uomini rozzi che parlavano solo il loro dialetto.[2] Fu molto importante per la ricostruzione una registrazione del 1892 incisa su un cilindro fonografico da Walt Whitman.[2]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il budget iniziale del film fu di circa 97 milioni di dollari.[3] Durante la riprese nacquero dei conflitti tra Scorsese ed Harvey Weinstein: secondo quest'ultimo, Gangs of New York doveva essere una sorta di Via col vento, con la guerra tra bande rivali per il controllo della città a fare da sfondo alla storia d'amore tra Amsterdam e Jenny, aspetto narrativo che perciò doveva essere sviluppato maggiormente, mentre Scorsese non era d'accordo e così anche i tempi di produzione si dilatarono a dismisura.[2][4][5][6] I costi dovuti ai cambiamenti in corso d'opera portarono ad uno sforamento del budget, mentre attori come Robert DeNiro e Willem Dafoe abbandonarono il progetto per via dei ritardi.[4] L'innalzamento del costo di produzione fece sì che il successo del film divenisse vitale per la sopravvivenza della Miramax.[5][7]

Daniel Day-Lewis, in preparazione al ruolo, imparò il mestiere del macellaio ed a lanciare coltelli.[8] Durante le riprese, l'attore non uscì mai dal personaggio,[9] tanto da rifiutare inizialmente i trattamenti medici proposti quando gli venne diagnosticata una pneumonia, in quando non in linea con il periodo storico in cui il film era ambientato.[8] Durante una delle scene di combattimento, Leonardo DiCaprio ruppe il naso a Day-Lewis, che continuò comunque a recitare.[senza fonte]

Il regista appare in un cameo vestito da ricco signore. Nel cast del film sono presenti, seppur in ruoli marginali, numerosi attori e attrici italiani, tra cui Nazzareno Natale, Giovanni Lombardo Radice, Vincenzo Tanassi, Ilaria D'Elia e molti altri.

Post-produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la post-produzione fosse stata già completata nel 2001, il film rimase in stasi un ulteriore anno. Il motivo ufficiale fu che, in seguito agli attentati dell'11 settembre 2001, alcuni elementi del film (come l'inquadratura finale dello skyline di New York, compreso delle Torri Gemelle ancora integre) avrebbero potuto mettere a disagio gli spettatori.[10] Tuttavia, a detta di Scorsese, il ritardo fu semplicemente uno dei tanti dovuti allo svolgimento di alcune riprese aggiuntive, che si erano protratte fino ad ottobre del 2002.[5][11]

Weinstein e Scorsese si scontrarono anche in fase di montaggio del film, con il primo deciso ad accorciare le oltre tre ore di durata. Infine, di comune accordo, venne mantenuta una versione di 2 ore e 40 minuti, che Scorsese considera comunque la sua versione del regista, nonostante preferisca l'originale.[10] "Marty non crede nella director's cut" ha dichiarato la montatrice del film Thelma Schoonmaker "ritiene di dover mostrare solo ciò che approda nelle sale."[10]

« Ha detto che le discussioni tra di lui e Weinstein erano semplicemente incentrate sul trovare la giusta durata, con la quale il film avrebbe funzionato. Tuttavia, quando la stampa ne è venuta a conoscenza, ha scritto di veri e propri scontri e litigi. Ora, ha detto, il film è di 168 minuti, la sua giusta durata, ed è questo il motivo per cui non ci sarà nessuna versione del regista: perché questa è la versione del regista. »
(Roger Ebert, in seguito ad un intervista a Martin Scorsese, sulla questione dei tagli e della director's cut.[12])

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Gangs of New York: Music from the Miramax Motion Picture
Artista Howard Shore
Tipo album Colonna sonora
Pubblicazione 17 dicembre 2002
Durata 56:55
Genere Colonna sonora
Etichetta Interscope Records
Produttore Martin Scorsese, Robbie Robertson, Hal Wallner

La colonna sonora è stata composta da Howard Shore.

  1. Brooklyn Heights 1 – 2:16 (Howard Shore)
  2. Afro Celt Sound SystemDark Moon, High Tide – 4:06 (Simon Emmerson, Davy Spillane, Martin Russell)
  3. Gospel Train – 2:30 (Silver Leaf Quartet)
  4. U2, Sharon Corr e Andrea CorrThe Hands That Built America – 4:35 (Bono, David Evans, Adam Clayton e Larry Mullen Jr.)
  5. Othar Turner e The Rising Star Fife and Drum Band – Shimmy She Wobble – 3:37 (Othar Turner)
  6. Sidney Stripling – Breakaway – 3:32
  7. Signal to Noise – 7:32 (Peter Gabriel)
  8. Finbar Furey, Vincenzo Appolloni, Piermario De Dominicis, Massimo Greco e Stefano Petra – New York Girls – 4:03
  9. Jimpson and Group – The Murderer's Home – 0:47
  10. Dionysus – 4:52 (Jocelyn Pook)
  11. Brooklyn Heights 2 – 2:00 (Howard Shore)
  12. Mariano De Simone – Morrison's Jig/Liberty – 1:46
  13. Shu-De – Durgen Chugaa – 0:53
  14. Vittorio Schiboni, Massimo Giuntini, Rodrigo D'Erasmo e Mariano De Simone – Unconstant Lover – 2:34
  15. Vittorio Schiboni, Massimo Giuntini, Rodrigo D'Erasmo e Mariano De Simone – Devil's Tapdance – 1:47
  16. Anxi Jiang – Beijing Opera Suite – 3:27 (Da-Can Chen)
  17. Linda Thompson – Paddy's Lamentation – 2:53
  18. Brooklyn Heights 3 – 3:15 (Howard Shore)

Tracce aggiuntive[modifica | modifica wikitesto]

  • Davy Spillane - Lament for the Dead of the North
  • Badara N'Diaye - Koukou Frappe
  • The Dhol Foundation - Drummer's Reel
  • Beatrice Pradella, Marco Libanori e Angelo Giuliani- Lilly Bell Quickstep
  • Jimmie Strothers - Poontang Little, Poontang Small
  • Alabama Sacred Harp Convention - Hallelujah/Amazing Grace
  • Nathan Frazier e Frank Patterson - Dan Tucker
  • The Last Rose of Summer
  • Sonny Terry - New Careless Love
  • Afro Celt Sound System - Saor-Free
  • Eileen Ivers - Lament for Staker Wallace
  • Paul Hewson - Báidín Fheidhlimí
  • Dan Costescu - Pigeon on the Gate
  • Franco D'Aniello, Marco Libanori ed Angelo Giuliani - The White Cockade
  • Piergiorgio Ambrosi - A Mighty Fortress Is Our God (Martin Luther)
  • Jeff Atmajian - Cantata
  • David Fanshawe - Pakwach Acholi Bwala Dance
  • Franco D'Aniello, Marco Libanori e Angelo Giuliani - Belle of the Mohawk Vale
  • Francesco Moneti - Uncle Tom's Religion
  • Mariano De Simone, Beatrice Pradella, Alessandro Bruccoleri e Lauren Weiss - Massa Juba
  • Ke-Wei Zhang - Leaving Home
  • Hukwe Zawose - Chilumi
  • Anna De Luca, Alessandro Bruccoleri e Giuseppe Salvagni - Garry Owens Jig
  • The Rising Star Fife and Drum Band - Late at Midnight, Just a Little 'Fore Day
  • Ike Caudill e Congregation of the Mt. Olivet Old Regular Baptist Church - Guide Me O Thou Great Jehovah
  • Jeff Johnson, Brian Dunning, John Fitzpatrick, Gregg Williams e Tim Ellis - Vows
  • The Chieftains - Kerry Slides

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Una clip di venti minuti, definita dal regista "un'anteprima estesa", venne mostrata durante il Festival di Cannes 2002 al Palais des Festivals et des Congrès, in un evento con presenti molte star, tra cui Scorsese, DiCaprio, Diaz e Harvey Weinstein.[11]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente, il film sarebbe dovuto uscire il 21 dicembre 2001, appena in tempo per partecipare agli Oscar di quell'anno, ma le riprese si protrassero fino a far saltare la data.[5][11] Weinstein ripiegò allora su una nuova data di uscita,il 25 dicembre 2002: tuttavia, questa data lo rendeva concorrente di un altro film con protagonista DiCaprio distribuito nel periodo natalizio, Prova a prendermi, prodotto dalla DreamWorks. Dopo diversi incontri tra le parti, tra cui DiCaprio, Weinstein e Jeffrey Katzenberg della Dreamworks, si giunse ad un accordo: siccome DiCaprio non aveva intenzione di promuovere due film in conflitto tra loro, Katzenberg riuscì a convincere Weinstein che la violenza e i temi adulti di Gangs of New York non avrebbero attratto molti spettatori il giorno di Natale.[5]

Il film fu infine distribuito sul suolo statunitense da Miramax Films il 20 dicembre 2002 (preceduto da un'anteprima newyorkese il 9 dicembre), dopo quasi tre anni di produzione.[11]

Uscì nei cinema italiani il 24 gennaio 2003.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Gangs of New York ha incassato $77,812,000 in Canada e negli Stati Uniti. Oltreoceano, gli incassi maggiori sono stati in Giappone ($23,763,699) e nel Regno Unito ($16,358,580). A livello mondiale, il film ha incassato $193,772,504.[3]

Il regista Martin Scorsese con gli interpreti Leonardo DiCaprio e Cameron Diaz.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Le recensioni successive alla sua uscita nel 2002 furono generalmente positive. Sull'aggregatore di recensioni online Rotten Tomatoes, il film una percentuale del 75% di giudizi positivi, basata su 202 recensioni.[13] Su Metacritic, detiene un punteggio di 72 su 100, indicando pareri generalmente favorevoli.[14]

Il critico cinematografico Roger Ebert recensì positivamente il film e Richard Roeper lo definì un "capolavoro", definendolo un valido concorrente per Oscar al miglior film.[15] Todd McCarthy di Variety, scrive che il film "non riesce a raggiungere lo status di capolavoro", ma ne loda la ricostruzione storica e l'aspetto visivo.[16]

Le principali critiche mosse alla pellicola furono che, rispetto alle aspettative maturate durante la lunga produzione, deludesse su più fronti, affrontando numerosi temi senza dire nulla di nuovo su di essi e che la sceneggiatura ed i personaggi fossero mal scritti.[17]

Nel dicembre del 2001, Jeffrey Wells recensì la workprint del film precedente ai tagli operati dalla Miramax, trovandola molto simile a quella cinematografica, ma "maggiormente soddisfacente".

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il film ottenne, nel 2003, dieci nomination agli Oscar, non vincendone nessuno. Avente dieci candidature a vuoto, Gangs of New York si piazza al secondo posto dei record negativi (a pari merito con Il Grinta e American Hustle - L'apparenza inganna), dopo Due vite, una svolta e Il colore viola che ottennero undici nomine ma nessun Oscar, rispettivamente nel 1978 e nel 1986.

Accuratezza storica[modifica | modifica wikitesto]

Gli ambienti, i costumi e la rappresentazione generale della vita nella New York della metà Ottocento sono estremamente fedeli alla realtà, e sono stati elogiati dai critici.[16] In un'intervista della PBS per History News Network, il professore universitario Tyler Anbinder ha lodato la ricostruzione dei Five Points, dichiarando che "non si sarebbe potuto fare di meglio".[18] Proseguendo con l'analisi, Anbinder ha apprezzato la rappresentazione del razzismo verso gli immigrati dell'epoca, particolarmente verso gli Irlandesi che, essendo al tempo del film un quarto della popolazione newyorkese (ben 200mila su 800mila abitanti totali), erano visti di cattivo occhio dai "Nativi".[19][20]

Il personaggio di Bill Cutting, interpretato da Daniel Day Lewis, è ispirato alla figura realmente esistita del pugile, macellaio e leader politico-criminale William "The Butcher" Poole.[21] Tuttavia, a differenza della sua controparte cinematografica, Poole non proveniva dai Five Points, con ogni probabilità non uccise mai nessuno e morì tempo prima dei disordini di New York.[22][23] Anche il personaggio di Maggie l'Arpia, interpretata da Cara Seymour, è ispirato a una figura realmente esistita, in questo caso Hell-Cat Maggie, una criminale affiliata ai Conigli Morti.[2] L'abitudine della Maggie cinematografica di affilarsi denti e unghie per usarli come armi è ispirata tuttavia alle gesta di altre due criminali dell'epoca, Sadie the Goat e Gallus Mag.[24]

Sono realmente esistite anche le gang dei Bowery Boys, di ispirazione per i Nativi e con a capo William Poole, e dei Conigli Morti.[2] La battaglia iniziale tra Conigli Morti e Nativi è finzione, nonostante rimanga storicamente plausibile[18], mentre uno scontro simile avvenne veramente nei Five Points tra Bowery Boys e Conigli Morti il 4 luglio 1857.[25]

Uno scontro tra gang in una stampa dell'epoca

Risulta accurato anche l'elevato numero di scontri tra le gang, con alcune fonti che riportano oltre 200 guerre tra bande nel decennio 1834-1844[26], mentre l'estrema violenza mostrata nei combattimenti tra bande e nelle rivolte cittadine viene considerata dagli storici come un'esagerazione, così come gli elevatissimi numeri di morti negli scontri.[18] Ciononostante, i Five Points erano effettivamente una zona malfamata, tanto che nel 1839 l'allora sindaco Philip Hone scrisse: "questa città è infestata da gang di criminali recidivi" che "pattugliano le strade, rendendo pericoloso girare di notte per chiunque non sia in grado di difendersi da solo."[27]

I disordini di New York sono ben rappresentati nelle loro conseguenze, nonostante in realtà, i linciaggi ed i vandalismi furono compiuti prevalentemente dalle gang irlandesi, le quali temevano che gli schiavi affrancati li avrebbero sostituiti come manodopera a basso costo.[28] Tuttavia, l'esercito non bombardò mai la città come invece accade nella scena finale del film.

Anacronismi[modifica | modifica wikitesto]

Prima della battaglia iniziale, padre Vallon recita la preghiera a San Michele: il film è ambientato nel 1846 e nel 1862-1863, mentre la preghiera fu scritta da Papa Leone XIII nel 1888. Inoltre, in alcune scene del film, nel mercato appaiono delle banane, frutto che però arrivò negli Stati Uniti solo dopo che la guerra civile era terminata.[29] Nel film, il museo P. T. Barnum viene bruciato durante i disordini cittadini. In realtà, il Barnum's American Museum verrà distrutto dal fuoco due anni più tardi, il 13 luglio 1865. Il complesso Old Brewery, comparso nel film sia nel 1846 che nel 1862–3, è stato demolito nel 1852.[30]

Nel film, i cinesi americani sono una forte presenza nella città, tanto da avere una loro comunità e luoghi di ritrovo. Tuttavia, una vera e propria immigrazione cinese a New York non ebbe inizio fino al 1869, anno in cui fu costruita la prima First Transcontinental Railroad. Lo stesso teatro cinese che compare nel film non verrà completato prima del 1890.[31]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Scorsese's Gang Of Acting Heavyweights, in The Age (Melbourne), 10 febbraio 2003. URL consultato il 3 agosto 2010.
  2. ^ a b c d e f g h i j (EN) Fergus M. Bordewich, Manhattan Mayhem, Smithsonian Magazine, dicembre 2002. URL consultato il 15 luglio 2010.
  3. ^ a b (EN) Gangs of New York, su Box Office Mojo.
  4. ^ a b (EN) Laura M. Holson, 2 Hollywood Titans Brawl Over a Gang Epic, in The New York Times (New York City), 7 aprile 2002. URL consultato il 15 luglio 2010.
  5. ^ a b c d e (EN) Laura M. Holson, Miramax Blinks, and a Double DiCaprio Vanishes, in The New York Times (New York City), 11 ottobre 2002. URL consultato il 15 luglio 2010.
  6. ^ (EN) Rick Lyman, It's Harvey Weinstein's Turn to Gloat, in The New York Times (New York City), 12 febbraio 2003. URL consultato il 15 luglio 2010.
  7. ^ (EN) Dana Harris e Cathy Dunkley, Miramax, Scorsese Gang Up, in Variety, 15 maggio 2001. URL consultato il 15 luglio 2010.
  8. ^ a b (EN) Daniel Day-Lewis aims for perfection, in The Daily Telegraph (Londra), 22 febbraio 2008. URL consultato il 1 gennaio 2010.
  9. ^ (EN) Dominic Wills, Daniel Day-Lewis Biography, talktalk.co.uk.
  10. ^ a b c (EN) Jeffrey Wells, Hollywood Elsewhere: Gangs vs. Gangs, quickstopentertainment.com. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  11. ^ a b c d (EN) Cathy Dunkley, Gangs of the Palais, in Variety, 20 maggio 2002. URL consultato il 15 luglio 2010.
  12. ^ (EN) Roger Ebert, Gangs all here for Scorsese, in Chicago Sun-Times (Chicago), 15 dicembre 2002. URL consultato il 6 settembre 2010.
  13. ^ (EN) Gangs of New York, in Rotten Tomatoes, Flixster Inc.
  14. ^ (EN) Gangs of New York, su Metacritic, CBS Interactive Inc.
  15. ^ (EN) Roger Ebert e Richard Roeper, At the Movies: Gangs of New York, bventertainment.go.com. URL consultato il 20 dicembre 2002.
  16. ^ a b (EN) Todd McCarthy, Review: Gangs of New York, in Variety, 5 dicembre 2002. URL consultato il 5 dicembre 2002.
  17. ^ (EN) Gangs of New York negative reviews, su Rotten Tomatoes.
  18. ^ a b c (EN) History News Network, hnn.us.
  19. ^ Ronald H. Bayor e Timothy Meagher, The New York Irish, Johns Hopkins University Press (1996)
  20. ^ (EN) Ruskin Teeter, 19th century AD, Adolescence, Estate 1995.
  21. ^ (EN) From Depp to Hardy: 9 actors playing notorious real-life gangsters, digitalspy.co.uk.
  22. ^ (EN) Herbert Asbury - Gangs of New York, herbertasbury.com.
  23. ^ (EN) Herbert Asbury - Bill the Butcher, herbertasbury.com.
  24. ^ (EN) Maggie Estep, The Gangs of New York, New York Press, 1º marzo 2001.
  25. ^ (EN) Virtual New York City, CUNY, virtualny.cuny.edu.
  26. ^ Paul S. Boyer, Urban Masses and Moral Order in America, 1820-1920, Harvard University Press, 1992, ISBN 0-674-93110-6.
  27. ^ (EN) Gangs, Crime, Smut, Violence, in The New York Times (New York City), 20 settembre 1990.
  28. ^ Michael Johnson, The New York Draft Riots: Reading the American Past, 2009, p. 295.
  29. ^ David Wallenchinsky, Il libro delle liste, Sperling&Kupfler, 2004, ISBN 88-200-3723-8.
  30. ^ (EN) R. K. Chin, A Journey Through Chinatown, nychinatown.org.
  31. ^ (EN) Pete Hamill, Trampling city's history, in New York Daily News (New York City). URL consultato il 4 ottobre 2009.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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