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Via col vento

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Via col vento
Poster - Gone With the Wind 01.jpg
Locandina originale
Titolo originale Gone with the Wind
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1939
Durata 238 min
Rapporto 1,37:1
Genere drammatico, storico, sentimentale, guerra
Regia Victor Fleming
Soggetto Via col vento di Margaret Mitchell
Sceneggiatura Sidney Howard
Produttore David O. Selznick
Casa di produzione Selznick International Pictures
Distribuzione (Italia) Metro-Goldwyn-Mayer
Fotografia Ernest Haller
Montaggio Hal C. Kern
Effetti speciali Jack Cosgrove
Musiche Max Steiner
Scenografia William Cameron Menzies
Costumi Walter Plunkett
Trucco Paul Stanhope, Monte Westmore
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Doppiaggio originale (1949)

Ridoppiaggio (1977)

Via col vento (Gone with the Wind) è un film drammatico colossal diretto da Victor Fleming nel 1939.

Universalmente riconosciuto come uno dei film più famosi della storia del cinema, ha stabilito dei record che rimangono tuttora insuperati. Il film venne prodotto da David O. Selznick e distribuito dalla Metro-Goldwyn-Mayer; la sceneggiatura, in buona parte dovuta a Sidney Howard, è tratta dal romanzo omonimo di Margaret Mitchell, vincitore del premio Pulitzer nel 1937.

La lavorazione del film fu molto complessa e travagliata, come per molti film di quel periodo storico: complessivamente richiese circa due anni per poter essere realizzato e il suo completamento è dovuto principalmente al grande sforzo economico e lavorativo di Selznick, la cui intenzione era di farne un grande affresco storico, oltre che una semplice storia d'amore; per raggiungere il suo scopo Selznick vi dedicò quasi tutte le sue energie nel periodo della produzione. Proprio la grandiosità produttiva e il grande successo di pubblico rendono questo film una pietra miliare indiscutibile nella storia del cinema; si è trattato, infatti, del primo caso di successo planetario nella storia della settima arte.

Ufficialmente la regia è attribuita a Victor Fleming, ma durante la produzione si sono succeduti George Cukor e Sam Wood. Lo stesso Selznick (considerato da molti il vero autore del film)[1] ha avuto una forte presenza nella direzione così come su molti aspetti del film, tra cui anche la sceneggiatura, il montaggio e la scelta degli attori, a dimostrazione che questo più degli altri è il "suo" film.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sud degli Stati Uniti, 1861: due ricche famiglie di possidenti terrieri, gli O'Hara, proprietari della piantagione "Tara", e i Wilkes della vicina tenuta "Le Dodici Querce", vivono spensieratamente secondo le regole del mondo del Sud, fatto di eventi mondani, ritualità e convenevoli. Un giorno la figlia maggiore degli O'Hara, Rossella, a colazione con i fratelli Stuart e Brent Tarleton,viene a sapere che Ashley Wilkes ha intenzione di sposare la propria cugina Melania Hamilton. Rossella prende molto male la notizia, visto che anche lei è innamorata perdutamente di Ashley ed è convinta di essere ricambiata. Poco dopo Rossella va incontro al padre, Geraldo, che le comunica che i Wilkes hanno intenzione di dare l'annuncio del fidanzamento di Ashley e Melania durante la prossima merenda in programma per l'indomani; Rossella rimane sconvolta e decide di rivelare ad Ashley l'amore che prova per lui, convinta di poter riuscire a convincerlo a cancellare quelle nozze.

Il padre, visto l'interesse della ragazza le chiede se non sia successo qualche cosa di sconveniente tra di loro ma lei lo rassicura. Camminando verso casa Geraldo le ricorda che ha del sangue irlandese e che come tutti gli irlandesi è dalla terra che trarrà la forza per affrontare la vita, la terra rossa di Tara. Rossella, dopo una discussione con Mami in merito alla colazione, va alla festa e si comporta in modo molto esuberante, attirandosi le simpatie dei ragazzi e le antipatie delle ragazze, gelose del suo successo con gli uomini; durante il riposo dopo pranzo le donne vanno a dormire, ma Rossella si alza dal letto e decide di andare a cercare Ashley per comunicargli il suo amore. Lo trova insieme a tutti gli altri uomini, mentre questi sono intenti a discutere di politica.

La minaccia del governo federale di imporre le regole della società industriale e di abolire la schiavitù, fonte di manodopera a basso costo per la coltivazione del cotone, incita gli animi idealisti dei giovani del Sud ad abbracciare l'idea di una guerra di secessione. Un noto e scaltro avventuriero di Charleston, Rhett Butler, avverte tutti i partecipanti alla discussione della superiorità di mezzi degli Stati nordisti: egli, infatti, si è recato negli Stati del Nord e fa notare a tutti che il Sud è totalmente sprovvisto di fabbriche di cannoni e munizioni; inoltre, la maggior parte dei campi coltivabili vengono destinati al cotone e ad altri beni secondari, non al cibo, e quindi i nordisti con le loro forti navi da guerra potrebbero, bloccando i porti, tagliare i rifornimenti a tutto il Sud. La maggior parte degli uomini prende le parole di Butler come un'offesa alla patria, e l'orgoglio impedisce a tutti di ascoltare i saggi consigli dell'uomo, che ha fama di rinnegato. In particolare Carlo Hamilton, fratello di Melania, vorrebbe sfidarlo a duello ma Ashley riporta la calma tra i due.

Butler esce dalla sala della riunione; Ashley lo segue per dovere d'ospitalità e, nel cercare di raggiungere Rhett, si imbatte in Rossella, che lo porta in una stanza e gli comunica il suo affetto. Lui, però, risponde che pur volendo molto bene a Rossella intende sposare ugualmente Melania; udito questo, Rossella va su tutte le furie e, dopo l'uscita di Ashley dalla stanza, lancia un vaso contro il muro, rompendolo. In quel momento si accorge che Rhett Butler era nascosto dietro il divano e che ha ascoltato tutta la conversazione. Pochi minuti dopo arriva la notizia che la guerra di secessione è iniziata: la migliore gioventù del Sud corre ad arruolarsi. Rossella riceve la proposta di matrimonio di Carlo Hamilton e, sebbene non innamorata di lui, accetta per fare un dispetto ad Ashley. Poco dopo il doppio matrimonio, i due mariti partono per la guerra.

La guerra tanto desiderata finalmente arriva: Ashley è partito ma, dopo un iniziale successo del Sud, la tragica realtà sconvolge le speranze dei sudisti. Nel frattempo Rhett, sfruttando le sue conoscenze e la sua audacia, diventa uno tra gli uomini più ricchi del Sud, forzando il blocco nordista con le sue navi e rifornendo di provviste gli Stati confederati. Le truppe nemiche avanzano inesorabilmente e le perdite sono sempre più gravi; muore anche il marito di Rossella, Carlo Hamilton, anche se non sul campo di battaglia (lo ucciderà una rosolia con complicazioni polmonari).

La vedovanza non si addice ad una ragazza tanto giovane ed esuberante: la madre quindi pensa che sia meglio per Rossella andare ad Atlanta dove vivono Melania e la zia Pittypat. Rossella parte con la serva Prissy sempre sperando di poter vedere presto Ashley. La situazione precipita quando l'esercito nordista si appresta ad assediare la città, proprio quando Melania sta per dare alla luce un figlio. Rossella si vede costretta controvoglia ad accudire i soldati feriti e – per una promessa fatta ad Ashley – a vegliare su Melania. Quando ormai la città è nel caos, Rhett porta in salvo le due donne attraversando la stazione in fiamme. Sulla strada per Tara, Rhett si congeda da loro con l'intenzione di arruolarsi nell'esercito sudista, anche se la guerra è ormai praticamente persa, e dichiara finalmente il suo amore per Rossella, ma questa, ancora innamorata di Ashley, respinge il suo bacio appassionato.

Giunta a casa, Rossella trova il suo vecchio mondo distrutto: la povertà più assoluta, le sorelle malate di tifo, la madre morta e il padre malato di mente (è ancora convinto che la moglie sia viva). Assume pertanto il ruolo di capofamiglia e gestisce tutte le attività lavorative a Tara: questo le procura l'odio della sorella Susele per via dei modi dispotici con cui obbliga tutti a lavorare fino allo stremo, nonostante la stessa Rossella fatichi ininterrottamente per cercare di guadagnare quei pochi soldi necessari ad andare avanti. Finalmente un giorno Geraldo O'Hara, il padre di Rossella, torna a casa dopo essere stato in città e comunica a tutti che la guerra è finita: il Sud si è arreso. Nella disperazione generale Rossella ha l'intuizione di intensificare la produzione di cotone, prevedendo un immediato rialzo del prezzo.

Nonostante l'intuizione di Rossella, le tasse imposte dai nordisti sono altissime e il commercio di cotone, sebbene redditizio, non le consente di riprendere il suo vecchio stile di vita; le consente però di sfamarsi, tanto che permette a Melania di rifocillare tutti i reduci che ritornano affamati dal fronte. Tra questi un giorno arriva anche Ashley, che comincia a collaborare lavorando a Tara. Un giorno torna in visita il vecchio sovrintendente John Wilkerson con l'ex amante ora moglie Emma Slattery, i due vorrebbero comprare la casa e la piantagione sicuri di ottenerla ad un prezzo stracciato ma Rossella li scaccia. Il padre Geraldo li insegue con il suo cavallo ma cade dopo un salto e muore.

Rossella ha altro a cui pensare: per via di una nuova fortissima tassa imposta dai nordisti, infatti, rischia di perdere l'intera proprietà. La donna si rende conto di non essere in grado di procurarsi il denaro in tempo e decide di andare a trovare Rhett Butler, agli arresti come prigioniero di guerra; inizialmente Rossella finge di non avere problemi e di essere andata da Rhett solo per fargli una visita, ma egli è più furbo di quanto Rossella immagini e intuisce in breve la verità. Tuttavia non è in grado di aiutarla, poiché il suo denaro è depositato all'estero.

Tornando dalla prigione, Rossella e Mami, la sua schiava nutrice, si imbattono in Franco Kennedy, il fidanzato di Susele, e vengono a sapere che ha aperto un negozio e una segheria che gli hanno consentito di mettere da parte una piccola fortuna. Nella sua ambizione, Rossella sposa il fidanzato della sorella con l'intenzione di impadronirsi dei suoi soldi per pagare le tasse e sfrutta la segheria per arricchirsi, facendo affari anche con gli stessi nordisti. Si illude di essere ancora innamorata del malinconico Ashley, che però resta fedele a Melania e preferisce ricordare il mondo romantico dell'anteguerra. Ancora una volta, però, Rossella rimane vedova, perché il marito cade in uno scontro a fuoco per un regolamento di conti. Anche Ashley resta ferito, ma viene salvato dal provvidenziale intervento di Rhett, di cui Rossella continua a diffidare.

Rhett, ricchissimo e innamorato, riesce finalmente a sposare Rossella. Ma il loro matrimonio non sarà tutto rose e fiori: infatti Rossella è ancora innamorata di Ashley. Questa cosa fa innervosire sempre di più Rhett, il cui sincero amore è messo a dura prova dall'atteggiamento capriccioso e indifferente di Rossella. I due hanno una figlia, Diletta, sulla quale Rhett riversa tutto il suo affetto, che viene poi distrutto dalla morte della piccola per una caduta da cavallo. In seguito, muore anche Melania, che prima di spirare ricorda a Rossella l'amore che Rhett prova per lei. Quando Ashley, alla fine, confessa che Melania era il suo unico sogno che non fosse stato distrutto dalla realtà, Rossella si rende conto di aver amato un'illusione, e che Rhett era probabilmente il suo vero, inconsapevole, amore. Ma è ormai troppo tardi: stanco dei suoi capricci, Rhett la lascia sulla porta di casa con una promessa di divorzio, rispondendo alla domanda di Rossella: «Se te ne vai, che sarà di me? Che farò?» con la famosa frase:

« Francamente, me ne infischio. »

Altrettanto memorabile è la frase conclusiva, pronunciata da Rossella tra le lacrime, che riassume la complessità di un personaggio romantico quale quello di Rossella O'Hara:

« Tara! A casa! A casa mia! E troverò un modo per riconquistarlo. Dopotutto, domani è un altro giorno! »

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 maggio 1936 David O. Selznick stava ultimando il film Il giardino di Allah, quando ricevette da Kay Brown, responsabile del'ufficio newyorchese della sua casa di produzione, l'idea di trarre un film dal popolarissimo romanzo di Margaret Mitchell[2]. Questi condusse una lunga trattativa e alla fine riuscì ad acquistare i diritti dall'autrice per la somma record di 50.000 dollari, subito dopo propose alla Warner Bros. di aiutarlo nella produzione, ma a causa di alcuni strascichi sulle scelte degli attori questo accordo andò a monte: Selznick scelse alla fine, contro il parere dei suoi collaboratori, di produrre in proprio il film, e trovò un accordo con la Metro Goldwyn Mayer per la distribuzione in cambio di una percentuale sui profitti.

Selznick cominciò a preparare il film insieme al regista George Cukor, che era riuscito a strappare dalla Paramount; la coppia impiegò più di un anno per preparare tutto il necessario alle riprese. Le prime scene vennero girate a partire dal 10 dicembre del 1938 ma vennero subito sospese per via del Natale; di fatto le riprese vere e proprie cominciarono il 26 gennaio 1939. Il produttore era talmente concentrato sulla realizzazione del film, da "invadere" costantemente il set durante le riprese obbligando registi, attori e sceneggiatori ad assecondare ogni suo capriccio. Non a caso durante la lavorazione molti membri dello staff furono licenziati o si dimisero e i loro ruoli furono riassegnati.

Sidney Howard, principale autore della sceneggiatura

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

La sceneggiatura del film è una delle parti più travagliate; dopo aver acquistato i diritti del libro, Selznick iniziò a scriverla personalmente. Alla fine venne accreditata nei titoli di testa a Sidney Howard che di fatto ne è il principale autore; questi per completarla senza le interruzioni di Selznick fu costretto a risiedere per un breve periodo di tempo al di fuori degli Stati Uniti. In realtà oltre al produttore e ad Howard vi misero le mani altri 8 sceneggiatori (tra cui gli scrittori Francis Scott Fitzgerald e Ben Hecht non accreditati)[3] tra sostituti e collaboratori che vennero cambiati prima e durante le riprese con una velocità che spaventava tutto il resto del cast, alcuni di questi dieci sceneggiatori lavorarono infatti solo pochi giorni tuttavia vennero consistentemente retribuiti.

Howard venne pagato circa 2.000 $ a settimana (per un totale di 84.834 $) e non vide mai l'opera finita perché morì il 23 agosto 1939, quando il film era in sala montaggio. Alla fine per pagare tutti i 10 sceneggiatori il produttore spese complessivamente 126.000 $, se si sommano a questi i 50.000 $ pagati per i diritti all'autrice Selznick spese 176.000 $ senza avere ancora in mano neanche un metro di pellicola.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Clark Gable[modifica | modifica wikitesto]

Quando Selznick propose il film alla Warner Bros., i due principali candidati ad interpretare le parti di Rossella e Rhett erano Bette Davis ed Errol Flynn. I due, tuttavia, erano poco tempo prima venuti a lite e mal si sopportavano: Selznick avrebbe dovuto cambiare almeno uno dei due, ma poi gli accordi con la WB saltarono e Selznick fu costretto a ripiegare altrove. Una volta accordatosi con la MGM Selznick rimase indeciso se contattare Clark Gable o Gary Cooper, ma quando quest'ultimo rispose affermando:

« Via col vento sta per diventare il più grande flop della storia del cinema, e sarà Clark Gable a perderci la faccia e non Gary Cooper »

(Gary Cooper)

il produttore non ebbe più dubbi e assegnò la parte a Clark Gable senza indugiare e con l'approvazione di tutto il pubblico americano; la MGM fu d'accordo fin dall'inizio e Gable venne scritturato. In quel periodo Gable stava divorziando da Ria Langham e la moglie voleva 400.000 dollari per concedere il divorzio al marito; questi, tuttavia, non era in grado di pagare una somma così alta tutta insieme, ma alla fine ricevette come compenso 400.000 per il divorzio, più 120.000 dollari per sé.

Vivien Leigh[modifica | modifica wikitesto]

Vivien Leigh in una scena del film.

Molto più complicata e travagliata è stata la scelta per l'attrice che doveva interpretare Rossella. Vi furono i provini di circa 1400 attrici, tra cui Paulette Goddard, Susan Hayward, Katharine Hepburn, Carole Lombard, Jean Arthur, Tallulah Bankhead, Norma Shearer, Barbara Stanwyck, Joan Crawford, Lana Turner, Joan Fontaine, Bette Davis, Alicia Rhett (alla quale poi andò il ruolo di Lydia Wilkes) e Loretta Young; al momento dell'inizio delle riprese nel dicembre 1938 non si aveva ancora un nome definitivo e si dovette cominciare senza la protagonista.

In mezzo a questo elenco di star hollywoodiane la parte venne assegnata alla poco conosciuta Vivien Leigh; questa ottenne un provino quando venne presentata quasi per caso al fratello del produttore, Myron Selznick, mentre si girava la scena dell'incendio di Atlanta. Alla fine rimasero in lizza due attrici: Paulette Goddard e appunto Vivien Leigh. Una leggenda vuole che la Goddard perse il ruolo perché non riuscì a dimostrare di essere realmente sposata con Charlie Chaplin, con cui era noto che convivesse, e questo per il capo della MGM Louis B. Mayer era del tutto inaccettabile. Nemmeno Vivien Leigh era sposata e conviveva con Laurence Olivier, ma a differenza della Goddard la storia non era nota al grande pubblico e per questo ottenne la parte e 25.000 dollari. I due si sposarono comunque poco tempo dopo, il 31 agosto 1940 come promesso a Mayer. Il fatto che fosse stata scelta un'inglese per interpretare una ragazza simbolo del "sogno americano", suscitò non poche critiche. Le Sorelle della Confraternita, associazione di nostalgiche sudiste, sostennero comunque che "un'inglese è sempre meglio di una yankee nordista".

Altri componenti[modifica | modifica wikitesto]

La selezione per scritturare Ashley (Leslie Howard) non creò grossi problemi perché Howard era già sotto contratto con la MGM e la sua convocazione fu gradita al produttore e fu subito scartata l'idea iniziale di scritturare Randolph Scott; viceversa per il ruolo di Melania, Selznick contattò Olivia de Havilland, sotto contratto con la WB. La De Havilland voleva la parte e cercò in tutti i modi di convincere Jack Warner (il presidente della WB) a lasciarla libera per questa occasione, alla fine fu la moglie di Warner (amante del libro e ammiratrice della De Havilland) a convincere il marito a lasciare libera l'attrice.

Per il ruolo di Mami venne eseguito un casting; i giochi sembrarono fatti quando Eleanor Roosevelt (moglie del presidente Franklin Delano Roosevelt) telefonò personalmente a Selznick per proporre la sua governante Elizabeth McDuffie per quella parte;[4] Hattie McDaniel aveva partecipato al casting ma era convinta di non ottenere la parte perché era precedentemente nota per ruoli comici completamente diversi da quello di Mami e credeva che i produttori cercassero un'attrice più seria, tuttavia le cose cambiarono quando Clark Gable (con cui la McDaniel aveva già lavorato in precedenza in Sui mari della Cina e Saratoga) sostenne vigorosamente la sua candidatura.[5] Alla fine Selznick diede retta all'attore e scritturò la McDaniel per quel ruolo che l'ha resa celebre e le ha consentito di essere la prima attrice di colore a ricevere l'Oscar.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la lunghissima pre-produzione necessaria a realizzare i 90 set necessari[3] ebbero inizio le riprese; queste durarono dal 10 dicembre 1938 al 27 giugno del 1939 e impiegarono complessivamente più di 2400 comparse.[3] Le prime scene girate furono quelle dell'incendio di Atlanta. Vennero girate quasi due ore di pellicola, da cui furono estratti i pochi minuti visibili nel film. Questa sproporzione è spiegata dal fatto che l'occasione di ripresa fu unica, in quanto furono bruciate diverse scenografie di vecchi film tra cui la famosa porta del film King Kong del 1933, che portò addirittura ad un'irruzione sul set dei vigili del fuoco, avvertiti da alcuni residenti del luogo che si erano spaventati vedendo alte fiamme e un denso fumo levarsi dal set. Il film venne diretto inizialmente da George Cukor che insieme al produttore aveva realizzato tutta la pre-produzione, ma dopo meno di tre settimane di riprese il produttore cacciò Cukor a causa delle loro continue liti. Cukor non seguiva affatto le indicazioni del produttore, privilegiava i volti femminili, a scapito di Gable, che cominciava a irritarsi. Inoltre Cukor procedeva troppo lentamente e ciò spinse Selznick a esonerarlo.

In sostituzione chiamò Victor Fleming, all'epoca celeberrimo regista della MGM. Fleming, che di giorno filmava Via col vento e di notte curava il montaggio di un suo altro film:"Il mago di Oz", dopo alcuni mesi venne condotto ad un grave esaurimento nervoso dalle continue intromissioni del produttore e decise di prendersi una vacanza. Selznick allora chiamò Sam Wood per sostituirlo, ma anche Wood venne cacciato pochi giorni prima del rientro di Fleming, in attesa del quale la regia venne affidata allo scenografo William Cameron Menzies.[6] In tutto i minuti girati da Wood montati nel film sono 33, quelli di Cukor 17.[3]

Un ciak usato durante le riprese del film.

Anche i direttori della fotografia non rimasero immuni alle manie di perfezionismo di Selznick, infatti all'inizio venne scritturato Lee Garmes ma dopo un mese di riprese venne sostituito da Ernest Haller perché Selznick giudicava la fotografia di Garmes troppo oscura per il film; rimase invece sempre costante Ray Rennahan per il technicolor. La scena alla stazione, con una distesa interminabile di feriti, impiegò quasi mille comparse e altrettanti manichini mossi dalle comparse stesse.[3] Diversi particolari di scenografie, tra cui i soffitti della villa alle Dodici Querce e parte della stazione ferroviaria erano semplicemente dipinti su un vetro sovrapposto all'inquadratura.[6] Nella scena del ballo di beneficenza i due protagonisti fecero ricorso ad una pedana girevole per accentuare il movimento rotatorio della danza.[6] Per le riprese esterne di Atlanta fu costruito il set più grande mai realizzato per un film, con 53 palazzi in scala e oltre tre chilometri di strade.

Durante le riprese gli screzi fra i membri del cast non furono pochi; l'aneddoto più famoso è legato al fatto che Vivien Leigh detestava le scene in cui doveva baciare Gable che, benché ancor giovane, già portava la dentiera e aveva, secondo l'attrice, un alito "mefistofelico". Inoltre la Leigh era infastidita dal fatto che lei lavorò ininterrottamente per 125 giorni percependo 25.000 dollari, Gable ne prese 120.000 lavorando per 71 giorni intervallati da vacanze. Una curiosità singolare riguarda il fatto che durante tutti i mesi di riprese i 4 attori principali (Leigh, Gable, Howard e De Havilland) recitarono tutti insieme solo per una scena: quella del ritorno dei mariti dalla spedizione a Shantytown, che nel film occupa circa due minuti.

Un'altra curiosità singolare riguarda il fatto che dei quattro attori principali i tre che interpretano i personaggi che sopravvivono (Gable, Leigh e Howard) sono morti in precocemente (Gable a 59 anni, Leigh a 53 e Howard a 50) viceversa la De Havilland, nata nel 1916, è tuttora in vita mentre nel film il suo personaggio è l'unico a morire. Oltre la De Havilland, altro personaggio che era rimasto in vita fino a tarda età del cast di Via col vento, era Alicia Rhett (alias Lydia Wilkes) la quale, nata il 1º febbraio 1915, è, deceduta il 3 gennaio 2014 a quasi 99 anni.

Post-produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante le mille difficoltà, Selznick accelerò le riprese che impiegarono solo 125 giorni anziché i 200 previsti. Alla fine delle riprese, il 27 giugno del 1939, il materiale girato era moltissimo: 158.000 metri di pellicola. Hal C. Kern, assunto per il montaggio cominciò immediatamente a lavorare a ritmo forsennato, seguendo le direttive di Fleming e dell'onnipresente Selznick (che ovviamente aveva sempre l'ultima parola). Una prima versione rozza venne preparata in breve tempo, poi da questa furono eliminati circa 45 minuti arrivando alla versione definitiva attuale; in questa versione definitiva vennero montati solo 6.800 metri del totale girato.[3]

Poco tempo prima della prima proiezione pubblica il produttore ebbe dei problemi con la censura; infatti nella celebre ultima battuta di Rhett Butler, Clark Gable in lingua originale dice "Frankly, my dear, I don't give a damn", il termine "damn" era fortemente dispregiativo nella parlata dell'epoca e veniva interpretato come una bestemmia, pertanto le autorità pretendevano che fosse eliminato o sostituito. Tuttavia Selznick non si arrese, consultò i più importanti dizionari di lingua e interpellò diverse personalità del campo fino a riuscire a dimostrare che il termine "damn" era effettivamente forte ma non andava considerato come bestemmia. Questo consentì a Selznick di tenere invariata la scena pagando 5.000 $ di sanzione.[6]

Un aneddoto che si confonde quasi con la leggenda resta la prima proiezione non ufficiale del film. Come ricordato anche nel documentario realizzato per l'edizione Blu-Ray del 70º anniversario, Via col vento fu proiettato il 9 settembre 1939, in una versione ancora incompleta, a Riverside, uno sperduta città di provincia. Selznick e tre collaboratori entrarono nel cinema della città e chiesero al gestore di proiettare il film a sorpresa. Il successo fu immediato.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Per la colonna sonora Selznick aveva a disposizione Herbert Stothart, sotto contratto con la MGM e disposto a collaborare.[7] Selznick voleva a tutti costi Max Steiner che però aveva un contratto di esclusiva con la major rivale Warner Bros., questo però non fermò il produttore che accettò di pagare una pesante penale pur di avere il suo compositore preferito.[7] Steiner era indubbiamente un compositore di talento, e aveva composto un gran numero di colonne sonore, tuttavia veniva generalmente considerato ripetitivo perché le sue composizioni erano tutte molto somiglianti tra di loro;[7] per il film Via col vento scriverà il brano che lo renderà celebre e che tuttora viene ascoltato e utilizzato (in Italia è la sigla storica del programma Porta a Porta di Bruno Vespa). Il produttore chiamò anche Adolph Deutsch, Hugo Friedhofer, Heinz Roemheld, William Axt, Franz Waxman per completare il lavoro con brani addizionali di musica non originale.[7] La colonna sonora di Via col Vento è nel complesso la più lunga mai realizzata per un film.

La Leigh e Gable in una scena del film.

Brani musicali[modifica | modifica wikitesto]

  1. Selznick International Theme
  2. Main Theme
  3. (I Wish I Was in) Dixie's Land
  4. Katie Belle
  5. Under the Willow She's Sleeping
  6. Lou'siana Belle
  7. Dolly Day
  8. Ring, Ring de Banjo!
  9. Sweet and Low
  10. Ye Cavaliers of Dixie
  11. Taps
  12. Massa's in de Cold Ground
  13. Maryland, My Maryland
  14. Irish Washerwoman
  15. Gary Owen
  16. When Johnny Comes Marching Home
  17. Weeping, Sad and Lonely (When This Cruel War Is Over)
  18. The Bonnie Blue Flag
  19. Hark! The Herald Angels Sing
  20. Tramp! Tramp! Tramp! (The Boys Are Marching)
  21. The Old Folks at Home (Swanee River)
  22. Go Down Moses (Let My People Go)
  23. My Old Kentucky Home
  24. Marching Through Georgia
  25. Battle Hymn of the Republic
  26. Beautiful Dreamer
  27. Jeanie with the Light Brown Hair
  28. Yankee Doodle
  29. Stars of the Summer Night
  30. Bridal Chorus (Here Comes the Bride)
  31. Deep River
  32. For He's a Jolly Good Fellow
  33. London Bridge Is Falling Down
  34. Ben Bolt (Oh Don't You Remember)

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La leggendaria prèmiere[modifica | modifica wikitesto]

La prèmiere al Loew's Grand di Atlanta, 15 dicembre 1939

La prima proiezione avvenne ad Atlanta in Georgia il 15 dicembre 1939. L'evento ottene una risonanza mediatica immensa: la città della prima, un modesto centro con all'epoca solo 300.000 abitanti, fu invasa da quasi un milione di persone, un insieme di visitatori che Atlanta riotterrà solo sessant'anni dopo con le Olimpiadi del 1996. Il periodico della città, The Atlanta Journal, pubblicò il 15 dicembre un numero tutto dedicato al film e ai suoi attori. I tre giorni prima della presentazione furono dichiarati festivi: ad Atlanta furono chiusi tutti gli uffici pubblici e le scuole per celebrare l'uscita del film.

Il produttore Selznick fu ricevuto dal sindaco e scortato dalla polizia al celebre Georgia Terrace Hotel, l'albergo più rinomato della città. La sera del 14 dicembre si tenne nell'auditorium municipale un gran ballo in costume in cui fu ricostruita la vendita di beneficenza del film. Davanti al teatro che doveva proiettare il film fu posta una facciata delle Dodici Querce a grandezza naturale.

A questa proiezione non presero parte Leslie Howard, all'epoca combattente sul fronte europeo della Seconda Guerra Mondiale, il regista Victor Fleming, che rimase stizzito da una dichiarazione di Selznick che definiva Via col vento "una realizzazione di cinque registi diretti da Selznick stesso", e Hattie McDaniel, a cui fu negato l'accesso al teatro per via delle leggi razziali all'epoca in vigore in Georgia. Vivien Leigh partecipò a tutti gli eventi mondani correlati al film, accompagnata dal suo futuro marito Laurence Olivier; mentre Clark Gable giunse il giorno prima della première, con la moglie Carole Lombard, accolti dalla folla in delirio lungo la Via dell'Albero di Pesco.

Il biglietto della prima costava 10 dollari, venti volte in più di un normale biglietto da 50 cent. La première ottenne grande successo e Via col vento incassò 945.000 dollari solo nel primo fine settimana di proiezione. A fronte di un costo stimato in 3,9 milioni di dollari, è a tutt'oggi il film che ha avuto il maggiore incasso di tutti i tempi, correlando il valore dell'inflazione. Il successo del film è talmente duraturo che negli Stati Uniti viene occasionalmente riproiettato da alcune sale cinematografiche e dal 1939 ad oggi ha incassato oltre 198.000.000 $ sul mercato interno,[8] cifra che ricalcolata con l'inflazione lo mette al primo posto dei film americani più visti con 1.733.000.000 $ di incasso.[9]

L'incasso globale è di oltre 400.000.000 $,[8] conservando comunque il 225º posto nella classifica dei film che hanno incassato di più nella storia del cinema in termini assoluti;[10] correggendo la classifica con l'inflazione Via col vento è rimasto al primo posto con circa 2.700.000.000 $ incassati fino al 2010, anno in cui è stato superato da Avatar (2009) di James Cameron. Nel 2014 torna al primo posto come film di maggiore incasso della storia del cinema con oltre 3.300.000.000 $ guadagnati.

La sala numero 6 del cinema CNN6 Centre di Atlanta proietta ininterrottamente Via col vento due volte al giorno dal 1939.[6]

Date di uscita e titoli internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Trailer originale

Le date di uscita internazionali sono state:

  • 15 dicembre 1939 negli USA ad Atlanta (Gone with the wind);
  • 19 dicembre negli USA a New York (Gone with the wind);
  • 28 dicembre negli USA a Hollywood (Gone with the wind);
  • 27 dicembre in Argentina (Lo que el viento se llevó);
  • 28 dicembre negli USA a Los Angeles (Gone with the wind);
  • 1º gennaio 1940 in Brasile (...E o Vento Levou);
  • 17 aprile nel Regno Unito (Gone with the wind);
  • 1º maggio in Australia a Sydney (Gone with the wind);
  • 4 luglio In Australia (Gone with the wind);
  • 6 ottobre 1941 in Svezia (Borta med vinden);
  • 15 dicembre 1947 in Norvegia (Tatt av vinden);
  • 12 marzo 1949 in Italia; (Via col vento)
  • 3 marzo 1949:
in Belgio (Autant en emporte le vent / Gejaagd door de wind),
nei Paesi Bassi (Gejaagd door de wind);

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu distribuito in Italia il 12 marzo 1949 in edizione originale con sottotitoli, evidentemente a causa del notevole sforzo che avrebbe richiesto il doppiaggio. Nello stesso anno, a maggio, Franco Schirato diresse alla Fono Roma il primo doppiaggio del film con la collaborazione della C.D.C.. Realizzata in 17 turni di lavoro, la versione italiana di Via col vento uscì trionfalmente in tutte le sale nel marzo del 1950 e rimase in cartellone per più di un anno. Da allora il film ha avuto numerose riedizioni, precisamente nel 1954, 1956, 1962, nel 1967 (in 70 millimetri e suono stereofonico), 1972 e 1977. In quest'ultima occasione il film fu proposto con un ridoppiaggio i cui nuovi dialoghi vennero affidati a Roberto De Leonardis, l'adattatore di fiducia di Walt Disney. Piccoli spunti vengono ripresi dal doppiaggio d'epoca, ma il resto risulta totalmente nuovo. Le differenze principali che si registrano nelle due versioni italiane sono:

  • Nel doppiaggio d'epoca del film tutti gli attori di colore sono doppiati con un italiano sgrammaticato ed i verbi all'infinito. Nell'edizione del '77 la cosa viene considerata una forma di razzismo nei confronti delle persone di colore, poiché quell'italiano scorretto stava a sottolineare l'inferiorità culturale dei neri rispetto ai bianchi[11] (tuttavia va sottolineato che i personaggi di colore si esprimono in maniera sgrammaticata anche nella versione originale inglese). Nel ridoppiaggio del film gli attori non bianchi vengono dunque doppiati in italiano perfetto. Un altro film ridoppiato tre anni prima per lo stesso motivo fu I racconti dello zio Tom (1946),[12] pellicola nella quale recita tra l'altro la stessa Hattie McDaniel.
  • A differenza della versione storica, Rossella e Rhett non si danno del "voi" ma del "lei" ed Ashley e Rossella, da tempo amici e forse qualcosa in più, si danno del "tu".
  • Nella riedizione, la maggior parte dei nomi rimane in originale ma non Rossella che non torna ad essere Scarlett, un po' per la notorietà raggiunta dal personaggio con questo nome, un po' perché la traduzione risulta abbastanza aderente all'originale (scarlet = rosso scarlatto); al contrario, abbiamo "Charles" al posto di "Carlo" Hamilton, "Frank" al posto di "Franco" Kennedy, "Melanie" al posto di Melania Wilkes ecc.
  • La nuova traduzione è fedelissima ai dialoghi originali, molto di più rispetto al copione italiano del 1949.

Il doppiaggio del 1977 ha subito delle critiche negative[13] e non è stato apprezzato dal pubblico, rimasto affezionato al doppiaggio originale.[14]

In Italia il film venne trasmesso per la prima volta in televisione nel 1983 in due parti su Rai 2 il 12 e 13 aprile[15][16]. Il film venne presentato nel suo ridoppiaggio del 1977 e fu replicato diverse volte sulle reti RAI. Quando però uscì in videocassetta nel 1989 si decise di tornare al doppiaggio originale del 1950, che sarà poi utilizzato anche per tutte le successive edizioni in VHS, DVD e Blu-Ray. Il primo doppiaggio venne poi adottato anche per tutte le successive trasmissioni televisive.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film è da sempre giudicato come l'apice del divismo e dell'esagerazione hollywoodiana, infatti la sua lavorazione complessa e il grande dispendio di mezzi indicano la volontà del produttore di realizzare un'opera mastodontica. Tuttavia il film è generalmente considerato un'opera di altissimo valore artistico, le critiche riguardano infatti unicamente la durata del film che è ritenuta da alcuni esagerata (ma in parte giustificata dalla voluminosità del romanzo).[17] Alla sua uscita comunque il film venne subito accolto con parere favorevole dalla maggior parte della critica cinematografica, colpita in modo particolare dalla veridicità delle ricostruzioni storiche e dalla sua grandiosità di ambienti ben curati.[18] Una parte della critica invece attaccò duramente il film accusandolo di appoggiare troppo esplicitamente la causa sudista; altre critiche mosse al film lo accusano di avere poca consistenza artistica e di essere la solita storia d'amore con la guerra civile come inutile contorno.

Pino Farinotti assegna nel suo dizionario ben 5 stelle al film, il massimo voto possibile[19] e Paolo Mereghetti si associa assegnando a Via col vento 4 stelle nella sua guida (anche qui il massimo possibile). Diversamente Morando Morandini nel suo dizionario del cinema assegna al film un voto generale nettamente inferiore ma comunque onorevole di tre stelle su 5,[1] evidenziando comunque i meriti dell'opera e i suoi difetti.

Nel 1998 l'American Film Institute ha collocato Via col vento al quarto posto della AFI's 100 Years... 100 Movies, ovvero la lista dei cento film americani più importanti (dopo Quarto potere, Casablanca e Il padrino),[20] spostandolo poi al sesto nella versione del 2007.[21] Inoltre tre citazioni di dialoghi del film sono stati inseriti nella lista delle migliori battute di sempre, ossia:[22]

  • "Francamente me ne infischio" di Clark Gable, al 1º posto;
  • "Dopotutto, domani è un altro giorno" di Vivien Leigh, al 31º posto;
  • "Lo giuro davanti a Dio... non soffrirò mai più la fame" di Vivien Leigh, al 59º posto.

È stato inserito nella lista del sito theyshootpictures.com al 62º posto dei migliori 1.000 film di sempre,[23] compare inoltre nella lista dei migliori film di films101.com (39º posto)[24] e al 18º posto della classifica stilata dai lettori di Time Out.[25] Empire Magazine lo ha inserito al 18º posto nella sua lista pubblicata nel 1999[26] e al 44º posto di quella pubblicata nel 2003.[26] Nel 1999 la rivista italiana Ciak ha stilato due liste dei 100 migliori film della storia, uno fatta dai lettori e una dai critici cinematografici interpellati, Via col vento compare in entrambe. Nel 1989 negli Stati Uniti è stato selezionato dal National Film Registry per la conservazione ed è stato riversato in forma digitale. Figura inoltre al 157º posto della Top 250 di IMDb[27] con una media voti di 8,2/10.[28] Il voto medio attribuito dagli utenti registrati di Rottentomatoes.com è 8,7/10.[18]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, la realizzazione dei manifesti fu affidata ai pittori cartellonisti Ercole Brini e Silvano Campeggi, che firma le sue opere con il diminutivo Nano, collaboratori abituali della MGM. I manifesti e le locandine della prima edizione, stampate dalla Zincografica di Firenze, portano tutti la data del 1949 che è quella della prima uscita in Italia del film. Esistono edizioni successive alla prima: 1952, 1954, 1956 (Metroscope), 1961, 1967, 1977, 1982.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Hattie McDaniel fu la prima afroamericana a vincere un Premio Oscar e ad essere nominata per una categoria di attori

Premi speciali[modifica | modifica wikitesto]

Olivia de Havilland e Hattie McDaniel erano in corsa per lo stesso premio, poi vinto dalla seconda. Sidney Howard morì prima dell'uscita del film e per questo il premio gli venne attribuito postumo, primo caso nella storia degli Oscar. Clark Gable si arrabbiò molto per aver perso l'Oscar quell'anno. Disse:

« Questi maledetti europei, ci ruberanno tutto[29] »

Infatti Robert Donat, vincitore con "Addio, Mr. Chips!" era inglese, così come Vivien Leigh.

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

VHS[modifica | modifica wikitesto]

Le edizioni in videocassetta di Via col vento sono diverse, sia perché, essendo una sorta di classico, fu uno dei primi film a essere editati su nastro magnetico, ma anche poiché, data la sua vasta popolarità, oltre alle normali edizioni di videoteca ne uscirono altre destinate alle edicole come abbinamento a quotidiani o periodici. Quasi tutte le edizioni presentavano la stessa versione del film non restaurata, senza gli intervalli e le ouverture (che verranno ripristinate nel DVD) e con il doppiaggio originale. Una delle prime edizioni, distribuita dalla MGM Home Video, risale al 1989, uscita per il 50º anniversario del film.

DVD[modifica | modifica wikitesto]

Esistono circa 16 diverse versioni in DVD di Via col vento, questo perché in alcune occasioni è stato inserito all'interno di cofanetti tematici contenenti i capolavori del cinema statunitense, oppure le migliori interpretazioni di Clark Gable. Tuttavia in rare occasioni queste edizioni contengono contenuti speciali di approfondimento sulla realizzazione, il motivo è dovuto al grandissimo segreto imposto dal produttore che non gradiva fotografi e giornalisti sul set per timore di imitazioni e plagi dell'opera. L'edizione standard di base uscì all'inizio del 2000 e conteneva il film diviso in due parti, inserite in un disco a due lati: al termine del lato A bisognava girare il DVD per la parte B. Il master reintroduceva le musiche delle ouverture e gli intervalli, assenti nelle videocassette.

Nel 2004 è stata pubblicata dalla Warner un'edizione speciale composta da un cofanetto contenente 4 DVD, all'interno di questi dischi oltre al film (in inglese, francese e italiano) è possibile trovare una quantità di contenuti speciali senza precedenti, infatti contiene:

  • Centenario della Guerra Civile: cinegiornale del 1961
  • Cinegiornale della prima proiezione del 1939
  • Commento di Rudy Behlmer
  • Clark Gable: un ricordo
  • Il restauro di una leggenda
  • Le considerazioni di Olivia de Havilland
  • Prologo internazionale
  • Sequenze del film in altre lingue
  • The Old South: cortometraggio del 1940
  • Trailer cinematografici
  • Via col vento: una leggenda del cinema
  • Vivien Leigh e il personaggio di Rossella

Blu-Ray[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione in Blu-Ray uscì il 17 novembre 2009 in occasione del 70º anniversario della pellicola. Al film in versione restaurata erano abbinati su un secondo disco dei contenuti speciali dell'edizione precedente e alcuni inediti come, per esempio, i documentari Il 1939: un Anno d'Oro per Hollywood e Via col vento: una leggenda del cinema, e il telefilm La guerra di Rossella O'Hara, vincitore del Premio Emmy, che ripercorre le selezioni per ricercare l'attrice che avrebbe dovuto interpretare la protagonista del film.

La seconda edizione in Blu-Ray è uscita il 22 ottobre 2014 per il 75º anniversario del film. Ai due dischi della precedente edizione è aggiunto un terzo Blu-Ray con nuovi contenuti speciali come i documentari Old South/New South e Hollywood Comes to Atlanta. L'edizione de-luxe in cofanetto include anche un libretto fotografico di 35 pagine. Rispetto ai passaggi televisivi, il DVD e Blu Ray commerciale hanno in più le sequenze musicali di Overture - Intermission - Entr'Acte e Finale

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« Frankly, my dear, I don't give a damn. »

(IT)

« Francamente, me ne infischio. »

(Rhett Butler / Clark Gable)

Il film è stato citato complessivamente più di 200 volte nella storia del cinema tra parodie, scene rifatte e riprese citazioni esplicite. Alcune di queste citazioni riguardano le battute più famose pronunciate dai protagonisti (si ricordano ad esempio The Mask e La sposa cadavere in cui viene citata la frase Francamente me ne infischio), altre sono invece casi in cui le scene del film ricordano quelle di Via col vento, ci sono anche casi (come ad esempio Nuovo Cinema Paradiso)[30] in cui vengono inserite nel film le scene originali dell'opera di Fleming.

Anche Adriano Celentano ha reso omaggio al film, infatti uno dei suoi show televisivi Francamente me ne infischio si intitola come la celebre battuta di Clark Gable. Esiste inoltre una trasposizione a fumetti del film, Paperino e il vento del Sud, parodia disneyana di Via col vento pubblicata nel 1982 in cui Paperino veste i panni di Rhett (Paper Butler) e Paperina quelli di Rossella (Paperella O'Hara)[31].

Differenze rispetto al romanzo[modifica | modifica wikitesto]

  • Margaret Mitchell, l'autrice del romanzo omonimo.
    Rispetto al film, il romanzo si sofferma anche sul contesto storico, dedicando molte pagine alla guerra di secessione, alla povertà e alla ricostruzione che ne derivarono, ma anche alla condizione delle donne e dei neri e ai valori intrascindibili della società del sud.
  • Molti alleggerimenti sono stati apportati al personaggio di Rhett Butler. Di fatto, il film mantiene gli aspetti principali del suo carattere tralasciando al tempo stesso molte sue sfaccettature presenti nel romanzo: viene eliminata la scena in cui, durante l'assedio di Atlanta, egli chiede a Rossella di diventare la sua amante, o i suoi continui tentativi di tormentare Rossella con frasi crudeli (come ad esempio quando le dice di averla sposata solo per averla come giocattolo) o con critiche al suo carattere, alle sue azioni e alla sua fissazione per Ashley. Il Rhett del romanzo è un uomo molto più cupo e insolente, dal passato e dal carattere oscuri, che decide e accetta di essere un mascalzone in una società che ritiene ipocrita e attaccata a valori e obblighi morali che egli disprezza. Nel film, viene sottovalutata la descrizione del suo ruolo nel forzare il blocco imposto dai nordisti ai porti del Sud e non vengono approfonti i suoi rapporti d'affari con gli yankee, aspetti fondamentali per capire a che punto tutti gli altri personaggi della storia lo odino e lo considerino un traditore. Nel libro alcuni episodi lasciano intendere chiaramente che Rhett ha avuto un figlio da una relazione precedente ai fatti narrati, nel film questo particolare si può solo ipotizzare quando Bella confida a Melania di avere avuto un figlio e quando si mostra commossa dopo l'addio di Rhett. Infine, persino il suo background famigliare non viene menzionato nel film mentre nel romanzo sono riportate le vicende della sua famiglia e il difficile rapporto con il padre che lo ha disconosciuto, la madre e la sorella.
  • Nella pellicola, il personaggio di Bella Watling è più presente, come la scena in cui Rhett la mette a confronto con Rossella dopo l'ennesimo litigio. Questa scena, dove tra l'altro i due si dicono addio, è assente nel libro.
  • Nel film Rhett restituisce a Melania e a Rossella la fede che esse avevano donato per la Causa. Nel libro egli fa riavere il prezioso anello solo a Melania. Si tratta di una delle tante provocazioni da parte di Rhett nei confronti di Rossella.
  • Nel romanzo Rossella ha avuto altri due figli: Wade Hampton Hamilton (avuto dal primo marito Carlo Hamilton), ed Ella Lorena Kennedy, figlia di Franco. Nel film essi non compaiono, così come sono stati eliminati alcuni personaggi, alcuni dei quali molto importanti e presenti come Will Benteen, la madre dei gemelli Tarleton, Franco Picard, Cade Calvert, i fratelli Fontaine, e tanti altri.
  • Nel film manca completamente la parte biografica su Geraldo O'Hara, nel libro infatti viene narrata la sua partenza dall'Irlanda, il suo arrivo negli Stati Uniti e il modo in cui è diventato un possidente terriero.
  • Nel film non si parla nemmeno delle vicende che portarono la ricca quindicenne Elena Robillard ad accettare il matrimonio con Geraldo (di molti anni più vecchio di lei). Per Elena è impossibile continuare a vivere a Savannah con il padre e le sorelle, colpevoli di averla separata dal cugino Filippo Robillard (la pecora nera della famiglia) e della di lui successiva morte. Nel libro Elena, in punto di morte a causa del tifo, pronuncia ad alta voce il nome "Filippo".
  • Prima di sposare Rossella, Carlo Hamilton nel romanzo è fidanzato con Gioia, nel film con Lydia (India nella versione originale inglese). Di fatto, nel film Lydia Wilkes è l'unica sorella di Ashley, risultato di una fusione tra i due personaggi per motivi cinematografici.
  • La morte di Geraldo O'Hara avviene in seguito alla visita a Tara dall'ex sorvegliante Wilkerson; nel libro, la morte è provocata, sia pur indirettamente, dagli intrighi della sorella di Rossella, Susele. È solo una delle tante modifiche apportate per rendere gli eventi più scorrevoli, rispettando la durata della pellicola.
  • Nella notte in cui le mogli attendono il rientro dei mariti da Shantytown, Melania nel film legge David Copperfield di Charles Dickens, mentre nel romanzo era I miserabili, di Victor Hugo.
  • Sono stati eliminati tutti i riferimenti al Ku Klux Klan, background storico molto presente nella seconda metà del romanzo.
  • Nel film la sorella di Rossella, Carole, non entra in convento, come invece avviene nel libro.
  • Nel film, la prima volta che Rhett lascia Rossella il viaggio è a Londra; l'uomo torna su richiesta della piccola Diletta, mentre nel libro padre e figlia andranno a Charleston dalla madre di lui e dalle zie di Rossella. Sempre nel romanzo, non c'è un motivo che spiega il ritorno di Rhett.

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Rossella (miniserie televisiva).

Nel 1994 fu prodotta una miniserie televisiva intitolata Rossella, tratta dall'omonimo romanzo di Alexandra Ripley che è a sua volta un sequel del libro di Mitchell. La miniserie, trasmessa dal 13 al 17 novembre 1994 sulla CBS in quattro puntate, ha come protagonisti Joanne Whalley e Timothy Dalton nei panni di Rossella e Rhett e vede il trasferimento di Rossella in Irlanda dopo essere rimasta incinta da Rhett.[32]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Laura, Luisa e Morando Morandini, Via col vento, su MYmovies, Morandini, 2007. URL consultato il 19 aprile 2014.
  2. ^ Margareth Mitchell, Via col Vento - Edizione illustrata, CDE - Mondadori, 1991, p. 828-29.
  3. ^ a b c d e f I segreti del film, su xoomer.alice.it. URL consultato il 19 aprile 2014.
  4. ^ (EN) Jill Watts, Hattie McDaniel: Black Ambition, White Hollywood, HarperCollins, 2005, p. 151, ISBN 978-0-06-051491-4.
  5. ^ (EN) Warren G. Harris, Clark Gable: A Biography, Harmony, 2002, p. 203, ISBN 0-307-23714-1.
  6. ^ a b c d e Via col vento [collegamento interrotto], su lunargate.net. URL consultato il 26 dicembre 2007.
  7. ^ a b c d Via col vento - Kolossal a confronto, su cinekolossal.com. URL consultato il 19 aprile 2014.
  8. ^ a b (EN) Gone with the Wind (19399, Box Office Mojo. URL consultato il 19 aprile 2014.
  9. ^ Classifica dei film di maggiore incasso negli USA corretta con l'inflazione, da boxofficemojo.com, boxofficemojo.com. URL consultato il 27 dicembre 2007.
  10. ^ (EN) All Time Box Office Adjusted for Ticket Price Inflation, Box Office Mojo. URL consultato il 19 aprile 2014.
  11. ^ Nunziante Valoroso, Via col vento (Gone with the Wind, Usa 1939), ASINC. URL consultato il 19 aprile 2014.
  12. ^ Alessandro Sperlì, Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 19 aprile 2014.
  13. ^ Via col vento, in MyMovies.
  14. ^ Vita, esperienze e vocazione di Angelo Maggi “Il doppiattore”, in recensito.net.
  15. ^ Radiocorriere TV, su www.radiocorriere.teche.rai.it. URL consultato il 13 agosto 2016.
  16. ^ Radiocorriere TV, su www.radiocorriere.teche.rai.it. URL consultato il 13 agosto 2016.
  17. ^ Il volume della Arnoldo Mondadori Editore, collana Classici d'autore è composto da 872 pagine. ISBN 88-04-49601-0
  18. ^ a b (EN) Gone With the Wind (1939), Rotten Tomatoes. URL consultato il 19 aprile 2014.
  19. ^ Via col vento, su Mymovies, Farinotti. URL consultato il 26 dicembre 2007.
  20. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  21. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  22. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes, American Film Institute. (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2005).
  23. ^ (EN) The Top 100 Films [51-75], su theyshootpictures.com. (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2003).
  24. ^ (EN) The Best Movies of All Time by Rank, su films101.com. URL consultato il 19 aprile 2014.
  25. ^ (EN) Top 100 Films (Readers) from Time Out Film Guide, su filmsite.org. URL consultato il 19 aprile 2014.
  26. ^ a b (EN) 100 Greatest Movies Of All Time by Empire Magazine, su filmsite.org. URL consultato il 19 aprile 2014.
  27. ^ (EN) IMDb Top 250, IMDb. URL consultato il 19 aprile 2014.
  28. ^ (EN) Via col vento - User ratings, IMDb. URL consultato il 19 aprile 2014.
  29. ^ Via col vento 4, su cinematocasa.it. URL consultato il 19 aprile 2014.
  30. ^ Il celebre bacio di Rossella e Rhett è inserito nella memorabile scena finale.
  31. ^ Paperino e il vento del Sud, in INDUCKS.
  32. ^ (EN) Via col vento, su AllMovie, All Media Network.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Gabe Essoe, The Films of Clark Gable Citadel Press, Secaucus, New Jersey 1970 ISBN 0-8065-0273-8
  • (EN) Cameron, Judy, & Paul J. Christman (1989). The Art of Gone with the Wind: The Making of a Legend. Prentice Hall. ISBN 0-13-046740-5
  • (EN) Harmetz, Aljean (1996). On the Road to Tara: The Making of Gone with the Wind. New York: Harry N. Abrams. ISBN 0-8109-3684-4
  • (EN) Bridges, Herb (1998). The Filming of Gone with the Wind. Mercer University Press. ISBN 0-86554-621-5
  • (EN) Bridges, Herb (1999). Gone with the Wind: The Three-Day Premiere in Atlanta. Mercer University Press. ISBN 0-86554-672-X
  • Cristalli, Paola (2001). Victor Fleming, Via col vento. Lindau. ISBN 978-88-7180-367-8
  • Morandini, Laura, Luisa e Morando. Morandini 2008: Dizionario dei film. Zanichelli. ISBN 978-88-08-20250-5

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