The Irishman (film 2019)

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The Irishman
Una scena del film
Lingua originaleinglese, italiano, spagnolo
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2019
Durata209 min
Generebiografico, gangster, storico, drammatico
RegiaMartin Scorsese
Soggettodal libro di Charles Brandt
SceneggiaturaSteven Zaillian
ProduttoreGerald Chamales, Robert De Niro, Randall Emmett, Gabriele Israilovici, Gastón Pavlovich, Jane Rosenthal, Martin Scorsese, Emma Tillinger Koskoff, Irwin Winkler
Produttore esecutivoRichard Baratta, George Furla, Niels Juul, Nicholas Pileggi, Jai Stefan, Chad A. Verdi, Berry Welsh, Rick York, Tyler Zacharia
Casa di produzioneTriBeCa Productions, Sikelia Productions, Winkler Films
Distribuzione in italianoCineteca di Bologna, Netflix
FotografiaRodrigo Prieto
MontaggioThelma Schoonmaker
Effetti specialiJeff Brink, Pablo Helman, Leandro Estebecorena, Nelson Sepulveda, Stephane Grabli
MusicheRobbie Robertson
ScenografiaBob Shaw, Laura Ballinger, Regina Graves
CostumiSandy Powell, Christopher Peterson
TruccoNicki Ledermann, Mike Marino
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Logo ufficiale del film

The Irishman è un film del 2019 diretto da Martin Scorsese.

La pellicola, con protagonisti Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci, è l'adattamento cinematografico del saggio del 2004 L'irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa (I Heard You Paint Houses), scritto da Charles Brandt e basato sulla vita di Frank Sheeran,[1] riedito in Italia da Fazi Editore nel 2019 col titolo The Irishman.[2]

Il film ha ricevuto dieci candidature ai Premi Oscar 2020, senza vincere nessuna statuetta.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In una casa di cura, costretto su una sedia a rotelle, Frank Sheeran, un anziano irlandese-americano, veterano della seconda guerra mondiale, parla del suo passato come sicario per la mafia italo-americana.

Negli anni cinquanta, a Filadelfia, Sheeran lavora come autista di camion per le consegne di carne e inizia a vendere parte del contenuto dei suoi trasporti al gangster locale Felix "Skinny Razor" DiTullio. Nessuno sembra accorgersi di nulla e Frank vende sempre più carne al ristorante di Felix, finché un giorno, all'arrivo a destinazione, il suo camion viene scoperto completamente vuoto e di conseguenza la sua compagnia lo accusa di furto. L'avvocato sindacale Bill Bufalino prende le difese di Sheeran quando questi si rifiuta di fare i nomi dei suoi clienti al giudice. In segno di riconoscenza, Bill presenta Sheeran a suo cugino Russell Bufalino, capo dell'omonima famiglia mafiosa. Entrato in sintonia con Russell, che intuisce il suo senso del rispetto e il suo sangue freddo, Sheeran inizia dunque a svolgere vari "lavori", sia per i Bufalino che per altri membri della malavita del sud di Filadelfia, tra cui "dipingere case", un eufemismo usato per chi commetteva omicidi su commissione.

Per arrotondare, Sheeran accetta a volte di lavorare per altri malavitosi. Mentre sta per sabotare una lavanderia viene scoperto e portato al cospetto di Angelo Bruno, allora il boss più potente di Filadelfia. Bruno lo informa che una parte di quella lavanderia è sua, ma che chiuderà un occhio grazie all'intervento di Russell. Per dimostrare la sua fedeltà, Frank ucciderà in seguito lo stesso mafioso che gli aveva commissionato il sabotaggio.

La svolta avviene quando Russell presenta presto Sheeran a Jimmy Hoffa, capo del sindacato dei camionisti International Brotherhood of Teamsters (a cui è iscritto lo stesso Frank) che ha legami finanziari con la famiglia Bufalino e si sta difendendo dall'ambizioso collega in erba Anthony Provenzano detto "Tony Pro", capo sezione in New Jersey, così come dalle crescenti pressioni del governo federale sulle sue attività sindacali sospette (era appena stato messo sotto inchiesta da un giovane Robert Kennedy).

Nel frattempo Frank mostra la sua natura violenta attraverso un forte istinto protettivo verso la sua famiglia, come quando pesta brutalmente il proprietario di un negozio accanto a casa, colpevole di aver spinto la figlia Peggy dopo che questa aveva rovesciato della merce in negozio. Il pestaggio avviene in strada, davanti ai passanti e alla bambina, che comincia a capire quanto sia violenta la realtà frequentata dal padre e per questo negli anni cercherà di allontanarsene. Al tempo stesso Hoffa si avvicina alla famiglia di Sheeran, che è diventato la sua guardia del corpo, e in particolare si affeziona proprio a Peggy, la quale riconosce in Hoffa una figura paterna di cui essere finalmente orgogliosa.

La situazione cambia quando John Fitzgerald Kennedy vince le elezioni presidenziali del 1960. Russell, che come tutta la mafia italo americana ha appoggiato l'elezione grazie all'aiuto del padre del presidente Joseph Kennedy Sr., è soddisfatto. Non è dello stesso avviso Hoffa, che viene preso ancora più di mira dal fratello del Presidente, Robert, ora nominato procuratore generale. L'intento della mafia è comunque chiaro: in cambio della presidenza, Kennedy deve impegnarsi affinché Cuba venga liberata dal regime comunista di Fidel Castro, così che la cosca possa riprendersi le proprietà da lui confiscate e tornare a controllare il fiorente commercio dell'isola. Sheeran aiuta così la CIA a consegnare armi dell'esercito americano agli esuli cubani contrari al regime per appoggiare la poi fallita invasione dell'isola. Nel frattempo Robert Kennedy mette in piedi una squadra di avvocati e investigatori che ha l'unico scopo di incriminare Hoffa. In un primo momento Jimmy sembra avere la meglio al processo, e continua la sua propaganda attraverso il paese per ingrandire il suo sindacato, nominando il mite Frank Fitzsimmons come vice, ma si accorge che Provenzano conquista potere alle sue spalle con metodi disonesti (o almeno più disonesti dei suoi) e per avere intorno collaboratori di fiducia, spinge Frank a candidarsi per dirigere una sezione sindacale: grazie a Hoffa, Sheeran passa ufficialmente da camionista a Presidente della sezione 329, e di questo gliene sarà sempre grato.

Nel 1963 il presidente Kennedy (forse proprio per non avere rispettato la promessa di riavere Cuba) viene assassinato a Dallas, suscitando una reazione di sconforto comune. Con Bob Kennedy non più procuratore generale, Hoffa si crede al sicuro, ma nel 1967 la squadra di avvocati riesce infine a incriminarlo per aver corrotto la giuria e a farlo condannare a 7 anni di prigione. Mentre Hoffa è in carcere, Fitzsimmons gli succede alla guida del sindacato e sulle prime rimane fedele al suo mentore, ma dopo aver ricevuto le prime intimidazioni incomincia a spendere troppo denaro del fondo pensione del sindacato e a concedere prestiti senza interessi alla mafia: la cosa fa infuriare lo stesso Hoffa, che capisce di aver perso la lealtà del suo braccio destro.

In quel periodo Tony Pro, a sua volta arrestato per estorsione, viene mandato nello stesso carcere di Hoffa e tra i due c'è un'accesa discussione: Tony vuole che Jim si impegni a garantirgli una volta uscito la sua pensione di sindacalista, ma lui si rifiuta, offendendolo con l'espressione "tutti mafiosi" che deteriora irreparabilmente i loro rapporti.

Nel 1971, dietro una cospicua "donazione", la sentenza di Hoffa viene commutata dal presidente Richard Nixon, sebbene gli venga proibito di partecipare a qualsiasi attività del sindacato fino al 1981. Nonostante le sue condizioni di libertà vigilata, Hoffa intraprende un piano per rivendicare il suo potere in cima ai sindacati organizzati. Purtroppo per lui, però, il sindacato adesso è guidato da Fitzsimmons, che si è ingraziato i boss con i suoi prestiti, e una buona parte dei tesserati è sotto il controllo del direttore, lo stesso Tony Pro. Sheeran convince Hoffa a far pace con Pro nel suo interesse e organizza un incontro informale in Florida. Tony sarebbe disposto ad appoggiarlo per la rielezione a condizione che lui si scusi pubblicamente per averlo insultato anni prima. Hoffa, orgoglioso e irritato per l'arroganza di Tony, finisce per provocare un'altra lite in cui Tony infine lo minaccia di "strappargli le budella e rapire sua nipote". Sfumata quella speranza, Frank e Russell cercano l'aiuto di altri soci in affari, tra cui i boss Anthony Salerno e Anthony Giacalone, che sarebbero pronti a sostenere Jimmy, ma si accorgono che lui, per screditare Fitzsimmons e gli altri che lo hanno tradito, minaccia di divulgare alla stampa e alla TV alcuni segreti sulla criminalità organizzata. La crescente mancanza di rispetto di Hoffa per gli altri leader dei Teamsters e i relativi interessi familiari inizia a preoccupare Russell.

Durante una cena per celebrare la carriera di Sheeran nell'ottobre del 1973, Russell consegna a Frank un anello d'oro, simbolo del potere acquisito, nominandolo suo protetto, ma lo spinge ad affrontare nuovamente Hoffa per farlo ragionare. Frank mette così in guardia l'amico Jimmy avvertendolo che i capi delle famiglie mafiose non sono contenti del suo comportamento e lui stesso è molto preoccupato per la sua vita. Hoffa non si piega, né con Russel né con Frank e si mostra insolitamente tranquillo. Quando Sheeran gli chiede il motivo di questa sua sicurezza, lui confessa di conoscere cose compromettenti che nemmeno Russell e gli altri sanno che lui sa, e afferma perciò di essere intoccabile e che se gli accadesse qualcosa, finirebbero tutti in prigione.

Nel 1975, Sheeran sta viaggiando in auto con la moglie Irene per andare al matrimonio della figlia di Bill, accompagnando Russell e sua moglie Carrie (poiché Russel non vuole prendere l'aereo e deve sbrigare delle commissioni lungo la strada). Durante il lungo viaggio da Filadefia a Detroit, Frank tenta per l'ultima volta di convincere Jimmy a incontrare Russel, Salerno, Tony Pro e gli altri boss al matrimonio, al fine di risolvere le loro divergenze una volta per tutte, ma Hoffa rifiuta di vedere Tony Pro, sebbene accetti un incontro con Russel nella sua casa al lago. Poco dopo, Russel dice a Sheeran che i capi si sono stancati di Hoffa e hanno sanzionato il suo omicidio. A malincuore, Russell informa Sheeran che proprio lui è stato scelto come esecutore, nel timore che altrimenti egli avrebbe avvertito o salvato Hoffa. I due guidano verso un aeroporto dove Sheeran sale su un aereo per Detroit. Sheeran dice a Hoffa che sarà in città all'inizio della giornata, ma arriva nel tardo pomeriggio. Hoffa, che aveva programmato un incontro in un ristorante locale con Antonio Provenzano e Anthony Giacalone, è sorpreso nel vedere Sheeran arrivare con suo figlio adottivo, Chuckie O'Brien, e il gangster Salvatore "Sally Bugs" Briguglio, uomo di fiducia di Provenzano.

A Hoffa viene detto che l'incontro è stato spostato in una casa dove Provenzano e Russell li aspettano. Jimmy è scettico, ma vede che in auto c'è anche Sheeran che lo rassicura e fidandosi della parola dell'amico, si unisce a loro in macchina. Entrando in casa, Hoffa la trova vuota e si rende conto di essere stato ingannato. Si gira per andarsene, invitando Sheeran a fare lo stesso e a quel punto Sheeran gli spara due volte a distanza ravvicinata, uccidendolo. Egli lascia la pistola sopra il corpo di Hoffa vicino all'ingresso. Dopo, due giovani affiliati cremano il corpo per eliminare tutte le tracce.

La figlia di Sheeran, Peggy, sospettando un coinvolgimento del padre nella scomparsa di Hoffa, decide definitivamente di interrompere ogni contatto con lui e di non rivolgergli mai più la parola.

Dopo essersi rifiutati di testimoniare in un'indagine sulla scomparsa di Hoffa, Sheeran, Russell, Provenzano, Salerno e molti altri sono infine condannati tra il 1981 e il 1986 con varie accuse non correlate all'omicidio. Uno dopo l'altro, i vecchi gangster iniziano ad ammalarsi e a morire in prigione. Anche l'anziano Russel viene colpito da un ictus e muore poco dopo, non prima di aver confessato a Frank che lui non voleva arrivare a ordinargli di uccidere Jimmy, che considerava un amico.

Nell'ottobre del 1997, a 77 anni e con problemi di salute, Sheeran viene finalmente rilasciato e può tornare a casa, ma due mesi dopo perde anche la moglie a causa di un cancro: non più autosufficiente per via dell'artrosi viene ricoverato in una casa di cura. Cerca di riconciliarsi con le figlie, ma i suoi tentativi hanno successo solo in parte, poiché Peggy, che ha un lavoro in banca e vive fuori Filadelfia, rifiuta d'incontrarlo. Due investigatori dell'FBI gli fanno talvolta visita, nel vano tentativo di convincerlo a dire la verità sulla scomparsa di Hoffa in quanto tutti quelli che voleva proteggere sono morti, ma lui bonariamente rifiuta, fedele al suo giuramento fino all'ultimo. Sheeran si riavvicina comunque alla fede e inizia a confessarsi presso un prete cattolico assegnato alla casa di cura, che lo assolve per i crimini commessi. Ormai vecchio, debilitato e lasciato nella più totale solitudine, Frank si prepara alla morte (che avverrà nel 2003).

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto è stato rifiutato da alcune case di produzione a causa dell'alto budget richiesto, finché Netflix non si è interessata e ha permesso a Scorsese di avviare le riprese.[3]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film sono iniziate nell'agosto 2017 a New York[4] e sono terminate il 5 marzo 2018.[5]

Il budget del film, inizialmente previsto intorno ai 100 milioni di dollari,[1] è salito prima a 125, poi a 140, a causa dei tanti effetti speciali necessari a ringiovanire i protagonisti di trent'anni, causando per questo il passaggio del film dalla Paramount Pictures a Netflix.[6]

Effetti speciali[modifica | modifica wikitesto]

La Industrial Light & Magic ha curato gli effetti di ringiovanimento degli attori protagonisti.[7]

Per verificare gli effetti speciali sul ringiovanimento degli attori, nell'agosto del 2015 Scorsese reclutò De Niro per rigirare intere sequenze del film Quei bravi ragazzi; Scorsese, insieme all'effettista Pablo Helman, sottopose le sequenze a vari test informatici ed entrambi rimasero positivamente colpiti dal risultato, tanto da dare il via libera al progetto, partito due anni dopo.[8]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 gennaio 2018 viene diffuso il primo poster ufficiale del film[1] e il 31 luglio 2019 il primo trailer.[9]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato presentato in anteprima il 27 settembre 2019 al New York Film Festival.[10] Ha avuto una distribuzione limitata nelle sale cinematografiche statunitensi da parte di Netflix a partire dal 1º novembre 2019, per poi essere reso disponibile sulla piattaforma streaming dal 27 novembre.[11][12]

In Italia, il film è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2019 il 21 ottobre;[13] è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane dalla Cineteca di Bologna dal 4 al 6 novembre 2019 (in alcuni casi la distribuzione è stata prolungata fino al 21 novembre[14]), per poi essere reso disponibile su Netflix dal 27 novembre dello stesso anno, in contemporanea con gli Stati Uniti.[15][16]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'anteprima al New York Film Festival, il film è stato accolto molto positivamente dai critici presenti in modo unanime, tanto da essere elogiato sotto ogni punto di vista.[17][18]

Sull'aggregatore Rotten Tomatoes il film riceve il 95% delle recensioni professionali positive, con un voto medio di 8,8 su 10 basato su 468 critiche[19] e lo posiziona al sesto posto dei film meglio recensiti nel 2019,[20] mentre su Metacritic ottiene un punteggio di 94 su 100 basato su 55 critiche[21] e si posiziona al terzo posto dei film meglio recensiti dell'anno.[20]

Per Anna Maria Pasetti de Il Fatto Quotidiano, «... l'ultimo film di Martin Scorsese rimarrà nella memoria collettiva, che segnerà il capitolo definitivo sull'immaginario di un genere fondamentale del cinema americano e non solo».[22] Paolo Mereghetti ha assegnato al film un voto pari a 9 definendolo «testamento capolavoro».[23]

Il Time posiziona il film al secondo posto dei migliori film del 2019,[24] mentre l'American Film Institute lo inserisci tra i migliori dieci film dell'anno.[25] Il critico David Ehrlich di IndieWire.com posiziona la pellicola all'undicesimo posto dei migliori film del 2019.[26]

Jeff Ames, critico di ComingSoon.net, posiziona il film al primo posto tra i migliori del 2019.[27]

Nel gennaio 2020 la rivista Cahiers du cinéma inserisce la pellicola al decimo posto dei migliori film del 2019.[28]

Primati[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima settimana di programmazione sulla piattaforma Netflix, il film è stato visto da oltre ventisei milioni di utenze.[29] È stato il terzo titolo più popolare dell'anno tra i programmi di Netflix, secondo tra i film,[30] ed è diventato il sesto film originale più visto di sempre su Netflix, con 64 milioni di visualizzazioni.[31]

A fine 2021 risulta essere il sesto film più visto dell'anno.[32]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Matteo Tosini, The Irishman: Robert De Niro nel primo poster del nuovo film di Martin Scorsese, su badtaste.it, 22 gennaio 2018. URL consultato il 22 gennaio 2018.
  2. ^ Marica Lancellotti, The Irishman: il libro che ha ispirato il film di Martin Scorsese arriva in Italia, su Movieplayer.it, 22 ottobre 2019. URL consultato il 23 ottobre 2019.
  3. ^ Beatrice Pagan, The Irishman, Martin Scorsese: "A Hollywood nessuno voleva realizzare il film", su Movieplayer.it, 14 ottobre 2019. URL consultato il 15 ottobre 2019.
  4. ^ (EN) Michael Kaplan, The ‘real’ story of the man who murdered Jimmy Hoffa, in New York Post, 19 novembre 2017. URL consultato il 22 gennaio 2018.
  5. ^ (EN) Matt Goldberg, Filming on Martin Scorsese’s ‘The Irishman’ Has Wrapped, su Collider, Valnet Inc., 5 marzo 2018. URL consultato il 22 aprile 2018.
  6. ^ Andrea Bedeschi, The Irishman: il budget del film di Scorsese sale a 140 milioni, prevista la distribuzione nei cinema cinesi, su badtaste.it, 13 febbraio 2018. URL consultato il 13 febbraio 2018.
  7. ^ Andrea Bedeschi, The Irishman: le versioni ringiovanite di Al Pacino e Robert De Niro saranno in scena per metà film, su badtaste.it, 11 febbraio 2019. URL consultato il 12 febbraio 2019.
  8. ^ Matteo Regoli, The Irishman: Martin Scorsese ha testato la tecnologia di ringiovanimento su un suo vecchio film, su Best Movie, 3 settembre 2019. URL consultato il 27 settembre 2019.
  9. ^ The Irishman trailer Netflix, su Collider, Valnet Inc.. URL consultato il 31 luglio 2019.
  10. ^ (EN) Mike Fleming Jr., Martin Scorsese’s ‘The Irishman’ To Open New York Film Festival, su deadline.com, 29 luglio 2019. URL consultato il 5 agosto 2019.
  11. ^ (EN) Rebecca Rubin, Netflix Announces Release Plans for ‘The King,’ ‘Marriage Story’ and ‘The Laundromat’, su Variety, 27 agosto 2019. URL consultato il 27 agosto 2019.
  12. ^ Andrea Bedeschi, The Irishman: il film di Martin Scorsese sarà al cinema per 27 giorni poi debutterà online, ecco le date!, su badtaste.it, 27 agosto 2019. URL consultato il 27 settembre 2019.
  13. ^ #RomaFF14 - “The Irishman” di Martin Scorsese alla quattordicesima edizione della Festa, su Festa del Cinema di Roma, 16 settembre 2019. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  14. ^ Marica Lancellotti, THE IRISHMAN: PROLUNGATA LA PERMANENZA NEI CINEMA IN ITALIA!, su Movieplayer.it, 7 novembre 2019. URL consultato il 7 novembre 2019.
  15. ^ Marica Lancellotti, THE IRISHMAN AL CINEMA IN ITALIA DAL 4 AL 6 NOVEMBRE, su Movieplayer.it, 16 ottobre 2019. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  16. ^ The Irishman in sala dal 4 al 6 novembre, su ANSA, 16 ottobre 2019. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  17. ^ Beatrice Pagan, THE IRISHMAN: LE PRIME REAZIONI AL FILM DI SCORSESE PARLANO DI UN CAPOLAVORO E INTERPRETAZIONI DA OSCAR, su Movieplayer.it, 27 agosto 2019. URL consultato il 27 settembre 2019.
  18. ^ Pierre Hombrebueno, The Irishman: i commenti a caldo dei critici americani sul nuovo film di Martin Scorsese, su Best Movie, 27 agosto 2019. URL consultato il 27 settembre 2019.
  19. ^ (EN) The Irishman, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC. URL consultato l'11 ottobre 2023. Modifica su Wikidata
  20. ^ a b Andrea Francesco Berni, I migliori film dell’anno secondo RottenTomatoes, MetaCritic e IMDb - Top 2019, su badtaste.it, 30 dicembre 2019. URL consultato il 30 dicembre 2019.
  21. ^ (EN) The Irishman, su Metacritic, Fandom, Inc. URL consultato il 1º dicembre 2019. Modifica su Wikidata
  22. ^ Anna Maria Pasetti, The Irishman, l’ultimo film di Martin Scorsese rimarrà nella memoria collettiva, su Il Fatto Quotidiano, 14 ottobre 2019. URL consultato il 17 ottobre 2019.
  23. ^ Le pagelle del Mereghetti: Siani fa acqua da tutte le parti (voto 3), Scorsese testamento capolavoro (voto 9), in Corriere della Sera, 31 ottobre 2019. URL consultato il 2 novembre 2019.
  24. ^ Laura Silvestri, DOLOR Y GLORIA MIGLIOR FIM DEL 2019 SECONDO IL TIME, su Movieplayer.it, 27 novembre 2019. URL consultato il 28 novembre 2019.
  25. ^ Beatrice Pagan, AFI AWARDS 2019: PARASITE E THE IRISHMAN TRA I MIGLIORI FILM, FLEABAG E WATCHMEN TRA LE SERIE, su Movieplayer.it, 4 dicembre 2019. URL consultato il 5 dicembre 2019.
  26. ^ (EN) David Ehrlich, THE 25 BEST FILMS OF 2019: A VIDEO COUNTDOWN, su Vimeo, 9 dicembre 2019. URL consultato l'11 dicembre 2019.
  27. ^ (EN) Max Evry, ComingSoon’s Top 10 Films of 2019!, su comingsoon.net, 26 dicembre 2019. URL consultato il 1º gennaio 2020.
  28. ^ (FR) Top 10 2019 des Cahiers, su Cahiers du cinéma, gennaio 2020. URL consultato il 7 gennaio 2020.
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  30. ^ Netflix, Le serie e i film più popolari del 2019 in Italia divisi per categorie., su Instagram, 30 dicembre 2019. URL consultato il 31 dicembre 2019.
  31. ^ Valentina D'Amico, TYLER RAKE GUIDA LA CLASSIFICA DEI 10 FILM ORIGINALI PIÙ VISTI DI NETFLIX CON 100 MILIONI DI VISUALIZZAZIONI, su Movieplayer.it, 17 luglio 2020. URL consultato il 17 luglio 2020.
  32. ^ Sara Palmas, Netflix: i film più visti del 2021 e le novità che ci attendono, su Best Movie, 29 gennaio 2022. URL consultato il 30 gennaio 2022.
  33. ^ (EN) Patrick Hipes, Oscar Nominations: ‘Joker’ Tops List With 11 Noms; ‘1917’, ‘Irishman’, ‘Hollywood’ Nab 10 Apiece, su deadline.com, 13 gennaio 2020. URL consultato il 13 gennaio 2020.
  34. ^ (EN) 2020 Golden Globe Nominations: The Complete List, in Variety, 9 dicembre 2019. URL consultato il 9 dicembre 2019.
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  38. ^ (EN) Patrick Hipes, Hollywood Film Awards 2019 Winners List (So Far): Antonio Banderas, Renée Zellweger, Al Pacino, Laura Dern,’Endgame’, More – Update, su deadline.com, 22 ottobre 2019. URL consultato il 27 ottobre 2019.
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  41. ^ (EN) Zach Sharf, New York Film Critics Circle 2019 Winners: ‘The Irishman,’ Lupita Nyong’o, and More, su indiewire.com, 4 dicembre 2019. URL consultato il 4 dicembre 2019.
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  43. ^ (EN) 2019 San Diego Film Critics Society’s Awards, su sdfcs.org, 9 dicembre 2019. URL consultato il 9 dicembre 2019.
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  45. ^ a b c Andrea Francesco Berni, Oscar 2020: 1917 vince i premi della DGA e della ASC, Greta Gerwig premiata dalla USC, su badtaste.it, 26 gennaio 2020. URL consultato il 27 gennaio 2020.
  46. ^ Andrea Francesco Berni, BAFTA 2020: Joker guida le nomination con 11 candidature!, su badtaste.it, 7 gennaio 2020. URL consultato il 7 gennaio 2020.
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  56. ^ Andrea Francesco Berni, Il Re Leone e The Irishman trionfano ai VES Awards 2020, su badtaste.it, 30 gennaio 2020. URL consultato il 30 gennaio 2020.
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