Cilindro fonografico

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Due cilindri di Edison con la rispettiva custodia in cartone.

Il cilindro fonografico è un supporto di registrazione audio, inventato da Thomas Edison negli Stati Uniti alla fine dell'800.

La sua storia è strettamente intrecciata a quella del fonografo, la macchina per la quale fu progettato. Molto in voga fino ai primi anni del '900, con la progressiva rivoluzione dei dischi, prima a 78 giri e poi addirittura con i 33 giri, i cilindri sono andati completamente in disuso.

Composizione e funzionamento[modifica | modifica sorgente]

I rulli, molto delicati e deperibili, erano realizzati in vari materiali, dapprima di cartone ricoperto da cera, poi in celluloide, avvolto in una fascetta colorata, con l'identificazione della casa produttrice, il numero di catalogo e il titolo del brano. Il tutto era raccolto in una scatolina cilindrica di cartone identificativa della ditta produttrice.

I cilindri erano assai limitati come capacità, infatti duravano circa 2 o 3 minuti, a seconda del tipo. Tuttavia furono realizzati a frammenti atti quasi interi e scene da opere famose o popolari. Anche la qualità, certamente superiore a tutti i tentativi rudimentali dei precedenti supporti di registrazione, era assai scarsa. Se gli standard di qualità non erano considerati accettabili, il cilindro veniva distrutto dalla stessa casa d'incisione, che talvolta le cita come "effettuate" nel proprio catalogo (ad esempio la Odeon ha tenuto il registro completo delle sue incisioni).

Sovente si rompevano cadendo o si rovinavano con le puntine consumate dei primi grammofoni.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Un cilindro di Edison della Serie Oro, 1904.

Hanno registrato dei cilindri tutti i più grandi cantanti dell'epoca (Enrico Caruso, Beniamino Gigli, Nazzareno De Angelis, Tancredi Pasero, Vincent Mourel, e moltissimi altri).

Incisero cilindri anche tantissimi gruppi musicali ed orchestre, eseguendo tantissimi temi famosi, per la prima volta riproducibili, con un fonografo o grammofono a casa propria.

Era iniziata in pratica la diffusione di massa delle registrazioni.

Una delle più antiche registrazioni su cilindro: The Lost Chord (1888)
Uno dei più antichi discorsi incisi su cilindro (1888): la voce è di Arthur Sullivan

Servirono per documentare discorsi e divulgare lezioni di storia ed economia, trattati di scienze e tecnologia.
Molti personaggi storici hanno potuto lasciare la voce impressa su cilindri fonografici, una fra tutte è rimasta "viva" su un cilindro la voce di Giacomo Puccini al suo sbarco in America.

La più grande ditta produttrice dei cilindri è stata la Edison Amberol, ma anche la Columbia Records e la Paté raggiunsero degli standard di produzione molto elevati.

Tante case d'incisione[quali?], specie americane, si sono contese il mercato, ma la predominanza di queste tre citate fu schiacciante, specie con l'arrivo dei nuovi supporti[quali?], i dischi a 78 giri.

I cilindri furono ben presto riversati sui 78 giri, più facili da realizzare, e costituirono una specie di archivio per le case discografiche, che, insieme alle novità, incidevano nuovamente le matrici realizzate per i cilindri sui dischi 78 giri.

Dai 78 giri doppi (cioè incisi da entrambi i lati), poi, i cilindri ricevettero il colpo di grazia, perché erano incapaci di reggere il confronto sia per durata che per la qualità del suono assai superiore dei dischi, nonostante l'introduzione, nel 1908, del cilindro Amberol, che, grazie all'utilizzo di particolari materiali[quali?], consentiva una durata di registrazione assai maggiore di quelli ottocenteschi.
Ignorati per anni, sono ora fonte di studio e oggetto di collezionismo di amanti della musica ma anche di coloro che amano l'antiquariato.

L'utilizzo del cilindro fonografico nei media[modifica | modifica sorgente]

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